domenica 5 dicembre 2010

Liberare gli animali dalla schiavitù del circo


Oggi domenica 5 Dicembre la LAV sarà presente in tutte le pricipali piazze italiane per il lancio della nuova Campagna Nazionale sui Circhi: VOGLIAMO LIBERARE GLI ANIMALI DALLA SCHIAVITU' DEL CIRCO.
A Pescara la LAV sarà presente in Piazza Sacro Cuore dalle 11.00 alle 20.00: stand info, distribuzione materiale informativo,proiezione filmati sui metodi di addestramento degli animali nei circhi, animazione, raccolta firme per petizione ai governi locali e nazionale, cessione gadget a sostegno della Campagna.

Si spalancano le porte agli animali grazie al Ministro Michela Brambilla

Ancora una volta un plauso al Ministro del Turismo Michela Brambilla da parte della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Grazie a lei, i nostri animali potranno entrare in tutti i luoghi pubblici, ristoranti, uffici postali, salire sui mezzi di trasposto, salvo espresse e motivate deroghe; non come ora che possono accedervi solo quando è loro consentito.
Spesso assistiamo a superficialità e approssimazione da parte di molti politici nell'affrontare certi temi, c'è al contrario chi lancia un segnale di grande impegno e responsabilita' politica e civile come il Ministro Michela Brambilla.
L'ordinanza che il ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha scritto con l'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ha esplicitamente lo scopo di creare delle città anche a misura dei nostri amici a quattro zampe. Il provvedimento, che ogni sindaco potrà recepire con una semplice ordinanza sindacale, prende le mosse da un sondaggio Ipsos secondo il quale + del 40% degli italiani possiede almeno un animale domestico; ed è quindi "chiaro - ha spiegato il ministro - che compito delle istituzioni è lavorare per rendere più semplice la vita di queste famiglie e rispondere alle loro necessità".
Gli animali, quindi potranno accedere ovunque, salvo che in ospedali, asili, scuole, con l'eccezione delle case di riposo, in quanto il ministro ha anche pensato al disagio dei nostri anziani se privati del loro amico del cuore.
Michela Vittoria Brambilla è consapevole del fatto che "sia la prima volta che un ministro si occupa in modo così importante di un tema che, colpevolmente, era ritenuto di secondo piano fino ad oggi: creare una nuova coscienza d'amore e di rispetto per gli animali e i loro diritti"."Forse, in passato - ha sottolineato - questo necessario cambiamento culturale non era considerato sufficientemente nobile per occupare l'agenda di un ministro. Ma io non la penso così. E soprattutto gli italiani non la pensano così". Michela Vittoria Brambilla pensa che anche il turismo nel nostro Paese trarrà un vantaggio da questa ordinanza, anche sulla scorta dei risultati positivi che ha avuto l'istituzione di tratti di spiaggia dove i turisti possono accedere con i loro animali. Iniziative, tutte, finalizzate alla creazione di una Italia "Animal frendly", che "rappresenta una delle priorità del Ministero del Turismo".
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ribadisce il suo pieno sostegno alle azioni del Ministro del Turismo per aver confermato il suo impegno politico, le sue azioni sono un segnale importante per l’Italia. Inoltre ringraziamo Michela Brambilla per l'apertura intellettuale e civile, l'acuta sensibilità che tanto spesso si è manifestata in una vera e propria battaglia di fronte ai segni di involuzione del sistema.

Il diritto di vivere

Giovedi 2 dicembre presso il Circolo della stampa di Trieste si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della Campagna contro la vivisezione “Il Diritto di Vivere”. La stessa, voluta e creata dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane vede due testimonial illustri come Margherita Hack e Roberto Marchesini, presenti oggi in sede di conferenza stampa insieme all'avv. Michele Pezone, Resp. Rapporti istituzionali della Lega del Cane.
Gli interventi dei relatori hanno sottolineato come la Direttiva 2010/63 sull’utilizzo degli animali per fini scientifici – approvata dal Parlamento - abbia purtroppo dimostrato quanto il predetto organo legislativo sia più sensibile agli interessi dell’industria farmaceutica che alla sensibilità dei cittadini sul tema della vivisezione. Il fatto di essere animali - dichiara di Margherita Hack Scienziata, Astrofisica - con il cervello più sviluppato e complesso non ci autorizza ad agire in maniera così crudele verso creature sensibili e per molti aspetti simili a noi. Spesso, infatti, vengono eseguiti esperimenti inutili, solo per aggiungere una pubblicazione al proprio curriculum: firmo contro questa grande inciviltà.
Nonostante nel testo si faccia riferimento alla limitazione dei test più dolorosi e all'utilizzo delle cavie solo nei casi necessari – sottolinea Laura Rossi Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - destano sgomento le deroghe per esigenze scientifiche che prevedono l'utilizzo di animali in via d’estinzione catturati in natura, come scimpanzé e gorilla, e addirittura di animali randagi, come gatti e cani, nel caso non sia possibile raggiungere altrimenti lo “scopo della procedura”. La nuova Direttiva 2010/63 prevede anche la possibilità di utilizzare lo stesso animale per più esperimenti, di utilizzare anidrite carbonica per la soppressione delle cavie (procedura che provoca un’elevata e prolungata sofferenza), e la possibilità di effettuare anche toracotomie (aperture del torace) senza anestesia. E tutto questo mentre il Consiglio Nazionale delle Ricerche degli USA, annunciando la necessità di una svolta epocale nella tossicologia, insiste per trasferire le prove tossicologiche dall’animale ai metodi in vitro.
La scienza in questi ultimi vent’anni – afferma Roberto Marchesini epistemologo e saggista, studioso di relazione uomo-animale - è progredita notevolmente nella conoscenza degli animali: le ricerche di etologia sul campo, di neurobiologia e le prassi di neural imaging ci consegnano un’immagine dell’animale che non ha più nulla dell’automa cartesiano mosso da istinti e condizionamenti. Oggi sappiamo che gli animali sono capaci di provare sentimenti, dolore, ricordi, di porsi degli obiettivi e di fare delle valutazioni, di avere consapevolezza dei loro pensieri e coscienza di se stessi. Questa nuova immagine dei soggetti di altre specie non può non chiamarci a una riflessione etica sulla legittimità del comportamento dell’uomo verso gli animali: in altre parole non abbiamo più il paravento cartesiano che ci metteva al riparo da qualunque limite alla condotta. Eppure le pratiche di sperimentazione sugli animali diventano sempre più invasive, come testimonia la direttiva approvata dal parlamento europeo. Si tratta di una schizofrenia che non riguarda solo l’animale come paziente morale ma noi uomini per primi: ci condanna a un’insufficienza grave come agenti morali.
La sperimentazione animale – sostiene Michele Pezone avvocato, scrittore, Responsabile Rapporti Istituzionali LNDC - è ritenuta ormai obsoleta, come dichiarato nel documento conclusivo del VII Congresso mondiale sulla sperimentazione animale. La Direttiva 2010/63 avrebbe potuto e dovuto favorire effettivamente il passaggio ai nuovi metodi di ricerca (REACH), anziché limitarsi ad astratte enunciazioni di principio e a richiedere agli Stati membri, se possibile, di garantire il ricorso a sistemi alternativi. Agiremo affinché, nell'iter di recepimento nazionale della Direttiva, vengano inserite disposizioni per favorire lo sviluppo concreto di metodi che non facciano uso di animali, limitando nei fatti il ricorso agli animali, per un futuro basato su una ricerca scientificamente corretta e libera dal vincolo arretrato del modello animale.
Spesso – continua Roberto Marchesini - si sente dire che coloro che avversano la sperimentazione animale vanno contro la ricerca scientifica e mettono a repentaglio l’acquisizione di scoperte fondamentali per la salute dell’uomo. In realtà è proprio la ricerca scientifica che negli ultimi dieci anni ha messo in discussione la fondatezza di questa pratica. Di fatto la vivisezione è una pratica obsoleta, molto approssimativa e forviante, facile da addomesticare agli interessi dell’industria farmaceutica. Puntare tutto verso le pratiche di sperimentazione animale risponde perciò più a logiche economiche che di ricerca. Insistere su questa prassi, che in fondo non è cambiata da millenni e che si basa su presupposti estremamente fragili (che la risposta sull’animale sia la stessa che sull’uomo), in realtà vuol dire mettere in ombra altri tipi di indagine, come le ricerche sulle culture cellulari, sulle nanotecnologie, sulla simulazione virtuale, sulle mappe epidemiologiche, sulle cellule staminali, molto più produttive e innovative.
In tale scenario - dice Piera Rosati dir. Uff. Comunicazione e Sviluppo LNDC - il progetto di comunicazione della Campagna contro la vivisezione “Il Diritto di Vivere”, ha la esplicita finalità di promuovere un vero e proprio cambiamento culturale, un processo collettivo di sensibilizzazione e responsabilizzazione, in cui ogni cittadino assume un ruolo attivo. Un progetto di grande importanza, principalmente per l’attenzione dedicata alla dimensione sociale ed umana del problema.