martedì 28 luglio 2020

Orso ucciso a Pettorano sul Gizio: riconosciuta responsabilità civile imputato. La soddisfazione del WWF

PESCARA – La vicenda dell’Orso ucciso a Pettorano sul Gizio nel 2014 finalmente si chiude con l’accertamento della responsabilità civile dell’imputato, sancita con la sentenza della Corte d’Appello di L’Aquila del 22 luglio che ribalta quanto stabilito con la sentenza di I grado.
Esiste un colpevole per l’Orso ucciso e l’imputato dovrà risarcire i danni alle Associazioni.
Per un vizio di forma che ha provocato l’inammissibilità dell’appello proposto dal Procuratore generale, unico modo per ottenere una condanna penale, la condanna è solo civile ed è stata possibile proprio grazie al fatto che le Associazioni ambientaliste WWF Italia, LAV e Salviamo l’Orso avevano impugnato la sentenza di I grado e avviato l’appello per la condanna civile.
“Esprimiamo la nostra soddisfazione per questa sentenza – dichiara Filomena Ricci, delegato regionale del WWF Abruzzo – che al di là degli aspetti formali, condanna in maniera inequivocabile chi ha imbracciato un fucile e sparato a un Orso. È la prima volta che in un processo indiziario per lo sparo a un Orso bruno marsicano si accerta una responsabilità, seppure solo civile, e si infligge una condanna. Ci auguriamo che questa vicenda giudiziaria ribadisca l’importanza della tutela della fauna selvatica e dell’Orso marsicano in particolare e non veda più impuniti gli episodi a danno degli animali selvatici”.
“Questa è una sentenza destinata a creare un precedente giurisprudenziale importante in tema di uccisione di animali selvatici – continua l’Avvocato Michele Pezone, che ha rappresentato le Associazioni ambientaliste nel processo – Si è arrivati a questo risultato grazie a esami e prove scientifiche, quali analisi medico-veterinarie, autopsia, consulenze balistiche. L’esito del giudizio ripaga dell’impegno profuso in questa vicenda e sottolinea la grande attenzione che merita un animale come l’Orso marsicano, simbolo della nostra Regione”.
Fonte: ekuonews.it

sabato 2 maggio 2020

Orso M49: una storia di libertà finita in gabbia

Michele Pezone, Responsabile Diritti Animali LNDC afferma che “In base alla normativa vigente e al PACOBACE, Piano d’Azione Interregionale per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro Orientali, è vietata la cattura, il disturbo, l’uccisione dei grandi predatori, a meno che non siano effettivamente pericolosi”, afferma Michele Pezone, Responsabile Diritti Animali LNDC. “Dunque, non vi è motivo di rinchiudere un animale che solo in pochi casi si è introdotto in edifici isolati come baite e malghe d’alpeggio disabitate. Sempre in base al PACOBACE, al massimo, la cattura dell’orso poteva essere effettuata, quale azione di controllo, allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio e con il conseguente rilascio dell’animale”.

domenica 5 aprile 2020

Il lavoro della LNDC in questi giorni difficili


Scrivo queste poche righe nella serata del 30 marzo 2020. Le ultime notizie apprese dai mezzi d’informazione cominciano ad essere incoraggianti, anche se rimane ancora altissimo il numero dei contagiati e dei morti da covid-19.
Sui social, da diversi giorni, vengono condivisi articoli che spiegano come quest’ultimo tipo di coronavirus, così come l’Aids, la Sars, l’Ebola, l’influenza aviaria e quasi tutte le recenti pandemie, sia sempre derivato dallo sfruttamento animale unito alla deforestazione, che riduce gli habitat naturali per gli animali e favorisce lo spillover, cioè il salto di specie da parte del virus stesso, che finisce così per essere una sorta di risposta della natura alle aggressioni poste in essere dall’uomo. Ce n’è abbastanza per sentirsi dentro un film di fantascienza, solo che è tutto maledettamente reale.  
Giustamente le attenzioni sono concentrate su quanto sta accadendo negli ospedali, sul lavoro eroico dei medici e del personale sanitario e sulle difficoltà derivanti dalle rigorose misure di contenimento del virus. In questi giorni tutti sono messi a dura prova, anche le associazioni di protezione animale, che si sono trovate persino a dover intensificare la loro attività. La LNDC, già nei primi giorni di emergenza, ha dovuto riorganizzare il lavoro dei propri volontari in tutta Italia. Le pratiche di adozione dei cani sono sospese, ma l’attività di cura e gestione degli animali nei canili e nelle oasi feline continua, ed è giustificata non solo da motivi di necessità, ma anche di salute, come chiarito da un’apposita circolare della Direzione Sanità Animale del Ministero della Salute. In una recente riunione (ovviamente nelle forme della conference call) con gli altri membri dell’Eurogroup for Animals, abbiamo avuto la conferma che l’Italia è stata la prima ad avere emanato disposizioni specifiche sulla cura degli animali in questa emergenza. Siamo stati contattati dalla Protezione Civile e messo a disposizione i nostri volontari per le attività di recupero, con le dovute precauzioni, degli animali dalle abitazioni di persone colpite da coronavirus e sottoposte a quarantena o ricoverate in ospedale. Abbiamo attivato una mail dedicata per rispondere alle tante domande che ci vengono poste dai cittadini che hanno animali in casa e non sanno bene come doversi comportare. Ma queste sono solo le prime cose di cui ci siamo dovuti occupare. Non sappiamo come evolverà la situazione nelle prossime settimane, e possiamo solo sperare che tutto finisca presto altrimenti ci sarà un colpo durissimo per tutti, compresi i tanti animali chiusi nei canili e in attesa di una adozione, che finiranno per essere travolti da una crisi senza precedenti.
Oltre a questa speranza, ne abbiamo un’altra: che questa prova porti con sé anche l’occasione di cambiare radicalmente alcune nostre abitudini che, come sentiamo ripetere ormai da decenni, incidono negativamente sul pianeta, e che ci sia una spinta per la messa al bando degli allevamenti intensivi e di altri luoghi dell’orrore, dove potrebbero annidarsi i prossimi focolai di agenti patogeni. Tra le tante frasi lette sui social, ce n’é una che pare adattarsi a questa situazione, anche se era stata scritta su un palazzo di Santiago del Cile in occasione della rivolta dell’ottobre scorso: “Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema”. Ecco, la speranza è che questo momento terribile apra la strada ad un nuovo modo di intendere la “normalità”, un nuovo modo di stare in pace con il mondo.
(pubblicato sul blog della LNDC "Una Zampa sul cuore")

martedì 15 ottobre 2019

Le Fonti Awards: Michele Pezone premiato come “Avvocato dell’anno per il diritto ambientale”

L’importante riconoscimento per l’impegno a tutela dell’ambiente e degli animali è stato conferito all’avvocato di Francavilla al mare durante la cerimonia Le Fonti Awards
Michele Pezone è l’avvocato dell’anno per il diritto ambientale. L’importante riconoscimento per l’impegno a tutela dell’ambiente e degli animali è stato conferito all’avvocato di Francavilla al mare  il 9 ottobre nella sede della Borsa di Milano, durante la cerimonia Le Fonti Awards, che ogni anno premia le eccellenze nel campo del diritto, dell’economia e dell’industria. 
Attivista storico e responsabile del team legale Lega Nazionale per la Difesa del Cane, l’avvocato Pezone da sempre ha a cuore  i diritti degli animali..
“Sono davvero onorato e felice di questo premio” ha commentato Michele Pezone “In particolare, mi ha molto colpito che le motivazioni con cui è stata annunciata la mia premiazione riguardavano il mio lavoro per la tutela dell’ambiente e degli animali. Finalmente la protezione degli animali esce dalla sua nicchia legata a volontariato e ONG ed entra a pieno titolo in un mondo completamente diverso come quello dell’economia. Del resto, il padre del marketing moderno Philip Kotler afferma che, nel terzo millennio, per avere successo è necessario che un’azienda prenda in considerazione le tre P: Profitto, Persone e Pianeta. Si esce quindi dalla logica del profitto fine a sé stesso e si iniziano a mettere al centro anche le tematiche per cui noi lottiamo da anni. 
“Oltre che alla mia famiglia, voglio dedicare questo riconoscimento a LNDC e alla sua infaticabile Presidente Piera Rosati. La collaborazione decennale con questa importante associazione. Concldue –  mi ha permesso di ottenere importanti successi professionali e anche di crescere dal punto di vista personale e umano. Una collaborazione che intendo portare avanti ancora a lungo e che ci porterà sempre più in alto nella difesa degli animali e dell’ambiente”. 
Fonte: chietitoday