giovedì 18 ottobre 2018

Stop all’uso delle gabbie negli allevamenti: il Ministro Grillo inaugura la mostra alla Camera dei Deputati


Lancio italiano, presso la Camera dei Deputati, alla presenza del Ministro della Salute Giulia Grillo e di deputati e senatori, della campagna europea per chiedere la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti.
Giulia Grillo: “Ci sarà un impegno da parte di questo Ministero nel vigilare e lavorare sul benessere degli animali, promuovendo quelle politiche che vadano in questa direzione. Mi auguro che questa iniziativa dei cittadini raggiunga l’obiettivo prefissato di un milione di firme.”
Nell’Unione europea sono almeno 300 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno. Nel nostro Paese circa 50 milioni di animali – conigli, galline, scrofe, vitelli e quaglie – sono costretti a vivere in spazi estremamente ristretti: un foglio A4 per galline e conigli, l’area di uno smartphone per le quaglie, e sbarre così strette da non potere girare su se stesse e prendersi cura dei propri piccoli per le scrofe. Questi animali trascorrono gran parte o tutta la loro vita senza poter esprimere i comportamenti che sono per loro naturali: le galline non possono stendere le ali, i conigli non possono stare sulle zampe posteriori o stendersi lateralmente, le quaglie non possono volare, le scrofe grufolare e preparare il nido per i loro piccoli.
Secondo il movimento europeo dei cittadini che lavora per migliorare le condizioni di vita degli animali, l’uso delle gabbie negli allevamenti è una barbarie istituzionalizzata e del tutto anacronistica. Per questo il movimento si è raccolto compatto nella più grande coalizione mai riunitasi per un’iniziativa europea dei cittadini. End the Cage Age comprende, infatti, più di 130 associazioni, di cui 19 in Italia, e ha già raccolto oltre 100.000 firme in tutta l’UE.
Oggi l’iniziativa è stata ufficialmente lanciata nel nostro Paese e presentata a Roma nel corso della conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Ministro della salute Giulia Grillo. Sono intervenuti anche l’eurodeputata Eleonora Evi (M5S), l’On. Ilaria Fontana (M5S) e la Senatrice Loredana De Petris (LeU) presidente del Gruppo Misto, nel complesso di Vicolo Valdina, presso la Camera dei Deputati.
Il Ministro Grillo ha visitato la mostra e ha firmato la petizione europea dichiarando: “Questo è un tema importante e di salute pubblica in quanto il mio Ministero si occupa anche della parte veterinaria e del benessere degli animali. Parliamo di esseri senzienti che provano gioia e dolore: questo è riconosciuto dalla scienza e si riflette nelle nostre scelte. C’è bisogno di maggiore attenzione sia da parte dell’opinione pubblica che della politica. E’ un tema a cui noi siamo molto attenti da sempre e vogliamo rispondere in tutti i modi possibili a questa richiesta. Ci sarà un impegno da parte di questo Ministero nel vigilare e lavorare sul benessere degli animali, promuovendo quelle politiche che vadano in questa direzione. Mi auguro che questa iniziativa dei cittadini raggiunga l’obiettivo prefissato di un milione di firme”.
La mostra resterà aperta al pubblico fino alle 14 del 19 ottobre (dalle 10 alle 18, il 17 e 18 ottobre con ultimo ingresso alle 17,30 e dalle 10 alle 14 il 19 ottobre con ultimo ingresso alle 13,30).

martedì 9 ottobre 2018

Domani arriva davanti al TAR il ricorso di Federcaccia che chiede l’estensione del periodo venatorio, ma per il Wwf “la protezione è la regola, la caccia l’eccezione”.

Si discuterà domani di fronte al TAR dell’Aquila la domanda cautelare presentata da Federazione Italiana della Caccia e Federcaccia Abruzzo contro il calendario venatorio 2018/2019, del quale si chiede un’estensione in termini temporali e nel numero delle specie cacciabili; un ricorso dal quale altre associazioni venatorie si sono dissociate.
Il Wwf ha presentato in proposito un atto di intervento ad opponendum e domani sarà presente in aula con gli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone. Nel proprio documento l’associazione ambientalista risponde punto per punto alle argomentazioni portate avanti nel ricorso, che viene giudicato inammissibile e infondato, e ribatte con la frequente citazione di altre sentenze in merito, pronunciate anche dallo stesso TAR dell’Aquila, a ciascuna delle motivazioni espresse dalle due associazioni ricorrenti.
La richiesta di sospensione delle parti del calendario, che porrebbero limiti all’attività venatoria, appare fondata essenzialmente sulla lesione delle aspettative a esercitare pienamente “il diritto di caccia” da parte dei cacciatori. Ferma restando l’infondatezza di tali richieste, non v’è dubbio che nel bilanciamento degli interessi contrapposti è preminente la tutela di quelli ambientali e della vita della fauna protetta. Lo dice chiaramente la legge 157/92 all’art. 1 comma 2: “L’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno alle produzioni agricole”.
“Colpisce il fatto che si vogliano aumentare i giorni di caccia e le specie cacciabili anche a fronte degli ultimi drammatici incidenti che hanno evidenziato l’incompatibilità tra gli spari e la fruizione turistico-ricreativa del territorio e quando si comincia anzi giustamente a pensare di vietare l’esercizio venatorio nei giorni festivi”, commenta l’avvocato Michele Pezone.

“La 157/92, chiamata riduttivamente “legge sulla caccia”, regola sì anche l’esercizio venatorio, ma le sue finalità non si esauriscono con questa funzione”, ha aggiunto l’avvocato Herbert Simone, che è stato anche vice presidente del Wwf Abruzzo. “In sostanza, la protezione è la regola, la caccia l’eccezione”.
Fonte: Rete8.it

domenica 23 settembre 2018

Protezione civile: firmato il protocollo d’intesa per il soccorso degli animali in emergenza

Il nuovo codice di protezione civile (d. lgs n. 1/2018) all’art. 1 definisce le finalità del Servizio nazionale della protezione civile, introducendo la tutela degli animali, tra le attività che caratterizzano la funzione di protezione civile.

Il protocollo, firmato oggi nella sede del Dipartimento, dal Direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del Servizio Nazionale, Roberto Giarola, e dai rappresentanti delle associazioni (Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Leidaa e Oipa) prevede l’elaborazione di procedure condivise ed efficaci per una risposta in emergenza riguardo al soccorso, la gestione e la messa in sicurezza degli animali e al supporto alla popolazione che abbia animali al seguito. Tali metodologie e procedure dovranno essere adottate specificatamente in base al tipo di evento (o in fase di previsione di evento) e alla sua estensione oltre che alla tipologia di animale.

Gli operatori delle associazioni per la protezione degli animali adeguatamente formati potranno assicurare un efficace concorso alle attività di soccorso e messa in sicurezza degli animali; evacuazione delle strutture con animali; allestimento di strutture temporanee per il ricovero degli animali e di presidi veterinari mobili; supporto all'organizzazione delle aree di accoglienza della popolazione con animali al seguito; assistenza e trasporto di animali non ricongiunti coi proprietari; ricongiungimento di animali smarriti con i proprietari; collaborazione con i medici veterinari liberi professionisti.
L’accordo prevede inoltre la realizzazione di percorsi formativi, rivolti agli operatori del Servizio nazionale di Protezione Civile sulla gestione degli animali e agli operatori delle associazioni firmatarie sui temi di protezione civile.
Sono infine in programma accordi successivi e specifici tra il Dipartimento e le associazioni che sviluppino progetti per la concreta realizzazione degli obiettivi prefissati.
Fonte: protezionecivile.gov.it - 21/9/2017

domenica 16 settembre 2018

Calendario venatorio Abruzzo. Il TAR accoglie parzialmente la sospensiva richiesta dal WWF

Niente caccia alla lepre a settembre. L’Associazione ambientalista soddisfatta per i risultati ottenuti. Grazie anche alle modifiche già ratificate dalla Regione i danni saranno giustamente limitati
“Abbiamo salvato dal massacro quasi centomila lepri!”: è questo il commento a caldo del coordinatore regionale delle Guardie WWF, Claudio Allegrino, alla ordinanza emessa poche ore fa dal TAR in merito al calendario venatorio regionale.
Il WWF aveva chiesto con il suo ricorso la sospensiva per impedire la caccia a settembre alle specie fagiano, quaglia e lepre. I giudici hanno sospeso la caccia alla lepre per il mese di settembre mentre per quaglia e fagiano hanno ritenuto di non esserci più esigenze cautelari: il calendario venatorio nella sua seconda versione si era infatti già parzialmente adeguato prevedendo il posticipo al 1 ottobre per queste ultime due specie nelle aree Natura 2000 (SIC e ZPS).
Il divieto di caccia alla lepre a settembre salverà potenzialmente 98.952 animali: sono stati cancellati infatti 7 giorni di attività venatoria in ciascuno dei quali ogni cacciatore (in Abruzzo secondo i dati Istat 2007 sono 14.136) avrebbe potuto ucciderne una. “Un risultato importante che si aggiunge – sottolinea il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio - agli altri già ottenuti in questi mesi grazie alle puntuali osservazioni presentate dalla nostra associazione e alle osservazioni dell’ISPRA, in parte recepite dalla Regione dopo la presentazione del ricorso del WWF redatto dall’avv. Michele Pezone. Bisogna per questo dare atto all’assessore Dino Pepe di essersi comportato da assessore alla caccia e non da assessore ai cacciatori, come taluni suoi predecessori, sforzandosi di varare un calendario almeno rispettoso delle norme di legge e del buon senso”.