domenica 30 gennaio 2011

PRESENTAZIONE DEL "Dossier Vittime della Caccia - stagione 2010-2011"


L'Associazione Vittime della Caccia invita i signori giornalisti alla consueta conferenza stampa di fine stagione venatoria, presso la Sala Stampa di Palazzo Madama, giovedì 3 febbraio alle ore 11,30.

In tale occasione verrà presentato il "Dossier Vittime della Caccia stagione 2010-2011", composto da due sezioni: Vittime per armi da caccia in Ambito Venatorio e Vittime per armi da caccia in Ambito Extravenatorio.

Disponibili i seguenti documenti:

1) SCHEMA SINTETICO DATI VITTIME PER ARMI DA CACCIA relativi ad entrambi gli ambiti;

Per l'AMBITO VENATORIO:

2) DATI VITTIME CACCIA - RACCOLTA SINTETICA in ordine cronologico di TUTTI I CASI intercettati, relativi a vittime per armi da caccia durante attività venatoria, con evidenza della sistematicità e frequenza degli accadimenti;

3) DATI VITTIME CACCIA - RACCOLTA INTEGRALE in ordine cronologico delle rassegne stampa (con la fonte) dei casi di vittime per armi da caccia durante attività venatoria;

4) DATI VITTIME CACCIA - PROVINCIE E REGIONI,i numeri delle vittime suddivisi per luogo.

Per l'AMBITO EXTRAVENATORIO:

DATI VITTIME ARMI da CACCIA - RACCOLTA INTEGRALE in ordine cronologico delle rassegne stampa (con la fonte) dei casi di vittime per armi da caccia al di fuori delle battute. I casi più svariati: violenza domestica, liti di vicinato, delinquenza comune, imperizia nel maneggiare le armi da caccia in casa,ecc. tutti contesti che vedono l'uso improprio di armi da caccia con conseguenti vittime.Sia in questo ambito che in quello venatorio non sono conteggiati casi di suicidio o incidenti di natura diversa dalle armi da fuoco ad uso caccia.

Un capitolo a parte meritano i seguenti argomenti:

5) MINORI E CACCIA - RACCOLTA INTEGRALE, dei casi che vedono minori di età coinvolti in gravi episodi con uso di armi da caccia.

6) STORIE DI ORDINARIA FOLLIA. RACCOLTA INTEGRALE delle rassegne stampa dei casi con minacce,intimidazioni, spari verso le case, pericolo per la pubblica incolumità, violenze verso cittadini inermi, tragedie sfiorate. Queste news NON rientrano nei DATI delle VITTIME per armi da caccia.

7) ANIMALI VITTIME DEI CACCIATORI - RACCOLTA INTEGRALE di una parte dei casi raccolti riguardanti animali domestici impallinati.In seguito alla Conferenza Stampa, la documentazione sarà disponibile sul sito www.vittimedellacaccia.org

Per assistere è necessario l'accredito, inviando una email a: ass.vittime.caccia@gmail.com.

E' d'obbligo la cravatta per gli uomini.

PER GLI ACCREDITI STAMPA: I sig.ri giornalisti sono pregati di accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato, telefonando al numero 06 6706 2698, oppure mandando un fax al numero 06 6706 2947 o una mail a uff.stampa@senato.it
Fonte: Associazione Vittime della Caccia

Rottamiamo la vivisezione - metodo non riciclabile

Alla Arizona State University (ASU) saranno valutati entro i prossimi mesi alcuni moderni strumenti e metodi di ricerca, nonché di insegnamento, per i laboratori di fisiologia.Si deciderà in merito alla sostituzione dei vecchi metodi e test, effettuati su animali, con tecnologie di gran lunga più avanzate, che non prevedono l’uso di animali.
Gli studenti dell’ASU hanno messo in piedi una grande manifestazione a favore dell’abolizione della vivisezione nella loro università. Se il voto dei docenti sarà quello auspicato dai giovani, “ogni anno molte decine di animali saranno salvate”. Ma non è questo il solo obiettivo. L’obiettivo ancora più importante è quello di uscire da una visione fuorviante, che erroneamente ha sempre sostenuto la validità scientifica del modello animale nella ricerca biomedica. L’obiettivo è insegnare ai giovani l’uso di strumenti moderni, affidabili e scientifici, indispensabili per la tutela della nostra salute e dell’ambiente.L’obiettivo è abolire la vivisezione (o sperimentazione animale) per non rimuovere dall’animo dei giovani il sentimento di pietà, oggi più che mai indispensabile per costruire un mondo migliore, di solidarietà.
L’Università dell’Arizona si faccia dunque promotrice di una messa al bando della sperimentazione animale, (seguendo anche le indicazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche USA), che molto facilmente si estenderà a tutti i continenti.
Sosteniamo l’azione degli studenti della ASU scrivendo, come propone la PETA (“People for the Ethical Treatment of Animals”), un’e-mail con il nostro appello. La lettera in inglese (quella qui di seguito è la versione proposta dalla PETA, che voi potrete modificare o riscrivere) deve essere firmata con il vostro nome (la traduzione in italiano si trova in fondo*).
Destinatari:
Michael Crow President of ASU mailto:michael.crow@asu.edu
Ernest Calderón President of the Arizona Board of Regents mailto:Calderon@azlex.com
Elizabeth D. Capaldi Exec Vice President & Provost Office/Exec VP/Provost Of University mailto:Betty.Capaldi@asu.edu
Oggetto: Please use modern scientific methods in your labs
Lettera da copiare e incollare nel testo dell’e-mail:
Dear sir/madam,I am pleased to hear that Arizona State University has purchased alternatives to classroom physiology experiments on frogs, mice, rats, and rabbits. I hope you will insure that your faculty members fully utilize this new technology and replace classroom animal experiments as soon as possible.Besides saving countless animal lives, alternatives to animal tests are efficient and reliable. Unlike archaic animal tests, non-animal methods usually take less time to complete and are not plagued with species differences that make extrapolation difficult or impossible. Sincerely,
La vostra firma
*Traduzione: Mi rallegro con la Arizona State University per aver acquistato strumenti che consentono alternative ai test didattici su rane, topi, ratti e conigli. Ci auguriamo che provvediate a fare in modo che i vostri docenti utilizzino in pieno le nuove tecnologie e sostituiscano nelle aule gli esperimenti su animali il più presto possibile.Oltre a salvare un numero infinito di animali, i metodi sostitutivi sono efficienti e affidabili. A differenza degli obsoleti test su animali, i metodi sostitutivi sono estremamente rapidi e non richiedono una impossibile estrapolazione da altra specie.
Fonte: Comitato Scientifico EQUIVITA www.equivita.org

Salvato Lupo appenninico intrappolato in un laccio d'acciaio




Sulmona (AQ) 27 gennaio 2011- Il pronto intervento dei tecnici del Parco Nazionale della Majella ha evitato, nella giornata di ieri, la morte atroce di un bellissimo esemplare di lupo appenninico.Infatti, grazie ai dati ricevuti da radiocollari GPS recentemente applicati ad alcuni esemplari, un biologo dell'Ente ha rinvenuto nei pressi di Roccacasale (AQ), a pochi metri dal confine del Parco, un lupo intrappolato in un laccio d'acciaio che stava provocando gravi lesioni all'animale.Il pronto intervento del Servizio veterinario dell'Ente ha evitato il peggio; l'animale è stato sedato, liberato dalla trappola e dopo un accurato esame, durante il quale sono state accertate le buone condizioni dell'esemplare, rilasciato subito in natura.La pratica di apporre lacci di acciaio in corrispondenza di sentieri e guadi frequentati da animali di grossa taglia è una delle più frequenti attuate dai bracconieri; l'animale che vi rimane intrappolato muore di solito per soffocamento, per gravi amputazioni o per le estese e profonde ferite riportate.


Il Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, intervenuto tempestivamente per i rilievi del caso, ha avviato le indagini per ris alire ai responsabili.Il Commissario Straordinario del Parco Gianfranco Giuliante ed il Direttore Nicola Cimini si complimentano con il personale dell'Ente che ha effettuato l'intervento, auspicando che a breve si giunga ad identificare gli autori di questo deplorevole atto teso a colpire la specie simbolo del Parco Nazionale della Majella.Il buon esito dell'operazione è stato ottenuto sia grazie ai costanti monitoraggi sulla fauna effettuati dal Parco e sia attraverso l'attuazione di quanto previsto dal Progetto Life WOLFNET, di cui l'Ente Parco Nazionale della Majella è capofila.


Il Progetto, partito da oltre un anno e finalizzato a ridurre la persecuzione nei confronti della specie, prevede tra le varie azioni proprio la costituzione di Gruppi Operativi Specialistici (GOS) che favoriscano la massima sinergia operativa tra i tecnici dell'Ente ed il personale di sorveglianza del Parco che, grazie anche a competenze specifiche e strumenti innovativi, possano limitare al massimo i fenomeni di bracconaggio e persecuzione della fauna della Majella.
Fonte: http://www.parcomajella.it/

Allarme Nutrie: disponibili i primi risultati del metodo di contenimento tramite sterilizzazione

Le nutrie, animali sudamericani introdotti in Italia per essere allevati dall’industria della pellicceria, sono tra gli animali selvatici più sfortunati: fino agli anni ’80 del secolo scorso sono state massacrate per il loro manto, ora vengono additate quali responsabili del dissesto idrogeologico in ogni angolo del nostro Paese. Con la conseguenza che vengono uccise a migliaia: fucilate, annegate, avvelenate, bastonate, la fantasia umana non ha limiti quando deve accanirsi contro un capro espiatorio. Le amministrazioni locali le indicano quali responsabili dell’indebolimento degli argini dei fiumi. Le loro tane, si dice, mettono a rischio la solidità dei manufatti con conseguente aumento del pericolo di inondazioni. Eppure le evidenze scientifiche indicano, come nel caso dell’alluvione del Veneto del novembre scorso, che il problema sia da ricondurre ad eventi atmosferici di eccezionale entità, che hanno fortemente indebolito e a volte addirittura tracimato, le strutture arginali.
Nonostante tale evidenza, le nutrie continuano ad essere vittime di un massacro quotidiano e le inondazioni continuano puntualmente a ripetersi, testimoniando l’evidente inutilità dell’uccisione di migliaia di animali che, anche sul piano etico, dovrebbe far inorridire senza riserve. Fortunatamente per le nutrie, esistono ricercatori che ritengono vi sia la possibilità di utilizzare un metodo scientifico che consenta di contenere il loro numero, svincolandosi dal sanguinario, quanto inutile, approccio venatorio.Sono stati presentati lo scorso 3 dicembre, presso il Museo di Storia Naturale di Milano, i primi risultati del metodo di contenimento delle nutrie tramite sterilizzazione.
"Il nostro progetto - afferma il biologo dott. Samuele Venturini - si basa su un contenimento `naturale´, dove individui riproduttori sterilizzati, continuando a difendere il territorio in competizione per il cibo e glispazi con gli individui fertili, impediscano fenomeni di immigrazione e riducano il tasso riproduttivo della colonia. Questo è un sistema indolore, rispettoso della vita e sicuramente più gradito dell´uccisione cruenta, che risulta impopolare presso il pubblico più sensibile. Da un anno circa stiamo sperimentando la sterilizzazione nell´area urbana e suburbana del comune di Buccinasco (Milano). E i risultati positivi ci spingono a proseguire per questa strada che ci auguriamo di continuare a percorrere sempre con il supporto di Regione Lombardia."
La LAV plaude alle istituzioni e ai soggetti privati che hanno voluto scommettere su un metodo incruento del tutto innovativo per gli animali che vivono in natura. La sterilizzazione è l’approccio che ha consentito di risolvere in gran parte del nostro Paese il problema del randagismo canino, non vi è quindi motivo per credere che analoga efficacia non possa essere riprodotta anche nell’ambiente selvatico.
“Il progetto che viene sperimentato in Lombardia apre una fase di grande ottimismo per il futuro delle nutrie – sottolinea Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV – e dimostra che, per quanto riguarda il controllo delle popolazioni di animali selvatici, esiste sempre la possibilità di evitare ‘soluzioni finali’ di dubbia efficacia.”
Non è necessario ricorrere allo sterminio, oramai la scienza è in grado di fornire strumenti enormemente più efficaci che possono finalmente mandare in soffitta l’approccio venatorio fino ad oggi proposto come soluzione da amministrazioni locali poco sensibili agli inutili quanto discutibili massacri di animali selvatici.
Fonte: Ufficio stampa LAV

venerdì 21 gennaio 2011

TEST COSMETICI SU ANIMALI: UN BANDO DA DIFENDERE


Ha preso il via il 18 gennaio la nuova campagna europea per mettere fine a ogni test condotto su animali per sperimentare i prodotti cosmetici, voluta dalla Coalizione ECEAE che raccoglie tutte le maggiori associazioni animaliste in Europa, tra cui la LAV in Italia.

Personaggi famosi, esponenti politici, aziende cosmetiche e i numerosi cittadini stanno sostenendo la campagna firmando la petizione per chiedere che queste sofferenze abbiano fine: firma anche tu la petizione (clicca qui per firmare su www.lav.it oppure visita www.nocruelcosmetics.org ) e invita parenti e amici sostenere questa battaglia di civiltà.

Nel 2013 dovrebbe infatti entrare in vigore il divieto europeo, assoluto, di testare e commercializzare materie prime cosmetiche sperimentate su animali (data stabilita dalla Direttiva UE del 2003). Questo bando, ottenuto con la mobilitazione di tutte le associazioni animaliste e con il sostegno di milioni di cittadini, rischia però di slittare nuovamente, mettendo così a rischio la vita di migliaia di animali ogni anno. Infatti, nonostante la chiara posizione contraria dell’opinione pubblica e i divieti già esistenti, la Commissione Europea e il Parlamento Europeo stanno prendendo in considerazione un possibile slittamento di tale data. Migliaia di conigli, cavie, topi e ratti continueranno così a essere iniettati, bruciati e resi ciechi in tutto il mondo per cosmetici destinati all’Europa.

Nessun altro animale dovrebbe ancora soffrire ed essere ucciso per testare nuovi cosmetici. Insieme possiamo ribadire come l’opinione pubblica sia fortemente contraria all’uso di animali in questo ambito e chiedere al Parlamento Europeo e alle Istituzioni che ci rappresentano, di non far slittare il divieto del 2013. I test su animali oltre ad essere crudeli per gli animali ed eticamente inaccettabili, non offrono garanzie di sicurezza e dunque sono inutili. Per i cosmetici sono già disponibili più di 200.000 materie prime che possono soddisfare le esigenze dei produttori e dei consumatori più esigenti.

“Dopo la recente e deludente Direttiva europea in materia di sperimentazione animale, la lobby vivisettoria non può vincere anche questa battaglia duramente combattuta fin dagli anni ’90: questo bando rappresenta una pietra miliare nella lotta alla sperimentazione animale, la base per un cambiamento culturale che conferma come sia possibile una ricerca senza animali” ha dichiarato Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione.Per questo motivo la LAV ha deciso di portare questa campagna anche in centinaia di piazze italiane con le Giornate nazionali di mobilitazione previste nei fine settimana del 2-3 e 9-10 aprile: presso i tavoli LAV sarà possibile firmare la petizione, ricevere materiale informativo come la “Guida pratica ai cosmetici non testati su animali” e sostenere questa campagna attraverso una minima donazione in cambio della quale si riceverà il tradizionale uovo di Pasqua della LAV (cioccolato fondente/commercio equo e solidale). Puoi firmare subito questa petizione e coinvolgere familiari e amici, per ottenere un risultato davvero utile agli animali ma anche ai milioni di consumatori quotidiani di prodotti cosmetici.

Fonte: Ufficio Stampa LAV

FOCHE: CINA CEDE ALLE PRESSIONI DEL CANADA E APRE AL COMMERCIO DEI PRODOTTI DI FOCA MESSI AL BANDO IN UE

Nei giorni scorsi il Governo Cinese ha ceduto alle pressioni del Canada che, nella persona del ministro federale della Pesca Gail Shea, da anni sta attuando azioni di sostegno alla caccia delle foche e dopo avere fallito nel vano tentativo di convincere l’Europa spacciando tale attività come necessaria e non cruenta, si è orientato verso i paesi asiatici, in particolare verso la Cina.
“La Cina, già sotto accusa per le crudeli condizioni in cui vengono trattati gli animali per la produzione di pellicce, non deve assumersi anche questa grave responsabilità etica nel sostenere il massacro delle foche in Canada – ha dichiarato Simone Pavesi, responsabile nazionale LAV settore pellicce - Sappiamo che già più di una quarantina di associazioni animaliste cinesi stanno lavorando per cancellare questo accordo con il governo canadese, e le sosterremo affinché possano seguire l’esempio dell’Unione Europea che ha vietato il commercio di prodotti di foca”.
In Europa, infatti, il commercio di prodotti derivati dalla caccia commerciale delle foche (pellicce, pelli, grasso, carne, olio, omega 3) è stato bandito con il Regolamento UE N. 1007/2009 (G.U. U.E. L286 del 31/10/2009), frutto di una imponente mobilitazione avviata dalla LAV. In Italia, le sanzioni prevedono l’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda da 5.000 a 100.000 euro per chi produce, commercializza, esporta o introduce nel territorio nazionale prodotti derivanti dalla foca (Legge 189/04 articolo2).
A seguito del bando divenuto efficace in tutto il territorio dell’Unione Europea a partire dallo scorso 20 agosto, il prezzo delle pelli di foca è crollato dai 100 dollari di pochi anni fa, a poco più di 10 dollari.
La caccia commerciale autorizzata e difesa dal Canada ha causato l’uccisione di quasi 400.000 foche nel 2010; quasi tutti cuccioli con una età compresa tra 3 settimane e 3 mesi, molti dei quali erano stati svezzati dalle loro madri fino a pochi giorni prima. La maggior parte dei cuccioli che vengono uccisi a colpi di bastone, non sono ancora in grado di nuotare, e pertanto sono incapaci di difendersi e fuggire all’arrivo dei cacciatori. Il crollo economico della caccia commerciale delle foche, avrebbe potuto essere uno spunto per il Governo Canadese per rilanciare l’economia locale con nuove attività sostenibili e rispettose per gli animali, ma così non è stato e anzi, i governi provinciali del Terranova e del Labrador sostengono tutt’ora questa pratica con finanziamenti pubblici.
Nonostante gli sforzi profusi dal settore della pellicceria nel tentativo di convincere i consumatori circa la necessità di indossare le spoglie di un animale, che vengono proposte sottoforma di inserti e guarnizioni di abiti ed accessori di ogni genere, in realtà negli ultimi anni si registra un forte declino di tutto il settore; i cittadini-consumatori, soprattutto i giovani, sono sempre più informati sulla sofferenza subita dagli animali utilizzati per la produzione di pellicce e per questo rifiutano di acquistare simili prodotti.Nel 2009 il consumo di pellicceria ha rappresentato solo il 2,6% del consumo totale di abbigliamento in Italia, il livello più basso degli ultimi 5 anni (nel 2005 era al 3,1%), ed è diminuito del 22% (contro il -10% dell’abbigliamento). Oggi in Italia le donne che dichiarano di indossare una pelliccia sono diminuite dagli 8 milioni del 2002 a 2,6milioni, e si tratta di donne che per il 47% hanno una età maggiore di 65 anni ed un livello di istruzione basso (il 60% ha solo la licenza media inferiore).Questi dati sono indice della fine di un’epoca purtroppo macchiata dal sangue di milioni di animali uccisi, tagliati e cuciti per vanità, e le aziende del settore dell’abbigliamento più attente alle richieste dei propri consumatori, non possono che prenderne atto offrendo finalmente prodotti fur-free.
Fonte: Ufficio Stampa LAV

Christin Carano vince la prima edizione invernale di "Match d'Autore"


Si è svolta in una gremitissima Biblioteca Comunale di Montesilvano la finale del concorso letterario “Una storia di Natale” indetto dall’associazione Montesilvano scrive, di cui è presidente lo scrittore Alessio Romano, in collaborazione con l’amministrazione comunale e Mauro Orsini, Delegato alla Cultura.
Gli autori dei racconti finalisti dopo aver superato una fase di preselezione on line sul social network Facebook si sono sfidati in un Match d’autore, leggendo i loro racconti a turno e sottoponendosi al giudizio del pubblico e di una giuria di qualità.
Dopo un’accurata stima in percentuale dei voti, si è aggiudicato il primo posto Christian Carano di Pescara con il racconto “Il sogno di Benino”, una divertente e poetica storia nella quale prendono vita i vari personaggi del Presepe. Al secondo posto Maurizio Ragusa di Pavia con “Salvezza” che mette in scena la disperazione e l’alienazione della vita moderna. Medaglia di bronzo a Salvatore di Simone, di Sulmona, con “Un altro Natale al lavoro”, il quarto e quinto classificato sono stati Valentina Mevoli da Milano con “Lo spirito del Natale” e Fabio D’Agostino di Montesilvano con “I doni del bianco Natal”.
Valentina Mevoli ha vinto il premio messo a disposizione da Manuel Di Tillio, presidente BMP: un buono per usufruire dei servizi di spedizioni in bicicletta organizzati dall’associazione che promuove mobilità senza inquinamento in tutta la provincia di Pescara.
In attesa dello scrutinio finale il pubblico e i concorrenti hanno potuto allentare la tensione con una degustazione di ottimi vini offerta da Cantina San Nicola di Pollutri, mentre l’avvocato D’Agostino elargiva raffinate nozioni di enologia.
I vincitori hanno portato a casa: un cesto di libri messo a disposizione dall’associazione, un buono libri messo a disposizione dalla libreria Giunti al Punto. Per tutti confezioni di vino messe a disposizione da Cantina San Nicola oltre alla stima del pubblico e della giuria.
La Giuria di qualità era composta da Angela Nanetti autrice affermata di romanzi per ragazzi letti e tradotti in molti paesi del mondo, Luisa Gasbarri autrice e insegnante, Enzo Verrengia autore e giornalista e Michele Pezone avvocato e autore di romanzi.
Angela Nanetti ha dichiarato che l’ha colpita la notevole presenza di giovani in sala e l’attenzione nei confronti della manifestazione sia da parte degli autori che del pubblico che, solitamente, si muove solo in occasioni di eventi di serie A con personaggi noti, ha gradito molto il mix equilibrato tra voto della giuria e voto del pubblico.
Michele Pezone entusiasta dell’iniziativa ha trovato interessante l’uso di Facebook per la promozione la diffusione dell’evento dichiarando che non è il futuro ma il presente.
Luisa Gasbarri ha trovato lodevole l’iniziativa e ha gradito anche l’uso di interpreti che hanno letto in modo teatrale e accattivante i racconti in vece degli autori non presenti.
L’appuntamento, ora, è con il terzo capitolo del Festival Montesilvano Scrive che l’omonima associazione sta iniziando a organizzare.

Fonte: Il Giornale di Montesilvano

domenica 2 gennaio 2011

GRANDE FRATELLO – VOTA PER ELIMINARE CHI MALTRATTA GLI ANIMALI


“Il Grande Fratello 11, il peggiore di tutti i tempi! - dichiara Walter Caporale, Presidente dell'Associazione Animalisti Italiani Onlus. - Nessuna eliminazione per chi non ha rispetto degli animali. Si continua a tenere nella casa chi fa audience in barba alle bestemmie, alla violenza, nonché ai maltrattamenti degli animali.

L’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” è ancora in attesa di spiegazioni in merito all’uccellino morto. Una concorrente ha pensato di regalare un uccellino morto, e casualmente lo trova morto? Come è successo? Chi ha favorito il macabro progetto? Perché non se ne parla? Un silenzio assordante da parte della redazione del Grande Fratello e della presentatrice.

Un altro concorrente lancia in aria una gallina che non riesce ad aprire le ali e cade rovinosamente a terra battendo il becco. Per ‘punizione’ viene rispedito nel tugurio e ‘condannato’ ad accudire le galline.

Nessun rispetto per gli animali, nessuna attenzione per la salute e la vita di altri esseri viventi. L’audience, gli sponsor, gli incassi, la notorietà sono l’unica preoccupazione dello show.

Per questi motivi lanciamo un nuovo sondaggio sul nostro sito ufficiale
http://www.animalisti.it/ e chiediamo se si è favorevoli all’eliminazione dei concorrenti del Grande Fratello che maltrattano e non rispettano gli animali. Ci auguriamo che nel sondaggio prevalga da parte degli italiani la volontà di dare un bel calcio nel sedere a chi offende e maltratta gli animali in tv. Tra due settimane renderemo pubblico l'esito del sondaggio che può essere comunque seguito giorno per giorno su http://www.animalisti.it/”.


Fonte: Ufficio Stampa Animalisti Italiani Onlus