giovedì 24 novembre 2011

Nessun Dolore

Venerdì 25 novembre 2011 alle ore 18, presso la Biblioteca Comunale "Antonio Russo"
(Palazzo Sirena) si terrà la Presentazione del libro "Nessun Dolore", di Antonella Ferrari.
Modera l'avvocato Michele Pezone.
Una chiacchierata con l'autrice, nulla di formale o ufficiale.
Vi aspettiamo!

martedì 1 novembre 2011

Cambi di destinazione d'uso: Francavilla cambia davvero?

Scrivo queste brevi riflessioni dopo aver letto, su Facebook, la chiara presa di posizione del Sindaco di Francavilla Antonio Luciani a favore dei cambi di destinazione d’uso di diverse strutture turistiche in alloggi residenziali. Si tratta, in realtà, di una scelta che il Sindaco serbava in animo fin dalla competizione elettorale, durante la quale aveva sempre eluso le domande sulla destinazione di tali strutture.
A sostegno della predetta scelta vi è la situazione disastrosa del bilancio comunale, che va risanata, secondo Antonio Luciani, anche attraverso gli oneri da richiedere per i cambi di destinazione d’uso. E chi si dichiara contrario a questi cambi entra a far parte di diritto nel cosiddetto “Partito del No”, che annovera – parole del Sindaco – varie correnti: “amministratori del passato, delusi, nostalgici e pivelli”.
Anche io mi sono schierato, e ritengo a ragione, nel partito del No (per esclusione, dovrei far parte della categoria dei pivelli). E non è che non mi renda conto della disastrosa situazione finanziaria del Comune. “Conta sì il denaro, altro che chiacchiere” canta Vasco Rossi. Ma qui bisogna stare molto attenti, perché in nome del ripianamento del debito si può fare di tutto. Possiamo anche vendere il Palazzo Sirena e il Mu.Mi., compreso le tele di Michetti, possiamo anche decidere di costruire grattacieli e incassare i relativi oneri. Si può fare veramente di tutto.
Occorre allora stabilire qual è il punto di equilibrio tra l’esigenza di fare cassa e quella di consentire alla nostra città di inserirsi in un percorso di rilancio economico, che non può che essere legato al turismo e alla valorizzazione del territorio.
In questi ultimi decenni si sono affermate attorno a Francavilla due forme di turismo, per le quali noi non siamo riusciti a sviluppare una concreta offerta: un turismo dei convegni e d’affari, che si riversa nel bacino Pescara - Montesilvano, ed uno naturalistico, che si estende a sud di Francavilla, a partire da Ortona. Noi siamo rimasti una specie di Principato di Andorra, uno Stato cuscinetto, una terra di nessuno, o meglio, una terra destinata al turismo delle seconde case.
Personalmente sto apprezzando l’attivismo e l’impegno del Sindaco Antonio Luciani per migliorare la situazione della nostra città. Ad esempio, la richiesta di essere inseriti nel progetto del Parco della Costa Teatina, fatta dal Comune di Francavilla anche su sollecitazione del locale Circolo di SEL, si inserisce in una visione di rilancio del turismo e la ritengo molto giusta. E’ vero che Francavilla non ha le bellezze naturalistiche della Costa dei Trabocchi, ma i Parchi prevedono al loro interno una “zonizzazione”, che può ricomprendere anche zone “fortemente antropizzate”, se sono funzionali al Parco. E noi abbiamo da offrire proprio servizi di ricettività turistica.
Allora il punto centrale del discorso è: qual è la strategia di sviluppo per Francavilla? Se gettiamo la spugna sui cambi di destinazione d’uso, allora metteremo sì dei soldi in cassa (a proposito, sarebbe opportuno avere una stima delle entrate previste), ma avremo diminuito il potenziale di ricettività turistica della nostra città, che vive proprio di turismo, e avremo fatto un passo indietro sulla valorizzazione del territorio, che non è solo occupazione di suolo, ma anche razionale sfruttamento di ciò che è stato già costruito.
Queste sono solo chiacchiere? L’alternativa, come ho letto in un post del Sindaco su Facebook, è “cambi di destinazione d’uso” o “dichiarazione di dissesto”? Siamo davvero a questo bivio, ed è tanto salvifica la scelta di consentire il passaggio di destinazione di questi immobili da turistici a residenziali?
No, non ci credo. Penso, piuttosto, che in momenti di difficoltà economica, chi governa è esposto al pericolo, ed alla tentazione, di far prevalere le regole della monetizzazione su quelle della tutela dei diritti. E’ ciò che accade anche a livello nazionale, con l’imposizione del modello Pomigliano e l’erosione dei diritti dei lavoratori, con il soffocamento del diritto allo studio e alla ricerca. Sempre in nome delle esigenze di bilancio.
Tenere la barra a dritta, come viene chiesto al Sindaco da alcuni suoi sostenitori su Facebook, per me significa proprio tener fede all’impegno riassunto nello slogan “Francavilla cambia davvero”. E allora cambiamole, le regole del gioco. Diciamo no ai cambi di destinazione d’uso, e troviamo un altro modo per “fare cassa”.

venerdì 28 ottobre 2011

CACCIA: TAR SOSPENDE CUORE CALENDARIO VENATORIO REGIONE ABRUZZO

(AGI) - L'quila, 27 ott. - Il Tar di L'Aquila ha sospeso una buona parte del calendario venatorio della Regione Abruzzo, accogliendo il ricorso presentato da WWF, Animalisti Italiani e Lega Abolizione della Caccia.

"Nel nostro ricorso - dichiara l'avv. Michele Pezone, che ha curato il ricorso per le associazioni - abbiamo sollevato numerose questioni circa la legittimita' del comportamento della Giunta regionale che, nel formulare il calendario venatorio 2011-2012, aveva largamente disatteso il parere dell'Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione dell'Ambiente (ISPRA), massimo organismo scientifico dello Stato. In particolare la Giunta regionale ha completamente stravolto i periodi di caccia per le singole specie che erano stati suggeriti dall'ISPRA, allungando il periodo di caccia per ben 27 di queste. Il Tar - spiega il legale - ha ritenuto che la Giunta regionale non ha motivato adeguatamente tutti questi abnormi scostamenti dai periodi indicati dall'ISPRA. Inoltre il TAR ha censurato la Regione anche sugli orari di caccia".

Per Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF, "e' l'ennesima sconfitta della Regione Abruzzo in materia venatoria. L'ordinanza del TAR colpisce il cuore stesso del Calendario Venatorio, i periodi di apertura della caccia. La deriva filovenatoria della Direzione Agricoltura e del relativo ufficio caccia e l'estremismo dell'assessore Febbo stanno causando un vero e proprio caos nel settore della caccia a discapito della conservazione delle specie. Ad agosto abbiamo prima visto abortire, grazie alla nostra determinazione e all'opposizione di alcuni consiglieri regionali di minoranza, il tentativo da parte della maggioranza di varare il calendario venatorio per legge regionale. Da agosto in poi, la Giunta ha varato ben tre diverse versioni del Calendario, cosa che non l'ha messa al riparo dalle censure del Tar. Ora - dice Caserta - la Giunta regionale deve gettare la spugna ed arrendersi all'evidenza, adeguando immediatamente i periodi di caccia per tutte le specie alle indicazioni dell'ISPRA". (AGI) Com/Ett

giovedì 27 ottobre 2011

Confermata la condanna in appello per i veterinari ASL de L'Aquila

La Corte d’Appello di L’Aquila ha confermato la sentenza di primo grado a carico del Direttore del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL di L’Aquila, e di un veterinario del Servizio Veterinario di Sanità Animale della medesima ASL, condannati a due mesi e dieci giorni di reclusione per l’uccisione di nove cuccioli di cani randagi avvenuta nell’ottobre 2004.
La Corte ha ribadito l’applicazione dell’articolo 544 bis del Codice penale “uccisione per crudeltà o senza necessità” e dell’articolo 110 del Codice penale “concorso in più azioni esecutive di uno stesso disegno criminoso”, già avvenuta con la sentenza del 2007.
Il 26 ottobre del 2004 il Direttore aveva ordinato la soppressione dei nove cagnolini, poi materialmente eseguita dal coimputato mediante iniezione di Tanax. Gli animali erano stati trovati nel giardino di un uomo, che aveva chiesto l’intervento della ASL per portarli in canile e (ironia della sorte) salvarli. Il Dirigente della ASL, invece, decise di procedere alla soppressione, asserendo presunti motivi di “ordine pubblico” ritenuti inesistenti già in primo grado.
In sede d’udienza gli imputati hanno sostenuto di aver agito legittimamente poiché il proprietario del terreno in cui furono trovati i cuccioli avrebbe dichiarato che gli animali erano di sua proprietà e ne avrebbe quindi chiesto la soppressione: “a parte il fatto che al dibattimento di primo grado cui partecipavo personalmente –dichiara Gian Luca Scagliotti responsabile Ufficio Legale Lega Nazionale per la Difesa del Cane- la circostanza non è stata confermata importante è il principio che è stato confermato dalla Corte d’Appello: il detentore di un animale non ne ouò disporre più come una cosa ma ha precisi obblighi e doveri che investono anche il medico veterinario il cui dovere è curare gli animali e non sopprimerli, se non per certificata incurabilità o comprovata pericolosità come previsto fin dalla L. 281 del 91.”
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede che il procedimento disciplinare -sicuramente già in corso- si concluda con la radiazione dei due veterinari dalla professione stante l’evidenza della violazione del Codice Deontologico della professione secondo il quale l’iscritto deve operare “alla promozione del rispetto degli animali ed al loro benessere in quanto esseri senzienti”. Il comportamento dei due veterinari aquilani ha sicuramente violato questa regola base, precondizione etica per l’appartenenza ad una categoria professionale che saprà reagire con forza ed onestà.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane, costituitasi parte civile, ringrazia infine l’avvocato Michele Pezone, del Foro di Pescara, per l’assistenza fornita durante il secondo grado di giudizio.