domenica 30 gennaio 2011

PRESENTAZIONE DEL "Dossier Vittime della Caccia - stagione 2010-2011"


L'Associazione Vittime della Caccia invita i signori giornalisti alla consueta conferenza stampa di fine stagione venatoria, presso la Sala Stampa di Palazzo Madama, giovedì 3 febbraio alle ore 11,30.

In tale occasione verrà presentato il "Dossier Vittime della Caccia stagione 2010-2011", composto da due sezioni: Vittime per armi da caccia in Ambito Venatorio e Vittime per armi da caccia in Ambito Extravenatorio.

Disponibili i seguenti documenti:

1) SCHEMA SINTETICO DATI VITTIME PER ARMI DA CACCIA relativi ad entrambi gli ambiti;

Per l'AMBITO VENATORIO:

2) DATI VITTIME CACCIA - RACCOLTA SINTETICA in ordine cronologico di TUTTI I CASI intercettati, relativi a vittime per armi da caccia durante attività venatoria, con evidenza della sistematicità e frequenza degli accadimenti;

3) DATI VITTIME CACCIA - RACCOLTA INTEGRALE in ordine cronologico delle rassegne stampa (con la fonte) dei casi di vittime per armi da caccia durante attività venatoria;

4) DATI VITTIME CACCIA - PROVINCIE E REGIONI,i numeri delle vittime suddivisi per luogo.

Per l'AMBITO EXTRAVENATORIO:

DATI VITTIME ARMI da CACCIA - RACCOLTA INTEGRALE in ordine cronologico delle rassegne stampa (con la fonte) dei casi di vittime per armi da caccia al di fuori delle battute. I casi più svariati: violenza domestica, liti di vicinato, delinquenza comune, imperizia nel maneggiare le armi da caccia in casa,ecc. tutti contesti che vedono l'uso improprio di armi da caccia con conseguenti vittime.Sia in questo ambito che in quello venatorio non sono conteggiati casi di suicidio o incidenti di natura diversa dalle armi da fuoco ad uso caccia.

Un capitolo a parte meritano i seguenti argomenti:

5) MINORI E CACCIA - RACCOLTA INTEGRALE, dei casi che vedono minori di età coinvolti in gravi episodi con uso di armi da caccia.

6) STORIE DI ORDINARIA FOLLIA. RACCOLTA INTEGRALE delle rassegne stampa dei casi con minacce,intimidazioni, spari verso le case, pericolo per la pubblica incolumità, violenze verso cittadini inermi, tragedie sfiorate. Queste news NON rientrano nei DATI delle VITTIME per armi da caccia.

7) ANIMALI VITTIME DEI CACCIATORI - RACCOLTA INTEGRALE di una parte dei casi raccolti riguardanti animali domestici impallinati.In seguito alla Conferenza Stampa, la documentazione sarà disponibile sul sito www.vittimedellacaccia.org

Per assistere è necessario l'accredito, inviando una email a: ass.vittime.caccia@gmail.com.

E' d'obbligo la cravatta per gli uomini.

PER GLI ACCREDITI STAMPA: I sig.ri giornalisti sono pregati di accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato, telefonando al numero 06 6706 2698, oppure mandando un fax al numero 06 6706 2947 o una mail a uff.stampa@senato.it
Fonte: Associazione Vittime della Caccia

Rottamiamo la vivisezione - metodo non riciclabile

Alla Arizona State University (ASU) saranno valutati entro i prossimi mesi alcuni moderni strumenti e metodi di ricerca, nonché di insegnamento, per i laboratori di fisiologia.Si deciderà in merito alla sostituzione dei vecchi metodi e test, effettuati su animali, con tecnologie di gran lunga più avanzate, che non prevedono l’uso di animali.
Gli studenti dell’ASU hanno messo in piedi una grande manifestazione a favore dell’abolizione della vivisezione nella loro università. Se il voto dei docenti sarà quello auspicato dai giovani, “ogni anno molte decine di animali saranno salvate”. Ma non è questo il solo obiettivo. L’obiettivo ancora più importante è quello di uscire da una visione fuorviante, che erroneamente ha sempre sostenuto la validità scientifica del modello animale nella ricerca biomedica. L’obiettivo è insegnare ai giovani l’uso di strumenti moderni, affidabili e scientifici, indispensabili per la tutela della nostra salute e dell’ambiente.L’obiettivo è abolire la vivisezione (o sperimentazione animale) per non rimuovere dall’animo dei giovani il sentimento di pietà, oggi più che mai indispensabile per costruire un mondo migliore, di solidarietà.
L’Università dell’Arizona si faccia dunque promotrice di una messa al bando della sperimentazione animale, (seguendo anche le indicazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche USA), che molto facilmente si estenderà a tutti i continenti.
Sosteniamo l’azione degli studenti della ASU scrivendo, come propone la PETA (“People for the Ethical Treatment of Animals”), un’e-mail con il nostro appello. La lettera in inglese (quella qui di seguito è la versione proposta dalla PETA, che voi potrete modificare o riscrivere) deve essere firmata con il vostro nome (la traduzione in italiano si trova in fondo*).
Destinatari:
Michael Crow President of ASU mailto:michael.crow@asu.edu
Ernest Calderón President of the Arizona Board of Regents mailto:Calderon@azlex.com
Elizabeth D. Capaldi Exec Vice President & Provost Office/Exec VP/Provost Of University mailto:Betty.Capaldi@asu.edu
Oggetto: Please use modern scientific methods in your labs
Lettera da copiare e incollare nel testo dell’e-mail:
Dear sir/madam,I am pleased to hear that Arizona State University has purchased alternatives to classroom physiology experiments on frogs, mice, rats, and rabbits. I hope you will insure that your faculty members fully utilize this new technology and replace classroom animal experiments as soon as possible.Besides saving countless animal lives, alternatives to animal tests are efficient and reliable. Unlike archaic animal tests, non-animal methods usually take less time to complete and are not plagued with species differences that make extrapolation difficult or impossible. Sincerely,
La vostra firma
*Traduzione: Mi rallegro con la Arizona State University per aver acquistato strumenti che consentono alternative ai test didattici su rane, topi, ratti e conigli. Ci auguriamo che provvediate a fare in modo che i vostri docenti utilizzino in pieno le nuove tecnologie e sostituiscano nelle aule gli esperimenti su animali il più presto possibile.Oltre a salvare un numero infinito di animali, i metodi sostitutivi sono efficienti e affidabili. A differenza degli obsoleti test su animali, i metodi sostitutivi sono estremamente rapidi e non richiedono una impossibile estrapolazione da altra specie.
Fonte: Comitato Scientifico EQUIVITA www.equivita.org

Salvato Lupo appenninico intrappolato in un laccio d'acciaio




Sulmona (AQ) 27 gennaio 2011- Il pronto intervento dei tecnici del Parco Nazionale della Majella ha evitato, nella giornata di ieri, la morte atroce di un bellissimo esemplare di lupo appenninico.Infatti, grazie ai dati ricevuti da radiocollari GPS recentemente applicati ad alcuni esemplari, un biologo dell'Ente ha rinvenuto nei pressi di Roccacasale (AQ), a pochi metri dal confine del Parco, un lupo intrappolato in un laccio d'acciaio che stava provocando gravi lesioni all'animale.Il pronto intervento del Servizio veterinario dell'Ente ha evitato il peggio; l'animale è stato sedato, liberato dalla trappola e dopo un accurato esame, durante il quale sono state accertate le buone condizioni dell'esemplare, rilasciato subito in natura.La pratica di apporre lacci di acciaio in corrispondenza di sentieri e guadi frequentati da animali di grossa taglia è una delle più frequenti attuate dai bracconieri; l'animale che vi rimane intrappolato muore di solito per soffocamento, per gravi amputazioni o per le estese e profonde ferite riportate.


Il Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, intervenuto tempestivamente per i rilievi del caso, ha avviato le indagini per ris alire ai responsabili.Il Commissario Straordinario del Parco Gianfranco Giuliante ed il Direttore Nicola Cimini si complimentano con il personale dell'Ente che ha effettuato l'intervento, auspicando che a breve si giunga ad identificare gli autori di questo deplorevole atto teso a colpire la specie simbolo del Parco Nazionale della Majella.Il buon esito dell'operazione è stato ottenuto sia grazie ai costanti monitoraggi sulla fauna effettuati dal Parco e sia attraverso l'attuazione di quanto previsto dal Progetto Life WOLFNET, di cui l'Ente Parco Nazionale della Majella è capofila.


Il Progetto, partito da oltre un anno e finalizzato a ridurre la persecuzione nei confronti della specie, prevede tra le varie azioni proprio la costituzione di Gruppi Operativi Specialistici (GOS) che favoriscano la massima sinergia operativa tra i tecnici dell'Ente ed il personale di sorveglianza del Parco che, grazie anche a competenze specifiche e strumenti innovativi, possano limitare al massimo i fenomeni di bracconaggio e persecuzione della fauna della Majella.
Fonte: http://www.parcomajella.it/

Allarme Nutrie: disponibili i primi risultati del metodo di contenimento tramite sterilizzazione

Le nutrie, animali sudamericani introdotti in Italia per essere allevati dall’industria della pellicceria, sono tra gli animali selvatici più sfortunati: fino agli anni ’80 del secolo scorso sono state massacrate per il loro manto, ora vengono additate quali responsabili del dissesto idrogeologico in ogni angolo del nostro Paese. Con la conseguenza che vengono uccise a migliaia: fucilate, annegate, avvelenate, bastonate, la fantasia umana non ha limiti quando deve accanirsi contro un capro espiatorio. Le amministrazioni locali le indicano quali responsabili dell’indebolimento degli argini dei fiumi. Le loro tane, si dice, mettono a rischio la solidità dei manufatti con conseguente aumento del pericolo di inondazioni. Eppure le evidenze scientifiche indicano, come nel caso dell’alluvione del Veneto del novembre scorso, che il problema sia da ricondurre ad eventi atmosferici di eccezionale entità, che hanno fortemente indebolito e a volte addirittura tracimato, le strutture arginali.
Nonostante tale evidenza, le nutrie continuano ad essere vittime di un massacro quotidiano e le inondazioni continuano puntualmente a ripetersi, testimoniando l’evidente inutilità dell’uccisione di migliaia di animali che, anche sul piano etico, dovrebbe far inorridire senza riserve. Fortunatamente per le nutrie, esistono ricercatori che ritengono vi sia la possibilità di utilizzare un metodo scientifico che consenta di contenere il loro numero, svincolandosi dal sanguinario, quanto inutile, approccio venatorio.Sono stati presentati lo scorso 3 dicembre, presso il Museo di Storia Naturale di Milano, i primi risultati del metodo di contenimento delle nutrie tramite sterilizzazione.
"Il nostro progetto - afferma il biologo dott. Samuele Venturini - si basa su un contenimento `naturale´, dove individui riproduttori sterilizzati, continuando a difendere il territorio in competizione per il cibo e glispazi con gli individui fertili, impediscano fenomeni di immigrazione e riducano il tasso riproduttivo della colonia. Questo è un sistema indolore, rispettoso della vita e sicuramente più gradito dell´uccisione cruenta, che risulta impopolare presso il pubblico più sensibile. Da un anno circa stiamo sperimentando la sterilizzazione nell´area urbana e suburbana del comune di Buccinasco (Milano). E i risultati positivi ci spingono a proseguire per questa strada che ci auguriamo di continuare a percorrere sempre con il supporto di Regione Lombardia."
La LAV plaude alle istituzioni e ai soggetti privati che hanno voluto scommettere su un metodo incruento del tutto innovativo per gli animali che vivono in natura. La sterilizzazione è l’approccio che ha consentito di risolvere in gran parte del nostro Paese il problema del randagismo canino, non vi è quindi motivo per credere che analoga efficacia non possa essere riprodotta anche nell’ambiente selvatico.
“Il progetto che viene sperimentato in Lombardia apre una fase di grande ottimismo per il futuro delle nutrie – sottolinea Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV – e dimostra che, per quanto riguarda il controllo delle popolazioni di animali selvatici, esiste sempre la possibilità di evitare ‘soluzioni finali’ di dubbia efficacia.”
Non è necessario ricorrere allo sterminio, oramai la scienza è in grado di fornire strumenti enormemente più efficaci che possono finalmente mandare in soffitta l’approccio venatorio fino ad oggi proposto come soluzione da amministrazioni locali poco sensibili agli inutili quanto discutibili massacri di animali selvatici.
Fonte: Ufficio stampa LAV