lunedì 10 dicembre 2018

Sicilia: "Folli linee guida contro il randagismo"

A quanto pare la Sicilia intende rimanere una fabbrica di cani e gatti vaganti e lo vuole istituzionalmente, avendo perseguito l'obiettivo con la redazione di nuove Linee guida per il contrasto e la prevenzione nei riguardi del fenomeno del randagismo dai contenuti strabilianti.
Subito contestate da LNDC-Animal Protection che pure aveva partecipato mettendo a disposizione tutta la propria esperienza, attraverso la rappresentanza legale di Catania costituita dagli avvocati Tania Cipolla e Irene Rizza (in collaborazione con la Confederazione Associazioni Animaliste Sicilia tra cui L'Altra Zampa), all'iter di elaborazione del documento.
"Ma i nostri suggerimenti sono stati disattesi, per lasciare spazio a un documento privo di qualunque buon senso" spiega Piera Rosati, presidente LNDC. "Nel testo si arriva ad affermare che le sterilizzazioni di massa possono risultare controproducenti anziché centrali per arginare il fenomeno del randagismo! A tal proposito si fa riferimento a fantomatiche 'recenti acquisizioni scientifiche' senza però entrare nel dettaglio per supportare una simile tesi. Fermo restando, in ogni caso, che vere e proprie campagne di sterilizzazioni di massa in Sicilia non ci sono mai state, e il risultato è evidente.”
Ma non è tutto. Anziché incoraggiare il censimento della popolazione canina, queste bizzarre Linee guida siciliane subordinerebbero a una sanzione l'applicazione del microchip ad animali di età superiore a sessanta giorni, scoraggiando così chi non è ancora in regola a compiere il proprio dovere. Al contempo, si pongono severi e ingiustificati limiti all'opera di volontariato animalista nei canili esistenti, e si vieta alle associazioni di progettare nuovi rifugi. Perché?
Commenta Piera Rosati: “La Sicilia rischia di fare un passo indietro di decenni nella lotta al randagismo che, è bene ricordarlo, nella Regione rappresenta da sempre un’emergenza infinita. Si pensa a utilizzare dei droni per monitorare gli animali anziché puntare tutto sulla sterilizzazione dei randagi e sull’incentivazione della sterilizzazione dei cani di proprietà che potrebbe realmente porre un freno alla proliferazione di animali liberi sul territorio, insieme alla microchippatura a tappeto di tutti i cani. Manca inoltre qualsiasi riferimento a campagne di sensibilizzazione e informazione sulla corretta gestione degli animali e sulle leggi a loro tutela, che sono assolutamente fondamentali in un contesto come quello siciliano.”
Mentre l'avvocato Michele Pezone, responsabile Diritti Animali LNDC, ha inviato una dettagliata lettera a Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia, e all’assessore alla Sanità regionale Ruggero Razza, esponendo le gravi criticità delle Linee guida di cui è stato messo a conoscenza anche il Ministero della Salute.
Margherita d'Amico - Il richiamo della Foresta - repubblica.it

venerdì 2 novembre 2018

Un film per insegnare ai bambini che il cane è un "Angelo" da amare (articolo tratto da ilgiornale.it)

Angelo aveva quattro zampe e un coda. Ora ha un'aureola. E un film, dedicato a lui e a tutti i suoi simili torturati dalla crudeltà umana.
Angelo è morto nel 2016 per le barbarie subite da un gruppo di quattro ragazzi, poi condannati alla pena più grave. Peccato che sia stata irrisoria. Un anno e quattro mesi con la condizionale trasformati in altrettante settimane come volontari in un canile. In buona sostanza come mettere un pedofilo tra gli educatori di un asilo. Morale, la prima a cambiare deve essere la giustizia.
Angelo, life of a street dog è un cortometraggio in sua memoria, firmato d Andrea Dalfino e prodotto dalla Lega nazionale per la difesa del cane, presieduta da Piera Rosati. Verrà proposto alle scuole nella sua funzione didattica ed educativa per evitare che nascano altri criminali, capaci di far del male ai tanti Angelo in giro per le strade del mondo. Il progetto di proiettarlo prima delle visioni cinematografiche è ancora un percorso difficile, ma non è detto che la sensibilità dei buoni dia l'esempio all'amoralità del commercio.
Eppure una notizia buona esiste. Il protagonista del film è uscito dal canile per arrivare sul set. Lapo, pochi anni e un mantello bianco come «sant'Angelo», non ha avuto bisogno di maestri e ha fatto il cane di strada. Cioè è tornato se stesso. Forse ha anche temuto che dopo quelle scorrazzate libere, la celebrità di trovarsi al centro della scena, coccole e attenzioni, il suo destino fosse quello di tornare dietro le sbarre. Invece così non è stato. Al termine delle riprese in canile è riapparso, ma solo per dire a suon di bau, che il regista l'aveva adottato. E ieri lo ha atteso una passerella e uno scroscio di applausi dalla platea milanese della Mondadori di piazza Duomo dove il film è stato presentato. Pettorina all'ultima moda, ha sorriso a modo suo e poi via verso la meritata ciotola di pappa.
Il cortometraggio, che poi tanto corto non è e si porta via una mezz'oretta scarsa, è stato mostrato nella città dei cani, Milano, dove non si registrano maltrattamenti né randagismo. Anzi, si eccede in senso opposto e l'etologo Roberto Marchesini non ha evitato di tirare le orecchie a chi umanizza Fido. «Bisogna accettare la loro diversità anche quando annusano qualcosa di sconveniente. Sono cani. Non sono nati per stare sul divano ma per uscire e divertirsi con i loro compagni. Non hanno paura a sporcarsi i piedini se piove». E ieri diluviava. In platea però qualche meticcio si è guardato il film senza fiatare. Ma, vivaddio, consoliamoci almeno con questa dannata metropoli che i cagnolini non li maltratta. Li ama forse più del dovuto. Meglio qualche peccatuccio che... Angelo.
Stefano Giani 30/10/2018 - ilgiornale.it

venerdì 26 ottobre 2018

Giustizia per Raol

Se già il doppio appuntamento estivo del Palio di Siena è più che sufficiente a riscaldare gli animi grazie alla morte, nel corso degli anni, di diverse decine di cavalli, l'orribile incidente occorso nella superflua edizione straordinaria dell'evento ha reso questa tradizione (o comunque il caparbio modo in cui viene gestita) definitivamente odiosa a molta opinione pubblica.
Dopo il decesso di Raol, il cavallo costretto a correre lo scorso 20 ottobre per la contrada della Giraffa lungo le pericolosissime curve del famoso tracciato, le associazioni hanno deciso di non limitarsi alle dichiarazioni. Animalisti Italiani, LNDC-Animal Protection, OIPA e Progetto Islander annunciano un esposto.
Dice l'avvocato Michele Pezone, responsabile Diritti Animali LNDC: "Solleciteremo la Procura competente affinché ponga in atto ogni misura per accertare se vi siano possibili responsabilità da punire a norma di legge".

giovedì 18 ottobre 2018

Stop all’uso delle gabbie negli allevamenti: il Ministro Grillo inaugura la mostra alla Camera dei Deputati


Lancio italiano, presso la Camera dei Deputati, alla presenza del Ministro della Salute Giulia Grillo e di deputati e senatori, della campagna europea per chiedere la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti.
Giulia Grillo: “Ci sarà un impegno da parte di questo Ministero nel vigilare e lavorare sul benessere degli animali, promuovendo quelle politiche che vadano in questa direzione. Mi auguro che questa iniziativa dei cittadini raggiunga l’obiettivo prefissato di un milione di firme.”
Nell’Unione europea sono almeno 300 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno. Nel nostro Paese circa 50 milioni di animali – conigli, galline, scrofe, vitelli e quaglie – sono costretti a vivere in spazi estremamente ristretti: un foglio A4 per galline e conigli, l’area di uno smartphone per le quaglie, e sbarre così strette da non potere girare su se stesse e prendersi cura dei propri piccoli per le scrofe. Questi animali trascorrono gran parte o tutta la loro vita senza poter esprimere i comportamenti che sono per loro naturali: le galline non possono stendere le ali, i conigli non possono stare sulle zampe posteriori o stendersi lateralmente, le quaglie non possono volare, le scrofe grufolare e preparare il nido per i loro piccoli.
Secondo il movimento europeo dei cittadini che lavora per migliorare le condizioni di vita degli animali, l’uso delle gabbie negli allevamenti è una barbarie istituzionalizzata e del tutto anacronistica. Per questo il movimento si è raccolto compatto nella più grande coalizione mai riunitasi per un’iniziativa europea dei cittadini. End the Cage Age comprende, infatti, più di 130 associazioni, di cui 19 in Italia, e ha già raccolto oltre 100.000 firme in tutta l’UE.
Oggi l’iniziativa è stata ufficialmente lanciata nel nostro Paese e presentata a Roma nel corso della conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Ministro della salute Giulia Grillo. Sono intervenuti anche l’eurodeputata Eleonora Evi (M5S), l’On. Ilaria Fontana (M5S) e la Senatrice Loredana De Petris (LeU) presidente del Gruppo Misto, nel complesso di Vicolo Valdina, presso la Camera dei Deputati.
Il Ministro Grillo ha visitato la mostra e ha firmato la petizione europea dichiarando: “Questo è un tema importante e di salute pubblica in quanto il mio Ministero si occupa anche della parte veterinaria e del benessere degli animali. Parliamo di esseri senzienti che provano gioia e dolore: questo è riconosciuto dalla scienza e si riflette nelle nostre scelte. C’è bisogno di maggiore attenzione sia da parte dell’opinione pubblica che della politica. E’ un tema a cui noi siamo molto attenti da sempre e vogliamo rispondere in tutti i modi possibili a questa richiesta. Ci sarà un impegno da parte di questo Ministero nel vigilare e lavorare sul benessere degli animali, promuovendo quelle politiche che vadano in questa direzione. Mi auguro che questa iniziativa dei cittadini raggiunga l’obiettivo prefissato di un milione di firme”.
La mostra resterà aperta al pubblico fino alle 14 del 19 ottobre (dalle 10 alle 18, il 17 e 18 ottobre con ultimo ingresso alle 17,30 e dalle 10 alle 14 il 19 ottobre con ultimo ingresso alle 13,30).

martedì 9 ottobre 2018

Domani arriva davanti al TAR il ricorso di Federcaccia che chiede l’estensione del periodo venatorio, ma per il Wwf “la protezione è la regola, la caccia l’eccezione”.

Si discuterà domani di fronte al TAR dell’Aquila la domanda cautelare presentata da Federazione Italiana della Caccia e Federcaccia Abruzzo contro il calendario venatorio 2018/2019, del quale si chiede un’estensione in termini temporali e nel numero delle specie cacciabili; un ricorso dal quale altre associazioni venatorie si sono dissociate.
Il Wwf ha presentato in proposito un atto di intervento ad opponendum e domani sarà presente in aula con gli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone. Nel proprio documento l’associazione ambientalista risponde punto per punto alle argomentazioni portate avanti nel ricorso, che viene giudicato inammissibile e infondato, e ribatte con la frequente citazione di altre sentenze in merito, pronunciate anche dallo stesso TAR dell’Aquila, a ciascuna delle motivazioni espresse dalle due associazioni ricorrenti.
La richiesta di sospensione delle parti del calendario, che porrebbero limiti all’attività venatoria, appare fondata essenzialmente sulla lesione delle aspettative a esercitare pienamente “il diritto di caccia” da parte dei cacciatori. Ferma restando l’infondatezza di tali richieste, non v’è dubbio che nel bilanciamento degli interessi contrapposti è preminente la tutela di quelli ambientali e della vita della fauna protetta. Lo dice chiaramente la legge 157/92 all’art. 1 comma 2: “L’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno alle produzioni agricole”.
“Colpisce il fatto che si vogliano aumentare i giorni di caccia e le specie cacciabili anche a fronte degli ultimi drammatici incidenti che hanno evidenziato l’incompatibilità tra gli spari e la fruizione turistico-ricreativa del territorio e quando si comincia anzi giustamente a pensare di vietare l’esercizio venatorio nei giorni festivi”, commenta l’avvocato Michele Pezone.

“La 157/92, chiamata riduttivamente “legge sulla caccia”, regola sì anche l’esercizio venatorio, ma le sue finalità non si esauriscono con questa funzione”, ha aggiunto l’avvocato Herbert Simone, che è stato anche vice presidente del Wwf Abruzzo. “In sostanza, la protezione è la regola, la caccia l’eccezione”.
Fonte: Rete8.it

domenica 23 settembre 2018

Protezione civile: firmato il protocollo d’intesa per il soccorso degli animali in emergenza

Il nuovo codice di protezione civile (d. lgs n. 1/2018) all’art. 1 definisce le finalità del Servizio nazionale della protezione civile, introducendo la tutela degli animali, tra le attività che caratterizzano la funzione di protezione civile.

Il protocollo, firmato oggi nella sede del Dipartimento, dal Direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del Servizio Nazionale, Roberto Giarola, e dai rappresentanti delle associazioni (Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Leidaa e Oipa) prevede l’elaborazione di procedure condivise ed efficaci per una risposta in emergenza riguardo al soccorso, la gestione e la messa in sicurezza degli animali e al supporto alla popolazione che abbia animali al seguito. Tali metodologie e procedure dovranno essere adottate specificatamente in base al tipo di evento (o in fase di previsione di evento) e alla sua estensione oltre che alla tipologia di animale.

Gli operatori delle associazioni per la protezione degli animali adeguatamente formati potranno assicurare un efficace concorso alle attività di soccorso e messa in sicurezza degli animali; evacuazione delle strutture con animali; allestimento di strutture temporanee per il ricovero degli animali e di presidi veterinari mobili; supporto all'organizzazione delle aree di accoglienza della popolazione con animali al seguito; assistenza e trasporto di animali non ricongiunti coi proprietari; ricongiungimento di animali smarriti con i proprietari; collaborazione con i medici veterinari liberi professionisti.
L’accordo prevede inoltre la realizzazione di percorsi formativi, rivolti agli operatori del Servizio nazionale di Protezione Civile sulla gestione degli animali e agli operatori delle associazioni firmatarie sui temi di protezione civile.
Sono infine in programma accordi successivi e specifici tra il Dipartimento e le associazioni che sviluppino progetti per la concreta realizzazione degli obiettivi prefissati.
Fonte: protezionecivile.gov.it - 21/9/2017

domenica 16 settembre 2018

Calendario venatorio Abruzzo. Il TAR accoglie parzialmente la sospensiva richiesta dal WWF

Niente caccia alla lepre a settembre. L’Associazione ambientalista soddisfatta per i risultati ottenuti. Grazie anche alle modifiche già ratificate dalla Regione i danni saranno giustamente limitati
“Abbiamo salvato dal massacro quasi centomila lepri!”: è questo il commento a caldo del coordinatore regionale delle Guardie WWF, Claudio Allegrino, alla ordinanza emessa poche ore fa dal TAR in merito al calendario venatorio regionale.
Il WWF aveva chiesto con il suo ricorso la sospensiva per impedire la caccia a settembre alle specie fagiano, quaglia e lepre. I giudici hanno sospeso la caccia alla lepre per il mese di settembre mentre per quaglia e fagiano hanno ritenuto di non esserci più esigenze cautelari: il calendario venatorio nella sua seconda versione si era infatti già parzialmente adeguato prevedendo il posticipo al 1 ottobre per queste ultime due specie nelle aree Natura 2000 (SIC e ZPS).
Il divieto di caccia alla lepre a settembre salverà potenzialmente 98.952 animali: sono stati cancellati infatti 7 giorni di attività venatoria in ciascuno dei quali ogni cacciatore (in Abruzzo secondo i dati Istat 2007 sono 14.136) avrebbe potuto ucciderne una. “Un risultato importante che si aggiunge – sottolinea il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio - agli altri già ottenuti in questi mesi grazie alle puntuali osservazioni presentate dalla nostra associazione e alle osservazioni dell’ISPRA, in parte recepite dalla Regione dopo la presentazione del ricorso del WWF redatto dall’avv. Michele Pezone. Bisogna per questo dare atto all’assessore Dino Pepe di essersi comportato da assessore alla caccia e non da assessore ai cacciatori, come taluni suoi predecessori, sforzandosi di varare un calendario almeno rispettoso delle norme di legge e del buon senso”.

domenica 1 luglio 2018

assemblea Eurogroup for Animals del 27/6/2018: presente la LNDC

 Dopo aver lavorato negli ultimi anni su molte questioni di interesse europeo (costo eccessivo dei farmaci veterinari denunciato alla #CommissioneEuropea; supporto alla Proposta del #ParlamentoEuropeo per impedire la soppressione dei #cani nei #rifugi, pratica purtroppo ancora diffusa in molti Paesi dell'#UE#positionpaper a supporto della tutela del lupo ecc.), la #LNDC è stata ufficialmente invitata a partecipare a #Bruxelles al congresso dell' Eurogroup for Animals, organizzazione a cui partecipano le maggiori associazioni europee di protezione animale. Per LNDC eravamo presente io e l'Avv. Alessandro Dondero.

sabato 3 febbraio 2018

ABRUZZO – IL TAR DÀ RAGIONE ALLE ASSOCIAZIONI

Enpa, LAV e LNDC ricorrono contro l’abbattimento cosiddetto selettivo delle volpi nella Provincia di Teramo. Il TAR conferma la possibile illegittimità di un articolo della Legge Regionale che consente ai cacciatori di occuparsi del controllo delle popolazioni selvatiche e rimanda la questione alla Corte Costituzionale.
Nel mese di marzo 2016 la Provincia di Teramo varò un piano di controllo triennale delle popolazioni delle volpi. Secondo quanto affermato dall’Ente, tale misura si rendeva necessaria per “ridurre l’entità dei danni arrecati alle altre specie di fauna, agli animali domestici e all’uomo e al fine di porre in essere un intervento a tutela della biodiversità”. L’esigenza, sempre secondo l’Ente, era stata sollevata dalle “molteplici sollecitazioni del mondo agricolo e venatorio per la predazione della piccola selvaggina e alle esigenze di riequilibrio delle alterazioni della flora e della fauna selvatica”. Infine, in base all’art. 44 della Legge Regionale 10/04, tale piano di abbattimento cosiddetto selettivo poteva essere realizzato direttamente dai cacciatori.
Enpa, LAV e LNDC, le principali Associazioni di protezione animali in Italia, non potevano certo restare a guardare e presentarono un ricorso al TAR de L’Aquila per sospendere il provvedimento e contestarne la legittimità. In particolare, tramite il lavoro degli avvocati Michele Pezone e Valentina Stefutti, le Associazioni hanno contestato la costituzionalità proprio dell’art. 44 della LR 10/04. La Legge Quadro 157/92, infatti, prevede che l’abbattimento selettivo possa essere realizzato solo da guardie venatorie, che possono avvalersi anche di proprietari dei fondi muniti di licenza di caccia, oltre a guardie forestali e guardie comunali. La Legge Regionale abruzzese, invece, allarga arbitrariamente tale facoltà ai cacciatori tout court, basta che siano nominati dall’Ente.

sabato 27 gennaio 2018

IN CASO DI CALAMITÀ NATURALE L’ATTIVITA’ DELLA PROTEZIONE CIVILE SI DOVRA’ ESTENDERE AL SOCCORSO E ALL’ASSISTENZA DEGLI ANIMALI. ORA CI DOVRANNO ESSERE PROCEDURE CONDIVISE ED EFFICACI.PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO LEGISLATIVO, SUCCESSO DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

La protezione civile ha da oggi per Legge tra le sue finalità e tra le attività da svolgere l’azione di soccorso e l’assistenza degli animali colpiti da calamità naturali, come le popolazioni umane.
Il risultato, con il Decreto Legislativo n.224, pubblicato in Gazzetta Ufficiale “Codice della protezione civile”  è stato ottenuto grazie alla mobilitazione nell’ultimo anno delle associazioni Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Leidaa e Oipa.

“Il riferimento legislativo agli animali è necessario per riconoscere, rafforzare e qualificare quanto già avviene negli interventi in caso di terremoti, alluvioni, nevicate eccezionalidichiarano le associazioni animaliste così potremo superare lo spontaneismo, rendendo sistematico il contributo del volontariato specializzato all’attività di salvataggio, di recupero, messa in sicurezza e gestione degli animali familiari che sempre più le stesse popolazioni richiedono”.