domenica 18 luglio 2021

In Regione Lombardia istituzioni e associazioni insieme tra abbandono e randagismo

  Dati e numeri sul fenomeno del randagismo e dell’abbandono in Lombardia durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina in Regione. La presentazione dell’app Zampylife ideata dal conduttore televisivo Edoardo Stoppa e una visione diversa su come affrontare il fenomeno che allarma soprattutto le Regioni del Sud.


«La Lombardia è una regione virtuosa per quel che riguarda la lotta contro il fenomeno dell’abbandono e del conseguente randagismo», dice la vicepresidente della Regione Letizia Moratti, con delega anche alla Veterinaria aprendo la conferenza stampa dedicata al fenomeno del randagismo e alla lotta all’abbandono che si è tenuta il 15 luglio 2021. «La prima regione in Italia ad aver reso obbligatoria, dal 1 gennaio 2020, l’anagrafe felina», prosegue Moratti «ovvero l’inserimento del microchip a tutti i nuovi gatti adottati dalle famiglie, come già avviene per i cani e per i gatti delle colonie seguiti dal Servizio veterinario».

Non solo: «Le azioni per dare ai nostri animali la possibilità di una qualità della vita più alta possibile, sono tantissime e ogni anno a loro sono dedicati più di un milione di euro. Restando così in linea con il concetto di "One health" che ispira tutte le nostre politiche, concetto che riguarda la salute dell’uomo che è sempre collegata alla salute del Pianeta e alla salute degli animali. E ringrazio tutte le associazioni che fanno un lavoro eccezionale e che senza di loro non sapremmo come fare».

Del resto, in Lombardia il fenomeno del randagismo di cani non esiste praticamente: «È la Regione che intercetta più animali vaganti» ha spiegato Gianluca Comazzi, capogruppo FI nel Consiglio regionale lombardo, durante l'incontro. «Sono stati 10.500 gli ingressi nei canili sanitari, quest’anno. E al contrario di quello che si può pensare significa che il sistema funziona, visto che tutti gli abbandoni “sociali” vengono intercettati, potendo poi dare una possibilità agli animali di essere affidati o adottati da nuove famiglie».

Non solo: si è lavorato per potenziare molto l’introduzione della pet therapy negli ospedali lombardi e per nell’approvazione del piano sulla sanità pubblico ed è stata inserita anche l’assistenza veterinaria gratuita per chi è in difficoltà economica. Un aspetto che si è interrotto con la pandemia, ma che sarà ripreso al più presto.

Da Nord a Sud, l'importanza della collaborazione tra enti e istituzioni


Ma il tema dell’abbandono, per quanto la Lombardia sia molto avanti rispetto a tante altre regioni italiane va affrontato cambiando prospettiva e approccio. Di questo è convinto Michele Pezone, Responsabile nazionale dei Diritti animali della Lega Nazionale per la Difesa del Cane: «Questa è un’ottima occasione per parlare di temi su cui come associazione lavoriamo tutti i giorni. Sono dell’idea infatti che sia necessario cambiare prospettiva perché sennò non ne usciamo. Da parecchio tempo ormai ci siamo resi conto che l’approccio della critica verso le istituzioni che non fanno bene il loro lavoro non funziona. Bisogna cercare nuovi strumenti per combattere questi fenomeni».

Secondo Pezone, infatti, sarebbe necessario tornare indietro e avere il coraggio di rivedere la legge quadro sul randagismo: «Tutte le leggi regionali che abbiamo, infatti, sono figlie dell’impostazione generale derivanti dalla 281 del 91, una legge di trent’anni fa, che è stata sempre osannata dalle associazioni perché ha introdotto la norma che prima non esisteva, cioè il divieto di soppressione dei cani randagi all’interno dei canili. Prima il randagismo si combatteva così. E solo dopo una lunga battaglia si è giunti ad una legge che permetteva la soppressione solo in caso di malattie incurabili o comprovata pericolosità. Purtroppo però la grande attenzione su questo aspetto ha messo in secondo piano le criticità di un impianto normativo che richiama comunque sempre quello legato a un tempo in cui il cane era visto solo come un pericolo perché portatore di rabbia. Il problema è che ancora oggi l’articolo sulla prevenzione del randagismo è tutta orientato in questo senso: i cani per strada non ci devono stare per nessun motivo, quindi si prendono e si portano al canile».

Per Pezone, la legge finisce lì, ed è troppo poco:  «Non prevede la possibilità della reintroduzione nel territorio. Ma, sopratutto, non c’è nulla sulle adozioni. La parola proprio non c’è. Non esiste nulla che regolamenti il lavoro che deve essere fatto per far trovare al cane la famiglia giusta per lui. Questa, però, è una cosa fondamentale, perché se non si interviene a livello normativo, si continua ad affidarsi alla discrezionalità delle associazioni. Insomma:  dobbiamo cercare di uscire dalla logica del “combattere" il fenomeno del randagismo, che ovviamente serve,  ma bisogna cominciare a lavorare più sul concetto del favorire e sviluppare il corretto rapporto cane – uomo».

domenica 2 maggio 2021

DE GREGORI E I CANI, LA SUA PASSIONE IN UNA GRAPHIC NOVEL

Foto di Daniele Barraco
Da 'Quattro cani' fino a 'Due Zingari e 'Sempre e per sempre' sono tante le canzoni in cui la passione di Francesco De Gregori per i cani viene fuori. Le immagini di questa amicizia sono nella graphic novel Figli del mondo scritta da Michele Pezone, responsabile diritti animali Lega nazionale per la difesa del cane Animal Protection, visibile e scaricabile gratuitamente dal sito dell'associazione a questo link.

L'opera, che cita 20 brani di De Gregori ed è tributo ai suoi 70 anni compiuti ad aprile, ci porta nell'anima di uno dei legami più forti della nostra vita, quello con i nostri fedeli amici cani, parlando di libertà, lotta e poesia, ma anche ingiustizie e riscatti.
    I brani, ripresi attraverso citazioni e immagini, raccontano il profondo intreccio d'amore, e di silenziosa comprensione, capace di creare non solo legami tanto intensi quanto indissolubili, ma anche momenti di intimità unici, come quelli che segnano il cammino delle grandi amicizie della vita.
    "La storia raccontata", spiega Pezone, "è stata illustrata dal mio caro amico Francesco Di Gregorio e Francesco Colafella, valorizzata poi dal progetto grafico di Silvia Paglione. Vuole essere un omaggio da parte di LNDC, oltre che mio, a De Gregori per ringraziarlo di tutto quello che, senza saperlo, è stato per me e per tutte le persone che nei suoi brani hanno ritrovato e nutrito tante parti preziose di sé. E che continueranno a farlo, perché parole e musica non sbiadiscono, come la luce dell'antica e intramontabile amicizia che lega uomini e animali". 

lunedì 15 marzo 2021

La Sindaca Virginia Raggi firma l’ordinanza per fermare la "serial killer" dei gatti di Piazza Re di Roma

A seguito della lettera scritta dalla Presidente di LNDC Animal Protection, Piera Rosati, la Sindaca ha effettuato un sopralluogo presso l’abitazione della signora, alla presenza di Emanuela Bignami, Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - sezione di Ostia e dell’avv. Michele Pezone, Responsabile diritti animali di LNDC.

Oggi - finalmente - è stata firmata l’ordinanza che vieta alla signora di detenere animali e si richiedono controlli sia per verificare la presenza in casa che per questioni di salute pubblica.
E' stato convocato un tavolo dal Presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco al quale siamo stati invitati, dove si decideranno le linee da seguire.
Grazie di cuore a Veronica Innominati e Luca De Bei che sin dall'inizio hanno preso parte a questa battaglia davvero tanto difficile quanto importante.
Dopo quasi 20 anni, auspichiamo che questo sia il punto definitivo di una storia di dolore e sofferenza.

domenica 13 dicembre 2020

CACCIA, ARRIVA LA "RECINTO TAX". SOPRUSO DELLA REGIONE ABRZZO SUI CITTADINI CHE VOGLIONO VIETARE LA CACCIA SUI PROPRI TERRENI


La Regione Abruzzo si inventa una sorta di "recinto tax" da migliaia di euro.

L'incredibile caso: l'ente sbaglia legge e impone balzello pesantissimo ai tanti cittadini preoccupati per la propria incolumità che hanno chiesto di vietare la caccia sui propri terreni: "costruite recinzioni alte 1,2 metri" da migliaia di euro invece di mettere semplici tabelle da un euro esenti tasse.
Stazione Ornitologica Abruzzese: ora diffida, poi esposti ad ogni livello affinché si valutino eventuali abusi, omissioni e danni erariali, patrimoniali o esistenziali.
La Regione Abruzzo si inventa l'ennesimo balzello per i cittadini, una sorta di "recinto tax" da migliaia e migliaia di euro imponendo alle persone che vogliono vietare l'accesso ai cacciatori sui propri terreni di recintarli con muri o reti metalliche, con spese enormi, quando basterebbero, secondo la legge nazionale 157/1992, semplici tabelle da pochi euro esenti da tasse.
L'incredibile caso è il seguente. Nelle scorse settimane tanti cittadini hanno puntualmente chiesto alla Regione Abruzzo di vietare la caccia sui propri terreni in base ad una specifica possibilità prevista dall'art.15 della legge nazionale 157/1992 che disciplina l'attività venatoria. Infatti, esiste questo caso speciale in cui, al momento dell'approvazione del Piano Faunistico Venatorio, cosa avvenuta a fine settembre dopo decenni, la legge consente ai privati di richiedere alla Regione di imporre il divieto di caccia sui propri terreni.
I commi 3 e 5 dell'articolo 15 sono chiarissimi nel definire le modalità con cui la richiesta, se accolta, viene attuata:
"3. Il proprietario o conduttore di un fondo che intenda vietare sullo stesso l'esercizio dell'attivita' venatoria deve inoltrare, entro trenta giorni dalla pubblicazione del piano faunistico-venatorio, al presidente della giunta regionale richiesta motivata che, ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, dalla stessa e' esaminata entro sessanta giorni.
...
5. Il divieto e' reso noto mediante l'apposizione di tabelle, esenti da tasse, a cura del proprietario o conduttore del fondo, le quali delimitino in maniera chiara e visibile il perimetro dell'area interessata."
Cosa risponde incredibilmente la dirigente della regione Sico? Invece di istruire le tantissime pratiche pervenute esaminando caso per caso quelle che vanno accolte e quelle che vanno rifiutate, motivando ovviamente il diniego, pretende di far costruire recinzioni come muri o reti metalliche tutto attorno alle proprietà per un'altezza di 1,2 metri, imponendo illegittimamente costi esorbitanti da migliaia se non decine di migliaia di euro, a seconda della superficie.
Peccato che la norma regionale citata dalla dirigente regionale sia quella che regola la chiusura dei terreni in qualsiasi altro momento mentre la procedura attivata dai cittadini riguarda come detto un caso completamente diverso, come detto quello della "finestra" temporale di soli 30 giorni prevista in caso di approvazione del Piano faunistico venatorio, in cui valgono altre procedure molto chiare ed inequivocabili. Tra l'altro già sarebbe un salasso in tempi normali, figurarsi oggi con la crisi del Covid.
Dichiara l'Avv. Michele Pezone "Ho già avuto mandato per diffidare la regione e di proporre, qualora non facciano marcia indietro, di interessare le procure per valutare la sussistenza di eventuali reati nonché di contestare eventuali danni erariali, patrimoniali o esistenziali. Faccio notare che tanti cittadini hanno esercitato un loro diritto alla luce di norme chiarissime e certo non si possono frapporre ostacoli sbagliando per giunta pure l'articolo di legge quando i cittadini avevano esplicitamente indicato la procedura alla base della loro richiesta, quella speciale, appunto, prevista dalla legge nazionale nel caso specifico dell'approvazione del Piano faunistico. I cittadini diligentemente hanno chiesto di escludere i propri terreni dalla programmazione faunistica motivando la domanda in maniera approfondita. Ad esempio, tanti hanno paura. Sono preoccupati per la propria incolumità e di quella dei propri cari in considerazione dei numerosi incidenti di caccia che avvengono coinvolgendo anche persone che magari stanno facendo una semplice passeggiata sui propri terreni. Questa richiesta si può respingere solo se contrasta con la programmazione venatoria. Se, invece, viene accolta, basterà, come dice la legge in maniera evidente anche ad un profano, mettere tabelle esenti da tasse."
Dichiara Massimo Pellegrini, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese "Non so cosa sia più deprimente, la mancanza di conoscenza di norme nazionali chiarissime oppure il vero e proprio sopruso che la Regione vuole imporre ai cittadini con un salasso economico. Ovviamente reagiremo a tutti i livelli, ci siamo stancati di questi atteggiamenti ostruzionistici e infondati quando addirittura vengono ferite o peggio uccise persone mentre stanno semplicemente godendo della propria campagna. È veramente insopportabile che un privato non possa trascorrere il tempo libero in tranquillità dove vive oppure dove vuole trascorrere in santa pace un week-end, pagando pure un'IMU salata allo Stato per i propri terreni. I cittadini che hanno fatto richiesta ci contattino perché porteremo il caso a tutti i livelli affinché i loro diritti siano rispettati"

Fonte: comunicato stampa Stazione Ornitologica Abruzzese