Milano, 13 novembre 2020 – Il 6 novembre scorso, si è tenuto il Convegno in streaming organizzato dalla LNDC Animal Protection dal titolo Diritti degli Animali: le nuove frontiere per la loro tutela, moderato dalla conduttrice televisiva Tessa Gelisio, amica storica dell’Associazione, con Michele Pezone, Responsabile nazionale diritti animali LNDC – Animal Protection.
Non solo la pianificazione dell’evento ha coinvolto numerosi amici a condividere il proprio pensiero e stimolare il pubblico alla partecipazione - tra questi: Tiziano Ferro, Giorgio Panariello, Raffaella Mennoia, Massimo Wertmüller e Samantha De Grenet – ma, grazie a una grossa campagna mediatica sui social, l’Associazione ha risollevato il grande problema dei diritti animali e dei maltrattamenti e suscitato così l’interesse di decine di migliaia di persone sensibili alla tematica, perché diciamolo, sono moltissimi gli italiani che chiedono a voce alta pene più severe nei confronti di chi maltratta e uccide gli animali.
Ogni giorno, sulle pagine dei
quotidiani locali e nazionali leggiamo notizie raccapriccianti sulle morti
di animali selvatici o familiari trucidati nei modi peggiori. Tutto questo
si potrebbe evitare e prevenire. Il Convegno è nato proprio con questo scopo:
riunire massimi esperti provenienti dal mondo veterinario, delle forze
dell’ordine e giuridico, nonché dal settore della comunicazione, con lo scopo di
fare il punto della situazione e condividere le possibili soluzioni. Persone
interessate alla tematica, avvocati e giornalisti si sono collegati alla
diretta streaming per saperne di più, per acquisire maggiore consapevolezza e
strumenti utili a combattere i maltrattamenti grazie ai topic affrontati: “Le
attività di indagine nei reati a danno degli animali. Aspetti procedurali e
idee per migliorare la normativa vigente” e “Informazione e media
dalla parte degli animali”.
“È davvero frustrante assistere a così tante morti crudeli e
insensate e sentirsi impotenti”, afferma Piera Rosati – Presidente di LNDC - Animal
Protection. “Da sempre denunciamo casi di maltrattamenti e
uccisioni alle autorità competenti, ma in moltissime occasioni dobbiamo
scontrarci con richieste di archiviazione o, nei casi più fortunati, con
condanne insufficienti a punire in maniera adeguata i colpevoli di queste
stragi. La Legge 189 del 2004 ha sì introdotto nuove
figure di reato nel codice penale, ma attualmente tra casi archiviati, riti
abbreviati, sospensione della pena e ‘messa alla prova’, praticamente
nessuno sconta realmente nemmeno un giorno di prigione anche in caso di
condanna, a dimostrazione del fatto che queste vittime e questi reati
vengono spesso considerati “di serie B”. Il nostro obiettivo, anche grazie a
questo Convegno, è fare in modo che sul piano giuridico, ma anche etico, gli
animali diventino essi stessi oggetto di tutela in quanto tali, esseri
senzienti, mentre oggi la legge tutela il ‘sentimento umano verso gli animali’.
Che cosa si può fare per
cambiare la situazione nell’immediato futuro? Fondamentale rimane sensibilizzare
l’opinione pubblica attraverso campagne nazionali che stimolino la denuncia dei
casi di reati. Diffondere la cultura della sensibilità alla sofferenza,
questo è il punto focale.
Ricordiamo infatti che in moltissimi casi, chi comincia maltrattando gli animali, spesso passa ad altre vittime appartenenti alle cosiddette categorie “deboli” come anziani, portatori di handicap e bambini. Proprio per questo l’Associazione, a fine 2019, ha lanciato una petizione al grido di #sonoqualcunononqualcosa, chiedendo non solo pene più severe per chi uccide e maltratta gli animali - tra cui aggravanti per le sevizie, il sadismo e la pubblicazione sui social network di contenuti ad alto tasso di violenza capaci di causare pericolosi effetti emulativi, insieme alla disposizione del fermo e dell’arresto per chi si macchia di tali reati - ma anche l’inserimento di percorsi formativi sulla tutela degli animali in tutte le scuole, nei corsi di formazione delle forze dell’ordine e dei medici veterinari perché: “Educare al rispetto della vita di ciascuno e all’empatia deve essere una priorità a tutti gli effetti”, continua Rosati.
Interviene Michele Pezone, Responsabile nazionale diritti animali LNDC – Animal Protection: “Urge modificare il quadro legislativo di riferimento in modo tale da rendere perseguibile in maniera efficace chi commette reati a danno degli animali. Al momento non è così, basti considerare che attualmente la legge tutela il sentimento dell’uomo nei confronti degli animali e non gli animali in quanto tali. Questa visione antropocentrica spesso condiziona le forze di polizia, il cui depauperamento a livello provinciale non ha certamente contribuito alla nostra causa, e i magistrati, che in molti casi non ritengono opportuno dedicarsi all’uccisione di un animale in modo scrupoloso. Lo stimolo a prepararsi deve essere rivolto in egual modo a magistrati e avvocati soprattutto nella fase delle indagini. Non sempre è immediato comprendere quanto siano importanti in questi casi le perizie, che vanno affidate a professionisti competenti. Dalla mia esperienza, come legale della LNDC, combatto ogni giorno per i diritti degli animali nei tribunali di tutta Italia e sempre di più mi rendo conto di come la figura del veterinario forense sia fondamentale. In pochi sanno che in Italia esiste un’eccellenza: il Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria. Rosario Fico, Direttore di questo Centro presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, che ha partecipato con noi al Convegno, ci ha illustrato come il nostro Paese sia l’unico in Europa ad avere una struttura ufficiale, all’interno del Sistema sanitario nazionale, in grado di fornire una consulenza tecnico-scientifica di enorme valore a forze di polizia e magistratura nei casi di reati a danno degli animali. Questa figura si rivela fondamentale in moltissimi casi, perché spesso in tribunale non basta l’opinione del veterinario privato o pubblico. Bisognerebbe stimolare i giovani veterinari a seguire questa specializzazione ancora troppo di nicchia, ma capace di cambiare il quadro attuale!”