sabato 2 maggio 2020

Orso M49: una storia di libertà finita in gabbia

Michele Pezone, Responsabile Diritti Animali LNDC afferma che “In base alla normativa vigente e al PACOBACE, Piano d’Azione Interregionale per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro Orientali, è vietata la cattura, il disturbo, l’uccisione dei grandi predatori, a meno che non siano effettivamente pericolosi”, afferma Michele Pezone, Responsabile Diritti Animali LNDC. “Dunque, non vi è motivo di rinchiudere un animale che solo in pochi casi si è introdotto in edifici isolati come baite e malghe d’alpeggio disabitate. Sempre in base al PACOBACE, al massimo, la cattura dell’orso poteva essere effettuata, quale azione di controllo, allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio e con il conseguente rilascio dell’animale”.

domenica 5 aprile 2020

Il lavoro della LNDC in questi giorni difficili


Scrivo queste poche righe nella serata del 30 marzo 2020. Le ultime notizie apprese dai mezzi d’informazione cominciano ad essere incoraggianti, anche se rimane ancora altissimo il numero dei contagiati e dei morti da covid-19.
Sui social, da diversi giorni, vengono condivisi articoli che spiegano come quest’ultimo tipo di coronavirus, così come l’Aids, la Sars, l’Ebola, l’influenza aviaria e quasi tutte le recenti pandemie, sia sempre derivato dallo sfruttamento animale unito alla deforestazione, che riduce gli habitat naturali per gli animali e favorisce lo spillover, cioè il salto di specie da parte del virus stesso, che finisce così per essere una sorta di risposta della natura alle aggressioni poste in essere dall’uomo. Ce n’è abbastanza per sentirsi dentro un film di fantascienza, solo che è tutto maledettamente reale.  
Giustamente le attenzioni sono concentrate su quanto sta accadendo negli ospedali, sul lavoro eroico dei medici e del personale sanitario e sulle difficoltà derivanti dalle rigorose misure di contenimento del virus. In questi giorni tutti sono messi a dura prova, anche le associazioni di protezione animale, che si sono trovate persino a dover intensificare la loro attività. La LNDC, già nei primi giorni di emergenza, ha dovuto riorganizzare il lavoro dei propri volontari in tutta Italia. Le pratiche di adozione dei cani sono sospese, ma l’attività di cura e gestione degli animali nei canili e nelle oasi feline continua, ed è giustificata non solo da motivi di necessità, ma anche di salute, come chiarito da un’apposita circolare della Direzione Sanità Animale del Ministero della Salute. In una recente riunione (ovviamente nelle forme della conference call) con gli altri membri dell’Eurogroup for Animals, abbiamo avuto la conferma che l’Italia è stata la prima ad avere emanato disposizioni specifiche sulla cura degli animali in questa emergenza. Siamo stati contattati dalla Protezione Civile e messo a disposizione i nostri volontari per le attività di recupero, con le dovute precauzioni, degli animali dalle abitazioni di persone colpite da coronavirus e sottoposte a quarantena o ricoverate in ospedale. Abbiamo attivato una mail dedicata per rispondere alle tante domande che ci vengono poste dai cittadini che hanno animali in casa e non sanno bene come doversi comportare. Ma queste sono solo le prime cose di cui ci siamo dovuti occupare. Non sappiamo come evolverà la situazione nelle prossime settimane, e possiamo solo sperare che tutto finisca presto altrimenti ci sarà un colpo durissimo per tutti, compresi i tanti animali chiusi nei canili e in attesa di una adozione, che finiranno per essere travolti da una crisi senza precedenti.
Oltre a questa speranza, ne abbiamo un’altra: che questa prova porti con sé anche l’occasione di cambiare radicalmente alcune nostre abitudini che, come sentiamo ripetere ormai da decenni, incidono negativamente sul pianeta, e che ci sia una spinta per la messa al bando degli allevamenti intensivi e di altri luoghi dell’orrore, dove potrebbero annidarsi i prossimi focolai di agenti patogeni. Tra le tante frasi lette sui social, ce n’é una che pare adattarsi a questa situazione, anche se era stata scritta su un palazzo di Santiago del Cile in occasione della rivolta dell’ottobre scorso: “Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema”. Ecco, la speranza è che questo momento terribile apra la strada ad un nuovo modo di intendere la “normalità”, un nuovo modo di stare in pace con il mondo.
(pubblicato sul blog della LNDC "Una Zampa sul cuore")

martedì 15 ottobre 2019

Le Fonti Awards: Michele Pezone premiato come “Avvocato dell’anno per il diritto ambientale”

L’importante riconoscimento per l’impegno a tutela dell’ambiente e degli animali è stato conferito all’avvocato di Francavilla al mare durante la cerimonia Le Fonti Awards
Michele Pezone è l’avvocato dell’anno per il diritto ambientale. L’importante riconoscimento per l’impegno a tutela dell’ambiente e degli animali è stato conferito all’avvocato di Francavilla al mare  il 9 ottobre nella sede della Borsa di Milano, durante la cerimonia Le Fonti Awards, che ogni anno premia le eccellenze nel campo del diritto, dell’economia e dell’industria. 
Attivista storico e responsabile del team legale Lega Nazionale per la Difesa del Cane, l’avvocato Pezone da sempre ha a cuore  i diritti degli animali..
“Sono davvero onorato e felice di questo premio” ha commentato Michele Pezone “In particolare, mi ha molto colpito che le motivazioni con cui è stata annunciata la mia premiazione riguardavano il mio lavoro per la tutela dell’ambiente e degli animali. Finalmente la protezione degli animali esce dalla sua nicchia legata a volontariato e ONG ed entra a pieno titolo in un mondo completamente diverso come quello dell’economia. Del resto, il padre del marketing moderno Philip Kotler afferma che, nel terzo millennio, per avere successo è necessario che un’azienda prenda in considerazione le tre P: Profitto, Persone e Pianeta. Si esce quindi dalla logica del profitto fine a sé stesso e si iniziano a mettere al centro anche le tematiche per cui noi lottiamo da anni. 
“Oltre che alla mia famiglia, voglio dedicare questo riconoscimento a LNDC e alla sua infaticabile Presidente Piera Rosati. La collaborazione decennale con questa importante associazione. Concldue –  mi ha permesso di ottenere importanti successi professionali e anche di crescere dal punto di vista personale e umano. Una collaborazione che intendo portare avanti ancora a lungo e che ci porterà sempre più in alto nella difesa degli animali e dell’ambiente”. 
Fonte: chietitoday

sabato 21 settembre 2019

Partinico (PA) – Ruth ennesima vittima della crudeltà umana

Un caso che ricorda quelli di Angelo e di tante altre creature innocenti e inoffensive, rimaste inermi mentre i loro aguzzini infierivano senza pietà e senza motivo su di loro. Rosati: ringrazio i volontari per essere intervenuti mentre le istituzioni latitavano. Daremo battaglia per Ruth e chiediamo ai politici quando si passerà dai proclami ai fatti, inasprendo le pene per questi reati.
Le immagini della feroce tortura subita da Ruth hanno fatto il giro di tutta Italia e scatenato l’indignazione di tutte le persone dotate di un minimo di sensibilità. Ruth era una cagnolona chiaramente docile e inoffensiva, talmente tanto che non si è ribellata quando il suo aguzzino le ha legato le zampe, l’ha cosparsa di benzina e l’ha presa a badilate massacrandola. La scena è stata vista da un vicino che è intervenuto chiamando le autorità che, come purtroppo spesso accade, non sono potute intervenire. Ruth è morta tra atroci sofferenze dopo essere stata soccorsa da un attivista palermitano.
Mi trovavo proprio in Sicilia quando ho saputo della tragica sorte di Ruth”, afferma Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali di LNDC Animal Protection. “Ho visto e rivisto la foto del suo aguzzino e quel ghigno di cattiveria e allo stesso tempo lo sguardo rassegnato del povero cane che ha subito tutta quella violenza e mi sono chiesto, una volta ancora, come sia possibile che una terra che dovrebbe esportare nel mondo solo bellezza e cultura sia ancora una volta teatro orrendo di violenza. La brutalità è sempre inaccettabile, ma quando si infliggono vere e proprie torture a un povero essere indifeso è inevitabile essere presi da rabbia e scoramento”.
Tutti i giorni sporgiamo denunce, siamo persino stanchi di ripetere sempre le stesse cose e poi ci troviamo di fronte a quel ghigno e ci sembra di stare sempre al punto di partenza. Purtroppo, non c’è una risposta adeguata da parte delle istituzioni, le leggi sono poco efficaci, la stessa vita umana in certi posti sembra valere poco e niente, figuriamoci quella di un povero cane. Ho letto ieri le parole della nostra presidente Piera Rosati che, in un post sui social condiviso da migliaia di persone, invitava una rivoluzione. Ecco, ci vorrebbe una rivoluzione delle coscienze che costringa chi ha il dovere di legiferare a emanare di corsa una legge che in casi di questo genere consenta l’arresto immediato di una persona evidentemente pericolosa ed il carcere in isolamento, cosa che ad oggi non è possibile. Noi, dal canto nostro, continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per tentare di dare giustizia a Ruth e per fare in modo che il suo latrato straziante nella clinica veterinaria diventi un monito per tutti affinché cose di questo genere non debbano più accadere”, conclude Michele Pezone.
Pensiamo per un attimo al terrore, al dolore e alla sofferenza di una creatura seviziata, trucidata, impiccata e uccisa senza pietà”, dichiara Piera Rosati – Presidente di LNDC Animal Protection. “Ruth e tanti altri esseri indifesi che non hanno avuto ancora voce, a causa di leggi inadeguate. E finché resteranno tali migliaia di altri Animali continueranno ad essere trucidati per noia, per gioco, per ignoranza e odio. Queste atrocità non sono più tollerabili, Farò tutto ciò che è in mio potere affinché il responsabile, facilmente identificato grazie ad un testimone, paghi per la sua malvagità. Fosse l’ultima cosa che faccio.
Fonte: Ufficio stampa LNDC