domenica 18 dicembre 2016

CACCIA, WWF: “ANCHE IL CONSIGLIO DI STATO CI HA DATO RAGIONE”

domenica 2 ottobre 2016

Il Tar Abruzzo conferma le censure al calendario venatorio e ne boccia una parte, soddisfazione del WWF

L’associazione ambientalista si dice soddisfatta per la decisione del Tar  perché “la la tutela della fauna selvatica, patrimonio della collettività, viene prima degli interessi dei cacciatori”.
Di seguito riportiamo il comunicato del WWF
Da poco emessa l’ordinanza del TAR Abruzzo che, accogliendo il ricorso del WWF Italia, sospende l’efficacia del calendario venatorio 2016/17 della Regione Abruzzo per quanto riguarda l’estensione del periodo di caccia fino a gennaio ad alcune specie avifaunistiche (Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo sassello). Grande soddisfazione viene espressa da Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF Abruzzo: “è una sconfitta di chi ha voluto impostare la gestione venatoria senza ascoltare le nostre proposte che semplicemente chiedevano un po’ di buon senso e il rispetto delle normative italiane e comunitarie”. Dopo che nelle scorse settimane il TAR Abruzzo aveva sospeso il calendario venatorio regionale di fatto impedendo preapertura e apertura della caccia a settembre, ieri i giudici del Tribunale abruzzese hanno ritenuto di primaria importanza il rispetto delle indicazioni dell’ISPRA, l’Istituto nazionale che fornisce pareri sulla materia venatoria, e hanno rigettato le ragioni addotte dalla Regione per giustificare il prolungamento dei periodi di caccia. Dieci avvocati tra quelli della Regione Abruzzo e quelli delle associazioni venatorie sono intervenuti ieri in udienza a L’Aquila per difendere un indifendibile calendario venatorio. Dalla parte della fauna e della stragrande maggioranza di abruzzesi contrari alla caccia il solo avvocato del WWF, l’avv. Michele Pezone che, nonostante l’evidente disparità nei numeri è riuscito a dimostrare la fondatezza delle posizioni dell’Associazione. I giudici hanno giustamente applicato il principio di precauzione secondo il quale non è possibile allungare i periodi di caccia fino a gennaio senza studi e monitoraggi delle specie sul territorio. Perché la Regione Abruzzo, al pari di tante altre regioni italiane, continui a seguire i diktat delle associazioni venatorie, rimediando così sonore sconfitte davanti alla magistratura amministrativa è qualcosa di inspiegabile”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia che ha firmato il ricorso per l’Associazione. “Sono anni che puntualmente i calendari venatori abruzzesi subiscono delle pesanti censure. Viene da chiedersi se gli amministratori e i funzionari regionali agirebbero così se fossero direttamente chiamati a pagare per le loro scelte, invece di far ricadere i costi amministrativi e legali di questi comportamenti sulla testa dei contribuenti. Il WWF rinnova ancora una volta l’invito alla Regione a cambiare strada e ad aprire un confronto serio con il mondo ambientalista per giungere ad una gestione faunistica corretta.
Fonte: rete8

mercoledì 14 settembre 2016

Su ricorso del WWF i giudici del TAR sospendono il calendario venatorio in Abruzzo

Su ricorso del WWF Italia, il Presidente del TAR Abruzzo ha disposto l’annullamento della delibera n. 515 del 02/08/16 della Giunta regionale che approvava il calendario venatorio del 2016-2017.
I giudici hanno ritenuto che il calendario venatorio varato dalla Giunta D’Alfonso sia da sospendere in quanto sussistono condizioni di estrema gravita e urgenza tali da non consentire l’avvio della stagione di caccia almeno per le date previste per il mese di settembre, fino all’esame collegiale del ricorso che è stato fissato per il 28 prossimo. In attesa della trattazione in giudizio, il TAR ha ritenuto di accogliere la richiesta di misure cautelari monocratiche, avanzata dal WWF, per impedire il verificarsi di effetti irreversibili sulla fauna a seguito dell’apertura.
Dichiara Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF Abruzzo: “Abbiamo dato la possibilità alla Giunta D’Alfonso-Pepe di lavorare serenamente nei primi due anni dopo l’insediamento in Regione, con la speranza di vedere finalmente realizzati i doverosi compiti di un pubblico amministratore che deve occuparsi di tutela e gestione della fauna selvatica nell’interesse collettivo e non soltanto a favore della minoranza dei cacciatori: la fauna selvatica è un patrimonio collettivo e non un trastullo per pochi. Purtroppo questo salto di qualità non è avvenuto. I politici di oggi stanno dimostrando lo stesso spregio del nostro patrimonio ambientale già palesato da quelli di ieri. Eppure il WWF, prima che il calendario venatorio fosse approvato, aveva sottoposto all’attenzione della Regione Abruzzo alcuni punti di modifica che avrebbero potuto ridurre l’impatto ambientale della caccia semplicemente riconducendo il calendario nei limiti imposti dalla normativa e dal parere ISPRA! Ma nessuno di essi è stato davvero preso in considerazione e l’Associazione ambientalista è stata costretta, ancora una volta, a ricorrere ai giudici amministrativi per far valere le ragioni della fauna e dell’ambiente”.
Aggiunge l’avvocato Michele Pezone, che ha curato il ricorso per il WWF Italia: “Non posso che esprimere grande soddisfazione per questo provvedimento che ancora una volta pone il TAR de L’Aquila in una posizione di avanguardia rispetto ad altri Tribunali amministrativi nell’esigere, per la stesura del calendario venatorio, il rispetto delle indicazioni dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Auspico la conferma definitiva di questo provvedimento e il pieno allineamento dei futuri calendari con le prescrizioni dell’ISPRA, in modo da evitare il continuo ricorso alla magistratura per salvaguardare le esigenze di tutela della fauna selvatica”.

Riunione operativa per i soccorsi post-sisma. Anche agli animali

Roma, 12 settembre 2016 - Nei giorni scorsi, presso il DICOMAC (Direzione di Comando e Controllo) di Rieti, si è tenuta una riunione per il coordinamento delle attività sui luoghi dell’ultimo devastante terremoto nel centro Italia. Al tavolo di lavoro hanno partecipato il Ministero della Salute, il Corpo Forestale dello Stato, la ASL Rieti, la Protezione Civile e le diverse associazioni animaliste tra cui Lega Nazionale per la Difesa del Cane, rappresentata dalla Presidente Piera Rosati e dall’avvocato Michele Pezone, Responsabile LNDC Diritti Animali. 
Nei giorni precedenti alla riunione, il Nucleo Provinciale di Teramo delle Guardie Zoofile di LNDC si era recato nella zona di Accumoli prestando soccorso a diversi animali, per lo più di proprietà, che erano in stato di difficoltà. Il sopralluogo delle GZV ha evidenziato la assoluta mancanza di organizzazione e coordinamento delle varie figure, volontarie e non, presenti nei luoghi del sisma, motivo per cui il suddetto incontro e tavolo di lavoro si rendeva sempre più necessario e urgente.

venerdì 9 settembre 2016

ABRUZZO. IL WWF IMPUGNA IL CALENDARIO VENATORIO

“Il WWF Italia ha presentato un ricorso davanti al Tribunale Amministrativo Regionale di L’Aquila contro il calendario venatorio della Regione Abruzzo 2016/17”, annuncia Luciano Di Tizio, delegato regionale dell’Associazione. “Nonostante gli annunci, la gestione Pepe non si discosta molto da quella Febbo: mancanza del piano faunistico-venatorio (obbligatorio per legge), preapertura priva di qualsiasi giustificazione e prolungamento dei periodi di caccia. In pratica, anche quest’anno la Regione Abruzzo ha approvato un calendario venatorio che ripete errori già commessi che negli anni passati sono stati censurati ben 14 volte dal TAR, dal Governo nazionale e perfino dalla Corte Costituzionale”.
I principali motivi del ricorso, predisposto dall’Avv. Michele Pezone per il WWF Italia.
Mancanza di pianificazione per assenza del piano faunistico-venatorio.
In Italia la caccia è consentita solo in forma programmata al fine di consentire un prelievo “sostenibile” senza che questo determini scompensi alle specie cacciate. Per programmare è necessario avere censimenti e dati aggiornati sul numero degli individui presenti: tutto questo è assente in Abruzzo. Addirittura dal 2007 la Regione è persino priva del piano faunistico-venatorio, obbligatorio per legge e fondamentale per la gestione faunistica. Mancano quindi gli strumenti che forniscono indicazioni su specie da cacciare e sulla durata dei periodi di caccia. In una situazione del genere ci si sarebbe dovuto attestare su posizioni di massima cautela, come del resto aveva prescritto l’ISPRA – Istituto nazionale che fornisce pareri obbligatori alle Regioni sulla gestione faunistico-venatoria – che aveva indicato come opportuna un’unica apertura alla caccia il 1° ottobre. La Regione Abruzzo ha continuato invece a procedere sulla base delle richieste del mondo venatorio e ha previsto l’apertura ad alcune specie fin dal 18 settembre e in alcuni casi la preapertura fin dal 1° settembre.

giovedì 7 luglio 2016

Chiesta l'istituzione di una giornata dedicata ai diritti degli animali

Conferenza stampa alla Camera di Possibile per presentare il Manifesto per il benessere e annunciare le iniziative legislative per gli esseri senzienti. Si ipotizza la collaborazione con il Miur
Roma, 6 luglio 2016  - Un "manifesto per il benessere degli animali" che si traduce in un pacchetto di proposte di legge ad hoc: lo hanno presentato alla Camera i deputati di Possibile Pippo Civati e Beatrice Brignone.Presenti alla conferenza stampa il presidente della Lega AntivivisezioneGianluca Felicetti, Romano Giovannoni, presidente Enpa di Verona, e ancora Michele Pezone, responsabile diritti animali della Lega nazionale difesa del Cane, Francesco Mazzaferri, presidente dell'associazione Sguinzagliati e la stilista Elisabetta Franchi.
"Le istituzioni devono prestare più attenzione alle politiche in favore degli animali. E noi vogliamo essere lo 'strumento' per dar voce alle istanze di chi molto spesso viene poco rappresentato e tutelato. Da qui l'idea di presentare il "Manifesto per il Benessere degli Animali" con il quale illustriamo alcune proposte in materia di benessere degli animali per dar vita a un tavolo di lavoro con le più rappresentative associazioni del settore", ha spiegato Brignone.

venerdì 17 giugno 2016

CASSAZIONE RESPINGE RICORSO CIRCO VICTOR, LAV ''ANIMALI SALVI'

CHIETI - La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del responsabile del Circo Victor e la confisca definitiva di tutti gli animali, respingendo il ricorso contro la condanna del Tribunale di Chieti del 3 aprile 2015 emessa ai sensi dell’articolo 727, comma 2, del Codice Penale, per detenzione incompatibile, perché “deteneva animali, e segnatamente pitoni ed anaconda, un leone marino, 4 alligatori, degli istrici africani, alcuni esemplari di rapaci ed altri volatili in gabbie ed in altre strutture di contenimento, inadeguate ed incompatibili rispetto alle caratteristiche etologiche delle singole specie e tali da produrre alle bestie gravi sofferenze”.
È quanto si legge in una nota della Lega anti vivisezione (Lav).
“Non possiamo che esultare per questa pronuncia della Suprema Corte che mette finalmente la parola fine a un’estenuante vicenda giudiziaria che dura dal 2008, quando denunciammo per la prima volta il Circo Victor – dichiara la Lav – Gli animali, già ospitati presso strutture idonee, sono definitivamente salvi e non corrono più il rischio di tornare nella disponibilità di chi ne ha gravemente compromesso fisico e psiche”.

giovedì 12 maggio 2016

Presentata la lista "Sì per Francavilla"

La coalizione che supporta la candidatura del sindaco uscente di Francavilla al Mare, Antonio Luciani, ha presentato la lista “Si per Francavilla”.
“Noi siamo molto contenti di questa scelta – ha sottolineato il parlamentare di Sel, Gianni Melilla. – Francavilla è una città che in 5 anni è cambiata profondamente, una città pulita e ordinata, che ha realizzato tante cose, anche investimenti pubblici che hanno esaltato questa città. Io sono di Pescara e sono un po’ invidioso di quello che Francavilla ha fatto negli ultimi cinque anni, rispetto invece alle insufficienze dell’amministrazione comunale che prima, con Luigi Albore Mascia, ha governato Pescara. Adesso ci stiamo riprendendo, ma i guasti sono profondi, mentre qui a Francavilla abbiamo avuto dei risultati veramente importanti. Credo che su queste basi i cittadini di Francavilla siano in grado di assicurarci la vittoria al primo turno, lo auguro anche al nostro sindaco. Noi siamo la forza che nella nostra modestia ha molte idee e cerca di dare un contributo sui temi fondanti quali l’ambiente, la giustizia sociale, l’attenzione alle fasce più deboli della società. Noi vorremmo essere una sentinella sociale di questa amministrazione, portare un punto di vista di sinistra, ma non una sinistra declamatoria, una sinistra che non sia aperta soltanto ad urlare la sua opposizione, ma una sinistra che vuole dare un cambiamento. I temi che noi vogliamo proporre sono stati enunciati con i candidati e chiediamo che siano realizzati in maniera coerente, non ho modo di dubitarne. C’è l’impegno di Sel per questa tornata elettorale che mi auguro venga coronata da un grande successo popolare”.

venerdì 18 marzo 2016

Presentato il comitato no-triv, Luciani “è una battaglia politica”

FRANCAVILLA – L’Amministrazione Luciani in prima linea contro la deriva petrolifera dei nostri mari. E’ stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il neonato comitato ‘No Triv’ per il ‘SI’ al referendum del 17 aprile, promosso dallo stesso sindaco Luciani, dall’assessore all’ambiente Gianluca Bellomo, dai consiglieri comunali Massimo Nunziato, Remo Di Palma, Lorenzo Pirozzi e Gabriella Corrado, da Michele Pezone, referente di SEL sul tema, e da altri cittadini, parte dei quali faranno parte delle liste di Luciani, come Stefano D’Ercole, Mario Gallo, Mauro Lanci, Abner Marzi, Azzurra Pasca, Silvano La Selva, Manuela D’Astolfo, Wiliams Marinelli, Nicola Di Nardo, Elisabetta Scataglini, Raffaele D’Amario, Carlo Tatasciore, Sandra Ferri e Roberto Anilli.
Quest’amministrazione si è battuta da sempre su questo tema”, ha sottolineato Luciani, “sostenendo l’incompatibilità tra i valori del nostro territtorio e la deriva petrolifera e partecipando in prima persona alle tante manifestazioni organizzate in Abruzzo e anche a Roma al Ministero. Altrimenti opere come la pista ciclabile o le azioni volte alla tutela ambientale non avrebbero senso”. “La nostra battaglia non inizia quindi oggi”, ha precisato il sindaco, “ma ora abbiamo chiesto il coivolgimento di altre persone che si attiveranno per favorire l’affluenza al referendum. Si tratta di una battaglia politica perchè la vittoria del Si deve dare un messaggio forte al Governo per spingerlo verso sistemi di sviluppo diversi”.

giovedì 3 marzo 2016

GREEN HILL– CONFERMATE IN APPELLO TUTTE LE CONDANNE

Grande vittoria a Brescia contro i vertici dell’allevamento degli orrori. LNDC esprime grande soddisfazione e auspica un’ennesima conferma in caso di ricorso in Cassazione.
A distanza di poco più di un anno dalla sentenza di primo grado, la Corte di Appello di Brescia ha confermato tutte le condanne emesse nei confronti della dirigenza di Green Hill, l’allevamento di beagle destinati alla sperimentazione animale chiuso nel 2012 grazie all’impegno delle associazioni animaliste. E’ stata dunque confermata la pena di un anno e sei mesi di reclusione per Renzo Graziosi, veterinario della struttura e per Ghislene Rondot, co-gestore di Green Hill. Un anno di reclusione invece per il direttore Roberto Bravi. Ovviamente è stata confermata anche la sospensione delle attività per due anni e la confisca dei cani salvati.

Una vittoria storica che ci riempie di soddisfazione per essere riusciti, assieme alle altre associazioni animaliste, a ottenere giustizia per i poveri animali maltrattati e uccisi in questa ‘fabbrica’ di cani” – afferma Michele Pezone, avvocato e Responsabile Diritti Animali LNDC, sostituito in udienza dall’avvocato Vittorio Arena del Foro di Brescia.
Una sentenza importantissima, che sancisce la fine dell’allevamento degli orrori” – commenta Piera Rosati, presidente Nazionale LNDC. “Il PM e il collegio giudicante hanno riconosciuto, così come era avvenuto in primo grado, la cromonosa strategia aziendale dei vertici di Green Hill consistente nel sopprimere i cani affetti da patologie assolutamente curabili, per calcoli esclusivamente economici: curarli sarebbe costato più che sopprimerli. Tuttavia questa ”politica” è non soltanto contro la legge ma anche eticamente inaccettabile. Inoltre è stato riconosciuto il maltrattamento etologico a cui erano sottoposti questi poveri beagle, detenuti in condizioni totalmente contrarie alla loro natura”.
I legali dell’allevamento lager hanno annunciato di voler ricorrere in Cassazione. LNDC confida nell’operato della magistratura che finora ha dimostrato di applicare correttamente la legge e auspica la conferma delle condanne anche nel terzo e ultimo grado di giudizio.
Fonte: Ufficio Stampa LNDC

mercoledì 3 febbraio 2016

NUORO – VIA AL PROCESSO CONTRO IL PASTORE CHE HA UCCISO UN CANE CHE MOLESTAVA IL SUO GREGGE

Lega Nazionale per la Difesa del Cane si è costituita parte civile nel procedimento. L’imputato potrebbe scontare la pena svolgendo attività di volontariato presso un’associazione animalista.

È finalmente iniziato il processo a carico di Giuseppe Piredda, il pastore che nel 2014 aveva trascinato un cane che infastidiva il suo gregge legandolo all’automobile, fino a cagionarne la morte. L’uomo dovrà rispondere dell’accusa di uccisione di animali con crudeltà ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice Penale.

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Gianfranco Careddu, ha richiesto l’applicazione dell’istituto della “messa alla prova”. Una misura prevista dalla legge che comporta la sospensione del processo e l’esecuzione di lavori di pubblica utilità con attuazione di condotte riparative in relazione al reato commesso.

Il giudice monocratico Daniela Russo ha quindi richiesto che l’imputato dovrà accordarsi con un canile o comunque un’associazione di protezione animali per svolgere attività di volontariato, secondo un preciso programma che verrà sottoposto al vaglio del giudice nella prossima udienza fissata per il 24 giugno. In tale occasione il magistrato valuterà il programma e deciderà se approvarlo o meno.

“Siamo soddisfatti per essere stati ammessi come parte civile in questo processo”, afferma Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali di Lega Nazionale per la Difesa del Cane. “Inoltre, vogliamo manifestare un sincero apprezzamento per la sensibilità mostrata dal giudice Russo chiedendo che l’imputato venga messo alla prova in attività di volontariato a difesa degli animali”.

“È ora di dire basta a questi atti di ferocia nei confronti degli animali”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC. “Speriamo che il sig. Piredda mostri un sincero pentimento per le sue azioni svolgendo attività di volontariato verso gli animali che hanno bisogno di aiuto. In caso contrario, confidiamo che il magistrato applichi la legge nel modo più duro per dare un chiaro segnale che questi gesti non possono essere tollerati.” 

mercoledì 27 gennaio 2016

Delfinario di Rimini. Domani il processo, l'Enpa si costituirà parte civile. La battaglia prosegue anche al di fuori delle aule giudiziarie

Roma, 27 gennaio 2016 – L'Ente Nazionale Protezione Animali si costituirà parte civile nel procedimento contro il Delfinario di Rimini, nella persona del legale rappresentante e della veterinaria, accusati tra gli altri per i reati di maltrattamento di animali e di detenzione in condizioni incompatibili; delitti dai quali è originato il sequestro di quattro esemplari di delfini della specie Tursiops truncatus. In tale sede Enpa, rappresentata dall'avvocato Michele Pezone, chiederà sia resa giustizia agli animali e che gli imputati, qualora vengano condannati, siano puniti in modo esemplare.

Ma la battaglia della Protezione Animali contro la struttura riminese prosegue anche la di fuori delle aule giudiziarie, visto che il delfinario – nonostante non abbia la prescritta licenza ad operare come giardino zoologico e sebbene si sia visto recapitare un provvedimento di chiusura – continua comunque ad organizzare spettacoli con animali (otarie). E lo continua a fare in forza di un'autorizzazione, quanto meno surreale (per usare un eufemismo), concessa alla struttura in qualità di “spettacolo viaggiante”. Evidentemente, l'amministrazione comunale della città romagnola non conosce la differenza – di non poco conto – che intercorre tra un acquario e una struttura itinerante.

Proprio per questo, l'Ente Nazionale Protezione Animali, che pure aveva puntato sulla città romagnola quale sede dei propri numerosi incontri sociali, contribuendo così ad alimentare l'economia locale anche nei mesi invernali, ha deciso - con una scelta condivisa da soci e sostenitori - di orientarsi verso località più rispettose degli animali e della sensibilità dei cittadini.

mercoledì 13 gennaio 2016

MASTERPLAN: 10 MILIONI DI EURO PER I DUE SIR CHIETI E SALINE-ALENTO E IMPEGNO DEL MINISTERO PER LA ‘TRE MONTI’ DI BUSSI

Pescara.  Sessantasei interventi per un investimento complessivo che di 1,2 miliardi di euro, di cui 753 milioni di euro finanziati con le risorse destinate al Masterplan per il Sud. Sulla stagione del Masterplan, lo strumento di programmazione che dovrà essere motore del rilancio produttivo dell'Abruzzo, appena ieri davanti ai sindaci abruzzesi il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, evidenziava la valenza di "un Abruzzo pronto a muoversi verso la stessa direzione per un obiettivo di crescita comune e condiviso", al cui riguardo il rinato spirito collaborativo tra Regione e Comuni "è indispensabile per la buona riuscita del programma di sviluppo, perché in questa partita è in gioco la credibilità dell'Abruzzo e la sua capacità di generare sviluppo". Nell’ambito del 'Settore Prioritario Ambiente' del Masterplan, assume primaria importanza la decisione dell’esecutivo regionale di puntare con forza su quegli interventi fondamentali per lo sviluppo sostenibile della nostra regione, come i due SIR (Siti di Interesse Regionale) di Chieti Scalo e del Saline-Alento.

"Si tratta - interviene il Sottosegretario regionale con delega all’Ambiente Mario Mazzocca - di risorse appositamente stanziate nell’ambito del Masterplan su temi di rilevanza strategica nazionale e regionale e che da tempo attendevano di essere affrontati con la dovuta attenzione e la necessaria premura. Lo stanziamento 10 milioni di euro per la caratterizzazione, bonifica e messa in sicurezza dei due Siti di Interesse Regionale presenti in Abruzzo, quello di Chieti Scalo ed il Saline-Alento, rappresentano la prima reale e concreta risposta ad anni di futili dissertazioni e dannose incomprensioni".

"Per tali siti - chiosa Mazzocca - abbiamo scritto una pagina importante della storia della nostra regione; dopo lunghi anni di sterili ed inutili discussioni, e grazie anche a talune sollecitazioni provenienti dal territorio (ad esempio, dagli avvocati Enrico Raimondi per il SIR di Chieti e Vittorio Iovine e Michele Pezone per il Saline-Alento) si pongono per la prima volta basi concrete per la definitiva soluzione dei principali problemi che attanagliano il nostro ambiente naturale ormai da troppo tempo. E poco contano le ennesime chiacchiere da bar di qualche neofita politico teatino; I fatti sono questi. E i fatti, come nostra consuetudine, siamo soliti comunicarli solo dopo aver concluso il duro e, in questo caso, proficuo lavoro, frutto di un impegno continuo e silenzioso che giornalmente profondiamo per affermare le ragioni del nostro Abruzzo. A breve sarà convocata una conferenza stampa per l’illustrazione dell’iter finora seguito e del percorso che ancora resta da fare".