martedì 15 ottobre 2019

Le Fonti Awards: Michele Pezone premiato come “Avvocato dell’anno per il diritto ambientale”

L’importante riconoscimento per l’impegno a tutela dell’ambiente e degli animali è stato conferito all’avvocato di Francavilla al mare durante la cerimonia Le Fonti Awards
Michele Pezone è l’avvocato dell’anno per il diritto ambientale. L’importante riconoscimento per l’impegno a tutela dell’ambiente e degli animali è stato conferito all’avvocato di Francavilla al mare  il 9 ottobre nella sede della Borsa di Milano, durante la cerimonia Le Fonti Awards, che ogni anno premia le eccellenze nel campo del diritto, dell’economia e dell’industria. 
Attivista storico e responsabile del team legale Lega Nazionale per la Difesa del Cane, l’avvocato Pezone da sempre ha a cuore  i diritti degli animali..
“Sono davvero onorato e felice di questo premio” ha commentato Michele Pezone “In particolare, mi ha molto colpito che le motivazioni con cui è stata annunciata la mia premiazione riguardavano il mio lavoro per la tutela dell’ambiente e degli animali. Finalmente la protezione degli animali esce dalla sua nicchia legata a volontariato e ONG ed entra a pieno titolo in un mondo completamente diverso come quello dell’economia. Del resto, il padre del marketing moderno Philip Kotler afferma che, nel terzo millennio, per avere successo è necessario che un’azienda prenda in considerazione le tre P: Profitto, Persone e Pianeta. Si esce quindi dalla logica del profitto fine a sé stesso e si iniziano a mettere al centro anche le tematiche per cui noi lottiamo da anni. 
“Oltre che alla mia famiglia, voglio dedicare questo riconoscimento a LNDC e alla sua infaticabile Presidente Piera Rosati. La collaborazione decennale con questa importante associazione. Concldue –  mi ha permesso di ottenere importanti successi professionali e anche di crescere dal punto di vista personale e umano. Una collaborazione che intendo portare avanti ancora a lungo e che ci porterà sempre più in alto nella difesa degli animali e dell’ambiente”. 
Fonte: chietitoday

sabato 21 settembre 2019

Partinico (PA) – Ruth ennesima vittima della crudeltà umana

Un caso che ricorda quelli di Angelo e di tante altre creature innocenti e inoffensive, rimaste inermi mentre i loro aguzzini infierivano senza pietà e senza motivo su di loro. Rosati: ringrazio i volontari per essere intervenuti mentre le istituzioni latitavano. Daremo battaglia per Ruth e chiediamo ai politici quando si passerà dai proclami ai fatti, inasprendo le pene per questi reati.
Le immagini della feroce tortura subita da Ruth hanno fatto il giro di tutta Italia e scatenato l’indignazione di tutte le persone dotate di un minimo di sensibilità. Ruth era una cagnolona chiaramente docile e inoffensiva, talmente tanto che non si è ribellata quando il suo aguzzino le ha legato le zampe, l’ha cosparsa di benzina e l’ha presa a badilate massacrandola. La scena è stata vista da un vicino che è intervenuto chiamando le autorità che, come purtroppo spesso accade, non sono potute intervenire. Ruth è morta tra atroci sofferenze dopo essere stata soccorsa da un attivista palermitano.
Mi trovavo proprio in Sicilia quando ho saputo della tragica sorte di Ruth”, afferma Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali di LNDC Animal Protection. “Ho visto e rivisto la foto del suo aguzzino e quel ghigno di cattiveria e allo stesso tempo lo sguardo rassegnato del povero cane che ha subito tutta quella violenza e mi sono chiesto, una volta ancora, come sia possibile che una terra che dovrebbe esportare nel mondo solo bellezza e cultura sia ancora una volta teatro orrendo di violenza. La brutalità è sempre inaccettabile, ma quando si infliggono vere e proprie torture a un povero essere indifeso è inevitabile essere presi da rabbia e scoramento”.
Tutti i giorni sporgiamo denunce, siamo persino stanchi di ripetere sempre le stesse cose e poi ci troviamo di fronte a quel ghigno e ci sembra di stare sempre al punto di partenza. Purtroppo, non c’è una risposta adeguata da parte delle istituzioni, le leggi sono poco efficaci, la stessa vita umana in certi posti sembra valere poco e niente, figuriamoci quella di un povero cane. Ho letto ieri le parole della nostra presidente Piera Rosati che, in un post sui social condiviso da migliaia di persone, invitava una rivoluzione. Ecco, ci vorrebbe una rivoluzione delle coscienze che costringa chi ha il dovere di legiferare a emanare di corsa una legge che in casi di questo genere consenta l’arresto immediato di una persona evidentemente pericolosa ed il carcere in isolamento, cosa che ad oggi non è possibile. Noi, dal canto nostro, continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per tentare di dare giustizia a Ruth e per fare in modo che il suo latrato straziante nella clinica veterinaria diventi un monito per tutti affinché cose di questo genere non debbano più accadere”, conclude Michele Pezone.
Pensiamo per un attimo al terrore, al dolore e alla sofferenza di una creatura seviziata, trucidata, impiccata e uccisa senza pietà”, dichiara Piera Rosati – Presidente di LNDC Animal Protection. “Ruth e tanti altri esseri indifesi che non hanno avuto ancora voce, a causa di leggi inadeguate. E finché resteranno tali migliaia di altri Animali continueranno ad essere trucidati per noia, per gioco, per ignoranza e odio. Queste atrocità non sono più tollerabili, Farò tutto ciò che è in mio potere affinché il responsabile, facilmente identificato grazie ad un testimone, paghi per la sua malvagità. Fosse l’ultima cosa che faccio.
Fonte: Ufficio stampa LNDC

domenica 21 luglio 2019

L'Abruzzo vuole l'orso M49, ma non si sa dov'è (di Margherita d'Amico - Repubblica.it)

Dopo la candidatura della Comunità montana Peligna, ora un'associazione di protezione animali (Lndc) offre l'oasi Villavallelonga. Dell'animale fuggito dal Centro Le Casteller ancora nessuna traccia


Per accogliere l'orso M49, sul cui capo grava una sentenza ambigua da parte della Provincia autonoma di Trento, si prospetta un candidato eccellente, il Centro visita dell'orso di Villavallelonga. L'iniziativa nasce da Lndc-Animal protection, che ha chiesto e ottenuto disponibilità da questa splendida area faunistica attrezzata all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise dove a lungo sono stati accolti due plantigradi salvati da destini amari. La candidatura dell'Abruzzo era stata avanzata, per primo, dal presidente della Comunità montana Peligna, Eustachio Gentile.
"Abbiamo scritto una lettera al presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, inviandola per conoscenza al ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, per informarlo di questa importante possibilità", spiega Michele Pezone, responsabile Diritti animali per Lndc-Animal Protection. "Invitiamo Fugatti a effettuare gli opportuni accertamenti, di concerto con il Pnalm, per verificare l’idoneità del sito a ospitare M49. L’oasi faunistica in questione, a un'altitudine di 1.005 metri, è attualmente priva di orsi, mentre in un recente passato, a dimostrazione della sua perfetta conformità, ha ospitato per quasi 25 anni i famosi orsi Sandrino e Yoga".

domenica 14 luglio 2019

Milano – Jago resta con la sua famiglia

La Corte d’Appello di Milano (seconda sezione) sospende la sentenza di primo grado e consente a Monica – assistita dall’Avv. Michele Pezone – di tenere Jago con sé. Rosati: grande soddisfazione per la decisione del presidente del collegio che ha pensato al benessere dell’animale, sono ancora pochi. Non si possono considerare i nostri amici a 4 zampe come degli oggetti.
Vi avevamo già raccontato la storia di Jago qualche mese fa, impegnandoci a dare il nostro sostegno a lui e Monica in questa surreale vicenda legale. Monica aveva salvato Jago dalla strada 5 anni fa e l’aveva tenuto con sé. Il cane era privo di microchip, per cui, dopo il passaggio al canile di Milano, le era stato dato prima in affido temporaneo e poi in cessione definitiva. Da allora hanno vissuto in simbiosi, creando un legame solido e indissolubile. Fino al giorno in cui il giudice di primo grado ha dato ragione al presunto precedente proprietario che – nonostante non lo avesse mai microchippato, lo avesse lasciato libero di vagare per strada e non ne avesse regolarmente denunciato lo smarrimento – ne aveva rivendicato la proprietà solo molti mesi dopo che era stato salvato da Monica.
Oggi però possiamo dare un’ottima notizia. All’udienza del 2 luglio 2019, davanti alla Seconda Sezione Civile della Corte d’Appello di Milano, il Presidente del Collegio ha esaminato la richiesta di sospensiva della sentenza di primo grado presentata Monica e le memorie difensive della controparte, e ha deciso di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado. Al tempo stesso, il Presidente del Collegio ha invitato Monica a formulare alla controparte una proposta transattiva per definire la vicenda.

domenica 26 maggio 2019

Jago, il cane conteso e giudicato dal tribunale come una "cosa"


Vagava affamato e senza microchip su una strada trafficata, fu raccolto, portato in canile e adottato da una giovane donna, ma oggi, a distanza di cinque anni, in virtù di una sentenza del Tribunale di Milano che lo equipara a un oggetto, il cagnolino Jago dev'essere restituito a un uomo che si dichiara il suo padrone originario. Pur prendendo atto di tutte le manchevolezze del presunto proprietario di una volta, il quale neppure avrebbe denunciato la scomparsa dell'animale, il giudice fa preciso riferimento agli articoli 927 e seguenti del Codice civile relativi a "smarrimento e ritrovamento delle cose mobili e quindi degli animali", secondo cui si può pretendere la restituzione di un oggetto rinvenuto da altri entro un anno dalla perdita.


"E' un provvedimento che sbalordisce, come si può strappare un cane ormai adulto alla sua vita, agli affetti, per rispedirlo come fosse un pacco in un luogo estraneo e probabilmente poco congeniale?" si chiede MP, l'attuale proprietaria del meticcio di piccola taglia col quale vive in simbiosi dal 2014, in un comune dell'area metropolitana di Milano.

"Siamo ricorsi in appello e abbiamo fatto un'ulteriore istanza per chiedere la sospensione dell'efficacia della sentenza di primo grado" dice Michele Pezone, il legale che l'assiste, esperto in cause legate ai diritti degli animali: "Sembra che qui si ignori la ratificazione del Trattato di Lisbona, dove si stabilisce che gli animali non sono cose ma esseri senzienti e come tali vanno considerati".

giovedì 2 maggio 2019

DELFINARIO RIMINI: SENTENZA STORICA A FAVORE DEGLI ANIMALI

Si è tenuta, oggi, 30 aprile, l’udienza relativa al processo in merito al Delfinario di Rimini. Animalisti Italiani Onlus, riconosciuti parte civile, portano avanti dal 2013, sostenuti dall’avvocato difensore Michele Pezone, questa battaglia in tutela di Lapo, Alfa, Sole e Luna, i quattro delfini protagonisti di questo caso giudiziario.
“Si tratta di un caso unico in Italia: per la prima volta nel nostro Paese – dichiara il Presidente di Animalisti Italiani Onlus Walter Caporale – è stata portata avanti un’inchiesta approfondita su una vicenda di maltrattamento di delfini. Di certo è una sentenza storica, come è avvenuto per Green Hill, utile affinché si comprenda la fondamentale importanza della tutela non soltanto fisica ma soprattutto psicologica ed etologica degli animali”.
In data 31/07/2013, nell’ambito di controlli istituzionali pianificati nei delfinari italiani e in seguito a un lungo carteggio amministrativo sul rilascio della licenza a giardino zoologico alla società Delfinario di Rimini srl, medici veterinari specializzati, funzionari del Ministero della Salute e del Ministero dell’Ambiente hanno effettuato un sopralluogo congiuntamente ad operatori della CITES presso il suddetto delfinario per la verifica del rispetto della normativa vigente, rilevando molteplici e gravi criticità sulla gestione e custodia dei delfini presenti. La struttura risultava, infatti, costituita da una sola vasca e non era presente una idonea per il trattamento medico-veterinario fisicamente isolata da quella utilizzata per il mantenimento degli animali. Inoltre, non esisteva alcun sistema che potesse creare apposite aree ombreggiate e non era previsto un apparato di raffreddamento dell’acqua. La costrizione permanente dei poveri delfini in una struttura del genere comportava così grave danno alla salute ed alle necessità etologiche degli animali, come attestato da tutti i consulenti della Procura, ausiliari di P.G. e tecnici ministeriali.
Il Tribunale di Rimini che depositerà le motivazioni della sentenza tra 90 giorni ha ritenuto il direttore e la veterinaria del delfinario di Rimini colpevoli di maltrattamenti animali e li ha condannati rispettivamente a 6 e 4 mesi di reclusione. Inoltre, è stata accolta la richiesta di confisca degli animali che saranno affidati ai Ministeri competenti (Ambiente, Salute e Politiche Agricole) e non potranno essere messi in vendita.
Una vera e propria sentenza storicaÈ il primo caso in Italia. Aggiunge l’Avv. Michele Pezone di Animalisti Italiani Onlus: “Un iter indubbiamente complesso. Nessun caso precedente nel nostro Paese. Sicuramente la sentenza è destinata non soltanto a diventare punto di riferimento per analizzare situazioni analoghe in futuro, ma ad avere risonanza anche all’Estero“.
Fonte: Comunicato stampa Animalisti Italiani Onlus

giovedì 25 aprile 2019

Campania, la nuova legge che fa sperare i randagi

Mai più cani alla catena, canili sempre aperti alle visite e alle verifiche degli amministratori, adozioni solo in paesi con normative analoghe a quella italiana: attesa, sospirata, dopo oltre due anni di discussioni e attese, l'11 aprile 2019 la Legge regionale della Campania nel merito della gestione del randagismo ha visto formalmente la luce.
Per redigerla è stato attivato un lungo Tavolo di consultazione cui hanno partecipato le principali associazioni nazionali e locali, che ora attendono solo di appurare se una regione afflitta, come tutto il nostro Meridione, da gravi problemi riguardo la sofferenza e il destino degli animali, e la gestione, nel merito, delle risorse pubbliche, saprà col nuovo strumento normativo trasformarsi in un modello.
"Certo si può sempre fare meglio, di più, ma fin qui possiamo dirci soddisfatti e vorrei ringraziare in particolare il consigliere Antonio Marciano che ha difeso fino all'ultimo gli emendamenti dell'articolo 11, quello che ridefinisce la gestione degli animali all'interno delle strutture" dice Michele Visone, presidente di Assocanili e attivo in provincia di Napoli con la Cooperativa Dog Park di Ottaviano, presente al Tavolo fin dal principio in sinergia con le associazioni del territorio.
"Abbiamo inserito nei canili la presenza obbligatoria di un addestratore, figura indispensabile per il lavoro propedeutico all'affido in famiglia, oltre all'obbligo di avere almeno un operaio ogni 200 cani. Le strutture avranno l'obbligo di apertura tutti i giorni e i relativi portali con banche dati necessariamente aggiornate saranno visitabili 24h su 24 dalle amministrazioni pubbliche". Il senso del provvedimento è una maggiore immediatezza e trasparenza. Finora infatti per accedere a informazioni su spostamenti, decessi o altri particolari i comuni erano costretti a rivolgersi alle asl di riferimento. "D'ora in avanti, invece, il funzionario comunale accederà direttamente al sito, che dovrà essere corredato di foto dei cani e comunicazioni in tempo reale. Potrà stamparsi la schermata e decidere se procedere con un controllo".
"L'informatizzazione è uno dei punti di forza della nuova Legge regionale, bisogna naturalmente vedere come verrà realizzata" commenta Michele Pezone, coordinatore dell'ufficio legale e responsabile dei Diritti animali per LNDC Animal Protection. "E' previsto che sul portale online della Banca dati regionale anagrafica degli animali d'affezione si inseriscano fotografie e dati degli ospiti dei canili in cerca di casa, nonché di quegli animali che, per gravi motivi,  debbano trovare altre famiglie rispetto a quelle dove si trovino allo stato attuale. E' un'impresa che richiede cura e impegno, ma potrebbe realmente offrire una chanche in più agli animali senza padrone.

"E poi" aggiunge "il divieto totale di tenere i cani alla catena è molto significativo. Sono poche le regioni (vedi l'Abruzzo) che l'hanno fatto proprio, a dimostrare che il principio di civiltà nel rapporto con l'animale non è determinato dalla lunghezza della corda, ma dal fatto di riconoscergli appieno una socialità".
Altre importanti specifiche riguardano le gare d'appalto per la gestione delle strutture in convenzione mediante procedure ad evidenza pubblica tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa, con un rapporto qualità prezzo, nella misura percentuale di 70 per qualità e 30 per il prezzo (che non potrà comunque mai scendere sotto i 2,50 euro a cane), mentre a breve sarà formata una Commissione regionale formata da tutti i rappresentanti del settore.
"Nei canili sono previste anche le aree riscaldate, che avrei voluto obbligare come minimo al 20% ma non ci siamo riusciti, come pure avrei voluto fosse imposto, ma è stato bocciato, che si considerasse cattiva gestione quando la mortalità imputabile superava il 13%" dice ancora Michele Visone. "Però, non bisogna essere incontentabili.
"Trovo infatti davvero importanti gli articoli in cui si stabilisce che le adozioni dei cani dalle strutture pubbliche e private possono avere solo la finalità di trasferimento definitivo in una famiglia, è vietata l’adozione, in qualsiasi forma, finalizzata a stalli o trasferimenti in altre strutture di transitoin nessun caso i cani vaganti o presenti nelle strutture o i gatti presenti nelle colonie feline possono essere ceduti a Paesi la cui normativa sui maltrattamenti degli animali di affezione e sul loro utilizzo per finalità di sperimentazione scientifica contrasta con la legislazione italiana; il divieto è esteso anche ai Paesi che non dispongono di un’anagrafe degli animali d’affezione obbligatoria.
"E adesso, confidiamo nell'applicazione e nel cambiamento".
Conclude l'avvocato Pezone: "Le leggi regionali sono fondamentali nella politica della prevenzione del randagismo e nella tutela degli animali, perché  la norma nazionale 281/91 è una legge quadro sintetica, che, al pari di una cornice, dispensa indicazioni di massima. Sta adesso alle asl e agli enti preposti della Campania fare il proprio dovere dando piena attuazione a questa Legge, con tutti i presupposti affinché cittadini e animali possano sperare in un'inversione di tendenza".
Margherita D'Amico - Il richiamo della Foresta - Repubblica.it

sabato 30 marzo 2019

Leoluca Orlando rottama i cani di Palermo

Pare proprio che per Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, il benessere dei randagi della sua città sia questione irrilevante, tanto da ignorare le vive proteste di associazioni e cittadini, indignati dall'opera di dismissione di animali messa in atto dall'Amministrazione. Tanto da non rispondere alle domande che gli abbiamo rivolto riguardo la preoccupazione per tutti i cani partiti o in partenza verso due strutture private di Caserta.
Dog's Town di Giovanni Ferrara, veterinario rappresentante sul territorio del Movimento Animalista (sul cui sito è indicato pure come referente scientifico nazionale per l'ENPA)  e Pets Boarding House, unite da un'Ati (associazione temporanea d'impresa). A queste due società il Comune di Palermo ha assegnato in blocco, come fosse uno stock di merce da smaltire, i suoi randagi, attraverso un appalto da 435mila euro circa, iva compresa, corrispondenti a una diaria da 3,50 euro a cane.
Moltiplicando quest'ultima somma per i giorni (182) della durata del bando, ne scaturisce un totale di cani di poco superiore ai 600 che, si stima, sono attualmente detenuti nel degradato canile municipale del capoluogo siciliano. Con una clausola: al termine dei sei mesi previsti dal bando, nel caso in cui non vengano adottati, la metà dei randagi sarebbe rispedita al mittente e casa e il resto diventerebbe proprietà delle ditte.
"La vergognosa operazione consentirebbe una sorta di rottamazione completa delle sventurate creature di cui il Sindaco di Palermo è per legge diretto responsabile. Proprio lui, che della legalità si è sempre fatto portabandiera, sembra non domandarsi perché questi cani dovrebbero incontrare maggior fortuna in un'altra regione con gravi problemi di randagismo, né porsi il problema del loro benessere e della loro tracciabilità futura" dice Piera Rosati, presidente LNDC-Animal Protection.
Mentre Gianluca Felicetti, presidente della LAV, scrive in una lettera aperta a Orlando: "Per oltre un anno e mezzo abbiamo faticosamente lavorato a ricucire i rapporti fra l’Amministrazione comunale e il volontariato, che fra 2017 e 2018 ha fatto adottare con le associazioni oltre 640 cani, e a reimpostare con gli Uffici un non facile ma fondamentale lavoro per le sterilizzazioni". Nella missiva, oltre a ricordare impegno e promesse disattese, si invita il Sindaco a impedire la partenza anche di un solo cane, per evitare che la preziosa collaborazione con la LAV venga a cadere.

"Invece, già cinque molossoidi sono partiti, possiamo quasi considerarli venduti al ribasso" commenta Emanuela Bignami, responsabile Randagismo per Animalisti Italiani Onlus. "Il benessere animale dov'è? Otto ore di viaggio per strappare i cani al legame con i volontari che li accudivano e deportarli in Campania, dove non si vede perché dovrebbero trovare casa più facilmente che non in Sicilia. Perché mai, con quei 380mila euro al netto dell'iva, non si è piuttosto pensato di iniziare a ristrutturare il canile municipale di Palermo, dove comunque continueranno ad affluire randagi?"


Anche Assocanili, associazione di cui la Dog's Town di Ferrara fa parte, ha assunto una posizione molto netta: "Pur non entrando nel merito della legittimità del caso, come associazione siamo fortemente contrari allo spostamento dei cani dai rispettivi territori di provenienza" commenta il presidente Michele Visone "e abbiamo formalmente invitato il dottor Ferrara a rinunciare a questo appalto".
Conclude Michele Pezone, responsabile dei Diritti Animali e coordinatore dell'ufficio legale di LNDC-Animal Protection: "Stiamo valutando i termini di un'azione legale, data l'incongruità di un bando per gestione e adozione insieme. L'adozione di un cane non dovrebbe essere oggetto di bando in quanto correlata all'ingresso di un animale nel nucleo familiare. Questo bando obbliga il gestore, ovvero chi è deputato alla custodia dei cani in attesa di adozione, ad adottarne direttamente e in blocco, dopo sei mesi, almeno la metà, esulando da ogni procedura pre e post adozione ed esulando da qualsiasi schema di legalità."