venerdì 29 ottobre 2010

Caccia. Dal premier Berlusconi impegno per una maggiore tutela del patrimonio naturalistico

Roma, 29 ottobre 2010 - Un ringraziamento alle associazioni animaliste e ambientaliste, “per l’importante lavoro che svolgono a tutela della natura e della biodiversità , un grandissimo patrimonio che il mondo ci ha regalato in milioni di anni e di cui tutti dobbiamo essere custodi”. Si apre così la lettera di risposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alle associazioni Enpa, LIPU, Animalisti Italiani, Fare Verde, LAV e Lega del Cane, che gli avevano inviato nei giorni scorsi un documento che esprimeva preoccupazione in merito all’attività venatoria e, in particolare, ai recenti attacchi subiti dal Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla da parte della lobby della caccia estremista.
“Un grande Paese deve rappresentare un esempio anche in queste battaglie, che sono condivise dalla maggior parte degli italiani” – continua il Presidente del Consiglio che, dichiarando apertamente l’impegno del Governo per una maggiore tutela del patrimonio naturalistico, assicura il pieno sostegno ed apprezzamento per l’operato del Ministro del Turismo. L’on Brambilla “in accordo con la Presidenza del Consiglio, si è resa interprete di queste esigenze e opera con efficacia per la loro tutela”.
Questa inequivocabile dichiarazione è una chiara risposta a chi ha chiesto, con inaudita arroganza, il silenzio sulla caccia e sulle tematiche relative agli animali da parte del Ministro del Turismo, che, invece, è pienamente legittimata dal Governo ad esprimere l' evidente preoccupazione e anche la contrarietà per l’attività venatoria, che pone un grande problema di sicurezza del territorio ed è dannosa per le attività legate al turismo, cardine della nostra economia; essa esercita un forte impatto sulla biodiversità, patrimonio che attrae un numero sempre maggiore di cittadini nel nostro Paese.
Le scriventi associazioni desiderano ringraziare il Presidente del Consiglio per aver chiarito che non ci saranno altri spazi per chi vuole ridurre le tutele per gli animali e il patrimonio faunistico.
LEGA DEL CANE - ENPA - LIPU - ANIMALISTI ITALIANI – FARE VERDE – LAV

Libertà per 560 mila galline ogni anno


560.000 vite libere. Da sofferenze, malattia, stress. Condizioni a cui sono costrette le galline ovaiole in gabbia. Da oggi e per sempre 560.000 galline ogni anno usciranno dalle gabbie. Da oggi e per sempre, la COOP ha detto NO alle uova da allevamento in gabbia: bandite da tutti i punti vendita.
Un grande risultato. Solo il primo di una lunga serie, crediamo: altri supermercati dovranno seguire l'esempio di COOP e accogliere le nostre richieste, in nome dei diritti degli animali.
Scopri cosa c'è dietro un uovo su
gallinelibere.

Approvata la legge di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia

E’ stato definitivamente approvato alla Camera il testo della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia.
Particolarmente soddisfatto l’On. Gianni Mancuso, nella sua veste di politico, ma soprattutto in quella di medico veterinario.
La convenzione vide la luce a Strasburgo il 13 novembre del 1987 e vi aderivano già 19 paesi membri del Consiglio d’Europa, mentre Italia e Olanda l’avevano solo firmata.
Molte le novità introdotte: la normativa ordinaria italiana, nazionale e regionale, già aveva recepito le basi della convenzione, ma mancava nella nostra legislazione un coordinato di norme così completo e preciso.
La convenzione, vieta, tra l’altro le menomazioni gratuite e crudeli verso gli animali come il taglio di coda e orecchie, la recisione delle corde vocali e l’asportazione delle unghie. Ma non prevede un relativo apparato sanzionatorio contro questi atti.
Per questo è stato presentato e approvato un Ordine del Giorno, sottoscritto anche da Mancuso, affinché in un altro provvedimento ci si occupi della parte sanzionatoria verso chi sottopone gli animali a tali sofferenze inutili ed evitabili.
“ E’un grosso passo avanti per un paese in cui, sottolinea l’Onorevole Mancuso, fino al 2004, si puniva chi maltrattava o uccideva gli animali non già perché incrudeliva nei confronti di esseri viventi e senzienti, ma soltanto perché provocava ribrezzo e orrore negli altri esseri umani. Dal 2004 possiamo quindi dire di far parte del club dei paesi civili, almeno per quanto riguarda i diritti degli animali”.
Inoltre sono state adeguate le norme dell'ordinamento interno, e sono state aumentate le sanzioni previste nel Codice penale per i reati di uccisione e maltrattamento di tutti gli animali.
Il traffico dei cuccioli ora è un reato: chi trasporta e commercia cani e gatti senza microchip, documentazione sanitaria e passaporto rischia la reclusione da 3 mesi a un anno e una multa da 3.000 a 15.000 euro.
La nuova Legge codifica, inoltre, l’introduzione illecita di animali da compagnia. Le condotte sanzionate, seppur analoghe a quelle previste dal reato di traffico illecito, si differenziano però da esso poiché poste in essere da soggetti che non hanno approntato un’attività organizzata o reiterata. La pena prevista è il pagamento di una sanzione amministrativa da 100 a 1000 euro per ogni animale privo di sistemi di identificazione individuale, e da 500 a 1000 euro per ogni animale da compagnia introdotto nel territorio nazionale in violazione della legislazione vigente, in assenza delle necessarie certificazioni sanitarie e, ove richiesto, di passaporto individuale.
La Legge prevede, inoltre, sanzioni amministrative accessorie per il trasportatore o il titolare di un’azienda commerciale che violino più volte l’articolo di introduzione illecita. Si va dalla sospensione dell’esercizio dell’attività da uno a tre mesi, fino alla revoca nei casi più gravi.
Per la Lega Nazionale per la Difesa del Cane questo è un importante risultato che potrà salvare la vita a migliaia di cuccioli acquistati a costi irrisori alla fonte e venduti a caro prezzo perchè "trasformati" a destinazione in cuccioli italiani.