Mestre, 19 ottobre 2026 – Un lupo sul banco degli imputati, un’accusa da affrontare e, per la prima volta, la possibilità simbolica di ascoltare anche la sua versione dei fatti. È la prospettiva al centro del primo “Processo al lupo”, il quale entrerà fisicamente in aula nei panni dell’attore Moreno Corà venerdì 23 ottobre, dalle 17 alle 19, presso l’Auditorium “Centro Congressi Venezia” in via Forte Marghera 191 a Mestre.
Un evento inedito organizzato dalla Commissione
per i Diritti degli Animali della Camera Penale Veneziana, in
collaborazione con il Corso WHALE (Working on non-Human Animal Law and
Rights in the EU) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il
coinvolgimento di LNDC Animal Protection, per sensibilizzare e informare
affrontando uno dei temi più controversi del rapporto tra esseri umani e fauna
selvatica attraverso la messa in scena di un vero e proprio processo, che pur
essendo una simulazione, vedrà impegnati Giudice, Pubblici Ministeri e Avvocati
reali.
Il lupo sarà difeso dall'avv. Monica
Gazzola e dall'avv. Michele Pezone, quest’ultimo Responsabile
diritti animali di LNDC Animal Protection, entrambi impegnati da tempo nella
tutela dei diritti degli animali, con un bagaglio importante di pubblicazioni,
docenze e difese tecniche alle spalle. “Abbiamo
affidato il lupo in ottime mani”, ha affermato Francesca Lacchin,
presidente della sezione LNDC di Venezia nonché responsabile della Commissione
Diritti degli Animali della Camera Penale Veneziana (che è al momento l’unica
Camera Penale ad avere nel suo organico una Commissione che si occupa
esclusivamente dei diritti degli Animali). “Sono molto emozionata per questo
evento che concretizza uno dei sogni della Commissione Diritti degli Animali:
garantire un giusto processo a un animale non umano così discusso e demonizzato
come il meraviglioso e fiero lupo. Ringrazio di cuore anche il collega Avv.
Daniele Vianello, che si è fatto portavoce all'interno della Camera Penale
Veneziana per l’istituzione di questa Commissione".
Non un normale convegno, quindi, ma un
processo simulato con tutti i protagonisti in campo davanti all’imputato: Giudice,
PM, avvocati, testimoni e una consulente tecnica offriranno al pubblico
un’occasione nuova, e più che mai necessaria, per riflettere sul modo in cui il
lupo viene raccontato nel dibattito pubblico, spesso attraverso la paura e il
conflitto, e sulla necessità di considerare il contesto nel quale avvengono le
interazioni con le attività umane. Quindi il Canis lupus parlerà, per la
prima volta, potendo dire la sua ed avere una formale difesa: è finito in aula
perché ha attaccato e ucciso il vitello di un allevatore, il cacciatore gli ha
sparato senza ucciderlo e quindi, si trova a processo.
“Sento questa tematica molto vicina a me”, ha affermato l’attore Moreno Corà che si sta preparando a interpretare il lupo nutrendo il proprio spirito di improvvisazione, che ben si avvicina, ha affermato, alla natura di una animale selvatico: “Sono nato e vivo sull’Altopiano di Asiago, le vicende legate al ritorno dei lupi, i disagi dei malghesi, le notizie sulle predazioni sono, da qualche anno, all’ordine del giorno. Chiunque ha detto la sua su questo tema, chiunque, tranne i lupi!”.
“Il
tema del processo al lupo è particolarmente attuale, alla luce del dibattito
sulle politiche di gestione della fauna selvatica che sta subendo, come non mai,
un feroce attacco dall’attuale Governo”, ha dichiarato inoltre Piera
Rosati, presidente nazionale di LNDC Animal Protection: “Con in nuovo DDL
caccia, che amplia le possibilità di esercizio dell’attività venatoria e delle
specie cacciabili arrivando persino a definire la caccia come un’attività utile
alla tutela della biodiversità, vediamo e combattiamo ogni giorno una
pericolosa deriva politica, che individua negli animali selvatici il nemico
perfetto che non ha voce, che non vota e che può essere facilmente trasformato
in capro espiatorio per alimentare paure, semplificare problemi complessi e
garantire consenso a specifiche categorie di interesse. Ci auguriamo che il
‘Processo al lupo’ possa coinvolgere più persone possibili, facendo chiarezza
sulle responsabilità: quali quelle umane, quali quelle politiche, quali,
infine, quelle del lupo? Invitiamo tutti ad essere presenti in aula, dal vivo o
da remoto, il 23 ottobre prossimo”.
Al
di là delle contrapposizioni, la convivenza richiede di interrogarsi sulle
misure di prevenzione, sulla corretta gestione degli allevamenti, sulla
frammentazione degli habitat, sulla disponibilità di prede naturali e
sull’impatto delle attività umane sul territorio. LNDC Animal Protection
richiama da tempo l’attenzione sulla necessità di contrastare la
disinformazione e le narrazioni che presentano il lupo come un problema da
eliminare. «La violenza contro i lupi non nasce dal nulla, ma è il frutto di
anni di disinformazione, paura e propaganda», ha aggiunto Rosati, che
invita a nome di LNDC a promuovere un
approccio fondato sulla conoscenza, sulla tutela della biodiversità e sulla
ricerca di soluzioni che consentano una convivenza concreta.
L’evento
è aperto al pubblico e sarà disponibile anche in diretta streaming aquesto link, con
registrazione integrale. Per gli avvocati sono previsti due crediti formativi
riconosciuti dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Venezia,
esclusivamente per la partecipazione in presenza e previa iscrizione attraverso
il Portale della Fondazione Benvenuti.
