sabato 21 gennaio 2017
venerdì 20 gennaio 2017
domenica 18 dicembre 2016
CACCIA, WWF: “ANCHE IL CONSIGLIO DI STATO CI HA DATO RAGIONE”
PESCARA, 16 dicembre – Dieci giorni di caccia in più per tordo bottaccio, tordo sassello e cesena ma con la previsione che la stagione venatoria per queste ultime specie non può prolungarsi oltre il dieci gennaio. E’ quanto stabilito dall’ordinanza emessa oggi dal Consiglio di Stato, che si è così espresso sul ricorso di alcune associazioni venatorie e della Regione Abruzzo. Ordinanza che conferma anche come la caccia alla beccaccia non possa essere consentita oltre il 31 dicembre.
Una decisione quella del Consiglio di Stato salutata con soddisfazione dal Wwf, che sottolinea come nella sostanza l’ordinanza confermi quanto già stabilito dal Tar. Tribunale amministrativo a cui si era rivolto lo stesso Wwf, con un ricorso contro il calendario della Regione Abruzzo che consentiva al congtrario di cacciare queste stesse specie fino al 19 gennaio.
“La Regione emani ora un nuovo calendario con le modifiche confermate dal Consiglio di Stato – commenta Claudio Allegrino, coordinatore regionale delle guardie ambientali del WWf – e informi debitamente i cacciatori abruzzesi affinché non vadano a caccia con le regole ritenute illegittime dai giudici”.
Soddisfazione è stata espressa anche dall’avvocato Michele Pezone, che giudica “incomprensibile il tono trionfalistico usato a commento dell’ordinanza dai difensori delle associazioni venatorie che hanno proposto l’appello cautelare“.
“Il Consiglio di Stato ha infatti confermato la statuizione del Tar Abruzzo sulla chiusura della caccia alla beccaccia al 31 dicembre anziché al 19 gennaio – spiega il legale del Wwf – e ha prolungato il periodo di caccia per il tordo bottaccio, sassello e cesena solo fino al 10 gennaio e non al 19 come richiesto dalle associazioni venatorie. Di fatto l’ordinanza del Tar Abruzzo ha ampiamente retto al vaglio del Consiglio di Stato”.
domenica 2 ottobre 2016
Il Tar Abruzzo conferma le censure al calendario venatorio e ne boccia una parte, soddisfazione del WWF
L’associazione ambientalista si dice soddisfatta per la decisione del Tar perché “la la tutela della fauna selvatica, patrimonio della collettività, viene prima degli interessi dei cacciatori”.
Di seguito riportiamo il comunicato del WWF
Fonte: rete8Da poco emessa l’ordinanza del TAR Abruzzo che, accogliendo il ricorso del WWF Italia, sospende l’efficacia del calendario venatorio 2016/17 della Regione Abruzzo per quanto riguarda l’estensione del periodo di caccia fino a gennaio ad alcune specie avifaunistiche (Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo sassello). Grande soddisfazione viene espressa da Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF Abruzzo: “è una sconfitta di chi ha voluto impostare la gestione venatoria senza ascoltare le nostre proposte che semplicemente chiedevano un po’ di buon senso e il rispetto delle normative italiane e comunitarie”. Dopo che nelle scorse settimane il TAR Abruzzo aveva sospeso il calendario venatorio regionale di fatto impedendo preapertura e apertura della caccia a settembre, ieri i giudici del Tribunale abruzzese hanno ritenuto di primaria importanza il rispetto delle indicazioni dell’ISPRA, l’Istituto nazionale che fornisce pareri sulla materia venatoria, e hanno rigettato le ragioni addotte dalla Regione per giustificare il prolungamento dei periodi di caccia. Dieci avvocati tra quelli della Regione Abruzzo e quelli delle associazioni venatorie sono intervenuti ieri in udienza a L’Aquila per difendere un indifendibile calendario venatorio. Dalla parte della fauna e della stragrande maggioranza di abruzzesi contrari alla caccia il solo avvocato del WWF, l’avv. Michele Pezone che, nonostante l’evidente disparità nei numeri è riuscito a dimostrare la fondatezza delle posizioni dell’Associazione. I giudici hanno giustamente applicato il principio di precauzione secondo il quale non è possibile allungare i periodi di caccia fino a gennaio senza studi e monitoraggi delle specie sul territorio. Perché la Regione Abruzzo, al pari di tante altre regioni italiane, continui a seguire i diktat delle associazioni venatorie, rimediando così sonore sconfitte davanti alla magistratura amministrativa è qualcosa di inspiegabile”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia che ha firmato il ricorso per l’Associazione. “Sono anni che puntualmente i calendari venatori abruzzesi subiscono delle pesanti censure. Viene da chiedersi se gli amministratori e i funzionari regionali agirebbero così se fossero direttamente chiamati a pagare per le loro scelte, invece di far ricadere i costi amministrativi e legali di questi comportamenti sulla testa dei contribuenti. Il WWF rinnova ancora una volta l’invito alla Regione a cambiare strada e ad aprire un confronto serio con il mondo ambientalista per giungere ad una gestione faunistica corretta.
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