sabato 18 dicembre 2010

No galline in batteria: campagna - novità di Current tv


Fervono i preparativi per le cene di Natale. Current TV e LAV mettono sul piatto una campagna ADV in realtà aumentata contro gli allevamenti di galline in batteria. Come da tradizione, anche quest'anno le carni bianche e le uova saranno protagoniste dei banchetti delle imminenti feste. E' per questo che la LAV e il canale italiano del network d'Informazione Indipendete fondato da Al Gore si affiancano in una campagna pubblicitaria che vuole informare e sensibilizzare il vasto pubblico su quei milioni di animali reclusi in spazi piccoli come un foglio A4, in gabbie impilate fino a 6 piani con ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione e soddisfare le tavole di tutto il mondo.
Il visual, realizzato da Cookies Adv, coglie il momento di raccoglimento che precede le cene delle festività e contrappone le immagini forti di animali costretti in gabbia. Completa la campagna un video prodotto da LAV che mostra le reali condizioni di vita degli animali in batteria e che sarà visibile in realtà aumentata grazie alla nuova tecnologia applicata per Current da Seac02
. Ovvero, collegandosi al sito www.current.it e avvicinando l'immagine (riportata nel comunicato e stampabile attraverso il sito in formato pdf) alla webcam del proprio pc, il video si avvierà in automatico. La campagna sarà visibile sui principali giornali e magazine italiani a partire dal 29 dicembre 2010.
In prima linea per il riconoscimento e la difesa dei diritti degli animali, LAV ha trovato in Current TV una sponda ideale per sostenere a livello europeo lʼapplicazione del bando delle gabbie di batteria entro il 1° gennaio 2012 previsto dalla direttiva 1999/74. Il canale dell'Informazione Indipendente in onda su Sky, infatti, è da sempre attento alle tematiche che riguardano la produzione alimentare nel rispetto della trasparenza e della responsabilità commerciale, dell'ambiente, del commercio equo e solidale, dei diritti dei lavoratori, dei minori, degli animali. Tanti i documentari e le serie investigative andate in onda su Current: da Super Size Me di Morgan Spurlock, all'inchiesta della BBC Polli Gonfiati, fino alla serie l'Industria del Cibo.
Current TV conclude con questa le campagne Brand 2010 proposte in Italia con il claim Non guardare da un’altra parte. Si è trattato d'iniziative seriali Adv che, nel corso dell'anno, affiancando le creatività legate ai programmi speciali come Saviano racconta Saviano, hanno puntato su tematiche controverse realizzando vere e proprie campagne di opinione (dalla crisi economica alla sicurezza legata all’energia nucleare).
“Con questa campagna vogliamo dare un contributo di informazione ai cittadini chiedendo loro di aiutarci a evitare sofferenze come quelle cui sono sottoposte le galline dalle gabbie - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente LAV - Liberiamoci dalle uova di galline nate e vissute nelle strette gabbie di batteria, liberiamo 40 milioni di galline garantendogli quel benessere che non possono avere nel sistema in gabbia, ricordando che dal 2012 introdurrà il divieto d’allevamento nelle gabbie convenzionali. Tutti i giorni e più che mai in occasione di festività religiose come il Natale, possiamo e dobbiamo mettere in pratica la solidarietà, anche nelle scelte alimentari”.
"Le nostre campagne di comunicazione - dice il direttore Marketing di Current TV, Paolo Lorenzoni - rispecchiano ciò che cerchiamo di fare come social news network, sul web e in televisione: creare attenzione, visibilità e dialogo intorno a quelle storie e a quei temi che non trovano uno spazio sufficiente sugli altri media. Questioni importanti quanto urgenti, come quella legata ad un’alimentazione consapevole. E che questo rappresenti una necessità nell’offerta d’informazione lo confermano i dati del nostro 2010 in Italia: una social community di followers che sfiora le 100mila persone, un milione di pagine viste su Current.it a Marzo e una crescita significativa degli ascolti televisivi, segnalata non soltanto dai dati Auditel, ma anche dalla recente premiazione agli HotBird Awards come miglior canale news europeo insieme a BBC World".
Barbara Castiello
PRESS OFFICE, PR MANAGER
CURRENT TV, LLC
Fonte: Ufficio Stampa LAV

mercoledì 8 dicembre 2010

Tempo di calendari


Anche il 2010 si avvia alla conclusione. Un anno che a molti animali ha portato gioia e serenità, ad altri tristezza e solitudine. Grazie all'insostituibile e prezioso lavoro dei volontari, tanti dei nostri protetti hanno trovato adozione, e conosciuto il calore di una famiglia. I meno fortunati però sono rimasti con noi nei nostri oltre 100 rifugi e, probabilmente, con noi resteranno fino alla fine dei loro giorni.
A volte, non lo neghiamo, ci sono momenti di sconforto, che passano rapidamente quando i nostri occhi incrociano i loro occhi, e grazie alle tante persone che amano gli animali e che riconoscono il nostro operato, cerchiamo di dare sempre il massimo. Il nostro motto è: “non arrendersi mai!”, e continuare a lottare per rendere la vita degli animali migliore.
Ci voleva quindi, anche quest'anno, un calendario colorato e spiritoso ma nello stesso tempo pieno di tenerezza. Il calendario 2011, inoltre, non solo mette in risalto gli ineguagliabili sguardi e i fantastici musi dei nostri amici fedeli, ma è anche un contenitore di notizie, informazioni e curiosità, grazie al prezioso contributo dello zooantropologo Roberto Marchesini, che ha firmato con una sua citazione tutti i mesi dell'anno.
Il calendario misura 26x21 cm chiuso, 21x42 cm aperto; è rilegato con spirale metallica e ha un foro al piede per poter essere appeso. E’ disponibile presso tutte le sedi locali della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, oppure – dove non vi fosse – si può ordinare seguendo le modalità indicate sul sito
www.legadelcane.org . L’ offerta minima richiesta è pari a euro 10,00 - escluso eventuali spese di spedizione.
Il ricavato dell’iniziativa sarà totalmente utilizzato per finanziare le attività della Lega Nazionale per la Difesa del Cane a favore degli amici a quattro zampe.
Nel rispetto dell’ambiente, il calendario è stato realizzato con carta ecologica a marchio FSC, che identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

domenica 5 dicembre 2010

Liberare gli animali dalla schiavitù del circo


Oggi domenica 5 Dicembre la LAV sarà presente in tutte le pricipali piazze italiane per il lancio della nuova Campagna Nazionale sui Circhi: VOGLIAMO LIBERARE GLI ANIMALI DALLA SCHIAVITU' DEL CIRCO.
A Pescara la LAV sarà presente in Piazza Sacro Cuore dalle 11.00 alle 20.00: stand info, distribuzione materiale informativo,proiezione filmati sui metodi di addestramento degli animali nei circhi, animazione, raccolta firme per petizione ai governi locali e nazionale, cessione gadget a sostegno della Campagna.

Si spalancano le porte agli animali grazie al Ministro Michela Brambilla

Ancora una volta un plauso al Ministro del Turismo Michela Brambilla da parte della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Grazie a lei, i nostri animali potranno entrare in tutti i luoghi pubblici, ristoranti, uffici postali, salire sui mezzi di trasposto, salvo espresse e motivate deroghe; non come ora che possono accedervi solo quando è loro consentito.
Spesso assistiamo a superficialità e approssimazione da parte di molti politici nell'affrontare certi temi, c'è al contrario chi lancia un segnale di grande impegno e responsabilita' politica e civile come il Ministro Michela Brambilla.
L'ordinanza che il ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha scritto con l'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ha esplicitamente lo scopo di creare delle città anche a misura dei nostri amici a quattro zampe. Il provvedimento, che ogni sindaco potrà recepire con una semplice ordinanza sindacale, prende le mosse da un sondaggio Ipsos secondo il quale + del 40% degli italiani possiede almeno un animale domestico; ed è quindi "chiaro - ha spiegato il ministro - che compito delle istituzioni è lavorare per rendere più semplice la vita di queste famiglie e rispondere alle loro necessità".
Gli animali, quindi potranno accedere ovunque, salvo che in ospedali, asili, scuole, con l'eccezione delle case di riposo, in quanto il ministro ha anche pensato al disagio dei nostri anziani se privati del loro amico del cuore.
Michela Vittoria Brambilla è consapevole del fatto che "sia la prima volta che un ministro si occupa in modo così importante di un tema che, colpevolmente, era ritenuto di secondo piano fino ad oggi: creare una nuova coscienza d'amore e di rispetto per gli animali e i loro diritti"."Forse, in passato - ha sottolineato - questo necessario cambiamento culturale non era considerato sufficientemente nobile per occupare l'agenda di un ministro. Ma io non la penso così. E soprattutto gli italiani non la pensano così". Michela Vittoria Brambilla pensa che anche il turismo nel nostro Paese trarrà un vantaggio da questa ordinanza, anche sulla scorta dei risultati positivi che ha avuto l'istituzione di tratti di spiaggia dove i turisti possono accedere con i loro animali. Iniziative, tutte, finalizzate alla creazione di una Italia "Animal frendly", che "rappresenta una delle priorità del Ministero del Turismo".
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ribadisce il suo pieno sostegno alle azioni del Ministro del Turismo per aver confermato il suo impegno politico, le sue azioni sono un segnale importante per l’Italia. Inoltre ringraziamo Michela Brambilla per l'apertura intellettuale e civile, l'acuta sensibilità che tanto spesso si è manifestata in una vera e propria battaglia di fronte ai segni di involuzione del sistema.

Il diritto di vivere

Giovedi 2 dicembre presso il Circolo della stampa di Trieste si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della Campagna contro la vivisezione “Il Diritto di Vivere”. La stessa, voluta e creata dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane vede due testimonial illustri come Margherita Hack e Roberto Marchesini, presenti oggi in sede di conferenza stampa insieme all'avv. Michele Pezone, Resp. Rapporti istituzionali della Lega del Cane.
Gli interventi dei relatori hanno sottolineato come la Direttiva 2010/63 sull’utilizzo degli animali per fini scientifici – approvata dal Parlamento - abbia purtroppo dimostrato quanto il predetto organo legislativo sia più sensibile agli interessi dell’industria farmaceutica che alla sensibilità dei cittadini sul tema della vivisezione. Il fatto di essere animali - dichiara di Margherita Hack Scienziata, Astrofisica - con il cervello più sviluppato e complesso non ci autorizza ad agire in maniera così crudele verso creature sensibili e per molti aspetti simili a noi. Spesso, infatti, vengono eseguiti esperimenti inutili, solo per aggiungere una pubblicazione al proprio curriculum: firmo contro questa grande inciviltà.
Nonostante nel testo si faccia riferimento alla limitazione dei test più dolorosi e all'utilizzo delle cavie solo nei casi necessari – sottolinea Laura Rossi Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - destano sgomento le deroghe per esigenze scientifiche che prevedono l'utilizzo di animali in via d’estinzione catturati in natura, come scimpanzé e gorilla, e addirittura di animali randagi, come gatti e cani, nel caso non sia possibile raggiungere altrimenti lo “scopo della procedura”. La nuova Direttiva 2010/63 prevede anche la possibilità di utilizzare lo stesso animale per più esperimenti, di utilizzare anidrite carbonica per la soppressione delle cavie (procedura che provoca un’elevata e prolungata sofferenza), e la possibilità di effettuare anche toracotomie (aperture del torace) senza anestesia. E tutto questo mentre il Consiglio Nazionale delle Ricerche degli USA, annunciando la necessità di una svolta epocale nella tossicologia, insiste per trasferire le prove tossicologiche dall’animale ai metodi in vitro.
La scienza in questi ultimi vent’anni – afferma Roberto Marchesini epistemologo e saggista, studioso di relazione uomo-animale - è progredita notevolmente nella conoscenza degli animali: le ricerche di etologia sul campo, di neurobiologia e le prassi di neural imaging ci consegnano un’immagine dell’animale che non ha più nulla dell’automa cartesiano mosso da istinti e condizionamenti. Oggi sappiamo che gli animali sono capaci di provare sentimenti, dolore, ricordi, di porsi degli obiettivi e di fare delle valutazioni, di avere consapevolezza dei loro pensieri e coscienza di se stessi. Questa nuova immagine dei soggetti di altre specie non può non chiamarci a una riflessione etica sulla legittimità del comportamento dell’uomo verso gli animali: in altre parole non abbiamo più il paravento cartesiano che ci metteva al riparo da qualunque limite alla condotta. Eppure le pratiche di sperimentazione sugli animali diventano sempre più invasive, come testimonia la direttiva approvata dal parlamento europeo. Si tratta di una schizofrenia che non riguarda solo l’animale come paziente morale ma noi uomini per primi: ci condanna a un’insufficienza grave come agenti morali.
La sperimentazione animale – sostiene Michele Pezone avvocato, scrittore, Responsabile Rapporti Istituzionali LNDC - è ritenuta ormai obsoleta, come dichiarato nel documento conclusivo del VII Congresso mondiale sulla sperimentazione animale. La Direttiva 2010/63 avrebbe potuto e dovuto favorire effettivamente il passaggio ai nuovi metodi di ricerca (REACH), anziché limitarsi ad astratte enunciazioni di principio e a richiedere agli Stati membri, se possibile, di garantire il ricorso a sistemi alternativi. Agiremo affinché, nell'iter di recepimento nazionale della Direttiva, vengano inserite disposizioni per favorire lo sviluppo concreto di metodi che non facciano uso di animali, limitando nei fatti il ricorso agli animali, per un futuro basato su una ricerca scientificamente corretta e libera dal vincolo arretrato del modello animale.
Spesso – continua Roberto Marchesini - si sente dire che coloro che avversano la sperimentazione animale vanno contro la ricerca scientifica e mettono a repentaglio l’acquisizione di scoperte fondamentali per la salute dell’uomo. In realtà è proprio la ricerca scientifica che negli ultimi dieci anni ha messo in discussione la fondatezza di questa pratica. Di fatto la vivisezione è una pratica obsoleta, molto approssimativa e forviante, facile da addomesticare agli interessi dell’industria farmaceutica. Puntare tutto verso le pratiche di sperimentazione animale risponde perciò più a logiche economiche che di ricerca. Insistere su questa prassi, che in fondo non è cambiata da millenni e che si basa su presupposti estremamente fragili (che la risposta sull’animale sia la stessa che sull’uomo), in realtà vuol dire mettere in ombra altri tipi di indagine, come le ricerche sulle culture cellulari, sulle nanotecnologie, sulla simulazione virtuale, sulle mappe epidemiologiche, sulle cellule staminali, molto più produttive e innovative.
In tale scenario - dice Piera Rosati dir. Uff. Comunicazione e Sviluppo LNDC - il progetto di comunicazione della Campagna contro la vivisezione “Il Diritto di Vivere”, ha la esplicita finalità di promuovere un vero e proprio cambiamento culturale, un processo collettivo di sensibilizzazione e responsabilizzazione, in cui ogni cittadino assume un ruolo attivo. Un progetto di grande importanza, principalmente per l’attenzione dedicata alla dimensione sociale ed umana del problema.

sabato 27 novembre 2010




Margherita Hack – Roberto Marchesini

Campagna della Lega Nazionale per la Difesa del Cane

IL DIRITTO DI VIVERE

Giovedì 2 dicembre 2010, ore 11.30 ,

CIRCOLO DELLA STAMPA - SALA “PAOLO ALESSI”

Corso Italia, 13 - Trieste

Interverranno:

Margherita Hack – Scienziata, Astrofisica
Roberto Marchesini - Epistemologo e saggista, studioso di relazione uomo-animale
Michele Pezone - Avvocato, scrittore, Responsabile Rapporti Istituzionali LNDC

Moderatore: Gianrossano Giannini, Ordinario di Astrofisica, Università di Trieste

Con la Campagna di comunicazione “Il Diritto di Vivere”, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane con Margherita Hack e Roberto Marchesini, si rende protagonista di una delle campagne di sensibilizzazione più importanti sul tema vivisezione.

L'approvazione, da parte del Parlamento Europeo, della Direttiva 2010/63 sull’utilizzo degli animali per fini scientifici ha purtroppo dimostrato quanto il predetto organo legislativo sia più sensibile agli interessi dell’industria farmaceutica che alla sensibilità dei cittadini sul tema della vivisezione.

Nonostante nel testo si faccia riferimento alla limitazione dei test più dolorosi e all'utilizzo delle cavie solo nei casi necessari, destano sgomento le deroghe per esigenze scientifiche che prevedono l'utilizzo di animali in via d’estinzione catturati in natura, come scimpanzé e gorilla, e addirittura di animali randagi, come gatti e cani, nel caso non sia possibile raggiungere altrimenti lo “scopo della procedura”.

A tal proposito bisogna ricordare come gran parte dei primati provenga da catture allo stato selvatico, dove tutto il nucleo familiare viene ucciso per prelevare il piccolo che, atterrito e disorientato, affronta viaggi transoceanici rinchiuso in piccoli contenitori per raggiungere l'Europa, e come ultima tappa il laboratorio.

La nuova Direttiva 2010/63 prevede anche la possibilità di utilizzare lo stesso animale per più esperimenti, di utilizzare anidrite carbonica per la soppressione delle cavie (procedura che provoca un’elevata e prolungata sofferenza), e la possibilità di effettuare anche toracotomie (aperture del torace) senza anestesia. E tutto questo mentre il Consiglio Nazionale delle Ricerche degli USA, annunciando la necessità di una svolta epocale nella tossicologia, insiste per trasferire le prove tossicologiche dall’animale ai metodi in vitro.

Ad oggi il numero di animali usati per fini sperimentali non accenna a diminuire, rimanendo sulla soglia dei 12 milioni all’anno. Paesi come la Germania, Spagna, Francia Irlanda e Austria mostrano, addirittura, un forte incremento, mentre l’Italia mantiene tristemente il quinto posto nella classifica degli animali usati, dopo Francia, Regno Unito, Germania e Spagna.

La sperimentazione animale è ritenuta ormai obsoleta, come dichiarato nel documento conclusivo del VII Congresso mondiale sulla sperimentazione animale. La Direttiva 2010/63 avrebbe potuto e dovuto favorire effettivamente il passaggio ai nuovi metodi di ricerca (REACH), anziché limitarsi ad astratte enunciazioni di principio e a richiedere agli Stati membri, se possibile, di garantire il ricorso a sistemi alternativi.

Ma, l’Unione Europea continua a ritardare l’ incentivazione al ricorso a metodi che non facciano uso di animali.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane unita a Margherita Hack e a Roberto Marchesini, agirà affinché, nell'iter di recepimento nazionale della Direttiva, vengano inserite disposizioni per favorire lo sviluppo concreto di metodi che non facciano uso di animali, limitando nei fatti il ricorso agli animali, per un futuro basato su una ricerca scientificamente corretta e libera dal vincolo arretrato del modello animale. Parimenti si richiede il divieto senza deroga dell’uso di animali a scopo didattico.

L'11 e il 12 Dicembre nella Giornata internazionale per i diritti degli Animali sosteniamo “il Diritto di Vivere” per il ricorso a metodi di sperimentazione alternativi.

Puoi aiutarci con una firma sulla nostra petizione

http://firmiamo.it/il-diritto-di-vivere

Animali utilizzati per fini sperimentali nei Paesi dell’Unione Europea

Le statistiche complete sono consultabili su:

http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/reports_en.htm

giovedì 25 novembre 2010

5 per mille, nella finanziaria fondi dimezzati

Un'«offesa a tutto il mondo del volontariato» è stato il commento del Presidente di Ciessevi, Lino Lacagnina, all'indomani dell'approvazione del maxiemendamento alla legge di stabilità che «opera un taglio del 75% rispetto al 2010 sulle risorse che provenivano da una libera scelta del contribuente». Nel provvedimento, di fatto il tetto massimo che per il 2010 era di 400 milioni si riduce a 100 milioni di euro.

«Di anno in anno - ha commentato Lacagnina - le risorse che il volontariato ha ricevuto dal 5 per mille si sono man mano erose. Se a questo aggiungiamo i ritardi nei pagamenti, i ricorsi per gli errori formali, le aggiunte di nuove categorie di beneficiari, la confusione ha raggiunto l'apice. Di controcanto in Parlamento giacciono alcuni progetti di legge volti a dare ordine a questo strumento di raccolta fondi, ma mai presi in esame seriamente. Tre legislature sono passate da quando è nato il beneficio del 5 per mille e ogni anno le associazioni ci chiamano per capire come devono comportarsi. E ogni anno dobbiamo impiegare tempo e risorse per aggiornarci sulle novità, per esserne al corrente e per fornire un servizio puntuale e preciso di informazione verso i nostri utenti, che sono poi le organizzazioni di volontariato».

Una scelta, quella del Parlamento che va in controtendenza con le aspettative dei cittadini. Sono, infatti, milioni (14.652.659 solo nel 2008) i contribuenti che scelgono di sostenere economicamente le associazioni di volontariato apponendo nel modello di dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell'ente preferito.

«Non è un segreto che Comuni, Provincia e Regione, blindate tra rispetto del Patto di stabilità e tagli dei fondi per le politiche sociali, hanno pochi soldi in cassaforte» ha chiosato il Presidente di Ciessevi. «E, di conseguenza, gli enti locali, rimborsano con il contagocce i costi delle attività e dei servizi resi dal volontariato. A questo ostacolo, oggi, se ne è aggiunto un altro che zavorra non solo l'azione ma anche lo sviluppo delle associazioni, il taglio ai fondi del 5 per mille».

Pubblicato su:
http://www.twimc.it/?p=693

LAC, ENPA, LIPU e LAV scrivono a Zaia per chiedere lo stop della caccia in deroga in Veneto dopo la condanna dell’Unione Europea

Il 18 novembre scorso le associazioni LAC, ENPA, LIPU e LAV del Veneto hanno scritto una lettera al Governatore del Veneto Luca Zaia chiedendo la revoca della delibera n.2371, del 5 ottobre, con la quale è stata consentita la caccia agli uccelli migratori protetti appartenenti alla specie Pispola, Fringuello, Frosone, Storno, Peppola e Prispolone.

La richiesta della revoca è giunta in seguito alla sentenza di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, dell’11 novembre scorso, a causa della legge regionale del Veneto n.13 del 2005, la quale viola palesemente le direttive comunitarie sulla tutela degli uccelli selvatici.

La revoca della delibera del 5/10/2010 è un atto dovuto perché è stata approvata ai sensi della L.R.13/2005 ora dichiarata illegittima dalla Corte di Giustizia Europea.

Proprio nell’anno internazionale per la tutela della biodiversità la Regione Veneto è l’unica regione d’Europa dove si cacciano gli uccelli protetti in spregio delle direttive comunitarie e della sentenza della Corte di Giustizia Europea.

“Speriamo che Zaia non faccia orecchia da mercante – ha dichiarato Andrea Zanoni, Presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia del Veneto – e revochi al piu’ presto la delibera sulla caccia in deroga grazie alla quale oggi il Veneto è l’unica regione d’Italia e d’Europa dove, in violazione delle direttive comunitarie e della Sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso 11 novembre, si uccidono deliberatamente specie di uccelli migratori protetti. Ritengo gravissimo che ciò accada addirittura nell’anno internazionale della tutela della biodiversità.”

Fonte: LAC Lega Abolizione Caccia - web: www.lacveneto.it

venerdì 12 novembre 2010

Seminario "Diritti degli Animali" - Centro Cinofilo San Michele Torre (Parma), 20 e 21 novembre 2010


Conoscere i regolamenti sanitari per aprire un campo o per fare attività con gli animali, avere indicazioni su tutte le norme del codice civile e del codice penale relative alla tutela degli animali, prendere visione dei profili psicopatologici che predispongono ai comportamenti di maltrattamento, conoscere i problemi di bioetica animale e i più importanti approcci criteriologici: questi sono gli obiettivi di questo seminario che intende offrire uno sguardo globale e dettagliato sui temi del maltrattamento e della tutela animale.

Relatori:
Roberto Marchesini, Direttore SIUA
Carlo Riccio, Medico Veterinario Ausl Piacenza
Michele Pezone, Avvocato Responsabile LNDC Rapporti Istituzionali
Camilla Pagani, Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - CNR Roma

Costo: 240 € Iva inclusa
A tutti i partecipanti verranno dati in omaggio 5 volumi di bioetica a scelta tra un elenco che verrà inviato a coloro che si iscriveranno.

Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria Didattica SIUA ai seguenti recapiti: Tel: 051/810387 – 340/2513890 - e-mail: promozione@siua.it

mercoledì 10 novembre 2010


Presentazione del libro di Michele Pezone

Vingança

Pescara, Museo d'Arte Moderna Vittoria Colonna

mercoledì 17 novembre 2010, ore 19:00

Presenta Andrea Romano

martedì 9 novembre 2010

Foche, Corte di Giustizia UE annulla la sospensione del regolamento europeo che vieta la caccia commerciale di questi mammiferi

Il Presidente dellaCorte di Giustizia dell'Unione Europea, con Ordinanza del 25 ottobre ha rigettato la richiesta di sospensionedel bando europeo che vieta la caccia commerciale delle foche e ha annullato quindi la precedente ordinanza del 19agosto scorso con la quale si sospendevatemporaneamente il divieto europeo su istanza presentata da organizzazioni dipopolazioni indigene del Canada e della Groenlandia insieme al Fur Institute ofCanada, Canadian Seal Marketing Group e altre sigle collegate all'industriadella pellicceria.
Il Regolamento UE1007/2009 sul commercio dei prodotti derivati dalle foche, sin dalla suaapprovazione sta subendo forti attacchi da parte dell'industria dellapellicceria interessata allo sfruttamento delle foche cacciate in Canada eGroenlandia. Nonostante il bando fosse efficace a partire dal 20 agosto 2010,già dai primi mesi dell'anno organizzazioni commerciali di questi Paesi hannoavviato un procedimento per chiederne l'annullamento e, in attesa della sentenzadella Corte di Giustizia, anche la temporanea sospensione.
Lo scorso 19 agosto,alla vigilia dell'entrata in vigore del Reg. UE 1007//09, il Presidente della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, accolse la richiesta di sospensione masi trattò solo di un atto dovuto, dato che la Commissione Europea adottò lemisure attuative del regolamento solo pochi giorni prima e quindi la Corteaveva bisogno di valutare le argomentazioni dei ricorrenti per potere deciderenel merito.
Sulla base delledocumentazione prodotta dai due schieramenti - da una parteil Parlamento Europeo e la Commissione (coadiuvati dai legali delle principalicoalizioni internazionali di protezione degli animali quali Eurogroup forAnimals e FFA-Fur Free Alliance, di cui la LAV è componente, e dall'IFAW -International Fund for Animal Welfare) e, dall'altra parte, organizzazioni dipopolazioni indigene del Canada e della Groenlandia insieme al Fur Institute ofCanada, Canadian Seal Marketing Group e altre sigle collegate all'industria dellapellicceria - la Corte di Giustizia ha rilevato che, sulla base dellagiurisprudenza comunitaria, i ricorrenti non hanno presentato adeguateevidenze attestanti che la mancata sospensione del bando possa provocare gravi,personali e irreparabili conseguenze; hanno presentato solo mereosservazioni su interessi economici, culturali, sociali di caratteregenerale che solo soggetti di diritto pubblico possono avanzare, mentre iricorrenti rappresentano categorie riconducibili a persone fisiche, società commercialie associazioni di categoria.
Pur ribadendo che ilReg.1007/2009 prevede già una specifica deroga per garantire la sussistenzadelle popolazioni indigene per le quali la caccia alle foche sta alla basedelle proprie tradizioni, dalle argomentazioni che motivano l'Ordinanza delPresidente della Corte di Giustizia UE, emerge altresì che nel 2006 gli Inuitdel Canada hanno cacciato solo un decimo del totale delle foche che sonostate abbattute (ossia 30.000 animali su oltre 300.000 cacciati) e che, diqueste, solo un quinto (circa 6.000 foche) furono esportate e nonesclusivamente nell'Unione Europea. Considerato inoltre che, come dichiaratodai ricorrenti, gli Inuit cacciano le foche prevalentemente per il consumodelle loro carni e che le pellicce sono vendute per coprire i costi dellacaccia, non si comprende come le disposizioni del bando europeo possanodanneggiare tali popolazioni che, nell'ambito di un opportuno sistema ditracciabilità come previsto dalla Commissione UE (Reg.737/10) potranno continuaread immetterle nel mercato europeo.
"Da quanto emerso inquesta ulteriore tappa del procedimento avviato contro il bando europeo- ha dichiarato Simone Pavesi, responsabile nazionale LAV settore pellicce - pareevidente che dietro la caccia alle foche si nascondano gli spregiudicatiinteressi di chi ha trasformato il mezzo di sostentamento di una popolazione inun business internazionale".
"Se è vero che lepopolazioni Inuit cacciano le foche da millenni- ha proseguito Pavesi - è altrettanto vero che nel corso dei secoli non èmai esistito un mercato dei prodotti di foca e ciononostante queste popolazionisono sopravvissute. E' solo ora che sono in balia dell'industria dellapellicceria e del settore di trasformazione dei prodotti di foca, che queste popolazioniaccusano difficoltà economiche e sociali. Auspichiamo che la Corte di Giustiziapossa presto giungere alla conclusione del procedimento, in modo da togliereogni dubbio circa l'applicabilità del provvedimento che, va ricordato, ad oggiè a tutti gli effetti vigente. Per questo chiediamo che siano attivate leopportune procedure di controllo sulle merci immesse nel mercato europeo enazionale".
Fonte: Ufficio Legale LAV

lunedì 1 novembre 2010

Biblioteca Comunale di Terni - Invito


sabato 06 novembre - ore 11.00 – caffè letterario


presentazione del libro


Il mio ultimo amico di Edmondo De Amicis


ristampa anastatica Il Formichiere, 2010


intervengono:


Simone Guerra – Assessore alla Cultura Comune Terni


Stefania Cherubini – Assessore alla Cultura Provincia Terni


Gabriella Tomassini


Fausto Dominici


Michele Pezone – Lega Nazionale per la difesa del cane

Cacciatori capricciosi ed effetti delle forzature. Ma il vero problema resta la sicurezza: ed anche Arcicaccia mette la testa sotto la sabbia.

"In risposta al comunicato Arcicaccia del 29 ottobre, si comprende benissimo la posizione espressa dal suo presidente Osvaldo Veneziano, di stigmatizzazione delle forzature del mondo venatorio e del radicalismo della controparte anticaccia, al punto di chiedere espressamente il ritiro del DDL Orsi.
Il punto però non è la radicalizzazione dello scontro...", dichiara Daniela Casprini, presidente dell'Associazione Vittime della Caccia e aggiunge: "ci sono questioni che nella loro intrinseca verità non possono essere taciute o disconosciute: la sicurezza e l'ordine pubblico connessi all'esercizio dell'attività venatoria sembrano non essere percepiti dal presidente Veneziano come le questioni più drammatiche ed in questo contesto si allinea con l'ala venatoria più estrema, non toccando minimamente l'allarme sociale che coinvolge direttamente gli abitanti di zone a pianificazione venatoria, che ricordiamo essere ben il 70% del territorio italiano".
Prosegue la Casprini: "Temi, quello della sicurezza e dell'ordine pubblico, a più riprese sollevati anche dal Ministro del Turismo Brambilla, coerentemente col ruolo istituzionale di cui è investita.
Gli aspetti di merito sollevati dal Ministro non devono prestare il fianco a nessun tipo di strumentalizzazione politica poiché denunciano di fatto problemi reali e tremendamente seri, gli stessi che la nostra Associazione da tempo solleva.
Fa comodo disconoscere che il Ministro altro non è che lo specchio di una voce sempre più diffusa che di caccia e di violenza non ne vuole più sapere. La pressione venatoria non provoca solo vittime per armi da caccia ma, più in generale, rende i cittadini vittime ed ostaggi di un sistema politico clientelare che in tutte le sue articolazioni controlla poi la pianificazione e gestione del territorio, anche attraverso la destinazione venatoria coatta di terreni privati, contro la volontà del proprietario e con scarsissime possibilità d'opposizione dello stesso. Peccato davvero...", conclude la presidente dell'Associazione Vittime della Caccia: "... un'altra occasione persa dall'ennesima associazione venatoria per dare al dramma quotidiano delle vittime il doveroso e responsabile rilievo".
Ufficio Stampa Associazione Vittime della Caccia

venerdì 29 ottobre 2010

Caccia. Dal premier Berlusconi impegno per una maggiore tutela del patrimonio naturalistico

Roma, 29 ottobre 2010 - Un ringraziamento alle associazioni animaliste e ambientaliste, “per l’importante lavoro che svolgono a tutela della natura e della biodiversità , un grandissimo patrimonio che il mondo ci ha regalato in milioni di anni e di cui tutti dobbiamo essere custodi”. Si apre così la lettera di risposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alle associazioni Enpa, LIPU, Animalisti Italiani, Fare Verde, LAV e Lega del Cane, che gli avevano inviato nei giorni scorsi un documento che esprimeva preoccupazione in merito all’attività venatoria e, in particolare, ai recenti attacchi subiti dal Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla da parte della lobby della caccia estremista.
“Un grande Paese deve rappresentare un esempio anche in queste battaglie, che sono condivise dalla maggior parte degli italiani” – continua il Presidente del Consiglio che, dichiarando apertamente l’impegno del Governo per una maggiore tutela del patrimonio naturalistico, assicura il pieno sostegno ed apprezzamento per l’operato del Ministro del Turismo. L’on Brambilla “in accordo con la Presidenza del Consiglio, si è resa interprete di queste esigenze e opera con efficacia per la loro tutela”.
Questa inequivocabile dichiarazione è una chiara risposta a chi ha chiesto, con inaudita arroganza, il silenzio sulla caccia e sulle tematiche relative agli animali da parte del Ministro del Turismo, che, invece, è pienamente legittimata dal Governo ad esprimere l' evidente preoccupazione e anche la contrarietà per l’attività venatoria, che pone un grande problema di sicurezza del territorio ed è dannosa per le attività legate al turismo, cardine della nostra economia; essa esercita un forte impatto sulla biodiversità, patrimonio che attrae un numero sempre maggiore di cittadini nel nostro Paese.
Le scriventi associazioni desiderano ringraziare il Presidente del Consiglio per aver chiarito che non ci saranno altri spazi per chi vuole ridurre le tutele per gli animali e il patrimonio faunistico.
LEGA DEL CANE - ENPA - LIPU - ANIMALISTI ITALIANI – FARE VERDE – LAV

Libertà per 560 mila galline ogni anno


560.000 vite libere. Da sofferenze, malattia, stress. Condizioni a cui sono costrette le galline ovaiole in gabbia. Da oggi e per sempre 560.000 galline ogni anno usciranno dalle gabbie. Da oggi e per sempre, la COOP ha detto NO alle uova da allevamento in gabbia: bandite da tutti i punti vendita.
Un grande risultato. Solo il primo di una lunga serie, crediamo: altri supermercati dovranno seguire l'esempio di COOP e accogliere le nostre richieste, in nome dei diritti degli animali.
Scopri cosa c'è dietro un uovo su
gallinelibere.

Approvata la legge di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia

E’ stato definitivamente approvato alla Camera il testo della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia.
Particolarmente soddisfatto l’On. Gianni Mancuso, nella sua veste di politico, ma soprattutto in quella di medico veterinario.
La convenzione vide la luce a Strasburgo il 13 novembre del 1987 e vi aderivano già 19 paesi membri del Consiglio d’Europa, mentre Italia e Olanda l’avevano solo firmata.
Molte le novità introdotte: la normativa ordinaria italiana, nazionale e regionale, già aveva recepito le basi della convenzione, ma mancava nella nostra legislazione un coordinato di norme così completo e preciso.
La convenzione, vieta, tra l’altro le menomazioni gratuite e crudeli verso gli animali come il taglio di coda e orecchie, la recisione delle corde vocali e l’asportazione delle unghie. Ma non prevede un relativo apparato sanzionatorio contro questi atti.
Per questo è stato presentato e approvato un Ordine del Giorno, sottoscritto anche da Mancuso, affinché in un altro provvedimento ci si occupi della parte sanzionatoria verso chi sottopone gli animali a tali sofferenze inutili ed evitabili.
“ E’un grosso passo avanti per un paese in cui, sottolinea l’Onorevole Mancuso, fino al 2004, si puniva chi maltrattava o uccideva gli animali non già perché incrudeliva nei confronti di esseri viventi e senzienti, ma soltanto perché provocava ribrezzo e orrore negli altri esseri umani. Dal 2004 possiamo quindi dire di far parte del club dei paesi civili, almeno per quanto riguarda i diritti degli animali”.
Inoltre sono state adeguate le norme dell'ordinamento interno, e sono state aumentate le sanzioni previste nel Codice penale per i reati di uccisione e maltrattamento di tutti gli animali.
Il traffico dei cuccioli ora è un reato: chi trasporta e commercia cani e gatti senza microchip, documentazione sanitaria e passaporto rischia la reclusione da 3 mesi a un anno e una multa da 3.000 a 15.000 euro.
La nuova Legge codifica, inoltre, l’introduzione illecita di animali da compagnia. Le condotte sanzionate, seppur analoghe a quelle previste dal reato di traffico illecito, si differenziano però da esso poiché poste in essere da soggetti che non hanno approntato un’attività organizzata o reiterata. La pena prevista è il pagamento di una sanzione amministrativa da 100 a 1000 euro per ogni animale privo di sistemi di identificazione individuale, e da 500 a 1000 euro per ogni animale da compagnia introdotto nel territorio nazionale in violazione della legislazione vigente, in assenza delle necessarie certificazioni sanitarie e, ove richiesto, di passaporto individuale.
La Legge prevede, inoltre, sanzioni amministrative accessorie per il trasportatore o il titolare di un’azienda commerciale che violino più volte l’articolo di introduzione illecita. Si va dalla sospensione dell’esercizio dell’attività da uno a tre mesi, fino alla revoca nei casi più gravi.
Per la Lega Nazionale per la Difesa del Cane questo è un importante risultato che potrà salvare la vita a migliaia di cuccioli acquistati a costi irrisori alla fonte e venduti a caro prezzo perchè "trasformati" a destinazione in cuccioli italiani.

mercoledì 20 ottobre 2010

Scopri Monte Pallano - Parco Archeologico Naturalistico tra Atessa e Tornareccio (Provincia di Chieti)


Si attende la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia

Mercoledì 19 ore 15:00 le Commissioni riunite Esteri e Giustizia, dopo i pareri favorevoli della scorsa settimana delle Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio e Affari Sociali, potranno approvare in sede referente il positivo"Disegno di Legge del Governo di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno" 2836-B , Relatori Rossi (II) e Antonione (III).
Il Presidente della Camera, come riporta il Calendario dei lavori dell'Aula, si riserva di poter mettere all'ordine del giorno dell'Aula ratifiche di Accordi internazionali approvati dalle Commissioni, come questo.
Speriamo che ciò avvenga già dalla prossima settimana per il Sì definitivo in terza e ultima lettura, in tempo per fermare il commercio fuorilegge prenatalizio dei cuccioli. Chiediamo a tutti i deputati di approvare il testo senza modifiche (non ci sono né i numeri né i tempi per le modifiche) per farlo così diventare subito legge!
Fonte: Ufficio Legale LAV
http://www.camera.it/126?pdl=2836-B

domenica 17 ottobre 2010

PERUGIA 11 OTTOBRE 2010 - CONVEGNO SULLA TUTELA GIURIDICA DEGLI ANIMALI

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, ha aperto a Perugia il giorno 11 ottobre 2010 i lavori del Convegno nazionale “La tutela giuridica degli animali e la Legge 20 luglio 2004, n. 189”, organizzato dal Ministero della Salute in collaborazione con il Comune ed il Tribunale degli animali di Perugia.
Per la prima volta - ha sottolineato il Sottosegretario - si sono ritrovati tutti gli "attori" della "filiera" per una piena e completa attuazione delle norme sulla tutela giuridica degli animali che la legge 189 - ha aggiunto Gaetana Ferri, direttore generale della Direzione Generale Sanità Animale del Ministero - definisce "essere viventi capaci di soffrire".
Al convegno hanno partecipato infatti magistrati, rappresentanti dei vari organi di polizia, dei servizi veterinari e delle associazioni protezionistiche.
«Auspico – ha affermato il Sottosegretario - che da qui si possa avviare un confronto costante ed efficace tra autorità competenti, potere giudiziario e organi di polizia e che ciò possa diventare patrimonio del nostro Paese».
Nel contesto europeo ed internazionale, l’Italia ha raggiunto un considerevole corpus normativo per quanto attiene la tutela degli animali. La legge 281/91 prima, e la legge 189/2004 successivamente, hanno fissato principi di grande valore etico quali il dovere dello Stato di tutelare gli animali d’affezione, il riconoscimento dei reati di maltrattamento, di uccisione degli animali di abbandono e la loro utilizzazioni in spettacoli ed in combattimenti.
«Ciò che più emerge come criticità del sistema – ha continuato Francesca Martini – è che, malgrado la flagranza, molti reati appaiono in una sorta di “limbo di impunità” che lascia i soggetti maltrattati in balia dei loro aguzzini. Sono stati numerosi gli accertamenti effettuati dai Nas su tutto il territorio nazionale e, per rendere ancora più efficace l’azione di controllo ho istituito, nel maggio scorso, una task force per la lotta al randagismo, ai maltrattamenti e ai canili lager.»
La Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Laura Rossi, ha fatto proprie le parole del sottosegretario: «Mi auguro che questo sia solo l’inizio di un ampio e approfondito dibattito che conduca al consolidamento di prassi operative condivise ed adeguate, che abbiano come obiettivo comune e imprescindibile la tutela degli animali».
Fonte: Ufficio stampa Lega Nazionale per la Difesa del Cane

giovedì 14 ottobre 2010

TRIBUNALE DI PRATO CONDANNA DUE TRASPORTATORI A 4 MESI DI RECLUSIONE PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI

Il Tribunale penale di Prato ha condannato in primo grado due trasportatori rumeni a 4 mesi di reclusione per maltrattamento di animali - ai sensi dell’art. 544-ter, comma 1 c.p. - per le gravi e reiterate sevizie inflitte a una cavalla. La LAV, assistita dall’Avvocato Barbara Vannucci del foro di Firenze, si è costituita parte civile nel processo, riuscendo a far aggravare le imputazioni a carico dei trasportatori, dall’art. 727 c.p. all’art 544 ter c.p.
Il processo è nato da una denuncia degli Animals’ Angels, presentata nel luglio 2005 in seguito alla segnalazione di un mezzo che trasportava 33 cavalli dalla Spagna verso la Puglia. Gli attivisti dell’Associazione tedesca, infatti, il 23 luglio 2005, avevano verificato la presenza di una cavalla in gravi condizioni di salute, sdraiata sul fondo del rimorchio e incastrata tra le zampe degli altri cavalli. L’animale aveva gli occhi gonfi e completamente chiusi e presentava numerose ferite alla testa, causate dalla mancata separazione dagli stalloni presenti nel mezzo.
La Polizia Stradale di Montecatini (Pistoia), chiamata dagli attivisti di Animals’ Angels, aveva ordinato ai due conducenti di dirigersi verso il punto di sosta di Manziana (Roma) per effettuare lo scarico degli animali, ma questi avevano ignorato l’ordine proseguendo verso la loro destinazione. Solo in seguito a un’ulteriore richiesta di intervento, la Polizia stradale di Roma Nord ha provveduto a scortare il mezzo presso una stalla a Lunghezza (Roma), e all’arrivo, alle ore 1,45 del mattino del 24 luglio, gli animali sono stati fatti scendere. Le condizioni della cavalla - chiamata Magdalena dagli attivisti degli Animals’ Angels - sono apparse subito drammatiche, l’animale respirava a fatica e non era in grado di alzarsi, né di scendere dal rimorchio. Ai ripetuti tentativi dei due autisti e dei proprietari della stalla di far alzare l’animale, la cavalla ha risposto tentando disperatamente di alzarsi, ricadendo purtroppo rovinosamente e sbattendo anche la testa, per poi esser trascinata giù dal camion per la coda. All’arrivo del veterinario di turno, prelevato dagli agenti della Polizia tre ore dopo la notifica delle condizioni dell’animale, questa era in agonia. Nonostante ciò il veterinario non ne disponeva l’eutanasia ma autorizzava l’uso di una ruspa e delle corde per tirare su la cavalla e portarla nella stalla, dove nella tarda mattina l’animale moriva tra atroci dolori.
“Magdalena era una cavalla tra i tanti che ogni giorno vengono trasportati per migliaia di chilometri solo per essere macellati. Ci auguriamo che la sentenza possa dare un minimo di giustizia a lei e i suoi compagni – dichiara Christine Hafner, responsabile per l’Italia di Animals’ Angels – Quella che per molti era solo ‘carne da macello’, per noi era un essere vivente che con grande dignità ha sopportato sofferenze e dolori ingiustificabili.”
Fonte: Ufficio Stampa LAV

Interrogazione alla Commissione Europea sul randagismo

L'eurodeputato Tiziano Motti (Ppe) ha presentato un'interrogazione sul tema dei cani randagi. Il parlamentare ha chiesto alla Commissione Europea di sostenere finanziariamente le associazioni di tutela degli animali, che si fanno già carico di gestire il problema del randagismo e che se sostenute potrebbero farlo ancora meglio. Lo spunto dell'interpellanza è offerto dalle dichiarazioni di un consigliere regionale sardo che ha proposto di risolvere il problema dei randagi mettendoli negli inceneritori.
Di seguito il testo dell'interrogazione:
Interrogazione con richiesta di risposta scritta P-7928/2010 alla Commissione - Articolo 117 del regolamento - Tiziano Motti (PPE) - Oggetto: Incenerimento di cani randagi in Sardegna
Un consigliere regionale sardo, Gianfranco Bardanzellu, ha recentemente proposto, per risolvere il problema del randagismo in Sardegna, isola in cui è stato eletto, di «incenerire i cani». La notizia - pubblicata dal quotidiano L'Unione Sarda - ha già scatenato polemiche ma, secondo l'ideatore della proposta, «davanti ad un'emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti e anche impopolari. Per affrontare il randagismo - spiega - in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati».
A Olbia i cani randagi sono circa 700. Nell'unico canile della città, situato vicino all'aeroporto, negli ultimi mesi sono stati portati 104 cani. In tutta la Sardegna i randagi (secondo stime del settembre 2009) sarebbero oltre 65000. In Italia le sofferenze, e la morte, inflitte agli animali di affezione, come gatti e cani, sono punibili penalmente.
L'iniziativa è stata chiaramente denunciata dai ministeri competenti e dalle associazioni animaliste.
Deplorando questi tipi di iniziative volte all'incitamento al maltrattamento degli animali, può dire la Commissione se vi siano programmi europei di finanziamento, gestibili dalle associazioni di tutela degli animali e dalle regioni, volti a creare valide alternative di vita dignitosa a questi animali.

domenica 10 ottobre 2010

Da Tommasino a Tinker, quando fido diventa 'erede': un business da 35 miliardi


Roma, 9 ott. (Adnkronos) - Anche nel mondo a 4 zampe ci sono ricchi e poveri. E sono sempre di più gli animali domestici baciati dalla Dea Fortuna, diventati milionari da un giorno all'altro senza neppure saperlo. Perché i loro proprietari, divenuti ormai ex, quando erano in vita hanno deciso di nominarli unici eredi del proprio patrimonio scrivendo nero su bianco, con un testamento spesso olografo, che Fido o Micio dovranno essere curati e mantenuti da un'Associazione che si occupa dei loro diritti o da un 'tutore' che gestirà il denaro destinato agli amici pelosi.
Emblema di questa nuova tendenza che porta nella realtà la storia raccontata nella fiaba di Walt Disney 'Aristogatti', dove la micia Duchessa, con i suoi tre piccoli Minou, Matisse e Bizet, ereditano il sostanzioso patrimonio di un'eccentrica attrice parigina, è Tommasino. Un anno fa Maria Assunta, una danarosa signora romana, ha deciso di lasciare ville, terreni e ogni bene, per un valore di dieci milioni di euro, al suo adorato gatto, o meglio, all'associazione di volontariato che avrebbe accettato di prendersene cura. Dall'Italia a Londra: all'ombra del Big Ben, c'è Tinker, il Paperon dei Paperoni inglese in versione felina, che ha incassato ben 750mila euro. Secondo un sondaggio dell'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) che ha coinvolto 3mila proprietari di animali domestici, il 20% vorrebbe lasciare dei soldi per il mantenimento e per garantire una vita dignitosa dopo la propria dipartita a Fido o Micio, mettendo nel testamento delle quote destinate ad associazioni o privati.
Il 43% degli intervistati ha pensato almeno una volta di lasciare tutto in eredità al cane o al gatto di casa, mentre per 31%, non ha alcun senso anche solamente pensarlo, anche se spesso per loro si tratta di un 'figlio' a 4 zampe. Ma in media, quanto si vorrebbe destinare alle associazioni che si prendono carico di questo impegno? "La maggioranza degli intervistati - fa notare Lorenzo Croce, presidente Aidaa - pensa a una cifra di 15mila euro mentre il 3% devolverebbe tutta la sua eredità, molto spesso cospicua. Il 30% ha dichiarato di non voler dare un solo centesimo. La quota media da destinare agli animali è invece risultata essere di circa 35mila euro. E se questo dato viene proiettato sul totale delle famiglie che possiedono animali allo stato attuale, l'ammontare dei 'verdoni' lasciati dai padroncini in sede di testamento a favore di Fido, si aggira attorno ai 35 miliardi di euro".
Cifre da capogiro, tra scetticismo e dubbi di chi non comprende questa tendenza e la rabbia di chi si vede soffiare l'eredità da un animale. Ma che valore ha il testamento olografo in questi casi? E soprattutto, c'è il rischio che si speculi sulla pelle dei 4 zampe, facendo un cattivo uso del denaro ricevuto? A chiarire all'ADNKRONOS gli aspetti legali di questa pratica sempre piu' diffusa, è l'avvocato abruzzese Michele Pezone, che si occupa dei diritti a 4 zampe e cura, tra l'altro, la rubrica 'L'angolo dell'avvocato' sul sito degli Animalisti Italiani zampette.it. "La maggior garanzia per rendere valido a tutti gli effetti il testamento con Fido beneficiario - fa notare - è quello pubblico: è più sicuro e costoso, perché si lascia in mano al notaio, che lo pubblica dopo la morte del proprietario, e nessuno può farlo sparire. Con il testamento olografo invece, che è un pezzo di carta scritto interamente di proprio pugno dall'interessato, firmato e datato, c'è la possibilità che qualche aspirante erede possa toglierlo di mezzo alla morte del soggetto''.
Ma una volta che un'associazione o un privato ricevono l'eredità, si è proprio sicuri che quel denaro non sarà gestito per fini personali? "Per evitare speculazioni - chiarisce l'avvocato Pezone - si deve nominare un esecutore testamentario, una persona fidata che vigili sull'operato dell'associazione, per avere la sicurezza che la volontà del defunto venga rispettata".
Ecco che allora, è bene usare tutte queste accortezze, per far sì che la volontà di pensare alle cure di Fido, anche dopo la morte, venga rispettata completamente. Anche perché, le cause determinate da motivi di eredità in Italia sono moltissime, e possono durare anni. L'ultimo caso, quello del ricco signore milanese che nel testamento ha vincolato al soriano Michele, una delle sue proprietà immobiliari: un attico in via Nazionale a Roma, del valore di un milione di euro. L'erede a 4 zampe ha subito attirato le attenzioni dei parenti del ricco defunto, che hanno ingaggiato una battaglia legale per assicurarsi l'affidamento del soriano, adottato nel frattempo da un'altra fortunatissima famiglia.
Ma perché si preferisce lasciare tutto a un animale domestico, piuttosto che a un parente? "Questa tenedenza, ci fa riflettere - aggiunge Pezone - perché un cane o un gatto, non tradiscono mai le aspettative del padrone, ed è facile immaginare come spesso le persone sole e anziane, abbiano trovato in loro l'unica vera compagnia sincera. Ecco perché molti sono portati a un intento di questo tipo, e ciò non mi meraviglia''. ''Ma attenzione - conclude l'avvocato - a volte si tratta di persone milionarie che in modo eccentrico lasciano somme rilevantissime che spesso eccedono le reali esigenze dell'animale. E nel testamento allora sarebbe opportuno dire cosa fare delle somme in esubero. Magari, a chi non vuole lasciare nulla ai parenti consiglierei di lasciare come onere quello di trovare iniziative che vadano nella stessa direzione della propria scelta, come ad esempio costruire un canile per i 4 zampe abbandonati".

giovedì 7 ottobre 2010

Caccia: Governo impugna legge Abruzzo, soddisfazione WWF

(AGI) - Pescara, 7 ott.- Il WWF , in una nota, plaude all’iniziativa del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 39/2010 con cui la Regione Abruzzo aveva varato il calendario venatorio. Il WWF aveva inviato ad agosto una precisa richiesta al Governo sollevando nei minimi dettagli “le gravissime violazioni delle normative comunitarie e nazionali contenute nella legge, con particolare riferimento ai periodi di caccia”.“Infatti - prosegue la nota - la legge regionale approvata il 3 agosto, su 30 specie cacciabili, per ben 12 prevede periodi di caccia piu’ lunghi rispetto a quanto dettato dalla Commissione Europea. Inoltre l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organismo nazionale delegato, tra l’altro, al controllo della programmazione venatoria) aveva chiesto alla Regione di introdurre particolari precauzioni su 15 delle 30 specie dichiarate cacciabili dalla Regione Abruzzo, ma quest’ultima non ha seguito queste indicazioni. La Regione ha varato il calendario venatorio direttamente con legge regionale dopo le due pesanti sconfitte al TAR dello scorso anno. Un escamotage per evitare nuovi ricorsi visto che le associazioni non possono impugnare davanti al tribunale amministrativo le leggi. Approfittando di questo fatto e infischiandosene delle precise osservazioni presentate dal WWF in consiglio regionale in commissione, anche durante un’audizione, hanno pensato bene di introdurre periodi di caccia completamente in contrasto con le normative comunitarie in materia di tutela delle specie. Il WWF ha subito inviato un dettagliatissimo documento al Governo chiedendo di impugnare queste norme. Nel frattempo - conclude la nota - Febbo ha continuato ad attaccarci. Ora dovrebbe chiederci scusa e ridare almeno la delega alla caccia visto che continua ad accumulare censure come mai si era verificato nella storia della caccia nella regione”.Domani, a latere della conferenza stampa sull’acqua in programma a Pescara alle ore 11 presso il Caffe’ Letterario, il WWF lancera’ un appello” affinche’ la Regione Abruzzo torni immediatamente sui suoi passi anche perche’ la fauna che viene uccisa con le attuali norme regionali non puo’ attendere i tempi del giudizio costituzionale”.

La Brambilla contro la vivisezione

E’ stata chiara la presa di posizione del Ministro del Turismo Michela Brambilla contro la recente direttiva europea sull’utilizzo degli animali a fini scientifici. Chiara come la sua notoria contrarietà alla pratica della caccia.
E poiché su tali argomenti molti colleghi di partito del Ministro non la pensano allo stesso modo, non potevano mancare i malumori, fino alla richiesta di intervento, avanzata dagli eurodeputati pidiellini nei confronti del premier Berlusconi, per indurre la Brambilla ad evitare esternazioni in “materie estranee al suo dicastero”.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane intende esprimere piena solidarietà al Ministro del Turismo, le cui esternazioni si inseriscono perfettamente nella direzione di diffondere nel mondo l’immagine di una Italia Animal Friendly, portatrice di una cultura rispettosa di tutti gli esseri viventi, e rientrano dunque a pieno titolo nella delega a lei conferita.
E se davvero le parole della Brambilla rischiano di “disorientare” l’elettorato berlusconiano, come affermato da Sergio Berlato, vicecapogruppo della delegazione Pdl nel PPE, ben venga questa nuova presa di coscienza. Ne saremo riconoscenti al Ministro del Turismo.

domenica 3 ottobre 2010

Risposta del Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo sulle critiche alla nuova direttiva sulla sperimentazione animale

Leggo con dispiacere le parole con cui commenta l'approvazione della revisione della direttiva europea sul benessere degli animali utilizzati a scopo scientifico e con disappunto la disinformazione con cui gli organi di stampa hanno trattato questo tema.
Non si tratta, infatti, di un provvedimento legislativo a favore della vivisezione ma, al contrario, dell'introduzione di limiti più severi e controlli più rigorosi nell'utilizzo di animali per soli usi medico scientifici.
Io, in tutta coscienza ma non a cuor leggero, ho votato a favore di questo testo dopo più di un anno di negoziato che la commissione agricoltura -di cui sono presidente- ha condotto con la Commissione europea e il Consiglio.
Nel mio dovere di rappresentante dei cittadini democraticamente eletto sento il dovere di spiegarvi le ragioni della mia scelta.
La sperimentazione sugli animali esiste in Europa solo a scopo medico (il regolamento europeo del 2009 ne vieta l'uso per i cosmetici) e fino ad oggi è stata normata da una direttiva risalente al 1986 ormai divenuta obsoleta e che creava situazioni molto differenziate (in molti Paesi l'attenzione per gli animali è minima e si possono fare esperimenti molto più facilmente).
Era quindi necessario armonizzare le regole e introdurre maggiore rispetto per gli animali.
Questa direttiva dice che, a differenza che nel passato, ogni esperimento dovrà avere ben tre autorizzazioni preventive che dovranno valutarne la reale necessità e verificare che non ci siano metodi alternativi.
Ci saranno finalmente delle ispezioni e la presenza di un veterinario esperto in benessere animale in ogni stabilimento. Sarà inoltre istituito un comitato nazionale per il benessere animale.
Certo, non è la legge perfetta, ci sono ancora tanti passi da fare, ma voglio sottolineare che l'Europa dispone della migliore legislazione al mondo in materia di tutela e benessere degli animali.
A differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, gli Stati membri che hanno una legislazione più severa potranno conservarla: ad esempio in Italia dal 1991 c'è il divieto di utilizzare cani e gatti randagi e tale resterà, e i Paesi che hanno invece legislazioni poco favorevoli per gli animali dovranno migliorare i loro standard.
Questa direttiva non è assolutamente un passo indietro ma un miglioramento rispetto al passato.
La dimostrazione è che la maggiore organizzazione animalista europea EUROGROUP FOR ANIMALS (che raggruppa tutte le associazioni europee, tra cui anche la nostra LAV) si è espressa a FAVORE di questo testo.
Potete leggere la loro posizione sul loro sito http://www.eurogroupforanimals.org/ in cui si spiega che questo testo approvato è migliore di quello precedente del 1986 e ora tocca ai Paesi membri adottare leggi per recepirla nel modo migliore possibile.
Ho riflettuto molto prima di questa scelta, ma posso dire con convinzione che il mio voto ha dato un contributo, seppur minimo, al miglioramento della situazione degli animali in Europa.
Cordiali saluti,
Paolo De Castro
Presidente Commissione Agricoltura e sviluppo rurale
Parlamento europeo

sabato 2 ottobre 2010

Tocco da Casauria punto di riferimento per la pianificazione territoriale. Parola del NYT


Qui di seguito l'articolo del New York Times dedicato a Tocco da Casauria: il sigillo internazionale alla sfida lanciata tre anni fa dal paese abruzzese con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per la pianificazione territoriale.

L'attenzione del New York Times su Tocco da Casauria si è focalizzata dopo la vittoria, da parte del predetto paese, del Premio Comuni Rinnovabili per le buone pratiche, assegnato da Legambiente.

A far vincere il premio è stata la sinergia tra Impianto eolico, sperimentazione fotovoltaica, regolamento per l'edilizia sostenibile e raccolta differenziata ai vertici delle classifiche nazionali di categoria (54°posto).

"Ora - dice il Sindaco Riziero Zaccagnini - dobbiamo concentrarci sul binario parallelo che sfruttando un'immagine positiva e innovativa di Tocco inventi un serio sviluppo turistico e ricettivo".

Per leggere l'articolo clicca qui

giovedì 23 settembre 2010

Sabato 25 settembre, manifestazione a Roma contro la vivisezione


Sabato 25 settembre si terrà a Roma, la manifestazione "Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori!"

L'iniziativa è stata lanciata dal Coordinamento "Fermare Green Hill" (Coordinamento autonomo formato da individui-attivisti e non da associazioni).
Il corteo partirà alle ore 15:00 da Piazza della Repubblica.
Inoltre, lo stesso 25 settembre, a Parigi, nel quartiere degli esistenzialisti, Place Saint Germain De Pres, alle ore 15, partirà la grande marcia contro gli esperimenti sugli animali.

sabato 18 settembre 2010

Festa del volontariato (25/26 settembre)



I giorni 25 e 26 settembre sarà organizzata al Porto Turistico di Pescara la festa del volontariato.
Sarà presente uno stand della sezione pescarese della LAVinsieme alle altre associazioni animaliste ed ambientaliste. Dalle ore 16.00 alle 18.30 del 26 Settembre presso i predetti stand saranno presenti due educatrici cinofile ed i Dr. Fabrizio Di Giulio e Lucio Di Tommaso,medici veterinari della Asl veterinaria di Pescara, che risponderanno ai quesiti posti dai visitatori.
La Dr.ssa Caterina Di Michele, psicologa esperta di pet therapy, sarà disponibile con i suoi pets per l'intera giornata, portando con sè anche un percorso di agility per dimostrazioni pratiche.

domenica 12 settembre 2010

Una brutta direttiva europea sull'utilizzo degli animali per le sperimentazioni scientifiche

Strasburgo, 9 settembre 2010. L'approvazione, da parte del Parlamento Europeo, della revisione della Direttiva 86/609 sull’utilizzo degli animali per fini scientifici ha purtroppo dimostrato quanto il predetto organo legislativo sia più sensibile agli interessi dell’industria farmaceutica che agli orientamenti dei cittadini sul tema della vivisezione.
Nonostante nel testo si faccia riferimento alla limitazione dei test più dolorosi e all'utilizzo delle cavie solo nei casi necessari, destano sgomento le deroghe per esigenze scientifiche che prevedono l'utilizzo di animali in via d’estinzione catturati in natura, come scimpanzé e gorilla, e addirittura di animali randagi, come gatti e cani, nel caso non sia possibile raggiungere altrimenti lo “scopo della procedura”. Altri punti deludenti sono quelli relativi alla possibilità di utilizzare lo stesso animale per più esperimenti, di utilizzare anidrite carbonica per la soppressione delle cavie (procedura che provoca un’elevata e prolungata sofferenza), e la possibilità di effettuare anche toracotomie (aperture del torace) senza anestesia.
E tutto questo mentre il Consiglio Nazionale delle Ricerche degli USA, annunciando la necessità di una svolta epocale nella tossicologia, insiste per trasferire le prove tossicologiche dall’animale ai metodi in vitro. Molti scienziati si stanno mobilitando per contestare la sperimentazione animale, ritenuta ormai obsoleta, come dichiarato nel documento conclusivo del VII Congresso mondiale sulla sperimentazione animale.
Dunque, mentre il mondo scientifico si muove in una direzione di progresso, il Parlamento Europeo sembra volere tornare indietro. La Direttiva 86/609 avrebbe potuto e dovuto favorire effettivamente il passaggio ai nuovi metodi di ricerca (REACH), anziché limitarsi ad astratte enunciazioni di principio e a richiedere agli Stati membri, se possibile, di garantire il ricorso a sistemi alternativi.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane esprime il proprio sdegno e dissenso nei confronti della predetta Direttiva, ed auspica che l’Italia, nell’iter di recepimento nazionale, inserisca disposizioni più restrittive (tenuto conto del fatto che nel nostro Stato le sperimentazioni su cani e gatti sono vietate dal 1991) e si faccia realmente promotrice dello sviluppo di metodi di ricerca che non prevedano l’uso degli animali.

Risoluzione Ue contro l'espulsione dei Rom dalla Francia

Strasburgo, 9 settembre 2010. L'Europa dice no alla linea anti-Rom di Sarkozy e contemporaneamente alle pericolose ideologie promosse dal ministero degli interni italiano. Riferisce il Gruppo EveryOne: "Abbiamo dialogato con le Istituzioni europee fin dall'inizio della deriva antizigana che la Francia ha 'importato' dall'Italia: questa Risoluzione è un successo che appartiene anche a noi e alla rete di Ong che si oppongono al rigurgito di xenofobia e ai programmi di pulizia etnica, a partire dagli amici de La Voix des Rroms". L'Unione europea accoglie il testo presentato dal centrosinistra, approvato con 337 voti a favore, 245 contro e 51 astensioni. Il documento chiede "l'immediata interruzione di tutte le espulsioni".
"Ci abbiamo creduto, abbiamo dimostrato l'illegittimità delle espulsioni e delle deportazioni di fronte alle leggi francesi ed europee, abbiamo lavorato in sinergia con gli attivisti Rom di tutto il continente e con le Ong più coraggiose e attive in un campo delicato dei diritti civili, a partire da La Voix des Rroms: alla fine l'Unione europea ci ha ascoltati e non ha ceduto alla seduzione dell'intolleranza, di cui purtroppo l'Italia è oggi il portabandiera. Abbiamo raggiunto un'altra tappa, abbiamo toccato un'altra stazione di questa dolorosa via crucis che ci auguriamo possa condurre presto l'Ue a veri programmi di integrazione e al riconoscimento dei diritti del popolo Rom". Lo hanno affermato i co-presidenti del Gruppo EveryOne dopo aver appreso della decisione del Parlamento europeo, che ha adottato la risoluzione sui Rom diametralmente contraria alle politiche francesi di espulsione dei Rom, presentata dal centrosinistra con 337 voti a favore contro 245 e 51 astensioni.
La risoluzione sottolinea una "grande preoccupazione per le misure di espulsione prese dalle autorità francesi e di altri paesi nei confronti dei Rom e sollecita tali autorità all'immediata sospensione di tutte le espulsioni e per la retorica incendiaria e discriminatoria che ha caratterizzato il dibattito politico durante i rimpatri dei Rom, che ha dato credibilità a dichiarazioni razziste e azioni dei gruppi dell'estrema destra".
L'Europarlamento rammenta a tutti gli stati uno dei punti più volte ribaditi da EveryOne nel suo dialogo con le Istituzioni continentali ovvero che "le espulsioni di massa sono vietate dalla Carta dei Diritti Fondamentali e dalla Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle Libertà fondamentali, quindi tali misure sono in violazione dei trattati e delle leggi della Ue, visto che costituiscono una discriminazione su base razziale ed etnica che viola la direttiva sulla libertà di libera circolazione".
La Risoluzione stigmatizza anche la raccolta delle impronte digitali dei Rom allontanati e esprime un giudizio critico verso la "tardiva e limitata risposta della Commissione in qualità di garante dei Trattati, con la funzione di verificare la rispondenza delle azioni degli stati membri alle leggi fondamentali dell'Ue, in particolare alle Direttive sulla non-discriminazione, sulla libertà di movimento e sul diritto di protezione dei dati personali".
Per ulteriori informazioni:
www.everyonegroup.com

mercoledì 4 agosto 2010

Direito Ambiental na União Europeia e no Brasil


A subseção da OAB de Jataí, em parceria com a ESA – Escola Superior de Advocacia da OAB-GO, promoverá no dia 31-08-2010 (terça-feira), 02 seminários jurídicos:
Responsabilidade Civil por Perda da Chance, às 19h00min, com o advogado e jurista, Dr. Ezequiel Morais que é autor de várias obras jurídicas. Professor em diversos cursos de pós-graduação em Goiás e no Distrito Federal. Advogado. Ex-conselheiro da OAB. Pós-graduado em Direito Civil, Processo Civil e Direito Agrário. Coordenador do IESPE. Professor da Escola Superior de Advocacia. Membro da Academia Brasileira de Direito Processual Civil. Membro do Instituto Brasileiro de Direito de Família. Palestrante e conferencista.
Em seguida, o tema em análise será Direito Ambiental na União Europeia e no Brasil, com o jurista Italiano, Dr. Michele Pezone, que é autor de várias obras jurídicas na Europa. Graduado em Direito pela Universitá di Teramo (Itália). Advogado. Pós-graduado em Direito e Economia Marítima pela Câmara de Comércio de Pescara (Itália). Vencedor do "Premio Europeo in Comunicazione Giuridica". Árbitro da Câmara Arbitral de Pescara. Professor da Scuola Forense di Chieti. Consultor da "Associazione Internazionale For Planet". Palestrante e conferencista.
Público alvo: Advogados, magistrados, promotores, delegados de polícia, estagiários, acadêmicos e operadores do Direito em geral, além de todos os profissionais ligados a área de Meio Ambiente.
Maiores informações na própria OAB de Jataí ou na ESA (62 - 3235-6500).

Fonte: Boletim Informativo da OAB/Jataí

A CHI APPARTENGONO BROCCOLO E POMODORO?

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, rappresentato dalla coordinatrice Fabrizia Pratesi, ha partecipato il 20 luglio alla manifestazione promossa dalla coalizione “NO PATENTS ON SEEDS” (“No ai Brevetti sulle Sementi”) [1] cui aderisce.
La manifestazione, che ha visto la partecipazione di oltre trecento persone di ogni nazionalità armate di striscioni e di scritte, si è svolta davanti all’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) di Monaco di Baviera, per ribadire l’opposizione della Società Civile ai brevetti richiesti (e talvolta concessi), in numero sempre crescente, anche su piante e animali coltivati in modo convenzionale (non geneticamente modificati).Occasione di questa iniziativa è stata la prima udienza di un giudizio iniziato presso la Corte d’Appello dello stesso EPO che porterà a una decisione fondamentale sui brevetti europei. Partendo dal “caso giuridico” dei brevetti già concessi su di un broccolo e su di un pomodoro (entrambi coltivati in modo convenzionale) [2], oltre che sui prodotti alimentari da essi derivati, l’EPO deciderà se le risorse naturali possano continuare a essere rivendicate come “invenzioni”. In segno di protesta i manifestanti hanno distrutto copie delle richieste di brevetto avvalendosi di numerosi trita-documenti installati su di un palco posto davanti all’EPO. Quest’ultimo deve ancora pronunciarsi su oltre 1.000 richieste di brevetto sul cibo. La Coalizione teme che i controversi brevetti già concessi non vengano revocati. “Se i brevetti su pomodoro e broccolo non saranno messi al bando, il vaso di Pandora sarà irrimediabilmente scoperchiato”, ha dichiarato Christoph Then, esperto di Greenpeace sui brevetti. “Un pugno di multinazionali dell’agribusiness e del cibo potrà in futuro controllare l’intera filiera della produzione alimentare, aggravando la condizione di dipendenza degli agricoltori e facendo aumentare i prezzi sia per loro che per i consumatori.” Ruth Tippe della coalizione “No Patents on Life” ha aggiunto: “La svendita di quanto costituisce la materia vivente del pianeta deve essere arrestata. Già 100.000 persone hanno firmato l’appello lanciato dalla Coalizione affinché siano vietati i brevetti su semi, piante e animali”. “E’ arrivato il momento di porre limiti all’EPO”, ha dichiarato Bell Batta Torheim del “Development Fund”, organizzazione che si occupa di ambiente e di sviluppo. “L’EPO, essendo un ufficio che agisce secondo regole proprie e che si finanzia con il pagamento ottenuto nel momento in cui concede un brevetto, tenderà a confermare ognuno di essi. Eppure, sono molti anni che la coalizione NO PATENTS ON SEEDS informa il pubblico sugli scandalosi brevetti concessi dall’EPO”. “Le piante e gli animali fanno parte del bene comune più prezioso dell’umanità: il patrimonio genetico”, dichiara Fabrizia Pratesi. “Consentirne la brevettazione significa privatizzare tale bene, mettendolo nelle mani di un numero esiguo di multinazionali ed autorizzando queste ultime a riscuotere i “diritti” ad ogni ciclo riproduttivo. Una grandissima ingiustizia soprattutto nei confronti delle comunità agricole che hanno saputo conservare questo patrimonio … e un modo in più per aggravare la fame nel mondo !”.“Le leggi brevettuali devono essere modificate affinchè questo tipo di brevettazione possa essere fermato”: questa la conclusione di tutti gli intervenuti. I governi di Germania e Olanda hanno annunciato che faranno il possibile a Bruxelles per ottenere norme più stringenti sui brevetti e, in quanto all’Italia, è utile ricordare che nel 1999 essa presentò ricorso alla Corte Europea, insieme all’Olanda, contro la Direttiva 98/44 detta “dei brevetti sul vivente”, votata l’anno precedente.
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si unisce alla coalizione “NO PATENTS ON SEEDS” nel richiedere che vengano vietati i brevetti sulle piante, gli animali e i loro geni.
[1] La Coalizione “No ai Brevetti sulle Sementi” è costituita dalle seguenti organizzazioni: Development Fund (Norvegia)Berne Declaration (Svizzera)GreenpeaceSwissaid (Svizzera)Misereor (Germania) Kein Patent auf Leben (No i brevetti sul vivente) (Germania).
[2] La società di biotech inglese “Plant Bioscience Limited” detiene dal 2002 un brevetto su un broccolo a elevato contenuto di glucosinolati. Tali sostanze dal gusto amaro conferiscono al broccolo un sapore caratteristico e si ritiene abbiano proprietà anticancerogene. Due multinazionali hanno presentato ricorso all’EPO contestando il brevetto su tale broccolo di grande attrattiva commerciale. Un altro ricorso è stato presentato sul brevetto che copre il cosiddetto pomodoro “disidratato”. Tale brevetto copre la produzione e la commercializzazione di un pomodoro che per il basso contenuto di acqua può essere facilmente lavorato a livello industriale. Tuttavia a maggio l’EPO ha confermato un brevetto sul girasole che copre i semi, la pianta e l’olio che se ne ricava.
Fonte: Comitato Scientifico EQUIVITA

sabato 26 giugno 2010

Portami con te


Si chiama “Portami con Te”, ed è la nuova campagna contro l'abbandono della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. L’abbandono degli animali, rappresenta un atto di inciviltà che sappiamo essere ancora molto diffuso in Italia e che vede una crescita esponenziale durante il periodo estivo. Nonostante l’entrata in vigore della Legge n.189 del 2004, troppi sono ancora gli animali che vanno incontro a questo destino.
Per questo, la campagna “Portami con Te”, vuole essere parte integrante di un percorso volto alla creazione di una nuova cultura di amore e tutela degli animali e di rispetto dei loro diritti, Tra l'altro, una strada già intrapresa dalle Istituzioni italiane attraverso una serie di azioni mirate.
Sono il cane e il suo amico umano i protagonisti della comunicazione, felici e sorridenti per essere insieme. Lei, è Diana, Lui è Giorgio Panariello, un uomo autentico, una persona speciale, da sempre in prima linea a tutela dei diritti dei più deboli. E il claim “Portami con te" ... non ti lascerò mai solo, è un messaggio bidirezionale che vuole rafforzare ulteriormente questo legame, unico e indelebile.
“Portami con te” , è un invito a portare con se il proprio animale in virtù del fatto che oggi esistono delle possibilità per farlo. Quando si decide di andare in vacanza, si vorrebbe essere circondati dall'intera famiglia, compresi i nostri animali. In passato, fare una vacanza con un cane o un animale domestico era sconveniente e difficile da organizzare, ma con l'aumento di strutture alberghiere, agriturismo e case vacanze che sono ben felici di accogliere animali, con la modifica delle normative relative ai viaggi all'estero con animali hanno fatto sì che le vacanze con i nostri animali oggi siano molto più fattibili e non richiedano un'eccessiva pianificazione, anche per i proprietari meno pazienti. Portare in vacanza il proprio cane o il proprio gatto, per un proprietario consapevole, non solo è un risparmio economico, ma consente di rilassarsi, certi che il proprio cane sia in buona compagnia.
Per le sue finalità, “PORTAMI CON TE” ha ottenuto l'importante Patrocinio del Ministero del Turismo, guidato da Michela Vittoria Brambilla che ringraziamo per l'impagabile operato portato avanti con perseveranza nella consapevolezza che il mondo ci giudica anche per come trattiamo gli animali, con ricadute positive sull’immagine del Paese.

lunedì 21 giugno 2010

Invito alla presentazione del Dizionario Bilingue Cane/italiano

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane presenta:
"Dizionario Bilingue Cane/italiano - 150 parole per imparare a parlare cane correttamente"
Edizioni Sonda
Caffè Letterario del Museo delle Genti d'Abruzzo
Via delle Caserme, 22 – Pescara
Giovedi 24 giugno – ore 18.00
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Associazione protezionistica impegnata su tutto il territorio nazionale da quasi 60 anni nella difesa dei diritti degli animali - in collaborazione con la sezione LNDC di Pescara e la partecipazione della libreria Giunti di Montesilvano (Pe) centro comm. Megastore Porto Allegro - presenta il Dizionario Bilingue Cane/italiano.
Il Dizionario racconta tutto quello che è necessario sapere sul rapporto cane-uomo, ci spiega perché spesso troviamo difficoltà a stabilire una relazione con il nostro amico peloso, a come capirlo e a come farci capire. All’interno si trovano inoltre le norme di legge a tutela dei nostri amici a quattrozampe.
L'evento, Patrocinato dal Comune di Pescara - Assessorato alla Tutela del Mondo Animale, vuole essere uno strumento importante per sensibilizzare, educare e informare i cittadini, al fine di considerare la presenza degli animali in città una ricchezza della collettività in senso lato per gli amanti e i non amanti degli animali.
Nel Dizionario Bilingue Cane/italiano - per il quale anche il Sottosegretario Francesca Martini si è fatta promotrice - come per la precedente edizione, dedicata al gatto, vengono passati in rassegna e decodificati tutti i comportamenti e le situazioni della vita quotidiana «lato umano» e «lato cane», attraverso 150 parole-chiave del comportamento canino classificate dalla A alla Z: abbaiare, emozioni, fuga, gioco, leccare, maltrattamento… ma anche pulce, ringhio, sete, ubbidienza …Il Dizionario è un modo per imparare ad approcciarsi alla vita di coppia, quella cane-uomo, e ci insegna che saremo sempre in grado di non creare problemi al resto del mondo se impariamo le preziose leggi della convivenza, ma, anche e soprattutto, che saremo sempre in grado di creare i presupposti per non avere problemi “dal resto del mondo”, suscitando un senso di rispetto e di ammirazione.
I testi sono di Roberto Marchesini, etologo e studioso di scienze biologiche e del medico veterinario Jean Cuvelier, la parte giuridica è stata curata da Ilaria Innocenti, Responsabile nazionale Settore Cani e Gatti LAV. Le vignette sono di Christophe Besse.
Nel corso della serata verranno presentate due importanti Campagne di sensibilizzazione della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che vedono come testimonial Giorgio Panariello.
Interverranno:
Roberto Marchesini - Etologo e studioso di scienze biologiche
Laura Rossi – Presidente Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Michele Pezone – Responsabile LNDC Rapporti Itituzionali
Ilaria Innocenti - Responsabile nazionale Settore Cani e Gatti LAV
Walter Caporale - Presidente Animalisti Italiani