Oggi, 25 gennaio 2017, la Corte costituzionale si e' pronunciata sulle questioni di legittimita' costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari. La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilita' proposte dall'Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalita' del procedimento di formazione della legge elettorale, ed e' quindi passata all'esame delle singole questioni sollevate dai giudici. Nel merito, ha rigettato la questione di costituzionalita' relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l'illegittimita' costituzionale delle disposizioni che lo prevedono. Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in piu' collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d'elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalita', sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall'ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell'art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957. Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni. All'esito della sentenza, la legge elettorale e' suscettibile di immediata applicazione.
mercoledì 25 gennaio 2017
sabato 21 gennaio 2017
venerdì 20 gennaio 2017
domenica 18 dicembre 2016
CACCIA, WWF: “ANCHE IL CONSIGLIO DI STATO CI HA DATO RAGIONE”
PESCARA, 16 dicembre – Dieci giorni di caccia in più per tordo bottaccio, tordo sassello e cesena ma con la previsione che la stagione venatoria per queste ultime specie non può prolungarsi oltre il dieci gennaio. E’ quanto stabilito dall’ordinanza emessa oggi dal Consiglio di Stato, che si è così espresso sul ricorso di alcune associazioni venatorie e della Regione Abruzzo. Ordinanza che conferma anche come la caccia alla beccaccia non possa essere consentita oltre il 31 dicembre.
Una decisione quella del Consiglio di Stato salutata con soddisfazione dal Wwf, che sottolinea come nella sostanza l’ordinanza confermi quanto già stabilito dal Tar. Tribunale amministrativo a cui si era rivolto lo stesso Wwf, con un ricorso contro il calendario della Regione Abruzzo che consentiva al congtrario di cacciare queste stesse specie fino al 19 gennaio.
“La Regione emani ora un nuovo calendario con le modifiche confermate dal Consiglio di Stato – commenta Claudio Allegrino, coordinatore regionale delle guardie ambientali del WWf – e informi debitamente i cacciatori abruzzesi affinché non vadano a caccia con le regole ritenute illegittime dai giudici”.
Soddisfazione è stata espressa anche dall’avvocato Michele Pezone, che giudica “incomprensibile il tono trionfalistico usato a commento dell’ordinanza dai difensori delle associazioni venatorie che hanno proposto l’appello cautelare“.
“Il Consiglio di Stato ha infatti confermato la statuizione del Tar Abruzzo sulla chiusura della caccia alla beccaccia al 31 dicembre anziché al 19 gennaio – spiega il legale del Wwf – e ha prolungato il periodo di caccia per il tordo bottaccio, sassello e cesena solo fino al 10 gennaio e non al 19 come richiesto dalle associazioni venatorie. Di fatto l’ordinanza del Tar Abruzzo ha ampiamente retto al vaglio del Consiglio di Stato”.
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