venerdì 30 dicembre 2011

A Capodanno 2012... butta i botti!!


Mancano ormai pochi giorni al Capodanno, in tanti si apprestano a festeggiare l’arrivo del 2010 con gli usuali "botti di fine anno", decidendo di ignorarne la pericolosità, spesso letale, che questi possono avere sugli esseri più indifesi, umani e non.
Gli animali hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e i forti rumori li gettano letteralmente nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate come gettarsi nel vuoto, divincolarsi follemente per strappare la catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada, mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri.

Invitiamo tutti i cittadini che amano la vita e rispettano la vita la vita altrui a non non acquistare i botti di capodanno per festeggiare l'arrivo del nuovo anno. Vi invitiamo perciò a non utilizzare i fuochi artificiali che sono causa di morte, ferimenti e traumi per cani, gatti, animali domestici e uccelli.
Lo scoppio dei fuochi artificiali in piena notte causa, infatti, agli animali danni inimmaginabili; negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori, volando al buio anche per chilometri, andando a morire sfracellati addosso a qualche muro, albero o cavi elettrici; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi in qualche albero spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali ed alla mancanza di un riparo.

Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio.
Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l'aborto da spavento.
Va ricordato che cani, gatti e piccoli animali domestici si spaventano quasi a morte per i botti della notte di San Silvestro; ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana.
L'uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, dimostrano facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz.
A San Silvestro chi possiede cani e gatti deve seguire alcuni accorgimenti: se si tratta di gatti, rinchiuderli in luoghi tranquilli (garage, bagno, ecc.), possibilmente chiudendo le finestre in modo che anche i bagliori, oltre ai rumori, siano diminuiti; comportarsi in modo del tutto normale, soprattutto nel caso dei cani, senza cercare di rassicurare e di accarezzare l'animale se questo mostra paura; se il cane vede che il proprietario non si agita, di conseguenza si sentirà più tranquillo.
Chi malauguratamente avesse già acquistato i botti eviti almeno di utilizzarli con il buio (quando gli uccelli dormono nei vari ripari) ed in prossimità di alberi, cespugli e case dove sono tenuti cani, gatti ed animali domestici.
Non utilizzare i botti sarà un segno di civiltà e sensibilità anche nei confronti di tutti gli operatori, in particolar modo i Vigili del Fuoco, che il primo dell'anno devono intervenire per interventi di soccorso di animali rifugiatisi in ogni dove.
Ci appelliamo a tutte le persone sensibili e civili affinché non utilizzino i botti e convincano di ciò anche i propri conoscenti, in questo modo eviteremo una strage silenziosa e centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco chiamati ogni anno per recuperare cani e gatti terrorizzati rifugiati nei posti più impensabili.

Il Pensiero di Roberto Marchesini
Con l'avvicinarsi di fine anno la mia preoccupazione è per gli animali che - già colpiti dai rigori invernali, spesso chiusi all'interno di un box o, come gli uccelli, alla ricerca disperata di qualche cosa da mangiare o di un rifugio - si devono anche terrorizzare per l'insana abitudine dei botti di Capodanno. Ci sono tanti bei modi per festeggiare e trascorrere delle ore liete in amicizia senza dover necessariamente creare del frastuono inutile, visto che noi umani già ne facciamo in abbondanza! Pochi si rendono conto dell'effetto nefasto sugli altri esseri viventi: molti animali muoiono di paura, alcuni fuggono e rischiano la vita per le strade, altri ancora rimangono traumatizzati. Non dimentichiamo che loro hanno una sensibilità uditiva che arriva a essere cinque volte la nostra. I botti sono una tradizione che dovrebbe essere abbandonata come anacronismo pericoloso, malsano, diseducativo e per di più dispendioso. Sarebbe bello se quest'anno invece di spendere dei soldi per idiozie pirotecniche dedicassimo la stessa cifra per aiutare qualcuno che sta peggio di noi, siano uomini o altri animali poco importa, quello che conta è iniziare meglio il 2012.


Lega Nazionale per la Difesa del Cane e Siua (Scuola di Interazione Uomo-Animale) vi augurano un nuovo anno pieno di serenità... il dono più prezioso!!!


Cacciatori arrestati: tentano di ammazzare chi protestava contro di loro


FASANO (BR) - Protesta contro i cacciatori, che stavano sparando a pochi metri dalla sua abitazione e rischia di essere ammazzato. Il bilancio finale di una mattinata di straordinaria follia è di un 30enne finito in ospedale, raggiunto da una fucilata alla nuca e due giovanissimi cacciatori in galera con le accuse di tentato omicidio aggravato in concorso e percosse. In ospedale è finito Marco Capriati, 30 anni, nato a Bari, residente a Roma, domiciliato in una masseria ubicata in contrada Montepizzuto, agro di Cisternino. Dietro le sbarre sono finiti Tommaso Pomentale, 18 anni, e Angelo Colannino, 22 anni, entrambi di Fasano.
Il fatto è successo ieri, poco prima delle 7, nelle campagne a ridosso della strada provinciale che collega Fasano a Cisternino. Capriati è stato svegliato dalle fucilate esplose nelle vicinanze della sua abitazione da alcuni cacciatori. Non era la prima volta che succedeva. Solo che ieri mattina – stando alle ricostruzione dell’accaduto operata dai carabinieri – il 30enne è uscito dalla masseria e ha iniziato a protestare all’indirizzo dei due cacciatori. Non lo avesse mai fatto. La discussione è rapidamente degenerata e dalle parole si è passati alle mani. Anzi, sempre stando a quello che hanno ricostruito gli investigatori dell’Arma, a menare le mani sarebbero stati i due giovanissimi cacciatori, che avrebbero aggredito il proprietario della masseria che aveva “osato” protestare per il fatto che stavano cacciando troppo vicino alla sua magione. Ad un certo punto uno dei due fasanesi ha premuto il grilletto del fucile da caccia e i pallini hanno raggiunto il 30enne all’altezza della nuca. Immediatamente soccorso dal personale di un’ambulanza del 118, il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Perrino.
Per fortuna il colpo di fucile lo ha attinto solo di striscio. Poteva essere una tragedia. Resisi conto di averla fatta grossa, i due cacciatori si sono immediatamente dileguati, ma la loro fuga è durata poco. I detective del capitano Gianluca Sirsi, li hanno rintracciati e arrestati poco dopo. I due giovani fasanesi avevano con loro il fucile con cui avevano sparato contro il 30enne. La doppietta, che era regolarmente detenuta da Colaninno, è stata posto sotto sequestro. Analogo destino è toccato a 339 cartucce, che i due cacciatori si erano portati a seguito per la battuta venatoria. Battuta di caccia che che si è conclusa in modo molto diverso da quello che i due giovani avevano immaginato: entrambi sono finiti in carcere, dove nelle prossime ore potrebbero essere interrogati dal sostituto procuratore della Repubblica Luca Buccheri, che sta coordinando le indagini dei carabinieri. 

sabato 24 dicembre 2011

venerdì 23 dicembre 2011

Foche: Federazione Russa, Kazakistan e Bielorussia si uniscono all'Europa e mettono al bando le pellicce di foca


I governi della Federazione Russa Kazakistan e Bielorussia hanno proibito nell’Unione Doganale ulteriori importazioni ed esportazioni di pellicce ricavate dalle foche “arpa” (Pagophilus groenlandicus), la specie prevalentemente perseguitata per la caccia commerciale in Canada. Il bando fa seguito al veto dell’Unione Europea approvato nel 2009 (Reg. CE 1007/09) ed alla decisione dell’ex Presidente Vladimir Putin di vietare la caccia di questi animali sino ad allora praticata anche nel nord-ovest del Mare di Barents e definita dallo stesso Putin “un’industria sanguinaria”.
Il Ministro russo per le Risorse Naturali Yuri Trutnev ha dichiarato: “Il massacro sanguinoso delle foche, l’uccisione di animali indifesi, è ora vietato in Russia così come negli altri paesi più sviluppati”.
“Il commercio internazionale di prodotti di foca è ormai giunto alla fine – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV campagna Pellicce – Il Governo canadese si trova sempre più isolato nel continuare a sostenere la caccia alle foche. Il mondo si sta chiaramente muovendo in favore di una tutela di questi animali e della promozione di attività economiche alternative; è ora che il Canada faccia lo stesso cominciando a ritirare il ricorso avanzato in sede di OMC contro il bando europeo”.
I due più grandi partner commerciali del Canada – Stati Uniti e Unione Europea – hanno già vietato il commercio di prodotti di foca. Più di 60 organizzazioni per i diritti degli animali stanno lavorando per replicare questo risultato anche in Cina, ed il governo di Taiwan ha già annunciato lo scorso anno l’intenzione di mettere al bando il commercio di prodotti di foca. Con lo stop arrivato ora anche dalla Federazione Russa, Kazakistan e Bielorussia che dopo la chiusura del mercato europeo rappresentavano il 90% delle esportazioni di prodotti di foca, il Canada ha ben poche possibilità di diffondere questo riprovevole business.
Con il mercato russo chiuso e un accordo lungamente promesso ma oggi sempre più traballante di esportare carne di foca in Cina, il futuro dell’industria canadese per la trasformazione di prodotti di foca appare sempre più nero. Per il bene della propria economia e della propria popolazione, il governo canadese deve prendere atto una volta per tutte che il mondo non vuole e non ha bisogno di prodotti derivanti dall’uccisione, per di più cruenta, delle foche.
Questo importante risultato giunge in concomitanza con la nuova campagna LAV per vietare in Italia l’allevamento, la cattura e l’uccisione di animali per la loro pelliccia. A solo una settimana dal lancio della petizione per sostenere la proposta di legge della LAV già depositata in Senato e Camera, sono state più di 40.000 le firme raccolte in centinaia di piazze italiane. La mobilitazione anti-pellicce della LAV prosegue ora on-line dal sito www.nonlosapevo.com dove, anche tramite l’ausilio di social network, i cittadini possono partecipare attivamente per dire No alle pellicce.
Fonte: Ufficio Stampa LAV

Circo: elefanti a catena nel tendone dell'American Circus ad Alessandria, gestore denunciato per maltrattamenti, su segnalazione LAV-LAC


Il gestore dell’American Circus, L.M., è stato denunciato per maltrattamento di animali e detenzione incompatibile con la propria natura, ai sensi degli Art. 544 – ter e Art. 727 del Codice Penale, per aver tenuto cinque elefanti legati con corte catene che, legando due zampe per ogni animale, impedivano loro la quasi totalità dei movimenti.
La denuncia è scattata in seguito ai controlli effettuati dalla Polizia di Stato nei giorni scorsi presso le strutture del circo attendato ad Alessandria, in seguito alla segnalazione delle Guardie Zoofile della LAC e del Settore Circhi della LAV, che avevano eseguito un’ispezione presso l’American Circus. Gli elefanti, stando alle testimonianze, rimanevano legati per tutta la notte.
E probabilmente anche per altro tempo, considerando che la presenza di quelle stesse catene era già stata rilevata nel corso di una precedente ispezione congiunta delle Guardie Zoofile con il Servizio Veterinario Asl AL che aveva immediatamente provveduto a prescriverne la rimozione e a limitarne l'utilizzo. Le linee guida della Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente, infatti, stabiliscono il divieto di utilizzo delle catene se non per brevi periodi e per particolari e limitate operazioni.
Sono moltissimi i casi simili portati alla luce negli ultimi anni solamente grazie all’intervento di Media ed Associazioni – dichiara Nadia Masutti, Responsabile LAV per il Settore Esotici, Circhi e Zoo Per questo motivo chiediamo con forza ai neoministri dell’Ambiente, delle Politiche Agricole e dei Beni Culturali di disporre accurate indagini presso i circhi con animali. Indagini necessarie e da troppo tempo rimandate”.
La detenzione semi-permanente a catena è, infatti, una pratica ancora diffusissima nei circhi, come dimostrato da un recente servizio di Striscia la notizia (http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14273), nel quale Edoardo Stoppa mostra gli elefanti del Circo Darix Togni, attendato nel Comune di Milano. Anche qui gli animali sono legati a catene cortissime, e ripetono incessantemente i movimenti altalenanti della testa, che rappresentano un chiaro sintomo di stress e sofferenza.
Intervistato dall’inviato del tg satirico, Corrado Togni sembra cadere dalle nuvole nell’apprendere dell’esistenza delle Linee Guida della Commissione Scientifica CITES che fissano criteri nella gestione degli animali nei circhi, in vigore già dal 2000 – aggiunge Nadia Masutti – e ne chiede incredibilmente copia a Stoppa!”.
In una recente intervista pubblicata sul sito dell’Ente Circhi, Flavio Togni dichiara “Siamo ormai di fronte a persone indottrinate a pensare che nel circo gli animali vengano torturati e trattati male.” E Antonio Buccioni, presidente Ente Nazionale Circhi considera le denunce degli animalisti il “solito disco rotto frutto di pregiudizi, luoghi comuni e parecchia ignoranza in materia”. Ma i video non possono essere indottrinati, né le foto essere prevenute: entrambi mostrano solo una realtà sempre più occultata ma non per questo meno vera.
La realtà è questa” dice Dario Togni indicando gli elefanti costretti ad una semi-immobilità dalle catena. E questa volta dice la verità: “se Dario Togni ammette candidamente di aver sempre detenuto gli elefanti a catena – conclude Nadia Masutti – ci chiediamo perché questo comportamento non sia mai stato rilevato e denunciato prima dagli organi competenti per i controlli”.
Fonte: Ufficio Stampa LAV

sabato 17 dicembre 2011

Caccia al lupo, la Commissione stronca le istanze italiane

Prima di avallare la caccia al lupo sull'Appennino ravennate, l'Italia avrebbe dovuto considerare con attenzione tutte le soluzioni alternative disponibili”. Così Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, riassume la risposta del commissario Ue Janez Potočnik alla sua interrogazione parlamentare sulla violazione della Direttiva Habitat in merito alle intenzioni italiane a favore della caccia al lupo.
Quando uno Stato membro intende avvalersi della deroga prevista dalla direttiva Habitat, esso ha la responsabilità di giustificare in maniera adeguata tale condizione”, si legge nella risposta del commissario. “Ma questo non è stato fatto dalle autorità italiane che hanno alimentato una campagna politica e mediatica volta a demonizzare i lupi come la principale causa di gravi danni alle colture e agli allevamenti al pascolo – spiega Zanoni – In realtà si tratta solo di un tentato regalo ai bracconieri che in questo modo sarebbero liberi di cacciare un animale protetto dalla normativa comunitaria, il Canis lupus”.
Con riferimento alla depredazione del bestiame, secondo il commissario Potočnik, una serie di misure di prevenzione e di protezione si sono rivelate efficaci per attenuare i rischi di danni: recinzioni elettrificate, cani da guardia, alloggiamenti notturni più sicuri per il bestiame, presenza di pastori nei pascoli”.
La Commissione, sempre molto diplomaticamente attenta a non criticare uno Stato membro, non si è spinta oltre su un provvedimento che, per il momento, non è ancora legge dello Stato – spiega Zanoni – Tuttavia l'accento posto dal commissario sull'importanza di considerare tutte soluzioni alternative non lascia spazio a dubbi: la caccia al lupo sull'Appennino ravennate è pretestuosa e azzardata”.
In Italia il lupo "Canis lupus" è specie rigorosamente protetta in quanto annoverata nell'allegato IV della direttiva Habitat 92/43/CEE e, in base all'articolo 12 di tale direttiva, è proibita qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata di esemplari di tale specie. Se mai si arrivasse davvero a permettere l'assurda e ingiustificabile uccisione dei lupi nel nostro Paese, sarà nostro dovere contrastare con ogni mezzo una simile decisione – conclude il leader animalista - denunciando subito alla Commissione europea la violazione della Direttiva Habitat”.
Fonte: Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

martedì 13 dicembre 2011

Presentazione de "La vera storia di Cappuccetto Rosso e Lupo Pupo"


Walter Caporale, Presidente Associazione Animalisti Italiani Onlus
Presenta
"La vera Storia di Cappuccetto Rosso e Lupo Pupo"
di Michele Pezone
Illustrazioni di Fabio Malfagìa
Interviene Alessio Romano, Scrittore

Venerdì 16 dicembre 2011 – ore 19.00

Vini e Oli wine bar
Via Corfinio angolo via Flaiano Pescara [Porta nuova]
Pescara

Dopo decenni di attesa da parte di lettori grandi e piccini, animalisti e non, l’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” ha finalmente edito la “Vera storia di Cappuccetto Rosso e lupo Pupo”: fiaba illustrata nata dalla penna di Michele Pezone e dalla matita di Fabio Mafalgia.
Nel libro trionfa la vera natura degli animali selvatici: esseri capaci di provare paura, fame, sentimenti di amicizia e solidarietà.
Purtroppo il termine “selvatico” nell’immaginario collettivo è sinonimo di aggressività, che nasce dalla necessità di difendersi dalle insidie della vita e gli animali selvatici l’hanno sviluppata perché sono da sempre vittime di numerosi predatori: tra questi gli infaticabili cacciatori. I cacciatori a loro volta ignorano la natura degli animali che popolano i boschi e hanno imparato ad ucciderli senza pietà.
In questa Fiaba si narra la vera natura degli animali e nessuna nonnina viene mangiata, nessun lupo muore e il bosco diventa un fantastico luogo da scoprire e non da evitare. Cappuccetto rosso si perde e il lupo che conosce bene il bosco l'accompagna dalla nonnina …
“La vera storia di Cappuccetto Rosso e Lupo Pupo” trasmette al lettore la possibilità di affrontare l’ignoto con l’ascolto e la comprensione dei comportamenti umani ed animali che diventano amici ed insieme danno vita ad un finale festoso …

Una fiaba per grandi e piccini..... il dono di Natale, per un amico speciale

domenica 4 dicembre 2011

Zanoni pronto a portare Green Hill in Europa

Andrea Zanoni ha partecipato alla manifestazione di fronte al distretto sanitario della Asl di Montichiari contro Green Hill, il centro che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. “Sto valutando gli estremi di un intervento a Bruxelles – riferisce Zanoni – viste soprattutto le “inadempienze di natura amministrativa” e i “presunti maltrattamenti” denunciati da Striscia la
Notizia”.

Zanoni si è unito ai circa 400 cittadini che hanno manifestato sotto la pioggi di fronte all'Asl di Montichiari per denunciare i controlli insoddisfacenti nel centro di Green Hill. Qualcuno ha portato con se simbolicamente il proprio amico a quattro zampe. “Nella struttura, secondo le associazioni, sono detenuti circa 2500 cuccioli destinati alla vivisezione in tutto il mercato
europeo – spiega Zanoni – un vero abominio a due passi dalle nostre case, una prigione dove i nostri amici a quattro zampe sono allevati con il solo scopo di diventare cavie nei laboratori
di tutta Europa”.

“I controlli in queste strutture devono essere massimi – continua l'Eurodeputato – ad oggi sono troppi i dubbi sul rispetto delle leggi”. Zanoni si dice pronto a sostenere ogni iniziativa possibile per spingere l’Europa a vietare per sempre la vivisezione.
“Non sarà una battaglia facile perché l’attuale legislazione Ue, da poco approvata, permette la vivisezione per la ricerca scientifica, ma noi non ci arrendiamo. E’ arrivato il momento di investire sui metodi alternativi di ricerca e di chiudere tutti i centri come questo”. “Il fasciolo Green Hill è già aperto sul mio tavolo a Bruxelles”, conclude il leader animalista.

Fonte: Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni