martedì 30 ottobre 2012

Pescara - Al via il nuovo corso di Guardie Zoofile della Lega Nazionale per la Difesa del Cane


Lunedì 12 novembre 2012 partirà il nuovo corso per diventare GZV (Guardie Zoofile Volontarie), organizzato dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, impegnata su tutto il territorio nazionale da oltre 60 anni nella difesa dei diritti degli animali.
Il corso, totalmente gratuito, si articolerà in 15 lezioni ed avrà frequenza settimanale (il lunedì ed il mercoledì dalle ore 20.30 alle ore 22.30). Al termine del percorso formativo è prevista l'effettuazione di un test/esame di valutazione al fine del conseguimento dell'abilitazione a GZV.
Questo percorso formativo pescarese delle GZV LNDC, nasce dalla necessità di tutelare gli animali e diffondere la cultura del rispetto per essi, svolgendo opera di prevenzione e repressione contro il loro maltrattamento. Lo stesso, rivolto ai residenti della regione Abruzzo, tratterà tematiche giuridiche, di natura zoofila e di protezione animale.
La GZV è una guardia giurata volontaria con mansioni di vigilanza animale, che opera grazie ad un decreto prefettizio e una giurisdizione che copre tutto il territorio provinciale per conto di un'Associazione animalista, in questo caso la LNDC che ne declina i compiti, oltre per quanto previsto per Legge anche per un proprio regolamento interno; è pertanto un pubblico ufficiale nel momento in cui è in servizio con funzione di polizia amministrativa quando accerta e sanziona gli illeciti amministrativi in materia animale, come la L.R. 86/99 della Regione Abruzzo, a sua volta recepimento della Legge Quadro 281/1991 e dei vari Regolamenti Comunali di pertinenza, con funzione di polizia giudiziaria nell'affrontare il reato di maltrattamento animale, per quanto previsto dalla Legge 189/2004 che può culminare con il sequestro dell'animale maltrattato e la notifica di reato nei confronti del presunto maltrattatore in attesa che l'ipotesi di reato venga o meno confermata.
Le GZV LNDC in Italia sono in continuo aumento, non occorrono particolari requisiti accademici o abilità fisiche, solo la volontà di acquisire leggi e procedure operative limitatamente all'ambito di competenza, e soprattutto l'umiltà di comprendere che si tratta più che mai di un potere a servizio.
I moduli formativi previsti avranno luogo a Pescara presso la Sala Consigliare Circoscrizione Portanuova P.zza dei Grue 1.

Tel. 335 7107106 / 388 5658463

I Parchi Nazionali e la spending review: si è tenuta la manifestazione a Roma davanti al Ministero dell'Ambiente


Si è svolta il 25 ottobre, con molta partecipazione e in maniera pacifica e colorata, davanti al Ministero dell'Ambiente, la manifestazione del personale dei Parchi nazionali; persone venute da tutta Italia per chiedere al Ministro che compia tutti i possibili sforzi per evitare ulteriori e deleteri tagli agli organici degli Enti  Parco, colpiti solo nel 2012 da 2 riduzioni del 10% ciascuna, che si sono aggiunte ad altre riduzioni degli anni precedenti.
Hanno partecipato non meno di 200 persone giunte da tanti Parchi Nazionali d'Italia (Val Grande, Gran Paradiso, Dolomiti Bellunesi, Appennino Tosco-Emiliano, Foreste Casentinesi, Monti Sibillini, Gran Sasso - Laga, Majella, Abruzzo Lazio e Molise, Circeo, Vesuvio, Gargano, Alta Murgia, Arcipelago della Maddalena). Numeri consistenti, se si pensa che in totale il personale dei Parchi Nazionali ammonta a circa 700 unità, e tenuto conto della difficoltà logistica a raggiungere Roma dalle sedi di provenienza, talvolta molto lontane.
Un ringraziamento va a tutti coloro che sono intervenuti, hanno aderito e sostenuto l'iniziativa e anche a coloro che pur non potendo venire a Roma, sono stati con noi con il cuore. Come i colleghi del Parco delle Cinque Terre, che proprio il 25 ottobre di un anno fa erano colpiti dalla terribile alluvione e sono giustamente rimasti vicini alle genti del loro territorio. Sostegno e adesione alla causa dei Parchi anche dal mondo della cultura, dal noto scrittore napoletano, Bruno Arpaia.
Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta da rappresentanti del Ministero, nelle persone di Fabrizio Penna, capo della segreteria del Ministro e di Renato Grimaldi, direttore generale della Direzione per la protezione della natura.  
La delegazione ha consegnato un documento per il Ministro di sintesi delle motivazioni della manifestazione, con il quale gli è stato chiesto, nella Sua qualità di primo referente politico dei parchi nazionali, e per il Suo tramite al Governo e al Parlamento, di adoperasi  per il raggiungimento di alcuni fondamentali obiettivi, riconoscendo  la specificità dei Parchi nazionali, che consentirebbe  di compensare integralmente il taglio della spending review. Ma sono anche state fatte delle richieste propositive per migliorare la funzionalità  dei Parchi nazionali.
Il dott. Penna ha riferito che il Ministro tiene molto ai Parchi, e che ha dei progetti, a cominciare dall'intento di visitarne almeno una parte. Ha apprezzato le modalità di svolgimento della manifestazione e gli intenti propositivi, con particolare riferimento, oltre al tema della massima criticità di questi giorni del taglio della spending review,  agli ultimi due punti delle richieste dei proponenti la manifestazione: l'istituzione urgente di una Commissione presso il Ministero dell'Ambiente che stabilisca le effettive necessità per il funzionamento dei Parchi nazionali, compresa la definizione di consistenze adeguate delle dotazioni organiche, in funzione delle specificità e complessità dei singoli territori di competenza, con personale idoneo a perseguire gli obiettivi di legge e la definizione di una strategia nazionale per le Aree Protette, a seguito di un confronto con tutti gli attori, anche tramite un'apposita conferenza nazionale per le aree protette, al fine di attivare un vero sistema nazionale, come previsto dalla Legge Quadro sulle aree protette del 1991
Il Dott. Grimaldi ha aggiornato la delegazione sulla proposta di attuazione della spending review, sostenuta con forza dal Ministero dell'Ambiente, che dovrebbe assicurare che nessun operatore attuale dei Parchi nazionali sia costretto alla mobilità. Il Direttore ritiene che questo possa essere un risultato importante, tenuto conto della situazione generale dei tagli che si stanno applicando alle pubbliche amministrazioni. Ma solleva anche qualche critica alla gestione degli Enti Parco. La delegazione, pur concordando con alcune criticità, ha sottolineato che, come farebbe qualunque azienda privata, per migliorare le performance c'è necessità di adeguate risorse finanziarie e umane, quest'ultime particolarmente carenti, eppure le più colpite. Nei venti anni dalla istituzione della maggior parte dei Parchi Nazionali, i risultati sono stati straordinari e non possono essere ignorati.
Ed è proprio per questo che il personale dei Parchi si rivolge al Ministero dell'Ambiente, perché si adoperi per  potenziare gli Enti gestori per e metterli in condizione di assolvere al meglio le funzioni fondamentali e incomprimibili che la Legge Quadro del 1991, le Convenzioni internazionali e le direttive comunitarie assegnano loro. 
Si ritiene, infatti, che eliminare i pochi posti ancora da coprire in Parchi, ad esempio, come quello del Circeo (6 dipendenti di ruolo e 3 posti da coprire) o dell'Arcipelago della Maddalena (12 dipendenti di ruolo e 2 posti da coprire), sia comunque grave per il sistema dei Parchi nazionali. Sarebbero posti persi per sempre, malgrado siano assolutamente indispensabili.
Non pare, tuttavia e nonostante gli sforzi, che ci siano luci all'orizzonte. Gli interventi normativi in agenda sembrano essere diretti a risolvere altre questioni, come le indennità dei Presidenti, il numero dei Consiglieri dei Consigli Direttivi e le modalità dell'attività di vigilanza del Ministero dell'Ambiente sugli Enti gestori. 
Se l'operatività e l'efficienza dei Parchi Nazionali vorrà essere veramente migliorata, bisognerà fornire, invece, adeguati strumenti e rivedere prioritariamente la loro natura giuridica;  al momento, infatti,  sono  classificati come enti pubblici non economici,  al pari di grandi amministrazioni come l'INPS o l'INAIL, e ciò  costringe gli  Enti Parco ad uniformarsi a modelli di tipo burocratico, e  non certo adeguati alla loro piccola, plurisettoriale e dinamica realtà. 
Rimane comunque alta l'attenzione del personale dei parchi nazionali e delle associazioni aderenti all'iniziativa.  
394 Associazione nazionale personale aree protette, ringrazia gli aderenti all'iniziativa: AIDAP, AIGAP, AIGAE, LIPU, CIPRA Italia, ENPA, COMITATO NAZIONALE DEL PAESAGGIO, FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA, FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO, MOUNTAIN WILDERNESS, ALTURA, ITALIA NOSTRA, ISTITUTO PANGEA ONLUS, CTS, SOCIETÀ DI STORIA DELLA FAUNA "GIUSEPPE ALTOBELLO", GUIDE DEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI, SIBILLA APPENNINICA, COORDINAMENTO RSU DEI PARCHI NAZIONALI, SEL 
Fonte: comunicato Laboratorio Parchi SEL

Primo stop alla caccia a Cervo e Capriolo in Abruzzo. Il WWF: ora Chiodi ritiri ufficialmente la Delibera.


Plauso all'azione del Consigliere Acerbo e degli altri 11 consiglieri di opposizione che avevano sollevato il caso.
Febbo e i suoi dirigenti inanellano sconfitte su sconfitte sul fronte venatorio.

Il WWF esprime piena soddisfazione per il parere del Collegio delle Garanzie Statutarie della Regione Abruzzo che ha riconosciuto l'invasione di campo esercitata dalla Giunta Regionale sulle prerogative del Consiglio Regionale per quanto riguarda l'apertura alla caccia a Cervo e Capriolo.

Da subito il WWF aveva segnalato le numerose incongruenze e le gravissime illegittimità del regolamento approvato dalla Giunta regionale, come, ad esempio, la possibilità per le province di autorizzare l'ingresso dei cacciatori nelle aree protette per sparare.
Tale aspetto è contrario addirittura alla legge nazionale sui parchi 394/91.

Dichiara Dante Caserta, vicepresidente nazionale del WWF “In questi pochi anni la Giunta Chiodi, l'Assessore Febbo e i dirigenti dell'Assessorato Agricoltura hanno subito plurime bocciature da ogni organismo di garanzia chiamato a verificare la legittimità dei loro atti in materia di caccia. Prima il TAR, poi addirittura la Corte Costituzionale, ora anche il Collegio delle Garanzie Statutarie della stessa Regione Abruzzo sanciscono il fallimento di questa politica venatoria. E' possibile continuare in questo modo a gestire il preziosissimo patrimonio naturalistico della regione? Chiediamo al Presidente Chiodi di revocare immediatamente la Delibera contestata poichè altrimenti la Regione Abruzzo rischia una nuova sconfitta davanti al TAR a cui dovremo comunque ricorrere visto che il parere del Collegio, seppur autorevole, non produce automaticamente l'annullamento della delibera. E' un appello che lanciamo anche per evitare ulteriore sperpero di denaro pubblico, visto che un ricorso al TAR impegnebbe gli uffici regionali e l'avvocatura che sono pagati dai contribuenti. E' una delibera palesemente illegittima ma, soprattutto, contraria alla sensibilità della stragrande maggioranza dei cittadini abruzzesi e dei turisti che vuole vedere nei nostri parchi e nel resto del territorio animali liberi e non personaggi con un'arma a tracolla”.

Fonte: comunicato stampa WWF Abruzzo