domenica 26 aprile 2015

Gli animali diverranno impignorabili, dopo la raccolta firme Orlando e Galletti dicono “si”

La buona notizia alla consegna delle oltre 100.000 firme di #giulezampe, campagna lanciata da meno di due mesi sulla piattaforma change.org, per chiedere al Governo di rendere gli animali d’affezione impignorabili. E’ un buon giorno per 25 milioni di italiani e per i loro amati amici animali: presto nessun ufficiale giudiziario potrà più inserire nelle lugubri liste di pignoramento anche un cane, cavallo o un gatto. Ipotesi tutt’altro che peregrina visto che è accaduto in più di un caso durante questi anni di crisi. D’altronde la legge fino ad oggi ha sempre considerato gli animali domestici come “res”, cose, oggetti e come tali, se dotati di valore, sequestrabili per estinguere i debiti di chi non può pagare altrimenti.

domenica 8 marzo 2015

Cnr, fine sperimentazione su 65 macachi. M5S: “Ricollocarli in strutture idonee”

Ci avevano già provato un mese fa. L’associazione “Animalisti Italiani Onlus”, insieme a un grappolo di altre sigle animaliste e ambientaliste, è tornata alla carica con un blitz davanti al Centro di sperimentazione Enea/Cnr Casaccia di Cesano, 190 edifici e un numero considerevole di addetti a un pugno di chilometri daRoma. L’obiettivo era quello di far luce sulla quantità e sullo stato di salute dei macachi rinchiusi dentro lo stabulario del Centro, di appurare se fossero vittime di sperimentazioni e di chiederne il trasferimento in quattro centri di recupero: il Centro Recupero Animali Selvatici della Maremma di Semproniano, il Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica Monte Adone di Sasso Marconi, il Centro Recupero Animali Selvatici di Cuneo e il Parco Faunistico di Pian dell’Abatino di Poggio San Lorenzo.

domenica 8 febbraio 2015

"Basta con il pignoramento per debiti di cani e gatti"


UN TELEVISORE al plasma, un impianto hi-fi, un comò dell'Ottocento e un setter. È un possibile elenco di beni sequestrati per debiti. Con l'aggravarsi della crisi i pignoramenti sono aumentati arrivando a sfiorare quota 5.500 l'anno, e nella lista dei beni da sottrarre ai debitori insolventi figurano anche gli animali domestici. Cani e gatti rischiano di finire all'asta per soddisfare un creditore. È già successo. Ad esempio Cryo, un pastore corso, nel 2010 è finito tra i beni pignorati per punire i conti non in regola della padrona.

Per evitare che quella scena si ripeta è partita una petizione online (#giulezampe su Change.org) promossa dalla conduttrice televisiva Tessa Gelisio e dalla Lega nazionale per la difesa del cane. Ma possibile che, nonostante i ripetuti proclami sui diritti degli animali, cani e gatti continuino a essere considerati come soprammobili?

venerdì 23 gennaio 2015

Sentenza Green Hill, tre condanne e un’assoluzione per i responsabili dell’allevamento

«Green Hill CONDANNATO! Sentenza storica senza precedenti. I Beagle sono salvi». Così su Twitter la Lav (Lega anti vivisezione) annuncia i verdetti della sentenza contro i responsabili dell’allevamento di Montichiari (Brescia), chiuso nel 2012, dove i cani Beagle venivano destinati alla sperimentazione animale. 
La difesa dei quattro imputati aveva chiesto assoluzione «perché il fatto non sussiste», ma il Tribunale di Brescia ha dato ragione alla linea dell’accusa, seppure con pene minori rispetto alle richieste avanzate e con un’assoluzione, condannandoli per il reato di maltrattamento e di uccisione di animali (articoli 544bis e 544ter del Codice penale). 

Ghislane Rondot, gestore dell’allevamento di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group, è stato condannato a un anno e sei mesi (per lui il Pm aveva chiesto tre anni). Stessa condanna per il veterinario Renzo Graziosi (l’accusa aveva chiesto tre anni e sei mesi). Roberto Bravi, direttore dell’allevamento, è stato condannato a un anno più le spese (per lui erano stati chiesti due anni). Assolto invece Bernard Gotti, secondo gestore dell’allevamento, per non aver commesso il fatto (per lui erano stati chiesti tre anni). 
con l'avvocato della LAV Carla Campanaro dopo l'udienza
A questo si aggiunge il divieto, per i condannati, di allevare cani per due anni. Disposta la confisca dei cani. 
  
Sulla base di quanto emerso dalle prove e dai verbali del processo, inoltre, la Lav annuncia in una nota che chiederà l’imputazione dei veterinari dell’Asl di Lonato, dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia e dei funzionari della Regione Lombardia e del Ministero della Salute, che in tutti gli anni passati avevano scritto che tutto era regolare nell’allevamento