venerdì 28 ottobre 2011

CACCIA: TAR SOSPENDE CUORE CALENDARIO VENATORIO REGIONE ABRUZZO

(AGI) - L'quila, 27 ott. - Il Tar di L'Aquila ha sospeso una buona parte del calendario venatorio della Regione Abruzzo, accogliendo il ricorso presentato da WWF, Animalisti Italiani e Lega Abolizione della Caccia.

"Nel nostro ricorso - dichiara l'avv. Michele Pezone, che ha curato il ricorso per le associazioni - abbiamo sollevato numerose questioni circa la legittimita' del comportamento della Giunta regionale che, nel formulare il calendario venatorio 2011-2012, aveva largamente disatteso il parere dell'Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione dell'Ambiente (ISPRA), massimo organismo scientifico dello Stato. In particolare la Giunta regionale ha completamente stravolto i periodi di caccia per le singole specie che erano stati suggeriti dall'ISPRA, allungando il periodo di caccia per ben 27 di queste. Il Tar - spiega il legale - ha ritenuto che la Giunta regionale non ha motivato adeguatamente tutti questi abnormi scostamenti dai periodi indicati dall'ISPRA. Inoltre il TAR ha censurato la Regione anche sugli orari di caccia".

Per Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF, "e' l'ennesima sconfitta della Regione Abruzzo in materia venatoria. L'ordinanza del TAR colpisce il cuore stesso del Calendario Venatorio, i periodi di apertura della caccia. La deriva filovenatoria della Direzione Agricoltura e del relativo ufficio caccia e l'estremismo dell'assessore Febbo stanno causando un vero e proprio caos nel settore della caccia a discapito della conservazione delle specie. Ad agosto abbiamo prima visto abortire, grazie alla nostra determinazione e all'opposizione di alcuni consiglieri regionali di minoranza, il tentativo da parte della maggioranza di varare il calendario venatorio per legge regionale. Da agosto in poi, la Giunta ha varato ben tre diverse versioni del Calendario, cosa che non l'ha messa al riparo dalle censure del Tar. Ora - dice Caserta - la Giunta regionale deve gettare la spugna ed arrendersi all'evidenza, adeguando immediatamente i periodi di caccia per tutte le specie alle indicazioni dell'ISPRA". (AGI) Com/Ett

giovedì 27 ottobre 2011

Confermata la condanna in appello per i veterinari ASL de L'Aquila

La Corte d’Appello di L’Aquila ha confermato la sentenza di primo grado a carico del Direttore del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL di L’Aquila, e di un veterinario del Servizio Veterinario di Sanità Animale della medesima ASL, condannati a due mesi e dieci giorni di reclusione per l’uccisione di nove cuccioli di cani randagi avvenuta nell’ottobre 2004.
La Corte ha ribadito l’applicazione dell’articolo 544 bis del Codice penale “uccisione per crudeltà o senza necessità” e dell’articolo 110 del Codice penale “concorso in più azioni esecutive di uno stesso disegno criminoso”, già avvenuta con la sentenza del 2007.
Il 26 ottobre del 2004 il Direttore aveva ordinato la soppressione dei nove cagnolini, poi materialmente eseguita dal coimputato mediante iniezione di Tanax. Gli animali erano stati trovati nel giardino di un uomo, che aveva chiesto l’intervento della ASL per portarli in canile e (ironia della sorte) salvarli. Il Dirigente della ASL, invece, decise di procedere alla soppressione, asserendo presunti motivi di “ordine pubblico” ritenuti inesistenti già in primo grado.
In sede d’udienza gli imputati hanno sostenuto di aver agito legittimamente poiché il proprietario del terreno in cui furono trovati i cuccioli avrebbe dichiarato che gli animali erano di sua proprietà e ne avrebbe quindi chiesto la soppressione: “a parte il fatto che al dibattimento di primo grado cui partecipavo personalmente –dichiara Gian Luca Scagliotti responsabile Ufficio Legale Lega Nazionale per la Difesa del Cane- la circostanza non è stata confermata importante è il principio che è stato confermato dalla Corte d’Appello: il detentore di un animale non ne ouò disporre più come una cosa ma ha precisi obblighi e doveri che investono anche il medico veterinario il cui dovere è curare gli animali e non sopprimerli, se non per certificata incurabilità o comprovata pericolosità come previsto fin dalla L. 281 del 91.”
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede che il procedimento disciplinare -sicuramente già in corso- si concluda con la radiazione dei due veterinari dalla professione stante l’evidenza della violazione del Codice Deontologico della professione secondo il quale l’iscritto deve operare “alla promozione del rispetto degli animali ed al loro benessere in quanto esseri senzienti”. Il comportamento dei due veterinari aquilani ha sicuramente violato questa regola base, precondizione etica per l’appartenenza ad una categoria professionale che saprà reagire con forza ed onestà.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane, costituitasi parte civile, ringrazia infine l’avvocato Michele Pezone, del Foro di Pescara, per l’assistenza fornita durante il secondo grado di giudizio.

giovedì 28 luglio 2011

LA VERA STORIA DI CAPPUCCETTO ROSSO E LUPO PUPO



Nell’ambito del Festival del Fumetto “Indipendent Comics Contest Fan” che si svolgerà ad Atessa (Ch) i giorni 29.30.31 luglio in Piazza Oberdan e nella Sala Polivalente, l’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” presenterà venerdì 29 luglio alle ore 19.00 la “Vera Storia di Cappuccetto Rosso e Lupo Pupo”, fiaba illustrata nata dalla penna di Michele Pezone e dalla matita di Fabio Malfagìa.

In questa Fiaba si narra la vera natura degli animali e nessuna nonnina viene mangiata, nessun lupo muore e il bosco diventa un fantastico luogo da scoprire…

Saranno presenti:

Walter Caporale, Presidente Nazionale Associazione “Animalisti Italiani Onlus”
Michele Pezone, scrittore de “La vera storia di Cappuccetto Rosso e Lupo Pupo”.
Fabio Malfagìa, illustratore

sabato 23 luglio 2011

Francavilla nel Parco della Costa Teatina?

Il Circolo di Francavilla al Mare di Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che il Parco Nazionale della Costa Teatina, previsto dalla L. n. 93 del 23 marzo 2001 “Disposizioni in campo ambientale”, rappresenti una straordinaria opportunità per la tutela, la promozione e la valorizzazione del territorio, dell’ambiente, del paesaggio, quali risorse a beneficio dell’intera comunità locale.
Si tratta, infatti, da un lato di preservare un patrimonio naturale di grande rilievo dai rischi della “petrolizzazione” e della speculazione edilizia; dall’altro di rafforzare un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale e sull’alta qualità delle produzioni agricole, per la cui affermazione gli enti locali e lo stesso mondo imprenditoriale già da tempo hanno fatto scelte precise e cospicui investimenti.
Su questo terreno non è possibile rimanere fermi: o si rilanciano e si rendono ancora più incisive le politiche di sviluppo sostenibile o si assisterà in breve tempo all’affermazione delle trivellazioni e del Centro Oli che comprometterebbero la nostra costa e le attività produttive dell’intero territorio interessato.
Francavilla deve assumere un ruolo da protagonista in questo processo, pertanto chiediamo che l’Amministrazione Comunale, vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 31/1/2008 avente ad oggetto “ Parco Nazionale della Costa Teatina-Perimetrazione area”, partecipi a pieno titolo al Tavolo Tecnico di Coordinamento e all’attivazione del Parco che dovrà essere istituito entro il 30 settembre2011, pena l’intervento di un Commissario ministeriale.
Dopo gli anni della speculazione selvaggia e quelli della politica di “facciata” da Città Slow (mentre si progettavano e si autorizzavano opere molto discutibili quali il porto e il resort) è giunto il tempo di fare sul serio una politica rigorosa di tutela e di valorizzazione del territorio, puntando a creare qualificate occasioni di sviluppo economico, turistico e culturale per migliorare la qualità della vita e dei servizi.
Per approfondire queste tematiche il Circolo di Francavilla al Mare di SEL chiede all’Amministrazione comunale un incontro urgente.