giovedì 26 luglio 2012

Ecco il dizionario nella lingua dei cani


La vita da cani ha due aspetti. Il primo può essere terrificante. Si veda il massacro dei randagi in Ucraina, venuto alla ribalta durante i campionati europei di calcio. O, ancora, la tragedia di Green Hill, l’azienda di Montichiari, in provincia di Brescia, che allevava circa 2500 beagle destinati alla vivisezione per il circuito mondiale dei laboratori di ricerca. Dopo la denuncia di Legambiente e della Lav, la Lega Anti Vivisezione, di “Striscia la notizia”, ed una campagna che ha mobilitato le associazioni animaliste e verdi, la Procura della Repubblica di Brescia ha emesso un provvedimento di ispezione e conseguente chiusura del lager canino, costituito da quattro capannoni, uffici e strutture annesse che coprono circa 5 ettari di terreno. Operazione compiuta con l’intervento di 30 guardie forestali dei comandi provinciali di Brescia e Bergamo, del Nucleo Investigativo per i Reati in danno agli Animali (Nirda), del personale della Questura di Brescia e di agenti della Digos. Risultano indagati i vertici di Green Hill. Ma la battaglia animalista non si ferma. Il Coordinamento fermare Green Hill ha chiesto che «la custodia giudiziaria dei beagle non venga affidata all’azienda e neppure ad una delle tante realtà improvvisate che sono nate negli ultimi mesi».
L’estate, inoltre, ripropone ogni anno comportamenti da censurare che fanno ancora dell’Italia un Paese tutt’altro che animal friendly. Molti, troppi cani vengono abbandonati. A questo punto, la mobilitazione corre sulla Rete. Se non basta più il passaparola tra vicini, parenti e condomini, si ricorre ad Internet. Specialmente ora che impazza Facebook. Pagine e pagine vengono curate da specialisti di animali in affitto per il periodo della villeggiatura, i dog-sitters. Tra di loro, quelli che hanno allestito vere e proprie pensioni per cani, restaurando casali ed abitazioni smesse fuori città. Le tariffe variano tra i 15 ed i 20 Euro al giorno, in ragione dei servizi offerti.
Gli esperti, comunque, restano del parere che la condizione migliore per cani momentaneamente separati dai padroni in ferie sia l’affido ad amici e persone già conosciute dagli animali. La familiarità è determinante nel soddisfare le loro aspettative di cure amorevoli. Mentre la competenza distaccata di specialisti in dog-sitting può favorire l’insorgere di estraneità, spaesamento.
I responsabili dell’AIDAA, Associazione italiana difesa animali e ambiente, hanno condotto un’indagine statistica per acquisire dati sul rapporto fra italiani e randagismo. Del campione di 1.064 interpellati, il 63% si è dichiarato contrario all’abbattimento dei cani. Questa maggioranza incoraggia a prospettare una popolazione più consapevole dell’equilibrio fra le specie. Resta un 33% favorevole all’eliminazione o all’eutanasia dei randagi. Ma almeno una sottocategoria del 13% precisa che tali misure si dovrebbero applicare solamente in casi estremi.
Purtroppo, il questionario dell’AIDAA riguarda anche la pena di morte da infliggere ai cani pericolosi e l’alternativa fra una normativa europea e soluzioni da parte dei singoli Paesi. Il quadro risultante non è roseo. Alte percentuali propendono per la soppressione. Il presidente dell’AIDAA, Lorenzo Croce non nasconde il proprio scoramento: «La forte aliquota di persone favorevoli all’introduzione della pena di morte per i randagi, seppure in stato di assoluta necessità, ci preoccupa molto».
Forse, anche in questo settore, è carente l’aspetto della comunicazione. Per sopperirvi, ecco il Dizionario Bilingue italiano/cane e cane/italiano. 150 parole per imparare a parlare cane correntemente. Un volume per nulla scherzoso, pubblicato dalla Sonda Edizioni nel tentativo di appianare il divario mai sopito con quello che de millenni è il migliore amico dell’uomo. Ed a volte beneficia della fama del proprietario.
Francesco Totti ha due labrador, Flipper ed Ariel. Quest’ultima fa parte dei cani-bagnino che compongono la scuola italiana Cani Salvataggio. Fin dal 2008, Ariel ha conquistato uno spazio della cronaca per il salvataggio di una ragazza ad Ostia. Negli scorsi giorni ha ripetuto la prodezza a S. Agostino, presso Civitavecchia, evitando l’annegamento di una bimba di 8 anni e di un uomo di 64 presi dalle raffiche sull’acqua di un forte vento.
L’altro aspetto della vita da cani, però, segna l’ennesimo paradosso per la società avanzata. A Montorio Veronese, un anno fa il caso di depressione per Briciola, una meticcia fulva, e Shony, un vecchio cane lupo. Per quest’ultimo, il malessere è attestato dal regolare certificato di un veterinario. Motivo: i rispettivi padroni scontano condanne per reati contro il patrimonio. Così il direttore della Casa circondariale, Antonio Fullone, per un giorno ha concesso a Briciola e Shony di fare visita ai detenuti in questione, con gran beneficio degli animali. A contatto pieno con i due padroni, che hanno potuto accarezzarli e farli correre nell’erba.
Possibile che i cani abbiano queste esigenze relazionali? Senza scomodare un etologo come Konrad Lorenz, lo conferma Massimo Perla, addestratore dalla quotidiana dimestichezza con i cani: «Se da un giorno all’altro si trovano senza il proprio padrone possono sentirsi persi. Invece devono essere pronti a stare in tutte le situazioni per evitare un’ansia da separazione dovuta a un rapporto un po’ morboso e troppo umanizzato».
Umanizzato quanto quello che degli animalisti hanno instaurano con un randagio di quartiere dove sulla cuccia è scritto: «Non dategli da mangiare, perché segue una dieta particolare. Solo coccole e carezze». Le quali non impediscono al randagio di lanciarsi contro le automobili ed abbaiare minaccioso quando i colori ed i suoni della realtà scatenano le umbratili reazioni della sua indole canina.
Enzo Verrengia
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 25 luglio 2012

martedì 24 luglio 2012

Diritti a quattro zampe


Il ComuniCattivo - Perché l’ignoranza fa più male della cattiveria
Ideato e condotto da Igor Righetti
Dal lunedì al venerdì alle 17.20 su Radio 1 Rai
Martedì 24 luglio
Diritti a quattro zampe
Onorevole Michela Vittoria Brambilla, fondatrice Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente
Avvocato Michele Pezone, responsabile diritti animali della Lega nazionale per la difesa del cane
Per le vostre e-mail:
Per ascoltare le puntate o scaricarle in podcasting: www.ilcomunicattivo.rai.it
Il ComuniCattivo è anche sui social network Facebook (www.facebook.com/ilcomunicattivo) e Twitter (www.twitter.com/igorrighetti)

giovedì 19 luglio 2012

Pescara città "Animal Friendly" sabato 21 luglio, ore 11.30 Lido Palm Beach - Lungomare Matteotti, 116 Pescara


Al via la Campagna della Lega Nazionale per la Difesa del Cane "In vacanza con loro" patrocinata dal Comune di Pescara - Ass.to alla Tutela del mondo animale, a cui hanno aderito diversi lidi e alberghi pescaresi. L'iniziativa, sarà presentata sabato 21 luglio, alle ore 11.30, presso il lido Palm Beach di Pescara.
Da oggi quindi, libero accesso ai cani a spiagge e alberghi anche a Pescara. Comune che dietro impulso della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, ha voluto adottare politiche Animal Friendly, nell’ottica di un miglioramento dei servizi a disposizione degli animali che vivono in città, e nella prospettiva di un potenziamento dell’offerta turistica nell’ambito delle iniziative promosse a livello nazionale, per favorire un turismo consapevole nel rispetto degli animali e dell'ambiente. Per ultimo l'accordo siglato tra l'Anci e la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente fondata dall'on. Michela Brambilla. Proprio l'ex Ministro del Turismo, che per impegni improvvisi non potrà essere a Pescara a presentare l'iniziativa, ha fortemente sostenuto il provvedimento, al quale l’Amministrazione e l'Associazione stanno lavorando da tempo, che, oltretutto, individua anche aree verdi dedicate agli animali. Alle 11 attuali, presto se ne aggiungeranno altre 6. inoltre é possibile condurre i cani al guinzaglio in altri 10 parchi e giardini cittadini sprovvisti momentaneamente di aree attrezzate. Per quanto riguarda l’accesso ai parchi si è pensato di migliorare gli interventi a sostegno degli animali tenendo conto delle esigenze sia dei fruitori delle aree verdi sia di quei proprietari dei cani che hanno sempre rispettato le regole di convivenza e di buon senso. Il comune di Pescara, infatti si è fatto promotore di una campagna di educazione e sensibilizzazione per una città pulita nel rispetto di tutti, installando distributori automatici di sacchetti per la raccolta di deiezioni in tantissimi punti della città.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane inoltre auspica che per la prossima stagione estiva, venga individuato un tratto di spiaggia da poter dedicare esclusivamente ai cinofili con i propri cani.
Finalmente la città di Pescara, oggi, è un modello positivo di riferimento nazionale tra tutte le città “Animal Friendly”.

Per viaggiare serenamente con il tuo animale: In vacanza con loro – www.legadelcane.org
Per conoscere le località dove il vostro amico è il benvenuto: www.vacanzea4zampe.info

Spiagge Animal Friendly
Lido La Playa - Piazza Le Laudi, 2/b Pescara
Lido Palm Beach - Sirenetta Mare -Lungomare Matteotti, 116 Pescara
Lido Trieste - Lungomare Matteotti, 102 Pescara


Hotel Animal Friendly
Hotel Carlton - www.carltonpescara.it
Hotel Duca D'Aosta - www.ducadaostapescara.it
Hotel Alba - www.hotelalba.pescara.it
Bella Pescara B&B - www.bellapescara.com
Hotel Esplanade - www.esplanade.net
Hotel Regent - www.rhotels.it
Hotel Holiday - www.hotelholiday.net
Parc Hotel Villa Immacolata - www.hotelvillaimmacolata.it
Hotel Bellariva - www.hotelbellariva.it

domenica 1 luglio 2012

Caccia: sentenza shock per la Regione Abruzzo



28/6/2012 - Il WWF esulta alla lettura della sentenza di merito sul ricorso presentato al TAR assieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia.Molte criticità sollevate dalle associazioni sono state accolte integralmente dai giudici del TAR Abruzzo.
Illegittimo il parere del comitato V.I.A. che allentava i vincoli nelle aree di presenza dell'Orso bruno. La relazione tecnica allegata al calendario venatorio non aveva i requisiti di legge per essere valutato dal Comitato. Sconfessato l'operato dell'Assessorato su molte specie cacciabili in declino, sull'uso del piombo e sugli orari di caccia. Sollevata la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul comparto unico sulla migratoria.
E' un periodo nero per il Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo e per l'Assessorato all'Agricoltura. E' stata, infatti, depositata dal TAR Abruzzo di L'Aquila la sentenza di merito sul ricorso presentato dal WWF Italia assieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia. Si ricorderà che il TAR ad ottobre scorso aveva accolto la richiesta di sospensiva del calendario venatorio della Regione Abruzzo. Ora, con la sentenza di merito, il TAR non solo ha accolto le principali critiche sollevate dalle associazioni ma ha anche ritenuto fondata l'eccezione di costituzionalità della Legge Regionale 10/2004 sull'attività venatoria in Abruzzo nella parte che disciplina un aspetto fondamentale, il cosiddetto Comparto Unico sulla Migratoria.
Il WWF Abruzzo esprime grande soddisfazione sulla decisione del TAR. Intanto il Collegio ha soddisfatto l'esplicita richiesta delle associazioni di discutere nel merito il ricorso pur essendo scaduto il Calendario Venatorio 2011-2012. Infatti ha ritenuto che sia interesse non solo dei ricorrenti ma anche della stessa Regione Abruzzo, conoscere le motivazioni di merito sulle eccezioni sollevate anche per adeguare i futuri calendari venatori. 
Moltissime erano le criticità evidenziate dalle associazioni. Tra i punti salienti:
1)SPECIE IN DECLINO: si era consentita l'apertura alla caccia per specie in declino e l'ampliamento del periodo di caccia per queste e altre specie (come  frullino, moretta, marzaiola, mestolone, codone, canapiglia, fischione, beccaccino) discostandosi dai periodi e dalle modalità gestionali indicati dall'ISPRA.
Per il primo punto il WWF aveva sostenuto che la Regione Abruzzo permetteva la caccia per diverse specie in declino, soprattutto acquatiche, nonostante non avesse prodotto censimenti recenti e nonostante i dati raccolti dalla Stazione Ornitologica Abruzzese indicassero una presenza minima in Abruzzo delle specie in questione (meno di 5.000 unità, per alcune pochi individui). In una tale situazione non solo la Regione Abruzzo ha comunque aperto la caccia a queste specie ma ha anche previsto carnieri inusitati rispetto alla reale consistenza numerica delle specie in Abruzzo (il WWF aveva evidenziato il fatto clamoroso che la Regione consentiva un prelievo teorico di 3.825.000 individui l'anno per queste specie!). 
Il TAR ha accolto pienamente questa critica ed ora la Regione Abruzzo dovrà adeguarsi anche per il futuro chiudendo la caccia a queste specie in declino (SPEC) e presenti con numeri che non consentono alcun prelievo.
2)ORSO BRUNO: il comitato V.I.A. prima aveva vietato l'inizio dell'attività venatoria nell'area A del PATOM di massima presenza dell'Orso bruno ma dopo poche settimane aveva cambiato idea con un secondo giudizio in cui si consentiva l'attività venatoria ponendo alcune prescrizioni per la sola caccia al Cinghiale.
Su questo punto il TAR censura la Regione Abruzzo e il Comitato V.I.A. sulla tutela del animale simbolo della Regione, l'Orso bruno marsicano. Dopo la richiesta pervenuta dall'Ente Parco nazionale d'Abruzzo che chiedeva di evitare il disturbo all'Orso in un periodo delicatissimo come quello che precede il letargo in cui l'orso è iperfagico, il Comitato V.I.A. aveva varato un primo parere vietando fino al primo novembre tutta l'attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie. Dopo poche settimane lo stesso Comitato fece un clamoroso dietrofront nonostante le precise e circostanziate diffide inviate dal WWF. Ebbene il TAR ha bacchettato pesantemente l'Assessorato all'Agricoltura e il Comitato V.I.A. scrivendo “Le carenze della valutazione effettuata e la mancanza di motivazione sui punti specifici suddetti conduce quindi all’accoglimento delle censure esaminate relative alla Valutazione di incidenza.” 
3)RELAZIONE TECNICA INIDONEA: l'assessorato all'Agricoltura aveva allegato al Calendario Venatorio una relazione tecnica. Tale relazione, secondo le associazioni, non era conforme ai requisiti tecnici che deve avere lo Studio di Incidenza Ambientale secondo quanto previsto dalle normative comunitarie in materia di Valutazione di Incidenza Ambientale al fine di valutare l'impatto della caccia (per disturbo ecc.) sulle specie particolarmente protette a livello comunitario (non solo l'Orso, ma anche il Lupo, il Camoscio, il Falco grillaio ecc.). Il Comitato V.I.A.- aveva inopinatamente accettato di valutare tale studio.
Ancora più grave appare quindi la censura del TAR sull'operato del Comitato VIA e dei funzionari dell'assessorato all'Agricoltura su questo punto, quando conferma che l'intera relazione tecnica allegata al Calendario non permetteva di valutare gli effetti della caccia sulle specie protette a livello comunitario.
4) COSTITUZIONALITA' DEL COMPARTO UNICO SULLA MIGRATORIA: il comparto unico sulla migratoria, introdotto dalla legge regionale 10/2004, definendo l'Abruzzo come unico comparto, nega il legame cacciatori-territorio richiesto dalla legge nazionale sulla caccia rendendo possibile ai cacciatori non solo di andare a caccia anche fuori dall'ATC in cui è iscritto ma anche di cacciare per più giorni la settimana.
Il TAR ha emesso un'ordinanza con la quale chiede alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla costituzionalità della norma regionale.
5)USO DELLE MUNIZIONI AL PIOMBO: la Regione ha consentito l'uso delle munizioni al piombo (pallini e cartucce di piombo) per i quali l'ISPRA aveva evidenziato l'esistenza di gravi problemi sanitari derivanti dalla contaminazione da questo metallo pesante, non solo per le rare specie necrofaghe come Nibbio reale e Grifone ma anche per l'uomo stesso. Invece di vietarlo la Regione ne aveva semplicemente “sconsigliato” l'uso.
Anche su questo aspetto il TAR ha dato ragione al WWF sostenendo che la Regione Abruzzo non ha correttamente valutato la necessità di vietare l'uso delle munizioni al piombo nonostante la loro pericolosità.
6)ALTRI ASPETTI: il TAR ha anche accolto la parte del ricorso sulla definizione degli orari di caccia. Altri aspetti marginali non sono stati accolti (come l'indicazione chiara delle mappe delle aree incendiate e alcuni giorni in più sulla caccia alla Beccaccia) ma è tale il numero di punti su cui è stata data ragione alle associazioni che viene minato alla base l'intero apparato del calendario. 
Dichiara Michele Pezone, avvocato che ha curato il ricorso al TAR per le associazioni “Il ricorso era molto complesso ma, come ricordato, 5 erano i punti principali e generali oltre ad alcune situazioni più puntuali. Il TAR non solo ci ha dato ragione sulle questioni più importanti ma ha anche accolto le nostre tesi su punti, come gli orari di caccia, che paiono più marginali ma che hanno comunque importanza, ad esempio per i controlli da parte degli organi di polizia. Assai rilevante l'accoglimento da parte del TAR della questione di legittimità costituzionale del comparto unico sulla migratoria prevista dalla normativa regionale: è un successo enorme che apre la strada, finalmente, ad una sentenza chiarificatrice della Corte Costituzionale. Nonostante la regione Abruzzo continui a varare i calendari all'ultimo secondo invece di approvarli entro il 15 giugno come prevede la legge, complicando e rallentando la nostra azione, abbiamo ottenuto un risultato straordinario. Inoltre lo scorso anno sono arrivati addirittura a cambiare il calendario venatorio “in corsa” e alla fine, dopo la prima sospensiva del TAR, abbiamo anche dovuto presentare diffide formali e  un “ricorso per ottemperanza” perché l'assessorato tardava nell'applicazione puntuale della sospensiva del TAR. La sentenza in un punto chiarisce che era necessario entrare nel merito anche perché è bene chiarire vicende che potrebbero avere rilevanza anche sotto altri aspetti, come, a mio avviso, quello del danno al patrimonio indisponibile dello Stato costituito dalla fauna selvatica. Ora potremo lavorare anche in tal senso affinché chi deve prendere decisioni sulla biodiversità che è patrimonio di tutti lo faccia per il bene comune e non per avvantaggiare l'interesse di parte dei cacciatori”
Dichiara Augusto De Sanctis, membro per il WWF della consulta venatoria regionale “E' un successo clamoroso che ha alla base un nostro lavoro capillare su un argomento su cui ci sono continui tentativi di derogare alle normative esistenti. Dispiace che l'assessorato all'Agricoltura e il comitato VIA non ascoltino le puntuali osservazioni inviate per tempo dal WWF. Eviterebbero brutte figure e pesanti censure ma soprattutto, dimostrerebbero di gestire correttamente il patrimonio che è affidato alle loro cure. Le scelte che hanno fatto questi organismi “sulla pelle dell'Orso bruno”, simbolo della nostra regione, erano veramente inconcepibili, soprattutto per una regione che ha sottoscritto un impegno formale, il PATOM, per salvare l'orso. Ora riteniamo che il prossimo calendario venatorio debba adeguarsi fino all'ultima virgola alla sentenza del TAR Abruzzo: il WWF vigilerà attentamente anche perché dai primi segnali si sta predisponendo un calendario venatorio con le stesse criticità dello scorso anno”.
Fonte: www.wwf.it