giovedì 23 febbraio 2012

I maltrattamenti non si segnalano via SMS


A seguito del lancio da parte dell’associazione Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) di un nuovo servizio attraverso cui segnalare situazioni di maltrattamento via sms, le associazioni ENPA, LAV, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Le.I.D.A.A., OIPA, e Save the dogs sottolineano che tale servizio è altamente fuorviante per coloro che si trovano ad assistere a reati nei confronti degli animali, oltre a mettere in pericolo gli animali stessi.
Aidaa invita infatti a denunciare situazioni di maltrattamento nei confronti di animali attraverso un sms da inviare direttamente all’associazione, che provvederà poi a verificarla e a inoltrarla alle forze dell’ordine. Tale procedura, tuttavia, deresponsabilizza i cittadini invitandoli a non fare denuncia in prima persona, ma a delegarla a terzi, contravvenendo a quanto prescritto dall’articolo 333 “Denuncia da parte di privati” del Codice di Procedura Penale che recita “Ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia. La legge determina i casi in cui la denuncia è obbligatoria. La denuncia è presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria; se è presentata per iscritto, è sottoscritta dal denunciante o da un suo procuratore speciale.” Inoltre la presunta verifica che Aidaa effettuerebbe prima di inoltrare gli sms alle forze dell’ordine è, in alcuni casi, inattuabile da privati cittadini che non possono entrare, ad esempio, in abitazioni private per controllare l’effettivo stato di detenzione di un cane o un gatto. Le forze dell’ordine, come le guardie zoofile, possono invece all’occorrenza fare richiesta di regolare mandato rilasciato dalla Procura della Repubblica. Di conseguenza reali maltrattamenti segnalati al numero proposto da Aidaa potrebbero rimanere non verificati, con evidente danno causato ad animali in potenziale pericolo.

E’ importante anche porre l’accento sul fatto che promuovere un servizio che non può, per i limiti che la legge stessa pone, soddisfare quanto divulgato può configurare il reato descritto dall’art. 661 del Codice Penale “Abuso della credulità popolare” ovvero “Chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è punito, se dal fatto può derivare un turbamento dell'ordine pubblico, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 1.032.”

Denunciare il maltrattamento di un animale è un atto serio e importante, tanto che le associazioni animaliste si battono quotidianamente per informare, sensibilizzare, responsabilizzare i cittadini affinchè chi è testimone di un maltrattamento agisca in prima persona in modo da accertarsi che il reato sia perseguito. L’unica procedura legalmente corretta è fare direttamente denuncia alle forze dell’ordine o segnalazione alle guardie zoofile, mentre fantasiose alternative non fanno altro che creare confusione e mettere a repentaglio il benessere e la vita degli animali. 

giovedì 2 febbraio 2012

Decisi bombardamenti di esche avvelenate sull’Isola di Montecristo


Ritirare la decisione e applicare metodi incruenti: queste le richieste della diffida che la LAV ha presentato al Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, al Ministro delle Politiche Agricole Catania e al Ministro dell'Ambiente Clini, al Governatore della Toscana Rossi e al presidente della provincia di Livorno Kutufà per dare l'alt all'inquietante progetto di derattizzare l'isola di Montecristo (Portoferraio, Livorno) gettando ventisei tonnellate di esche avvelenate da un aeroplano in volo. Ora la richiesta è giunta in Parlamento: l'onorevole Fiorella Ceccacci Rubino (PdL) ha infatti presentato un'interrogazione parlamentare sull'accaduto, chiedendo spiegazioni e formulando suggerimenti per il contenimento incruento della fauna murina sull'isola, a tutela di un’area protetta.
Si tratta di una proposta davvero assurda spiega il presidente della LAV Gianluca Felicettigettare ventisei tonnellate di veleno da un velivolo è una scelta dispendiosa che dovrebbe pagare il contribuente, e non solo: si tratta di un'azione irresponsabile, perché espone a rischio tutta la fauna dell'isola con l’ingestione delle esche”.
La LAV ricorda, infatti, che è proprio un'Ordinanza del Ministero della Salute a prevedere la necessità di apposite precauzioni da seguire in caso di derattizzazione per evitare che specie “non bersaglio” siano avvelenate.
Il principio attivo che verrebbe “sganciato” su Montecristo, il brodifacoum, ha un'alta persistenza ambientale, ed è per giunta tossico per alcune specie acquatiche prosegue Felicetti, che aggiungeChiediamo quanti e quali animali siano i destinatari di questa folle idea, e se sia stato coinvolto il Ministero dell'Ambiente: una cosa che dovrebbe essere naturale per prendere iniziative di tale portata in un Parco nazionale. La nostra associazione – conclude il presidente LAV - si rende comunque disponibile per un confronto costruttivo su questo tema: esistono infatti molti metodi di contenimento della fauna, assolutamente incruenti nonché elementari metodi di prevenzione di ingresso di animali in una piccola isola”.
Fonte: Ufficio Stampa LAV - www.lav.it 

sabato 21 gennaio 2012

Ricerca: l’Italia non perda il treno per una scienza sicura e senza animali. I principi e i criteri direttivi per l'attuazione della direttiva europea


Mercoledì 1 febbraio 2012 ore 9:00-13:00
Sala delle Colonne della Camera dei Deputati - Via Poli 19 - Roma

Il 2012 è l’anno decisivo per i cambiamenti legislativi che regolamentano l’uso degli animali in ambito sperimentale; entro il 10 novembre l’Italia dovrà infatti recepire la direttiva 2010/63/UE.
Dopo le polemiche sulla possibilità di uso di cani e gatti randagi, nel pieno della battaglia per la chiusura di Green Hill, ora c’è un’occasione unica che non possiamo perdere per ottenere un testo di legge che nonostante i limiti giuridici e politici affermati a Bruxelles sia concretamente in ambito nazionale più restrittivo nel ricorso al “modello animale” e che implementi la diffusione e l’affermazione dei metodi alternativi nella ricerca.
Recentemente nell’esame della “Legge Comunitaria 2011” è stato approvato un importante emendamento in Commissione Affari Sociali alla Camera che fissa i criteri vincolanti di recepimento della direttiva, il primo dei diversi Sì necessari.
L’iniziativa del prossimo 1° febbraio è copromossa da varie associazioni a sostegno di tale emendamento affinché non venga persa l’opportunità della sua approvazione.
Nonostante il nostro obiettivo rimanga l'abolizione della vivisezione – afferma Laura Rossi Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – possiamo affermare di aver compiuto concreti passi in avanti. Un risultato importantissimo  raggiunto anche grazie alla grande forza di volontà di migliaia di cittadini Italiani che si sono battuti senza riserve.”
Lega Nazionale per la Difesa del Cane ringrazia tutti i deputati che tanto si stanno adoperando per riuscire ad ottenere un importante risultato che ora andrà confermato e rappresenterà il vincolo per la stesura di una nuova legge da cui non si dovrà più tornare indietro. Per l’utilizzazione dei randagi, infine, l’Italia ha già in vigore il divieto del loro utilizzo, contenuto fin dal 1991 nella Legge 281.
Ricordiamo infine che Lega Nazionale per la Difesa del Cane è copromotrice con Lav, Enpa, Oipa, Limav, e I-Care del convegno sull’emendamento votato, che si terrà a Roma, mercoledi 1 febbraio, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati dalle ore 9.00 alle ore 13.00.


Il Governo Monti fa marcia indietro: la ripubblicizzazione dell'acqua è possibile

La mobilitazione paga: il popolo dell'acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.
È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario.
Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sul decreto liberalizzazioni che, a dispregio voto del giugno scorso, peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.
La mobilitazione del popolo dell'acqua continua per la piena attuazione del risultato referendario: avanti tutta con la ripubblicizzazione del servizio idrico e la campagna di obbedienza civile per una tariffa corretta e coerente coi referendum. Si scrive acqua, si legge democrazia.

Fonte: Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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