Sedici mesi, il massimo della pena. Questa la condanna per i quattro giovani calabresi che a Sangineto, provincia di Cosenza, hanno impiccato e ucciso a bastonate il cane Angelo, emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Paola, Alfredo Cosenza. L’esecuzione della pena per Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro e Francesco e Luca Bonanata è stata sospesa subordinandola a sei mesi di lavori di pubblica utilità da svolgersi presso associazioni animaliste, in un canile municipale. “Il buon esito dell’attività dovrà comunque essere certificato dal responsabile della struttura”, spiega l’Enpa in una nota. Inoltre, per gli imputati del gesto efferato avvenuto il 24 giugno scorso, il giudice monocratico del tribunale di Paola ha stabilito il pagamento di duemila euro di risarcimento danni per ciascuna parte civile, tra cui il Comune di Sangineto e una ventina di associazioni e il pagamento delle spese processuali. Il giudice Cosenza ha anche disposto la confisca del badile utilizzato dai quattro imputati per uccidere il cane Angelo dopo averlo sottoposto a sevizie. Sin dal primo mattino, in attesa della sentenza, l’Associazione animalisti italiana ha attuato un sit in davanti il palazzo di giustizia.
domenica 28 maggio 2017
sabato 29 aprile 2017
Processo per l’uccisione del cane Angelo, i quattro imputati chiedono il rito abbreviato
martedì 7 marzo 2017
Giornata della Natura. Nove associazioni firmano la Carta di Roma
Roma, 3 marzo 2017 - In occasione del World WildLife Day, la giornata internazionale della natura indetta dalle Nazioni Unite, le associazioni ENPA, Il Rifugio degli asinelli, Italian Horse Protection, LAV, Legambiente, Lega nazionale per la difesa del cane, Lipu-BirdLife Italia, Rete dei santuari di animali liberi in Italia, WWF Italia hanno scritto questa mattina al presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome Stefano Bonaccini, inviando loro la “Carta di Roma” per il recupero degli animali salvati non a fini di lucro, appena sottoscritta dai rappresentanti delle nove associazioni.
Carla Rocchi, presidente nazionale ENPA, Barbara Massa, direttrice nazionale Il RIFUGIO degli ASINELLI, Sonny Richichi, presidente nazionale Italian Horse Protection, Gianluca Felicetti, presidente nazionale LAV, Rossella Muroni, presidente nazionale LEGAMBIENTE, Michele Pezone, responsabile diritti animali LEGA NAZIONALE per la DIFESA del CANE, Fulvio Mamone Capria, presidente nazionale Lipu-BirdLife Italia, Patrizia Fantilli, direttore ufficio legale WWF Italia si sono appositamente incontrati presso una delle tante strutture esistenti in Italia, il Centro di Recupero della Fauna Selvatica attivo a Roma e gestito da Lipu-BirdLife Italia, che vive giornalmente l’assenza normativa, i ritardi e l’assenza cronica di risorse economiche da parte delle Istituzioni competenti.
mercoledì 25 gennaio 2017
ITALICUM. CONSULTA BOCCIA BALLOTTAGGIO. SALVATO IL PREMIO DI MAGGIORANZA.
Oggi, 25 gennaio 2017, la Corte costituzionale si e' pronunciata sulle questioni di legittimita' costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari. La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilita' proposte dall'Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalita' del procedimento di formazione della legge elettorale, ed e' quindi passata all'esame delle singole questioni sollevate dai giudici. Nel merito, ha rigettato la questione di costituzionalita' relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l'illegittimita' costituzionale delle disposizioni che lo prevedono. Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in piu' collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d'elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalita', sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall'ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell'art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957. Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni. All'esito della sentenza, la legge elettorale e' suscettibile di immediata applicazione.
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