lunedì 11 novembre 2024

Caccia al cervo in Abruzzo, il Consiglio di Stato dice no


Non saranno abbattuti i 469 cervi oggetto della delibera della Giunta regionale d’Abruzzo n. 509 dell’8 agosto 2024 che detta le regole sul prelievo in forma selettiva del cervo e del relativo piano di abbattimento distinto per sesso e classi di età.

Lo ha deciso il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, che ha sospeso il provvedimento regionale accogliendo l’appello di varie associazioni animaliste e ambientaliste. I giudici di secondo grado hanno ribaltato l’ordinanza del Tar Abruzzo che aveva rigettato il ricorso delle associazioni contrarie all’abbattimento degli animali. Sarà proprio il Tar, ora, che dovrà pronunciarsi di nuovo nel merito, come stabilito nell’ordinanza del Consiglio di Stato del 7 novembre.
    “La gioia per questo risultato è immensa. Non solo per la salvezza di questi cervi, ma anche perché, seppure in una fase cautelare, abbiamo fatto affermare un principio importante sulla necessità di effettuare i monitoraggi che erano stati previsti in sede di valutazione ambientale del piano faunistico venatorio e che non sono stati effettuati”. Lo ha dichiarato all’ANSA l’avvocato Michele Pezone, che ha curato il ricorso al Consiglio di Stato contro l’abbattimento dei 469 cervi.
    “Si tratta di monitoraggi da effettuarsi anche su base annuale, per raccogliere indicatori sull’incidenza del prelievo dei cervi su altre specie particolarmente protette, come lupi e orsi. E’ inutile prevedere questi monitoraggi se poi non ci sono conseguenze dalle loro omissioni – ha sottolineato il legale – Devo inoltre dire che mai come in questo caso abbiamo sentito l’affetto e il sostegno dei cittadini di una intera regione che hanno seguito ogni passo di questa avventura e ci hanno fatto sentire la loro vicinanza”.

Fonte: ansa.it

martedì 17 settembre 2024

Abbattimento cervi: dopo il sit-in a L'Aquila si prepara il ricorso al TAR

 “Un’ondata di indignazione ha attraversato ieri mattina Piazza Regina Margherita a L’Aquila, che ha ospitato il sit-in organizzato dalle associazioni ambientaliste e animaliste per chiedere al governo regionale di fermare l’uccisione di 469 cervi in Abruzzo”.

E’ il commento del WWF Abruzzo all'indomani della manifestazione aquilana contro l’abbattimento selettivo dei cervi in Abruzzo. 

Le associazioni hanno denunciato con forza quella che definiscono “una scelta politica mascherata da necessità, sottolineando come la giunta regionale stia usando la scusa dei danni all’agricoltura e dei rischi per la sicurezza stradale per giustificare l’apertura della caccia al Cervo, che fino alla pubblicazione della delibera dell’8 agosto, in Abruzzo non era cacciabile”. 

Al sit-in hanno partecipato le associazioni promotrici: WWF, Altura, Animalisti Italiani, Appennino Ecosistema, CADAPA Sezione Abruzzo, CAI Abruzzo, Coordinamento Associazioni Volontari Abruzzesi Animali e Ambiente – L’Aquila, Dalla Parte dell’Orso, ENPA, GADIT Guardie Ambientali d’Italia –Teramo, Guardie Ambientali Italicum Roseto degli Abruzzi, Guide del Borsacchio, Italia Nostra Abruzzo, LAV, Lega Italiana dei Diritti dell’Animale sezione di Teramo, Lipu Abruzzo, Lndc Animal Protection, OIPA, Pro Natura L’Aquila, Rifiuti Zero Abruzzo, Salviamo l’Orso, Tutela Animali Invisibili, alcune cooperative che operano nel settore delle aree protette e del turismo esperienziale (Cogecstre, FederPate-Abruzzo Attrattivo) e i partiti politici Movimento 5 stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Rinascimento Vittorio Sgarbi, Partito animalista europeo, Partito animalista D.A.I.N.O. 

La manifestazione, pacifica ma piena di energia, ha mandato un chiaro segnale alla giunta regionale che non può restare sorda a un appello così corale e trasversale. 

Gli avvocati delle associazioni sono a lavoro per preparare il ricorso al Tar, “ma l’augurio è quello che si torni indietro, si ascoltino le richieste dei cittadini e si trovino soluzioni alternative e davvero risolutive per le problematiche relative ai danni all’agricoltura e al rischio di incidenti stradali”.  

da news-town.it

domenica 12 maggio 2024

Elezioni europee: a Roma l’evento “Vote for Animals” con i candidati

Molto partecipato l'evento organizzato dalle associazioni promotrici della campagna “Anche gli animali votano” che si è tenuto il 10 maggio a Roma a Esperienza Europa, lo spazio dedicato all'UE promosso dal Parlamento e dalla Commissione europea e intitolato a David Sassoli.

La campagna europea, lanciata da Eurogroup for Animals a febbraio di quest'anno, ha l'obiettivo di chiedere alle forze politiche e ai candidati/e di impegnarsi per garantire maggiori tutele agli animali in UE, tra cui il sostegno dell'eliminazione graduale delle gabbie negli allevamenti e di una riforma ambiziosa della legislazione europea sul benessere animale con alti standard e specifici avanzamenti per tutte le specie.

La campagna è presente in tutti e 27 i Paesi, che vede già 397 firmatari in UE, ma siamo solo all'inizio.

Durante l'evento, moderato da Diana Letizia (direttrice di Kodami), sono intervenuti Simone Montuschi di Essere AnimaliRoberto Bennati di LAVAlessandro Ricciuti di Animal Law Italia, Annamaria Pisapia CIWF Italia, il cuoco e scrittore Lorenzo Biagiarelli e Salvatore Borghese di YouTrend - Quorum.

I membri delle associazioni hanno parlato della campagna Vote for Animals e del lavoro che hanno svolto a livello politico nell'ultima legislatura UE, ma anche dell'importanza delle istituzioni europee nel migliorare la normativa che riguarda gli animali e delle richieste specifiche per gli animali allevati.

Presenti anche 18 candidati e candidate, alcuni in video collegamento, delle principali forze politiche per confrontarsi con associazioni, media e società civile dell'importanza del benessere animale e della sostenibilità ambientale e alimentare per i prossimi 5 anni di lavoro presso le istituzioni europee.

Nello specifico sono intervenuti: Paola Bernasconi (Centro) Verdi - AVS, Paolo Bernini (Nord Est) Movimento 5 Stelle, Luca Boccoli (Centro) Verdi - AVS, Cinzia Bonfrisco (Centro) Lega, Francesco Emilio Borrelli (Sud) Verdi - AVS, Eleonora Evi (Nord Ovest) Partito democratico, Alfonso Maria Gallo (Sud) Più Europa, Martina Pluda (Nord Est) Movimento 5 Stelle, Manuela Zambrano (Sud) Più Europa, Andrea Zanoni (Nord Est) Partito Democratico, Annalisa Corrado (Nord Est) Partito Democratico, Maria Angela Danzì (Nord Ovest) Movimento 5 Stelle, Cristina Guarda (Nord Est) Verdi - AVS, Barbara Masini (Centro) Azione, Benedetta Scuderi (Nord Ovest) Verdi, Dario Tamburrano (Centro) Movimento 5 Stelle, Massimiliano Smeriglio (Centro) Verdi - AVS, Brando Benifei (Nord Ovest) Partito Democratico.

Sono già 54 i candidati e le candidate che hanno aderito ai punti del manifesto stilato dalle associazioni per la campagna Vote for animals in Italia e il numero è in costante aumento. Tra questi ci sono i candidati alla lista del MoVimento 5 Stelle, del Partito Democratico, di Alleanza Verdi e Sinistra, di Azione, Stati Uniti d'Europa, Forza Italia e Lega. In particolare, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa hanno sottoscritto il programma anche come forze politiche, si auspica che anche le altre forze politiche vogliano intraprendere la medesima scelta.

Un sondaggio commissionato dalle associazioni a Youtrend/Quorum, e pubblicato ad aprile, ha messo in evidenza come la schiacciante maggioranza degli italiani e delle italiane, l'85%, voglia maggiori tutele per tutti gli animali, inclusi quelli negli allevamenti.

Gli italiani e le italiane ad avere a cuore la salvaguardia degli animali sono una maggioranza schiacciante all'interno di tutti i segmenti demografici: uomini e donne, giovani e anziani, elettori di destra, di centro e di sinistra.

Non sorprende quindi che nelle scorse settimane migliaia di cittadine e cittadini abbiano partecipato al mail bombing inviando ai partiti 7.800 e-mail per chiedere di aderire alla campagna Vote for animals e inserire quindi nei loro programmi 10 punti per la difesa degli animali.

*Le associazioni che aderiscono a Vote for Animals sono Animal Equality Italia, Animalisti Italiani, Animal Law Italia, CIWF Italia, ENPA, Essere Animali, LAC, LAV, LEIDAA, LNDC Animal Protection e Save the Dogs and Other Animals.

sabato 6 aprile 2024

Europee: Conte, 'in programma M5S tutela animali, con maggioranza indietro lancette storia'


Roma, 3 apr. (Adnkronos) - "La difesa dell’ambiente e la tutela degli animali richiedono coraggio, impegno costante e un’azione forte e convinta nelle Istituzioni. Oggi abbiamo ascoltato le associazioni che in queste settimane sono impegnate nella campagna europea #VoteForAnimals. Con loro abbiamo condiviso obiettivi che sono nel nostro programma e abbiamo ascoltato altre idee utili per renderlo sempre più forte e coraggioso sul versante della difesa a oltranza degli animali, del patrimonio ambientale, di un netto no a certe logiche di consumo e sfruttamento. È ancora più importante farlo in un momento in cui in Parlamento la maggioranza porta indietro le lancette della storia, mettendo in campo proposte anacronistiche, non ultima la surreale deregulation sulla caccia". 
 Lo scrive su X il leader del M5S Giuseppe Conte.
"Abbiamo cambiato radicalmente la prospettiva dell’Italia riuscendo a modificare la nostra Costituzione, che oggi grazie a noi prevede la difesa dell’ambiente e degli animali. C'è ancora tanto da fare e non permetteremo che venga fatta carta straccia del lavoro fatto. Non abbasseremo la guardia", conclude l'ex premier.

ildubbio.news

mercoledì 31 gennaio 2024

Caccia, proposta di legge Bruzzone C. 1548, audizione delle associazioni in Commissione Agricoltura: ritirare la PDL è incostituzionale e contraria alle norme europee


Ritirare la proposta di legge che ha come primo firmatario il deputato leghista Francesco Bruzzone e che ha come obiettivo lo smantellamento della legge 157/92, la normativa di tutela della fauna selvatica italiana, in conformità a quanto previsto da direttive europee e convenzioni Internazionali, in favore della “caccia no-limits”. È quanto hanno chiesto le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Leidaa, Lipu, Lndc Animal Protection, Oipa, Federazione Nazionale Pro Natura e Wwf Italia nel corso dell’audizione che si è tenuta questo pomeriggio presso la Commissione Agricoltura della Camera sul testo in questione.

«La proposta di legge Bruzzone prosegue nella strada della deregulation venatoria selvaggia operata negli ultimi mesi dal Governo e dal Parlamento, e mette a serio rischio la sopravvivenza di molte specie selvatiche che, in caso di approvazione della pdl., saranno nel mirino delle doppiette sette giorni su sette, senza tregua e senza alcuna possibilità di sottrarsi alle fucilate dei cacciatori», spiegano le Associazioni. «Ma la proposta di legge del deputato leghista è anche uno schiaffo all’Europa e alla nostra stessa Costituzione, il cui articolo 9 recentemente novellato – proseguono le associazioni ambientaliste e animaliste - cita espressamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali».

 Molti gli articoli della Pdl Bruzzone contestati dalle associazioni durante l’audizione, a partire da quello (lettera C dell’articolo 6) che prevede la possibilità di sparare 7 giorni su 7, abolendo di fatto quelle giornate di silenzio venatorio che per migliaia di animali rappresentano una fondamentale, per quanto limitata, tregua dalle fucilate. Scandalosa l’ipotesi di non sospendere più la licenza a chi è condannato in via definitiva per il reato di caccia di frodo  periodo di divieto generale.

Obiettivo dell’articolo 2, invece, è quello di riconoscere un vero salvacondotto a quelle regioni che, più o meno intenzionalmente, dovessero approvare calendari venatori “illegittimi”. La pdl. propone infatti che tali calendari siano e emanati come provvedimento legislativo regionale (per di più con validità quinquennale) e non più come atto amministrativo stagionale . ___ «Ciò significa che nel caso in cui vi fossero violazioni normative, i calendari non potrebbero più essere impugnati, ed eventualmente sospesi in via cautelare dai TAR.

Sotto accusa sono finiti anche gli articoli 1 e 5 che, di fatto, finiscono per depenalizzare e liberalizzare i traffici degli uccelli imprigionati e sfruttati come richiami vivi, vanificando la tracciabilità degli animali. «Oggi possono essere usati come richiamo soltanto gli esemplari allevati, non quelli catturati in natura. È evidente che eliminare la tracciabilità tramite anelli metallici inamovibili – spiegano Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Leidaa, Lipu, Lndc Animal Protection, Oipa, Federazione Nazionale Pro Natura e Wwf Italia – non permetterà di distinguere tra un richiamo allevato e uno fraudolentemente catturato in natura».

Infine, la proposta di consentire la caccia  con impiego di termocamera per uso notturno è in aperto contrasto coi divieti sanciti  in proposito dalla "Direttiva Habitat” dell’UE e dalla Convenzione di Berna sulla tutela della vita selvatica in Europa.