sabato 24 novembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
Sì all'articolo 14, Fiaccolata in Piazza del Pantheon - Roma martedì 27 novembre 2012, ore 18.00
La XIV Commissione affari europei del Senato ha rinviato a
mercoledì prossimo 28 novembre il voto sulla Legge Comunitaria 2011 con l’art
14, che prevede, tra l'altro, il divieto di allevare sul territorio nazionale
cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione e il divieto di esperimenti
che non prevedano anestesia o analgesia.
SONO NOVE MESI CHE LA COMMISSIONE DECIDE
DI NON DECIDERE.
-
Noi continuiamo con le azioni per far rispettare il voto della Camera del febbraio scorso con il parere favorevole del Governo.
FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE IN DIFESA
DEGLI ANIMALI
-
Per vietare l'apertura di nuove Green Hill e per promuovere una ricerca moderna che investe nei metodi alternativi.
36 SENATORI HANNO IN MANO IL FUTURO DELLA
VIVISEZIONE IN ITALIA
CHIEDIAMO TUTTI INSIEME AI SENATORI DELLA XIV
COMMISSIONE DI VOTARE
SÌ ALL'ARTICOLO
14
MARTEDÌ 27 NOVEMBRE 2012, ALLE ORE 18.00,
UNITEVI A NOI NELLA FIACCOLATA IN PIAZZA DEL PANTHEON A
ROMA
TI ASPETTIAMO, UNITI E IN TANTI SAREMO
PIU' FORTI!!!
Aiutaci invitando tutti i tuoi amici ad
unirsi alla nostra richiesta
Maggiore il numero di persone che chiederanno con noi
maggiori tutele per i quasi 900mila animali utilizzati ogni anno solo in
Italia,
più forte sarà la nostra voce in loro
difesa!
Grazie per quanto avete fatto e
continuerete a fare!
Caccia in Abruzzo: il Consiglio di Stato respinge l'appello di Federcaccia per la riforma dell'Ordinanza del TAR L'Aquila sul calendario venatorio 2012-2013 della Regione Abruzzo
WWF e Animalisti Italiani: confermate le censure del TAR alle scelte della
regione su valutazione di Incidenza, uso di munizioni al piombo, specie in
declino e caccia nelle aree importanti per l'Orso bruno marsicano.
Il
Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Federcaccia contro la bocciatura
ddel calendario venatorio della Regione Abruzzo operata dal TAR - L'Aquila. Si
conferma, quindi, la validità della sospensiva del TAR che, su ricorso del WWF e
degli Animalisti Italiani, aveva largamente censurato il calendario venatorio
varato dalla Giunta regionale.
Il TAR Abruzzo (sede di L'Aquila) a
settembre aveva emesso un decreto “inaudita altera parte”, i cui contenuti erano
stati ad ottobre confermati con un'ordinanza. In sintesi, il TAR aveva bocciato
le decisioni della Regione sulla caccia nelle aree SIC e ZPS (per assenza della
Valutazione di Incidenza) e in quelle del PATOM particolarmente
importanti
per l'Orso bruno. Inoltre il TAR aveva decretato lo stop alla caccia per ben
otto specie in stato sfavorevole di conservazione (Allodola, Quaglia, Tortora,
Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino,
Moriglione e Pavoncella) e sancito il
divieto di uso di munizionamento con piombo nelle aree importanti per Nibbio
reale e Grifone.
Successivamente all'ordinanza del TAR la Regione ha varato
un nuovo calendario venatorio recependo quasi tutte le indicazioni
dell'ordinanza del TAR.
Dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF
Italia “Grazie all'azione del WWF e degli Animalisti italiani decine di migliaia
di individui di specie in declino saranno salvi. E' l'ennesimo successo di WWF e
Animalisti Italiani davanti ai giudici sulla deregulation venatoria che per
troppi anni ha afflitto l'Abruzzo. La linea degli estremisti della caccia,
rappresentati in Abruzzo dalla principale associazione venatoria, Federcaccia,
sta fallendo clamorosamente. Il lassismo o, peggio, l'atteggiamento
filo-venatorio delle varie amministrazioni regionali negli ultimi anni avevano
evidentemente abituato i cacciatori ad essere accontentati su qualsiasi
richiesta a scapito della conservazione del patrimonio faunistico che è di
tutti. Trovano piena conferma nella decisione del massimo organo della
Giustizia
Amministrativa le pesanti censure che il TAR Abruzzo aveva
sollevato rispetto al calendario venatorio della Giunta Regionale che,
indirettamente, incassa una nuova sconfitta. Per questo successo voglio
ringraziare particolarmente l'intera famiglia degli Avvocati Pezone, Michele,
Alfonso e Fabio, che hanno assistito validamente le associazioni per resistere
al ricorso della Federcaccia. e gli attivisti del WWF Abruzzo, dal referente
delle Guardie Claudio Allegrino al nostro referente in consulta regionale della
caccia Augusto De Sanctis. Senza l'impegno appassionato di queste persone
l'Abruzzo sarebbe ancora una terra in preda alla deregulation venatoria”.
E’ LEGGE: IL REGOLAMENTO CONDOMINIALE NON POTRA' PIU' VIETARE LA CONVIVENZA IN FAMIGLIA DEGLI ANIMALI DOMESTICI.
Mai più cause speciose e
speciste per far allontanare cani, gatti o coniglietti dalle case. Vittoria per
le famiglie che vivono con quasi 20 milioni di quattro zampe e di una battaglia
iniziata nelle Assemblee condominiali e nei Tribunali portata dalla LAV in Parlamento per una
soluzione legislativa, aldilà delle sentenze, ottenuta in quattro anni di
impegno istituzionale (http://www.lav.it/uploads/88/44561_Condominio_degli_edifici_e_Animali_di_Compagnia.pdf).
Ieri pomeriggio la
Commissione Giustizia del Senato (http://www.senato.it/3456?shadow_organo=1160002) ha approvato in sede deliberante e in via
definitiva la Riforma dei Condomini con un’integrazione all’articolo 1138 del
Codice Civile secondo la quale “le norme del Regolamento condominiale non
possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. L’Italia quindi
adegua un’altra parte della propria legislazione ai principi contenuti nel
Tratto Europeo che definisce gli animali esseri senzienti e al Codice penale che
punisce i loro maltrattamenti.
“E’ riconosciuto così un
altro pezzo del diritto alla cittadinanza ai quattro zampe, si mette fine a una
discriminazione contro chi vive con animali domestici, una battaglia che per il
diritto di proprietà sulle case aveva già visto schierarsi la Giurisprudenza, ma
che vedeva ancora ben organizzata un vera e proprio animalofobia da condominio
rappresentata dal senatore Giovanardi che si è dovuto accontentare di un inutile
ordine del giorno - ha detto Gianluca Felicetti, presidente della LAV – di fatto
questo nuovo principio legislativo assicura anche la fine delle cause per il
passaggio nelle scale e l’utilizzo degli ascensori, una pace sociale che dovrà
essere rispettata da tutti, senza alcun dubbio interpretativo. Inoltre, laddove
le condizioni di spazio verde lo permettono, c’è un implicito riconoscimento per
esempio ad una gallina di non essere più considerata anche giuridicamente un
animale “da macello”’”.
Il nuovo articolo è stato
approvato grazie in particolare alla deputata del Pdl Gabriella Giammanco e alla
senatrice del Pd Silvana Amati. Sconfitti i tentativi di commercianti di animali
esotici e loro accoliti di veder riconosciuto il diritto a vivere in
condominio anche con animali come serpenti o sauri, frutto del business pagato
sulla pelle degli animali stessi (http://www.nelcuore.org/blog/il-blog-di-gianluca-felicetti/item/sotto-il-cr.html?category_id=12).
Naturalmente rimangono
tutte le forme di tutela civile e penale che l'ordinamento già prevede a favore
dei terzi che concretamente subiscano un danno dall'animale (inquinamento
acustico, problemi igienico-sanitari certificati, per esempio).L’approvazione di
questa nuova legge fa venir meno inutili controversie giuridiche, con grande
vantaggio per la cosiddetta “macchina della giustizia”.
Ecco, con il contributo
dell’avv.Marianna Sala di Milano cosa cambia nell’ “esercizio al diritto
all’animale domestico” .
(http://www.lav.it/uploads/88/44594_Animali_e_condominio_Avv.Sala_28.09.12.pdf)
(http://www.lav.it/uploads/88/44594_Animali_e_condominio_Avv.Sala_28.09.12.pdf)
L’intera riforma del Codice
Civile sul condominio, come nuova Legge dello Stato, entrerà in vigore sei mesi
dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. I principi in essa contenuti
possono essere fatti valere da subito.
Fonte: Ufficio Stampa LAV
“Un cane per amico”, Il nuovo libro del dog trainer Simone Dalla Valle
Tre delle più importanti
associazioni animaliste italiane, Enpa, Lega
Nazionale per la difesa del cane e
OIPA,
annunciano il patrocinio del nuovo libro del dog trainer Simone Dalla Valle,
“Un cane per amico”,
edito da TEA, un
manuale destinato a tutte le persone che hanno scelto di condividere le proprie
giornate, la propria casa, la propria vita con un amico a quattro
zampe.
Il patrocinio vuole
testimoniare come l’idea fondante del libro sia uno dei principi portati avanti
dalle tre associazioni: il cane è un compagno di vita da conoscere, rispettare e
amare. Simone Dalla Valle, uno dei più giovani e affermati dog trainer italiani
che da oltre dieci anni lavora nei canili per il recupero dei cani con problemi
comportamentali, introduce il lettore in una dimensione in cui l’obiettivo non è
insegnare al cane ad essere un perfetto robot al fianco del proprietario, ma
imparare a comunicare con lui, riconoscendolo come “amico” e non come
“sottoposto”. Il libro propone inoltre l’idea del canile come presidio culturale
di formazione, sensibilizzazione e aggregazione, non come un luogo in cui
relegare gli animali non voluti.
Circa la metà delle
famiglie italiane convive con un animale, li consideriamo parte della nostra
famiglia, ci preoccupiamo della loro salute ma non sempre riusciamo a capire
davvero il loro linguaggio e le loro necessità. Nelle pagine del libro troverete
risposte alle domande più curiose e soluzioni ai problemi di convivenza più
comuni. Non pensate però di leggere questo libro e scoprire come insegnare al
vostro cane trucchi ed esercizi per sbalordire gli amici a cena o gli altri
proprietari di cani al parco.
L'amicizia che ci regala il cane è speciale, fatta di tante piccole cose. E' solida, costante, empatica, capace di regalarci un sorriso inatteso, un conforto e un sostegno nelle giornate amare che la vita riserba. E se sapremo ascoltarlo, ci porterà in dimensioni sconosciute, farà di noi dei capitani coraggiosi, dei bambini stupiti, degli ingenui saggi.
“Un cane per amico”
diventa, quindi, uno strumento utile, di facile consultazione e interpretazione
per imparare a comprendere il proprio cane e a interagire con lui, educandolo e
trasformandolo in un insostituibile compagno di vita.
Ricordiamo che... al cane
non manca la parola, il cane ci toglie la parola perché davanti a lui non
possiamo che rimanere meravigliati!
ABRUZZO, RISOLUZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE: BASTA ANIMALI AL CIRCO
I consiglieri regionali abruzzesi
Walter Caporale (Verdi) e Riccardo Chiavaroli (Pdl) hanno depositato una
risoluzione per impegnare la giunta regionale ad emanare una delibera ispirata
alle linee guida della Commissione Cites, coinvolgendo anche i Comuni, per
contrastare l'attendamento di circhi con animali e le mostre viaggianti con
esemplari di specie in via di estinzione.
Nelle
premesse, i due consiglieri ricordano che la "Commissione scientifica per
l'applicazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie
animali e vegetali in via di estinzioni (Cites), istituita presso il ministero
dell'Ambiente, ha stabilito i criteri generali e i requisiti minimi per la
detenzione di animali esotici nei circhi e mostre itineranti. Tuttavia,
nell'emanare tali linee guida, la stessa Commissione Cites ha inteso
sottolineare che le indicazioni inerenti i requisiti minimi non devono essere
considerate come una giustificazione o invito a mantenere determinate specie nei
circhi. In particolare, si raccomanda che in futuro non vengano più detenute le
specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la
detenzione in una struttura mobile quali: primati, delfini, lupi, orsi, grandi
felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci".
"Dal punto di vista concettuale - proseguono Caporale e
Chiavaroli - è quanto mai evidente come possa essere impossibile creare un
habitat idoneo e mantenere standard di vita in cattività appena accettabili per
animali particolari, come quelli che menziona esplicitamente la Commissione
Cites, nell'ambito dell'attività circense, che per sua natura deve spostarsi
continuamente e in posti diversissimi tra loro. D'altra parte anche negli zoo,
in alcuni casi vanamente ribattezzati 'bioparchi', è difficilissimo creare
habitat e standard di vita che riescano a sottrarre gli animali allo stress da
detenzione, che, purtroppo, in molti casi li porta alla morte. Nei Paesi più
civili è ormai sancito con legge il principio del benessere animale e tale
principio si applica anche agli animali degli allevamenti alimentari e al loro
trasporto. Dunque, vietare l'utilizzo degli animali nei circhi è una battaglia
di civiltà. Non è inutile ricordare che nell'ambito della stessa attività
circense ci sono circhi senza animali, che basano il loro spettacolo solo
sull'abilità delle persone, artisti cioè che mettono in gioco se stessi senza
coinvolgere esseri inconsapevoli di quello che fanno".
I consiglieri regionali abruzzesi
Walter Caporale (Verdi) e Riccardo Chiavaroli (Pdl) hanno depositato una
risoluzione per impegnare la giunta regionale ad emanare una delibera ispirata
alle linee guida della Commissione Cites, coinvolgendo anche i Comuni, per
contrastare l'attendamento di circhi con animali e le mostre viaggianti con
esemplari di specie in via di estinzione.
Nelle
premesse, i due consiglieri ricordano che la "Commissione scientifica per
l'applicazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie
animali e vegetali in via di estinzioni (Cites), istituita presso il ministero
dell'Ambiente, ha stabilito i criteri generali e i requisiti minimi per la
detenzione di animali esotici nei circhi e mostre itineranti. Tuttavia,
nell'emanare tali linee guida, la stessa Commissione Cites ha inteso
sottolineare che le indicazioni inerenti i requisiti minimi non devono essere
considerate come una giustificazione o invito a mantenere determinate specie nei
circhi. In particolare, si raccomanda che in futuro non vengano più detenute le
specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la
detenzione in una struttura mobile quali: primati, delfini, lupi, orsi, grandi
felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci".
"Dal punto di vista concettuale - proseguono Caporale e
Chiavaroli - è quanto mai evidente come possa essere impossibile creare un
habitat idoneo e mantenere standard di vita in cattività appena accettabili per
animali particolari, come quelli che menziona esplicitamente la Commissione
Cites, nell'ambito dell'attività circense, che per sua natura deve spostarsi
continuamente e in posti diversissimi tra loro. D'altra parte anche negli zoo,
in alcuni casi vanamente ribattezzati 'bioparchi', è difficilissimo creare
habitat e standard di vita che riescano a sottrarre gli animali allo stress da
detenzione, che, purtroppo, in molti casi li porta alla morte. Nei Paesi più
civili è ormai sancito con legge il principio del benessere animale e tale
principio si applica anche agli animali degli allevamenti alimentari e al loro
trasporto. Dunque, vietare l'utilizzo degli animali nei circhi è una battaglia
di civiltà. Non è inutile ricordare che nell'ambito della stessa attività
circense ci sono circhi senza animali, che basano il loro spettacolo solo
sull'abilità delle persone, artisti cioè che mettono in gioco se stessi senza
coinvolgere esseri inconsapevoli di quello che fanno".
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