venerdì 29 ottobre 2010

Caccia. Dal premier Berlusconi impegno per una maggiore tutela del patrimonio naturalistico

Roma, 29 ottobre 2010 - Un ringraziamento alle associazioni animaliste e ambientaliste, “per l’importante lavoro che svolgono a tutela della natura e della biodiversità , un grandissimo patrimonio che il mondo ci ha regalato in milioni di anni e di cui tutti dobbiamo essere custodi”. Si apre così la lettera di risposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alle associazioni Enpa, LIPU, Animalisti Italiani, Fare Verde, LAV e Lega del Cane, che gli avevano inviato nei giorni scorsi un documento che esprimeva preoccupazione in merito all’attività venatoria e, in particolare, ai recenti attacchi subiti dal Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla da parte della lobby della caccia estremista.
“Un grande Paese deve rappresentare un esempio anche in queste battaglie, che sono condivise dalla maggior parte degli italiani” – continua il Presidente del Consiglio che, dichiarando apertamente l’impegno del Governo per una maggiore tutela del patrimonio naturalistico, assicura il pieno sostegno ed apprezzamento per l’operato del Ministro del Turismo. L’on Brambilla “in accordo con la Presidenza del Consiglio, si è resa interprete di queste esigenze e opera con efficacia per la loro tutela”.
Questa inequivocabile dichiarazione è una chiara risposta a chi ha chiesto, con inaudita arroganza, il silenzio sulla caccia e sulle tematiche relative agli animali da parte del Ministro del Turismo, che, invece, è pienamente legittimata dal Governo ad esprimere l' evidente preoccupazione e anche la contrarietà per l’attività venatoria, che pone un grande problema di sicurezza del territorio ed è dannosa per le attività legate al turismo, cardine della nostra economia; essa esercita un forte impatto sulla biodiversità, patrimonio che attrae un numero sempre maggiore di cittadini nel nostro Paese.
Le scriventi associazioni desiderano ringraziare il Presidente del Consiglio per aver chiarito che non ci saranno altri spazi per chi vuole ridurre le tutele per gli animali e il patrimonio faunistico.
LEGA DEL CANE - ENPA - LIPU - ANIMALISTI ITALIANI – FARE VERDE – LAV

Libertà per 560 mila galline ogni anno


560.000 vite libere. Da sofferenze, malattia, stress. Condizioni a cui sono costrette le galline ovaiole in gabbia. Da oggi e per sempre 560.000 galline ogni anno usciranno dalle gabbie. Da oggi e per sempre, la COOP ha detto NO alle uova da allevamento in gabbia: bandite da tutti i punti vendita.
Un grande risultato. Solo il primo di una lunga serie, crediamo: altri supermercati dovranno seguire l'esempio di COOP e accogliere le nostre richieste, in nome dei diritti degli animali.
Scopri cosa c'è dietro un uovo su
gallinelibere.

Approvata la legge di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia

E’ stato definitivamente approvato alla Camera il testo della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia.
Particolarmente soddisfatto l’On. Gianni Mancuso, nella sua veste di politico, ma soprattutto in quella di medico veterinario.
La convenzione vide la luce a Strasburgo il 13 novembre del 1987 e vi aderivano già 19 paesi membri del Consiglio d’Europa, mentre Italia e Olanda l’avevano solo firmata.
Molte le novità introdotte: la normativa ordinaria italiana, nazionale e regionale, già aveva recepito le basi della convenzione, ma mancava nella nostra legislazione un coordinato di norme così completo e preciso.
La convenzione, vieta, tra l’altro le menomazioni gratuite e crudeli verso gli animali come il taglio di coda e orecchie, la recisione delle corde vocali e l’asportazione delle unghie. Ma non prevede un relativo apparato sanzionatorio contro questi atti.
Per questo è stato presentato e approvato un Ordine del Giorno, sottoscritto anche da Mancuso, affinché in un altro provvedimento ci si occupi della parte sanzionatoria verso chi sottopone gli animali a tali sofferenze inutili ed evitabili.
“ E’un grosso passo avanti per un paese in cui, sottolinea l’Onorevole Mancuso, fino al 2004, si puniva chi maltrattava o uccideva gli animali non già perché incrudeliva nei confronti di esseri viventi e senzienti, ma soltanto perché provocava ribrezzo e orrore negli altri esseri umani. Dal 2004 possiamo quindi dire di far parte del club dei paesi civili, almeno per quanto riguarda i diritti degli animali”.
Inoltre sono state adeguate le norme dell'ordinamento interno, e sono state aumentate le sanzioni previste nel Codice penale per i reati di uccisione e maltrattamento di tutti gli animali.
Il traffico dei cuccioli ora è un reato: chi trasporta e commercia cani e gatti senza microchip, documentazione sanitaria e passaporto rischia la reclusione da 3 mesi a un anno e una multa da 3.000 a 15.000 euro.
La nuova Legge codifica, inoltre, l’introduzione illecita di animali da compagnia. Le condotte sanzionate, seppur analoghe a quelle previste dal reato di traffico illecito, si differenziano però da esso poiché poste in essere da soggetti che non hanno approntato un’attività organizzata o reiterata. La pena prevista è il pagamento di una sanzione amministrativa da 100 a 1000 euro per ogni animale privo di sistemi di identificazione individuale, e da 500 a 1000 euro per ogni animale da compagnia introdotto nel territorio nazionale in violazione della legislazione vigente, in assenza delle necessarie certificazioni sanitarie e, ove richiesto, di passaporto individuale.
La Legge prevede, inoltre, sanzioni amministrative accessorie per il trasportatore o il titolare di un’azienda commerciale che violino più volte l’articolo di introduzione illecita. Si va dalla sospensione dell’esercizio dell’attività da uno a tre mesi, fino alla revoca nei casi più gravi.
Per la Lega Nazionale per la Difesa del Cane questo è un importante risultato che potrà salvare la vita a migliaia di cuccioli acquistati a costi irrisori alla fonte e venduti a caro prezzo perchè "trasformati" a destinazione in cuccioli italiani.

mercoledì 20 ottobre 2010

Scopri Monte Pallano - Parco Archeologico Naturalistico tra Atessa e Tornareccio (Provincia di Chieti)


Si attende la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia

Mercoledì 19 ore 15:00 le Commissioni riunite Esteri e Giustizia, dopo i pareri favorevoli della scorsa settimana delle Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio e Affari Sociali, potranno approvare in sede referente il positivo"Disegno di Legge del Governo di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno" 2836-B , Relatori Rossi (II) e Antonione (III).
Il Presidente della Camera, come riporta il Calendario dei lavori dell'Aula, si riserva di poter mettere all'ordine del giorno dell'Aula ratifiche di Accordi internazionali approvati dalle Commissioni, come questo.
Speriamo che ciò avvenga già dalla prossima settimana per il Sì definitivo in terza e ultima lettura, in tempo per fermare il commercio fuorilegge prenatalizio dei cuccioli. Chiediamo a tutti i deputati di approvare il testo senza modifiche (non ci sono né i numeri né i tempi per le modifiche) per farlo così diventare subito legge!
Fonte: Ufficio Legale LAV
http://www.camera.it/126?pdl=2836-B

domenica 17 ottobre 2010

PERUGIA 11 OTTOBRE 2010 - CONVEGNO SULLA TUTELA GIURIDICA DEGLI ANIMALI

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, ha aperto a Perugia il giorno 11 ottobre 2010 i lavori del Convegno nazionale “La tutela giuridica degli animali e la Legge 20 luglio 2004, n. 189”, organizzato dal Ministero della Salute in collaborazione con il Comune ed il Tribunale degli animali di Perugia.
Per la prima volta - ha sottolineato il Sottosegretario - si sono ritrovati tutti gli "attori" della "filiera" per una piena e completa attuazione delle norme sulla tutela giuridica degli animali che la legge 189 - ha aggiunto Gaetana Ferri, direttore generale della Direzione Generale Sanità Animale del Ministero - definisce "essere viventi capaci di soffrire".
Al convegno hanno partecipato infatti magistrati, rappresentanti dei vari organi di polizia, dei servizi veterinari e delle associazioni protezionistiche.
«Auspico – ha affermato il Sottosegretario - che da qui si possa avviare un confronto costante ed efficace tra autorità competenti, potere giudiziario e organi di polizia e che ciò possa diventare patrimonio del nostro Paese».
Nel contesto europeo ed internazionale, l’Italia ha raggiunto un considerevole corpus normativo per quanto attiene la tutela degli animali. La legge 281/91 prima, e la legge 189/2004 successivamente, hanno fissato principi di grande valore etico quali il dovere dello Stato di tutelare gli animali d’affezione, il riconoscimento dei reati di maltrattamento, di uccisione degli animali di abbandono e la loro utilizzazioni in spettacoli ed in combattimenti.
«Ciò che più emerge come criticità del sistema – ha continuato Francesca Martini – è che, malgrado la flagranza, molti reati appaiono in una sorta di “limbo di impunità” che lascia i soggetti maltrattati in balia dei loro aguzzini. Sono stati numerosi gli accertamenti effettuati dai Nas su tutto il territorio nazionale e, per rendere ancora più efficace l’azione di controllo ho istituito, nel maggio scorso, una task force per la lotta al randagismo, ai maltrattamenti e ai canili lager.»
La Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Laura Rossi, ha fatto proprie le parole del sottosegretario: «Mi auguro che questo sia solo l’inizio di un ampio e approfondito dibattito che conduca al consolidamento di prassi operative condivise ed adeguate, che abbiano come obiettivo comune e imprescindibile la tutela degli animali».
Fonte: Ufficio stampa Lega Nazionale per la Difesa del Cane

giovedì 14 ottobre 2010

TRIBUNALE DI PRATO CONDANNA DUE TRASPORTATORI A 4 MESI DI RECLUSIONE PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI

Il Tribunale penale di Prato ha condannato in primo grado due trasportatori rumeni a 4 mesi di reclusione per maltrattamento di animali - ai sensi dell’art. 544-ter, comma 1 c.p. - per le gravi e reiterate sevizie inflitte a una cavalla. La LAV, assistita dall’Avvocato Barbara Vannucci del foro di Firenze, si è costituita parte civile nel processo, riuscendo a far aggravare le imputazioni a carico dei trasportatori, dall’art. 727 c.p. all’art 544 ter c.p.
Il processo è nato da una denuncia degli Animals’ Angels, presentata nel luglio 2005 in seguito alla segnalazione di un mezzo che trasportava 33 cavalli dalla Spagna verso la Puglia. Gli attivisti dell’Associazione tedesca, infatti, il 23 luglio 2005, avevano verificato la presenza di una cavalla in gravi condizioni di salute, sdraiata sul fondo del rimorchio e incastrata tra le zampe degli altri cavalli. L’animale aveva gli occhi gonfi e completamente chiusi e presentava numerose ferite alla testa, causate dalla mancata separazione dagli stalloni presenti nel mezzo.
La Polizia Stradale di Montecatini (Pistoia), chiamata dagli attivisti di Animals’ Angels, aveva ordinato ai due conducenti di dirigersi verso il punto di sosta di Manziana (Roma) per effettuare lo scarico degli animali, ma questi avevano ignorato l’ordine proseguendo verso la loro destinazione. Solo in seguito a un’ulteriore richiesta di intervento, la Polizia stradale di Roma Nord ha provveduto a scortare il mezzo presso una stalla a Lunghezza (Roma), e all’arrivo, alle ore 1,45 del mattino del 24 luglio, gli animali sono stati fatti scendere. Le condizioni della cavalla - chiamata Magdalena dagli attivisti degli Animals’ Angels - sono apparse subito drammatiche, l’animale respirava a fatica e non era in grado di alzarsi, né di scendere dal rimorchio. Ai ripetuti tentativi dei due autisti e dei proprietari della stalla di far alzare l’animale, la cavalla ha risposto tentando disperatamente di alzarsi, ricadendo purtroppo rovinosamente e sbattendo anche la testa, per poi esser trascinata giù dal camion per la coda. All’arrivo del veterinario di turno, prelevato dagli agenti della Polizia tre ore dopo la notifica delle condizioni dell’animale, questa era in agonia. Nonostante ciò il veterinario non ne disponeva l’eutanasia ma autorizzava l’uso di una ruspa e delle corde per tirare su la cavalla e portarla nella stalla, dove nella tarda mattina l’animale moriva tra atroci dolori.
“Magdalena era una cavalla tra i tanti che ogni giorno vengono trasportati per migliaia di chilometri solo per essere macellati. Ci auguriamo che la sentenza possa dare un minimo di giustizia a lei e i suoi compagni – dichiara Christine Hafner, responsabile per l’Italia di Animals’ Angels – Quella che per molti era solo ‘carne da macello’, per noi era un essere vivente che con grande dignità ha sopportato sofferenze e dolori ingiustificabili.”
Fonte: Ufficio Stampa LAV

Interrogazione alla Commissione Europea sul randagismo

L'eurodeputato Tiziano Motti (Ppe) ha presentato un'interrogazione sul tema dei cani randagi. Il parlamentare ha chiesto alla Commissione Europea di sostenere finanziariamente le associazioni di tutela degli animali, che si fanno già carico di gestire il problema del randagismo e che se sostenute potrebbero farlo ancora meglio. Lo spunto dell'interpellanza è offerto dalle dichiarazioni di un consigliere regionale sardo che ha proposto di risolvere il problema dei randagi mettendoli negli inceneritori.
Di seguito il testo dell'interrogazione:
Interrogazione con richiesta di risposta scritta P-7928/2010 alla Commissione - Articolo 117 del regolamento - Tiziano Motti (PPE) - Oggetto: Incenerimento di cani randagi in Sardegna
Un consigliere regionale sardo, Gianfranco Bardanzellu, ha recentemente proposto, per risolvere il problema del randagismo in Sardegna, isola in cui è stato eletto, di «incenerire i cani». La notizia - pubblicata dal quotidiano L'Unione Sarda - ha già scatenato polemiche ma, secondo l'ideatore della proposta, «davanti ad un'emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti e anche impopolari. Per affrontare il randagismo - spiega - in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati».
A Olbia i cani randagi sono circa 700. Nell'unico canile della città, situato vicino all'aeroporto, negli ultimi mesi sono stati portati 104 cani. In tutta la Sardegna i randagi (secondo stime del settembre 2009) sarebbero oltre 65000. In Italia le sofferenze, e la morte, inflitte agli animali di affezione, come gatti e cani, sono punibili penalmente.
L'iniziativa è stata chiaramente denunciata dai ministeri competenti e dalle associazioni animaliste.
Deplorando questi tipi di iniziative volte all'incitamento al maltrattamento degli animali, può dire la Commissione se vi siano programmi europei di finanziamento, gestibili dalle associazioni di tutela degli animali e dalle regioni, volti a creare valide alternative di vita dignitosa a questi animali.

domenica 10 ottobre 2010

Da Tommasino a Tinker, quando fido diventa 'erede': un business da 35 miliardi


Roma, 9 ott. (Adnkronos) - Anche nel mondo a 4 zampe ci sono ricchi e poveri. E sono sempre di più gli animali domestici baciati dalla Dea Fortuna, diventati milionari da un giorno all'altro senza neppure saperlo. Perché i loro proprietari, divenuti ormai ex, quando erano in vita hanno deciso di nominarli unici eredi del proprio patrimonio scrivendo nero su bianco, con un testamento spesso olografo, che Fido o Micio dovranno essere curati e mantenuti da un'Associazione che si occupa dei loro diritti o da un 'tutore' che gestirà il denaro destinato agli amici pelosi.
Emblema di questa nuova tendenza che porta nella realtà la storia raccontata nella fiaba di Walt Disney 'Aristogatti', dove la micia Duchessa, con i suoi tre piccoli Minou, Matisse e Bizet, ereditano il sostanzioso patrimonio di un'eccentrica attrice parigina, è Tommasino. Un anno fa Maria Assunta, una danarosa signora romana, ha deciso di lasciare ville, terreni e ogni bene, per un valore di dieci milioni di euro, al suo adorato gatto, o meglio, all'associazione di volontariato che avrebbe accettato di prendersene cura. Dall'Italia a Londra: all'ombra del Big Ben, c'è Tinker, il Paperon dei Paperoni inglese in versione felina, che ha incassato ben 750mila euro. Secondo un sondaggio dell'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) che ha coinvolto 3mila proprietari di animali domestici, il 20% vorrebbe lasciare dei soldi per il mantenimento e per garantire una vita dignitosa dopo la propria dipartita a Fido o Micio, mettendo nel testamento delle quote destinate ad associazioni o privati.
Il 43% degli intervistati ha pensato almeno una volta di lasciare tutto in eredità al cane o al gatto di casa, mentre per 31%, non ha alcun senso anche solamente pensarlo, anche se spesso per loro si tratta di un 'figlio' a 4 zampe. Ma in media, quanto si vorrebbe destinare alle associazioni che si prendono carico di questo impegno? "La maggioranza degli intervistati - fa notare Lorenzo Croce, presidente Aidaa - pensa a una cifra di 15mila euro mentre il 3% devolverebbe tutta la sua eredità, molto spesso cospicua. Il 30% ha dichiarato di non voler dare un solo centesimo. La quota media da destinare agli animali è invece risultata essere di circa 35mila euro. E se questo dato viene proiettato sul totale delle famiglie che possiedono animali allo stato attuale, l'ammontare dei 'verdoni' lasciati dai padroncini in sede di testamento a favore di Fido, si aggira attorno ai 35 miliardi di euro".
Cifre da capogiro, tra scetticismo e dubbi di chi non comprende questa tendenza e la rabbia di chi si vede soffiare l'eredità da un animale. Ma che valore ha il testamento olografo in questi casi? E soprattutto, c'è il rischio che si speculi sulla pelle dei 4 zampe, facendo un cattivo uso del denaro ricevuto? A chiarire all'ADNKRONOS gli aspetti legali di questa pratica sempre piu' diffusa, è l'avvocato abruzzese Michele Pezone, che si occupa dei diritti a 4 zampe e cura, tra l'altro, la rubrica 'L'angolo dell'avvocato' sul sito degli Animalisti Italiani zampette.it. "La maggior garanzia per rendere valido a tutti gli effetti il testamento con Fido beneficiario - fa notare - è quello pubblico: è più sicuro e costoso, perché si lascia in mano al notaio, che lo pubblica dopo la morte del proprietario, e nessuno può farlo sparire. Con il testamento olografo invece, che è un pezzo di carta scritto interamente di proprio pugno dall'interessato, firmato e datato, c'è la possibilità che qualche aspirante erede possa toglierlo di mezzo alla morte del soggetto''.
Ma una volta che un'associazione o un privato ricevono l'eredità, si è proprio sicuri che quel denaro non sarà gestito per fini personali? "Per evitare speculazioni - chiarisce l'avvocato Pezone - si deve nominare un esecutore testamentario, una persona fidata che vigili sull'operato dell'associazione, per avere la sicurezza che la volontà del defunto venga rispettata".
Ecco che allora, è bene usare tutte queste accortezze, per far sì che la volontà di pensare alle cure di Fido, anche dopo la morte, venga rispettata completamente. Anche perché, le cause determinate da motivi di eredità in Italia sono moltissime, e possono durare anni. L'ultimo caso, quello del ricco signore milanese che nel testamento ha vincolato al soriano Michele, una delle sue proprietà immobiliari: un attico in via Nazionale a Roma, del valore di un milione di euro. L'erede a 4 zampe ha subito attirato le attenzioni dei parenti del ricco defunto, che hanno ingaggiato una battaglia legale per assicurarsi l'affidamento del soriano, adottato nel frattempo da un'altra fortunatissima famiglia.
Ma perché si preferisce lasciare tutto a un animale domestico, piuttosto che a un parente? "Questa tenedenza, ci fa riflettere - aggiunge Pezone - perché un cane o un gatto, non tradiscono mai le aspettative del padrone, ed è facile immaginare come spesso le persone sole e anziane, abbiano trovato in loro l'unica vera compagnia sincera. Ecco perché molti sono portati a un intento di questo tipo, e ciò non mi meraviglia''. ''Ma attenzione - conclude l'avvocato - a volte si tratta di persone milionarie che in modo eccentrico lasciano somme rilevantissime che spesso eccedono le reali esigenze dell'animale. E nel testamento allora sarebbe opportuno dire cosa fare delle somme in esubero. Magari, a chi non vuole lasciare nulla ai parenti consiglierei di lasciare come onere quello di trovare iniziative che vadano nella stessa direzione della propria scelta, come ad esempio costruire un canile per i 4 zampe abbandonati".

giovedì 7 ottobre 2010

Caccia: Governo impugna legge Abruzzo, soddisfazione WWF

(AGI) - Pescara, 7 ott.- Il WWF , in una nota, plaude all’iniziativa del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 39/2010 con cui la Regione Abruzzo aveva varato il calendario venatorio. Il WWF aveva inviato ad agosto una precisa richiesta al Governo sollevando nei minimi dettagli “le gravissime violazioni delle normative comunitarie e nazionali contenute nella legge, con particolare riferimento ai periodi di caccia”.“Infatti - prosegue la nota - la legge regionale approvata il 3 agosto, su 30 specie cacciabili, per ben 12 prevede periodi di caccia piu’ lunghi rispetto a quanto dettato dalla Commissione Europea. Inoltre l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organismo nazionale delegato, tra l’altro, al controllo della programmazione venatoria) aveva chiesto alla Regione di introdurre particolari precauzioni su 15 delle 30 specie dichiarate cacciabili dalla Regione Abruzzo, ma quest’ultima non ha seguito queste indicazioni. La Regione ha varato il calendario venatorio direttamente con legge regionale dopo le due pesanti sconfitte al TAR dello scorso anno. Un escamotage per evitare nuovi ricorsi visto che le associazioni non possono impugnare davanti al tribunale amministrativo le leggi. Approfittando di questo fatto e infischiandosene delle precise osservazioni presentate dal WWF in consiglio regionale in commissione, anche durante un’audizione, hanno pensato bene di introdurre periodi di caccia completamente in contrasto con le normative comunitarie in materia di tutela delle specie. Il WWF ha subito inviato un dettagliatissimo documento al Governo chiedendo di impugnare queste norme. Nel frattempo - conclude la nota - Febbo ha continuato ad attaccarci. Ora dovrebbe chiederci scusa e ridare almeno la delega alla caccia visto che continua ad accumulare censure come mai si era verificato nella storia della caccia nella regione”.Domani, a latere della conferenza stampa sull’acqua in programma a Pescara alle ore 11 presso il Caffe’ Letterario, il WWF lancera’ un appello” affinche’ la Regione Abruzzo torni immediatamente sui suoi passi anche perche’ la fauna che viene uccisa con le attuali norme regionali non puo’ attendere i tempi del giudizio costituzionale”.

La Brambilla contro la vivisezione

E’ stata chiara la presa di posizione del Ministro del Turismo Michela Brambilla contro la recente direttiva europea sull’utilizzo degli animali a fini scientifici. Chiara come la sua notoria contrarietà alla pratica della caccia.
E poiché su tali argomenti molti colleghi di partito del Ministro non la pensano allo stesso modo, non potevano mancare i malumori, fino alla richiesta di intervento, avanzata dagli eurodeputati pidiellini nei confronti del premier Berlusconi, per indurre la Brambilla ad evitare esternazioni in “materie estranee al suo dicastero”.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane intende esprimere piena solidarietà al Ministro del Turismo, le cui esternazioni si inseriscono perfettamente nella direzione di diffondere nel mondo l’immagine di una Italia Animal Friendly, portatrice di una cultura rispettosa di tutti gli esseri viventi, e rientrano dunque a pieno titolo nella delega a lei conferita.
E se davvero le parole della Brambilla rischiano di “disorientare” l’elettorato berlusconiano, come affermato da Sergio Berlato, vicecapogruppo della delegazione Pdl nel PPE, ben venga questa nuova presa di coscienza. Ne saremo riconoscenti al Ministro del Turismo.

domenica 3 ottobre 2010

Risposta del Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo sulle critiche alla nuova direttiva sulla sperimentazione animale

Leggo con dispiacere le parole con cui commenta l'approvazione della revisione della direttiva europea sul benessere degli animali utilizzati a scopo scientifico e con disappunto la disinformazione con cui gli organi di stampa hanno trattato questo tema.
Non si tratta, infatti, di un provvedimento legislativo a favore della vivisezione ma, al contrario, dell'introduzione di limiti più severi e controlli più rigorosi nell'utilizzo di animali per soli usi medico scientifici.
Io, in tutta coscienza ma non a cuor leggero, ho votato a favore di questo testo dopo più di un anno di negoziato che la commissione agricoltura -di cui sono presidente- ha condotto con la Commissione europea e il Consiglio.
Nel mio dovere di rappresentante dei cittadini democraticamente eletto sento il dovere di spiegarvi le ragioni della mia scelta.
La sperimentazione sugli animali esiste in Europa solo a scopo medico (il regolamento europeo del 2009 ne vieta l'uso per i cosmetici) e fino ad oggi è stata normata da una direttiva risalente al 1986 ormai divenuta obsoleta e che creava situazioni molto differenziate (in molti Paesi l'attenzione per gli animali è minima e si possono fare esperimenti molto più facilmente).
Era quindi necessario armonizzare le regole e introdurre maggiore rispetto per gli animali.
Questa direttiva dice che, a differenza che nel passato, ogni esperimento dovrà avere ben tre autorizzazioni preventive che dovranno valutarne la reale necessità e verificare che non ci siano metodi alternativi.
Ci saranno finalmente delle ispezioni e la presenza di un veterinario esperto in benessere animale in ogni stabilimento. Sarà inoltre istituito un comitato nazionale per il benessere animale.
Certo, non è la legge perfetta, ci sono ancora tanti passi da fare, ma voglio sottolineare che l'Europa dispone della migliore legislazione al mondo in materia di tutela e benessere degli animali.
A differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, gli Stati membri che hanno una legislazione più severa potranno conservarla: ad esempio in Italia dal 1991 c'è il divieto di utilizzare cani e gatti randagi e tale resterà, e i Paesi che hanno invece legislazioni poco favorevoli per gli animali dovranno migliorare i loro standard.
Questa direttiva non è assolutamente un passo indietro ma un miglioramento rispetto al passato.
La dimostrazione è che la maggiore organizzazione animalista europea EUROGROUP FOR ANIMALS (che raggruppa tutte le associazioni europee, tra cui anche la nostra LAV) si è espressa a FAVORE di questo testo.
Potete leggere la loro posizione sul loro sito http://www.eurogroupforanimals.org/ in cui si spiega che questo testo approvato è migliore di quello precedente del 1986 e ora tocca ai Paesi membri adottare leggi per recepirla nel modo migliore possibile.
Ho riflettuto molto prima di questa scelta, ma posso dire con convinzione che il mio voto ha dato un contributo, seppur minimo, al miglioramento della situazione degli animali in Europa.
Cordiali saluti,
Paolo De Castro
Presidente Commissione Agricoltura e sviluppo rurale
Parlamento europeo

sabato 2 ottobre 2010

Tocco da Casauria punto di riferimento per la pianificazione territoriale. Parola del NYT


Qui di seguito l'articolo del New York Times dedicato a Tocco da Casauria: il sigillo internazionale alla sfida lanciata tre anni fa dal paese abruzzese con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per la pianificazione territoriale.

L'attenzione del New York Times su Tocco da Casauria si è focalizzata dopo la vittoria, da parte del predetto paese, del Premio Comuni Rinnovabili per le buone pratiche, assegnato da Legambiente.

A far vincere il premio è stata la sinergia tra Impianto eolico, sperimentazione fotovoltaica, regolamento per l'edilizia sostenibile e raccolta differenziata ai vertici delle classifiche nazionali di categoria (54°posto).

"Ora - dice il Sindaco Riziero Zaccagnini - dobbiamo concentrarci sul binario parallelo che sfruttando un'immagine positiva e innovativa di Tocco inventi un serio sviluppo turistico e ricettivo".

Per leggere l'articolo clicca qui