giovedì 1 marzo 2012

Ricerca: associazioni animaliste, raccolta firme contro Harlan e Green Hill Ricerca: associazioni animaliste, raccolta firme contro Harlan e Green Hill


Milano, 28 feb. (Adnkronos Salute) - Fronte comune delle associazioni animaliste contro la ditta Harlan di Correzzana (Monza-Brianza), che fornisce 'cavie' per le sperimentazioni scientifiche. Per dire no a questa società finita sotto i riflettori per una maxi-importazione di 900 macachi dalla Cina, ma anche per bloccare le attività dell'allevamento di cani beagle per test scientifici Green Hill di Montichiari (Brescia), le principali associazioni animaliste hanno lanciato online una raccolta di firme (www.firmiamo.it). L'iniziativa è promossa da Enpa (Ente nazionale protezione animali), Lav (Lega anti vivisezione), Leidaa (Lega italiana difesa animali e ambiente), Lndc (Lega nazionale difesa del cane) e Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali)."L'importazione dei 900 macachi destinati alla sperimentazione, da parte dell'allevamento Harlan, rappresenta un episodio senza precedenti che indigna l'Italia intera", si legge in una nota congiunta. "Ci aspettiamo che gli organismi preposti diano immediatamente seguito alla richiesta di controlli sull'intero iter che ha portato il ministero della Salute ad autorizzare tale importazione senza precedenti, sulle condizioni del trasporto e soprattutto sul rispetto delle norme vigenti in materia di tutela del benessere animale all'interno dell'allevamento, adottando, eventualmente, anche provvedimenti di sequestro degli animali detenuti. Riteniamo, inoltre, che debba essere rimesso in discussione il ruolo dell'Istituto superiore di sanità che fornisce il parere sulle autorizzazioni in deroga: Istituto che, incredibilmente - osservano le associazioni animaliste - svolge contemporaneamente sia il ruolo di controllore che di controllato".Enpa, Lav, Leidaa, Lndc e Oipa si rivolgono poi al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, perché "dia concreta e rapida attuazione alla proposta di legge da lui presentata qualche settimana fa e che prevede il divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione su tutto il territorio lombardo". Infine, le associazioni auspicano "che il Senato confermi gli emendamenti così come sono stati approvati dalla Camera dei deputati, in maniera da rendere esecutivo e inappellabile qualunque ricorso ad una eventuale legge regionale". "Le associazioni animaliste non intendono quindi fare sconti a nessuno", conclude la nota. "Ci rendiamo interpreti del sentimento dei milioni di italiani che amano gli animali e che non intendono più permettere che il nostro Paese ospiti simili e crudeli attività: queste multinazionali e le lobby che le tutelano non potranno più portare avanti i propri traffici di morte a casa nostra".

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