domenica 12 settembre 2010

Una brutta direttiva europea sull'utilizzo degli animali per le sperimentazioni scientifiche

Strasburgo, 9 settembre 2010. L'approvazione, da parte del Parlamento Europeo, della revisione della Direttiva 86/609 sull’utilizzo degli animali per fini scientifici ha purtroppo dimostrato quanto il predetto organo legislativo sia più sensibile agli interessi dell’industria farmaceutica che agli orientamenti dei cittadini sul tema della vivisezione.
Nonostante nel testo si faccia riferimento alla limitazione dei test più dolorosi e all'utilizzo delle cavie solo nei casi necessari, destano sgomento le deroghe per esigenze scientifiche che prevedono l'utilizzo di animali in via d’estinzione catturati in natura, come scimpanzé e gorilla, e addirittura di animali randagi, come gatti e cani, nel caso non sia possibile raggiungere altrimenti lo “scopo della procedura”. Altri punti deludenti sono quelli relativi alla possibilità di utilizzare lo stesso animale per più esperimenti, di utilizzare anidrite carbonica per la soppressione delle cavie (procedura che provoca un’elevata e prolungata sofferenza), e la possibilità di effettuare anche toracotomie (aperture del torace) senza anestesia.
E tutto questo mentre il Consiglio Nazionale delle Ricerche degli USA, annunciando la necessità di una svolta epocale nella tossicologia, insiste per trasferire le prove tossicologiche dall’animale ai metodi in vitro. Molti scienziati si stanno mobilitando per contestare la sperimentazione animale, ritenuta ormai obsoleta, come dichiarato nel documento conclusivo del VII Congresso mondiale sulla sperimentazione animale.
Dunque, mentre il mondo scientifico si muove in una direzione di progresso, il Parlamento Europeo sembra volere tornare indietro. La Direttiva 86/609 avrebbe potuto e dovuto favorire effettivamente il passaggio ai nuovi metodi di ricerca (REACH), anziché limitarsi ad astratte enunciazioni di principio e a richiedere agli Stati membri, se possibile, di garantire il ricorso a sistemi alternativi.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane esprime il proprio sdegno e dissenso nei confronti della predetta Direttiva, ed auspica che l’Italia, nell’iter di recepimento nazionale, inserisca disposizioni più restrittive (tenuto conto del fatto che nel nostro Stato le sperimentazioni su cani e gatti sono vietate dal 1991) e si faccia realmente promotrice dello sviluppo di metodi di ricerca che non prevedano l’uso degli animali.

Risoluzione Ue contro l'espulsione dei Rom dalla Francia

Strasburgo, 9 settembre 2010. L'Europa dice no alla linea anti-Rom di Sarkozy e contemporaneamente alle pericolose ideologie promosse dal ministero degli interni italiano. Riferisce il Gruppo EveryOne: "Abbiamo dialogato con le Istituzioni europee fin dall'inizio della deriva antizigana che la Francia ha 'importato' dall'Italia: questa Risoluzione è un successo che appartiene anche a noi e alla rete di Ong che si oppongono al rigurgito di xenofobia e ai programmi di pulizia etnica, a partire dagli amici de La Voix des Rroms". L'Unione europea accoglie il testo presentato dal centrosinistra, approvato con 337 voti a favore, 245 contro e 51 astensioni. Il documento chiede "l'immediata interruzione di tutte le espulsioni".
"Ci abbiamo creduto, abbiamo dimostrato l'illegittimità delle espulsioni e delle deportazioni di fronte alle leggi francesi ed europee, abbiamo lavorato in sinergia con gli attivisti Rom di tutto il continente e con le Ong più coraggiose e attive in un campo delicato dei diritti civili, a partire da La Voix des Rroms: alla fine l'Unione europea ci ha ascoltati e non ha ceduto alla seduzione dell'intolleranza, di cui purtroppo l'Italia è oggi il portabandiera. Abbiamo raggiunto un'altra tappa, abbiamo toccato un'altra stazione di questa dolorosa via crucis che ci auguriamo possa condurre presto l'Ue a veri programmi di integrazione e al riconoscimento dei diritti del popolo Rom". Lo hanno affermato i co-presidenti del Gruppo EveryOne dopo aver appreso della decisione del Parlamento europeo, che ha adottato la risoluzione sui Rom diametralmente contraria alle politiche francesi di espulsione dei Rom, presentata dal centrosinistra con 337 voti a favore contro 245 e 51 astensioni.
La risoluzione sottolinea una "grande preoccupazione per le misure di espulsione prese dalle autorità francesi e di altri paesi nei confronti dei Rom e sollecita tali autorità all'immediata sospensione di tutte le espulsioni e per la retorica incendiaria e discriminatoria che ha caratterizzato il dibattito politico durante i rimpatri dei Rom, che ha dato credibilità a dichiarazioni razziste e azioni dei gruppi dell'estrema destra".
L'Europarlamento rammenta a tutti gli stati uno dei punti più volte ribaditi da EveryOne nel suo dialogo con le Istituzioni continentali ovvero che "le espulsioni di massa sono vietate dalla Carta dei Diritti Fondamentali e dalla Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle Libertà fondamentali, quindi tali misure sono in violazione dei trattati e delle leggi della Ue, visto che costituiscono una discriminazione su base razziale ed etnica che viola la direttiva sulla libertà di libera circolazione".
La Risoluzione stigmatizza anche la raccolta delle impronte digitali dei Rom allontanati e esprime un giudizio critico verso la "tardiva e limitata risposta della Commissione in qualità di garante dei Trattati, con la funzione di verificare la rispondenza delle azioni degli stati membri alle leggi fondamentali dell'Ue, in particolare alle Direttive sulla non-discriminazione, sulla libertà di movimento e sul diritto di protezione dei dati personali".
Per ulteriori informazioni:
www.everyonegroup.com

mercoledì 4 agosto 2010

Direito Ambiental na União Europeia e no Brasil


A subseção da OAB de Jataí, em parceria com a ESA – Escola Superior de Advocacia da OAB-GO, promoverá no dia 31-08-2010 (terça-feira), 02 seminários jurídicos:
Responsabilidade Civil por Perda da Chance, às 19h00min, com o advogado e jurista, Dr. Ezequiel Morais que é autor de várias obras jurídicas. Professor em diversos cursos de pós-graduação em Goiás e no Distrito Federal. Advogado. Ex-conselheiro da OAB. Pós-graduado em Direito Civil, Processo Civil e Direito Agrário. Coordenador do IESPE. Professor da Escola Superior de Advocacia. Membro da Academia Brasileira de Direito Processual Civil. Membro do Instituto Brasileiro de Direito de Família. Palestrante e conferencista.
Em seguida, o tema em análise será Direito Ambiental na União Europeia e no Brasil, com o jurista Italiano, Dr. Michele Pezone, que é autor de várias obras jurídicas na Europa. Graduado em Direito pela Universitá di Teramo (Itália). Advogado. Pós-graduado em Direito e Economia Marítima pela Câmara de Comércio de Pescara (Itália). Vencedor do "Premio Europeo in Comunicazione Giuridica". Árbitro da Câmara Arbitral de Pescara. Professor da Scuola Forense di Chieti. Consultor da "Associazione Internazionale For Planet". Palestrante e conferencista.
Público alvo: Advogados, magistrados, promotores, delegados de polícia, estagiários, acadêmicos e operadores do Direito em geral, além de todos os profissionais ligados a área de Meio Ambiente.
Maiores informações na própria OAB de Jataí ou na ESA (62 - 3235-6500).

Fonte: Boletim Informativo da OAB/Jataí

A CHI APPARTENGONO BROCCOLO E POMODORO?

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, rappresentato dalla coordinatrice Fabrizia Pratesi, ha partecipato il 20 luglio alla manifestazione promossa dalla coalizione “NO PATENTS ON SEEDS” (“No ai Brevetti sulle Sementi”) [1] cui aderisce.
La manifestazione, che ha visto la partecipazione di oltre trecento persone di ogni nazionalità armate di striscioni e di scritte, si è svolta davanti all’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) di Monaco di Baviera, per ribadire l’opposizione della Società Civile ai brevetti richiesti (e talvolta concessi), in numero sempre crescente, anche su piante e animali coltivati in modo convenzionale (non geneticamente modificati).Occasione di questa iniziativa è stata la prima udienza di un giudizio iniziato presso la Corte d’Appello dello stesso EPO che porterà a una decisione fondamentale sui brevetti europei. Partendo dal “caso giuridico” dei brevetti già concessi su di un broccolo e su di un pomodoro (entrambi coltivati in modo convenzionale) [2], oltre che sui prodotti alimentari da essi derivati, l’EPO deciderà se le risorse naturali possano continuare a essere rivendicate come “invenzioni”. In segno di protesta i manifestanti hanno distrutto copie delle richieste di brevetto avvalendosi di numerosi trita-documenti installati su di un palco posto davanti all’EPO. Quest’ultimo deve ancora pronunciarsi su oltre 1.000 richieste di brevetto sul cibo. La Coalizione teme che i controversi brevetti già concessi non vengano revocati. “Se i brevetti su pomodoro e broccolo non saranno messi al bando, il vaso di Pandora sarà irrimediabilmente scoperchiato”, ha dichiarato Christoph Then, esperto di Greenpeace sui brevetti. “Un pugno di multinazionali dell’agribusiness e del cibo potrà in futuro controllare l’intera filiera della produzione alimentare, aggravando la condizione di dipendenza degli agricoltori e facendo aumentare i prezzi sia per loro che per i consumatori.” Ruth Tippe della coalizione “No Patents on Life” ha aggiunto: “La svendita di quanto costituisce la materia vivente del pianeta deve essere arrestata. Già 100.000 persone hanno firmato l’appello lanciato dalla Coalizione affinché siano vietati i brevetti su semi, piante e animali”. “E’ arrivato il momento di porre limiti all’EPO”, ha dichiarato Bell Batta Torheim del “Development Fund”, organizzazione che si occupa di ambiente e di sviluppo. “L’EPO, essendo un ufficio che agisce secondo regole proprie e che si finanzia con il pagamento ottenuto nel momento in cui concede un brevetto, tenderà a confermare ognuno di essi. Eppure, sono molti anni che la coalizione NO PATENTS ON SEEDS informa il pubblico sugli scandalosi brevetti concessi dall’EPO”. “Le piante e gli animali fanno parte del bene comune più prezioso dell’umanità: il patrimonio genetico”, dichiara Fabrizia Pratesi. “Consentirne la brevettazione significa privatizzare tale bene, mettendolo nelle mani di un numero esiguo di multinazionali ed autorizzando queste ultime a riscuotere i “diritti” ad ogni ciclo riproduttivo. Una grandissima ingiustizia soprattutto nei confronti delle comunità agricole che hanno saputo conservare questo patrimonio … e un modo in più per aggravare la fame nel mondo !”.“Le leggi brevettuali devono essere modificate affinchè questo tipo di brevettazione possa essere fermato”: questa la conclusione di tutti gli intervenuti. I governi di Germania e Olanda hanno annunciato che faranno il possibile a Bruxelles per ottenere norme più stringenti sui brevetti e, in quanto all’Italia, è utile ricordare che nel 1999 essa presentò ricorso alla Corte Europea, insieme all’Olanda, contro la Direttiva 98/44 detta “dei brevetti sul vivente”, votata l’anno precedente.
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si unisce alla coalizione “NO PATENTS ON SEEDS” nel richiedere che vengano vietati i brevetti sulle piante, gli animali e i loro geni.
[1] La Coalizione “No ai Brevetti sulle Sementi” è costituita dalle seguenti organizzazioni: Development Fund (Norvegia)Berne Declaration (Svizzera)GreenpeaceSwissaid (Svizzera)Misereor (Germania) Kein Patent auf Leben (No i brevetti sul vivente) (Germania).
[2] La società di biotech inglese “Plant Bioscience Limited” detiene dal 2002 un brevetto su un broccolo a elevato contenuto di glucosinolati. Tali sostanze dal gusto amaro conferiscono al broccolo un sapore caratteristico e si ritiene abbiano proprietà anticancerogene. Due multinazionali hanno presentato ricorso all’EPO contestando il brevetto su tale broccolo di grande attrattiva commerciale. Un altro ricorso è stato presentato sul brevetto che copre il cosiddetto pomodoro “disidratato”. Tale brevetto copre la produzione e la commercializzazione di un pomodoro che per il basso contenuto di acqua può essere facilmente lavorato a livello industriale. Tuttavia a maggio l’EPO ha confermato un brevetto sul girasole che copre i semi, la pianta e l’olio che se ne ricava.
Fonte: Comitato Scientifico EQUIVITA