giovedì 30 giugno 2011

Invito al convegno:Nuova istituzione del Parco Nazionale della costa Teatina quale risorsa per i Comuni

Francavilla, 1° luglio 2011, ore 17:00, Palazzo Sirena
Saluti del Sindaco di Francavilla a Mare - Avv. Antonio Luciani
Modera: Avv. Carmine Montebello
Partecipano:
Dott. Gabriele Nappi, Presidente movimento naturalista italiano Pompei
Sindaco Luciano Lapenna, Comune di Vasto
Sindaco Gabriele Marchese, Comune di San Salvo
Sindaco Nicola Fratino, Comune di Ortona
Sindaco Rocco Catenaro, Comune di San Vito Chetino
Sindaco Fausto Tommaso Stante, Comune di Fossacesia
Sindaco Domenicoantonio Pace, Comune di Torino di Sangro
Sindaco Gabriele Domenico la Palombara, Comune di Petacciato
Sindaco Nicola Travaglini, Comune di Montenero di Bisaccio
Avv. Michele Pezone, esperto in diritto ambientale
Ing. Antonio Di Chiacchio, Ufficio Urbanistica Provincia di Chieti
Interverranno:
Avv. Benigno D’Orazio, Presidente dell’area marina protetta di Torre Cerrano
Avv. Alfonso Mercogliano, Dirigente Riserva Naturale Guidata Punta Aderci
Lino Santorelli- Esperto Ambientalista
Dott. Vincenzo Ronzitti- Dirigente Arta
Conclusioni:
Consigliere Provinciale Camillo D’Amico-Capogruppo Pd provincia di Chieti
Dott. Enrico Di Giuseppantonio, Presidente Provincia di Chieti
Sen. Giovanni Legnini

martedì 28 giugno 2011

Ripartono i lavori per il resort a Francavilla

E’ ripartito ieri mattina puntuale alle 8, dopo uno stop di quasi due anni, il cantiere del resort sul tratto di spiaggia di Francavilla ai confini con Pescara. I primi ad accorgersi che la mastodontica gru era tornata in funzione sono stati i turisti e i cittadini che frequentano i lidi in prossimità della nascente costruzione.

«Non se ne poteva più – sbottano dal lido Albatros, confinante con il nascente resort – di questo cantiere pieno di topi e serpenti, uno dei quali è stato avvistato anche in mattinata da un operaio, e di sterpaglie, che l’atro giorno hanno preso fuoco a causa di una sigaretta lanciata da qualche passante».

E se alcuni, seppur critici verso l’ennesima colata di cemento, preferiscono il resort finito ad uno scheletro incompleto e fatiscente, c’è chi proprio non lo digerisce, quale che sia la sua destinazione d’uso: albergo, residence o casa vacanza.

«Io non posso assumermi – spiega Antonio Luciani – le responsabilità di scelte fatte da altri e allo stato attuale il Comune nulla può fare per evitare che riprendano i lavori di un'opera che è un ennesimo ammasso di cemento».

Contrario all’opera Michele Pezone, tra i primi due anni fa ad opporsi all’ecomostro con Moreno Bernini dell’associazione Buendia, che annuncia: «Se l’eliminazione dei vincoli al piano paesistico regionale non costituisce un problema giudiziario, resta la responsabilità politica di aver cementificato l’ultimo tratto di spiaggia visibile dalla strada. Noi come neonato circolo cittadino di Sel invitiamo, senza alcuna polemica, l’attuale amministrazione a riesaminare attentamente il progetto per verificare: se c’è corrispondenza tra le norme tecniche di attuazione e il vigente regolamento edilizio, gli standard per i parcheggi previsti nell’accordo di programma e l’effettiva destinazione ad alloggi ricettivo-turistici, anche per dare ai cittadini un chiaro segnale di cambiamento».

Fonte: Il Messaggero, articolo di Monica Di Pillo.

venerdì 24 giugno 2011

Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà a Francavilla!

Lunedì 20 giugno, nel corso di una partecipata Assemblea di iscritti e simpatizzanti, alla presenza del Segretario provinciale Antonio Di Stefano e del Segretario del Circolo di Chieti Giuseppe Visco, è stato costituito il Circolo di Francavilla al Mare di Sinistra Ecologia e Libertà.

Si porta così a compimento un intenso lavoro preparatorio iniziato a ottobre scorso e che è proseguito con la partecipazione alla recente competizione elettorale amministrativa in cui la lista di Sinistra Ecologia e Libertà e Uniti a Sinistra, con Michele Pezone Candidato Sindaco, ha ottenuto poco meno del 5% dei consensi.

L’Assemblea, in attesa della definizione formale degli organismi del Circolo, su proposta del Segretario provinciale, all’unanimità, ha nominato un Coordinamento provvisorio composto da Lucilla Calabrìa, Michele Pezone e Francesca Rasetta.

L’Assemblea ha preso in esame i risultati delle consultazioni amministrative e referendarie che in tutta Italia hanno espresso con forza una rinnovata volontà di partecipazione e di protagonismo dei cittadini, dei movimenti e delle Associazioni.

A Francavilla Sinistra Ecologia e Libertà intende continuare ed intensificare il dialogo avviato in campagna elettorale con tutta la cittadinanza sui problemi concreti della comunità locale.

Anche per questo SEL avvierà, quanto prima, un confronto diretto con la nuova amministrazione comunale mettendo a disposizione il proprio patrimonio di idee e di competenze per sollecitare un reale cambiamento nei contenuti e nello stile di governo.

Sul piano politico SEL, convinta della positiva esperienza fin qui realizzata, intende continuare la collaborazione con l’Associazione Buendìa, allargando il confronto con l’intero mondo dell’associazionismo locale, a partire dai gruppi impegnati nell’esperienza referendaria.

Infine SEL conferma il proprio interesse a riprendere il confronto con il PD e l’IDV nella certezza che Francavilla e l’intero Paese abbiano bisogno di una presenza forte autorevole e propositiva dell’intero centrosinistra.

sabato 4 giugno 2011

Quattro sì per i referendum



L'obiettivo è storico: portare al voto almeno 25 milioni di Italiani, nonostante l'oscuramento dei referendum nelle reti televisive.
Il silenzio che il governo sta cercando di imporre sui media controllati – primi fra tutti la Rai – è l’arma impropria che punta al boicottaggio del voto, sperando nel mancato raggiungimento del quorum.
La strategia governativa sui referendum era d’altronde già chiara nei mesi scorsi, quando venne bocciata la proposta di accorparli con il voto amministrativo. Il risparmio, in quel caso, sarebbe stato di almeno trecento milioni di euro, e il raggiungimento del quorum estremamente probabile.
Ma il governo ha indetto le votazioni sperando nell'astensione, e ha fissato la consultazione nell'ultima data utile secondo quanto predispone la legge, preferendo sprecare quei trecento milioni di euro.

Dopo l’incidente di Fukushima, poi, il principale problema che aveva il governo era costituito dal quesito sul nucleare, perché già pochi giorni dopo quell’incidente i sondaggi mostravano che ormai il quorum sarebbe stato facilmente raggiunto.
Allora hanno inserito nel cosiddetto decreto Omnibus una specie di moratoria sul nucleare, prevedendo però che la strategia energetica nazionale dovesse essere rivista entro dodici mesi, facendo finta di far uscire la scelta nucleare dalla porta per poi farla rientrare dalla finestra. Perché il berlusconismo ha portato in Italia la menzogna come il fondamento di ogni strategia politica. Ma ci ha pensato la Cassazione a far rientrare il quesito sul nucleare, smascherando la frode.
L’ultima carta che il centrodestra sta tentando di giocare in questa ultima fase è quella di far passare l’informazione truffaldina che andare a votare sarebbe inutile, visto che per l’acqua c’è ormai una Authority in grado di sistemare ogni problema, mentre l’istituzione dell’Autorithy non ha nulla a che vedere con i due quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua e contro l’assicurazione di profitti alle imprese che entrano nel settore.
Ma questi provvedimenti legislativi mostrano il peso delle lobby industriali dell’energia e dei servizi idrici, disposte a tutto per non rinunciare alla conquista dei beni comuni.
Forse nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia i cittadini si sarebbero meritati di poter andare a votare i referendum nell'ambito di una situazione di informazione e di confronto sulle diverse posizioni in campo.
Il referendum è il più nobile strumento di esercizio diretto della sovranità popolare sancito dalla nostra Costituzione.
Ogni cittadino che ha firmato per indire questa consultazione popolare -e mai così tanti hanno firmato nella storia dei referendum - ha firmato per essere promotore di un momento di democrazia diretta, perché questo è la democrazia: governo del popolo.

Siamo sicuri, però, che nonostante gli ostacoli che ci pone il governo, i cittadini e le cittadine andranno a votare e sceglieranno che l'acqua e la sua gestione debbano rimanere fuori dal mercato. La risposta delle urne rappresenterà la partecipazione e gli interessi della collettività contro chi vuole fare profitti sui nostri diritti.
Non possiamo accettare la Legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. L’acqua è un bene pubblico, di tutti.
Allora il mezzo più forte che possiamo mettere in campo è il passaparola. Il messaggio che deve arrivare a tutti gli italiani è che il 12 e il 13 giugno si deve andare a votare Sì ai referendum contro la privatizzazione dell'acqua.
Scrivetelo sui vostri profili Facebook, condividetelo nelle bacheche altrui, scrivete mail, sms, fate telefonate. Dobbiamo raggiungere tutte e tutti, anche chi non usa internet! Tutti insieme ce la possiamo fare.