martedì 19 giugno 2012

AMBIENTE E SOLIDARIETA’: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA


Dal 20 al 22 giugno si terrà a Rio De Janeiro la conferenza sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, ed i media nazionali finora, a pochi giorni dall’inizio di questo grande evento, denominato Rio + 20 (perché si tiene nella stessa città brasiliana a distanza di venti anni dal famoso “Vertice della Terra”), non se ne sono affatto occupati. Probabilmente ci saranno alcuni giorni di attenzione proprio durante lo svolgimento del vertice, si cercherà di capire se lo stesso avrà dato qualche risultato, e poi, come al solito, non se ne parlerà più, se non sulle testate specializzate.
Eppure molte cose sono cambiate dalla conferenza del 1992. Oggi le tematiche ambientaliste sono entrate nelle case di tutti, e si è acquisita la consapevolezza che le emergenze planetarie vanno affrontate con l’impegno attivo di tutti i cittadini e con il protagonismo dei territori e delle amministrazioni locali. Questo è anche il concetto di fondo dell’ultimo libro di Lester R. Brown, economista statunitense, considerato uno dei padri dell’ambientalismo a livello mondiale, intitolato Un mondo al bivio.
Si tratta delle cosiddette “buone pratiche” a cui devono tendere in modo sinergico cittadini, aziende, amministrazioni locali, governi. Ci sono già esempi di città “virtuose”, come Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Capannori, le quali, seguendo i criteri si sostenibilità enucleati proprio a Rio de Janeiro 20 anni fa con la cosiddetta Agenda 21, hanno ottenuto importanti risultati in tema di risparmio energetico, pianificazione delle città, realizzazione di infrastrutture.
Ma il futuro ci riserva scenari strabilianti. Sono rimasto molto colpito dalla lettura di un ampio servizio pubblicato sull’ultimo numero di Wired, una rivista di tecnologia e dunque non propriamente “ecologista”, in merito alle cosiddette “smart cities”, le città intelligenti del futuro. Si comprende bene, dalla lettura del servizio, che tra pochi decenni vivremo tutti in “smart homes”, case intelligenti a bassissimo consumo di energia, grazie a impianti solari fotovoltaici e solari termici connessi in rete. La mobilità sarà assicurata da piste ciclabili e servizi pubblici efficienti ed ecosostenibili. Grazie ad internet ci sarà maggiore partecipazione e controllo e maggiore coesione sociale e le città saranno caratterizzate da pluralismo etnico e sociale, e dunque saranno “cosmopolite”.
Quest’ultimo aspetto ha attirato la mia attenzione perché le città del futuro potrebbero essere proprio come le ho sempre immaginate, e come in definitiva vorrei che fossero: ecologiche e solidali.
L’intreccio profondo che viene finalmente in evidenza tra politiche ambientali, sociali e del lavoro, dà ragione a tutti quelli che questa connessione l’hanno sempre intuita. Peraltro non a caso nella conferenza di Rio del 1992 si era parlato non solo di ambiente e cambiamenti climatici, ma anche di migrazioni dei popoli, tema che successivamente è stato però affrontato solo in ambito umanitario, tanto che non è in agenda nella prossima conferenza.
Io penso che Sinistra Ecologia e Libertà dovrebbe rivendicare di avere fatto di questi temi, e cioè ambiente, energia, solidarietà, i punti nodali del proprio programma, che a ben vedere è il programma del nostro futuro. Molti degli attuali esponenti di SEL hanno speso l’intera vita su queste tematiche, cercando di parlare alla mente e al cuore delle persone, e dovendo spesso affrontare con coraggio un certo isolamento.
E ora, ora che nuovi pifferai si affacciano sulla scena politica, occupandosi anch’essi di ambiente o di tecnologia, ma mai di solidarietà e di integrazione tra i popoli quale corollario necessario di un rinnovamento spirituale in chiave ecologica e solidale, si sente quanto mai il bisogno di un movimento che tenga la barra a dritta (e la prua a sinistra) sulla scena della buona politica del nostro Pese.

venerdì 1 giugno 2012

Un amico non si abbandona mai


"Un amico non si abbandona mai" è il tema della campagna di sensibilizzazione contro il randagismo e a favore dell'adozione responsabile, promossa quest'anno da Miss Italia, con il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero della Salute, e con il sostegno di Enpa, LAV e Lega Nazionale Difesa del Cane.
L'iniziativa è stata presentata il 29 maggio al Senato della Repubblica, presenti: Patrizia Mirigliani (Presidente Miss Italia), il Presidente del Senato Renato Schifani, Silvana Amati (Consiglio di Presidenza del Senato), Antonio Tomassini (Presidente Commissione Sanità Senato), Adelfio Elio Cardinale (Sottosegretario Ministero della Salute), Carla Rocchi (Presidente ENPA), Gianluca Felicetti (Presidente LAV), Laura Rossi (Presidente Lega del Cane), Ludovica Perissinotto (Miss Eleganza 2011), Sara Izzo (Miss Fair Play).
L'abbandono di animali è un reato, punito con l’arresto fino a un anno o con un'ammenda fino a 10.000 euro, e una piaga detestabile che tutti abbiamo il dovere di combattere promuovendo le adozioni responsabili di cani o gatti abbandonati o accolti nei canili, e ricorrendo alla sterilizzazione per prevenire le cucciolate incontrollate.
Anche se un censimento ufficiale non esiste, è possibile stimare, infatti, intorno ai 200 mila i cani detenuti nei rifugi in Italia, cui si aggiungono gli oltre 400.000 che vivono in strada. I gatti senza famiglia sono invece circa 2.600.000.
Se le leggi per la prevenzione del randagismo fossero applicate correttamente su tutto il territorio nazionale, il fenomeno, quasi del tutto assente in molte zone del nord e nel centro Italia, ma purtroppo ancora molto presente nelle nostro sud e nelle isole maggiori, sarebbe sconfitto.
Il problema, come è evidente, sta quindi nella capacità e nella volontà delle Istituzioni di assolvere ai compiti che per legge devono svolgere.La maggioranza degli italiani, l’87,2%, nutre nei confronti degli animali un sentimento positivo: per il 35,9% si tratta di un sentimento basato sul rispetto. E’ quanto emerge dal sondaggio Eurispes 2011 secondo cui nel nostro Paese, il 41,7% degli italiani ha in casa un animale domestico.
"Esiste ormai nel nostro Paese ed è in costante aumento una sensibilità diffusa e crescente dei cittadini nei confronti degli animali, di tutti gli animali e non solo di quelli felicemente ospitati nelle loro case – ha detto Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa -. Non si ritiene più tollerabile che le istituzioni si sottraggano sistematicamente, in aree vaste del nostro territorio, ai loro compiti istituzionali, rendendosi direttamente responsabili del triste fenomeno del randagismo. Gli italiani pretendono dalle istituzioni il rispetto delle leggi di tutela degli animali e al tempo stesso si mettono in gioco in prima persona adottandoli direttamente dai rifugi o dalla strada. In questo impegno civile i giovani sono impegnati in prima fila."
“Oltre alla grave responsabilità morale che si accompagna al gesto dell’abbandono di animali, il nostro ordinamento attribuisce una chiara responsabilità giuridica a chi si macchia di questo reato sanzionato dall’articolo 727 del Codice penale fino a 10mila euro di ammenda e 1 anno di arresto per i casi più gravi - ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente della LAV - La prevenzione, anche in questo ambito, è indispensabile e tutti possiamo contribuire: favorendo la cultura del rispetto verso ogni vivente, a scuola come nell'educazione dei nostri figli, denunciando chi abbandona o maltratta un animale, adottando un animale abbandonato o ospite in canile, peraltro in forma gratuita; ricorrendo alla sterilizzazione per limitare le cucciolate. Il randagismo è anche un costo che ricade su tutti i cittadini: se consideriamo che la tariffa media per ogni cane in canile corrisponde a circa 1.000 euro l’anno, tale cifra, moltiplicata per la media di 7 anni di permanenza in canile, raggiunge i 7mila euro per ciascun cane dal suo ingresso nella struttura fino alla morte. A questo costo si aggiunge la sofferenza, incalcolabile, degli animali abbandonati che spesso hanno un'aspettativa di vita molto bassa. Rispettare gli animali fa bene a tutti".
“Questa iniziativa, a cui va il nostro plauso, rappresenta un altro importante passo in avanti nella lotta al randagismo. - ha dichiarato Laura Rossi, Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - L'ultimo Rapporto Italia di Eurispes rappresenta un'autorevole e indiscutibile conferma del sostegno espresso dagli italiani alle battaglie combattute dalle associazioni animaliste, per garantire agli animali il riconoscimento e la piena tutela dei loro diritti. Per noi tutti, questo rappresenta un motivo di piena soddisfazione, ed è la conferma che il nostro impegno quotidiano sta producendo i risultati auspicati. Ma, Il fenomeno dell’abbandono dei cani è purtroppo ancora molto presente nel nostro Paese, ed è una piaga che incrementa le svariate problematiche relative alla diffusione del randagismo. Per questo proseguiremo con tenacia in questa battaglia, puntando a incidere sia attraverso la promozione di una cultura e un’educazione alla cura e alla “relazione” con gli animali sia attraverso un inasprimento delle pene già previste contro chi si macchia di questo reato”.
Guarda la notizia sul sito di Miss Italia
http://www.missitalia.it/News/ComunicatiStampa/tabid/119/ArticleID/234/ArtMID/531/Miss-Italia-promotrice-della-campagna-contro-l%E2%80%99abbandono-dei-cani.aspx#.T8XDckXnAjB

Guardie Zoofile addio – così vuole la Camera dei Deputati - Per l'On.le Beccalossi l'animalismo è distorto.


GEAPRESS – Le Guardie Zoofile previste dalla Legge 189/04, ovvero quella contro i maltrattamenti, dovranno agire solo su disposizione e coordinamento delle ASL o dell’Autorità di Pubblica Sicurezza. Lo ha stabilito la Commissione Agricoltura della Camera condizionando così il parere favorevole alla proposta della nuova legge sul randagismo n.1172. Si tratta in realtà del più pericoloso pastrocchio ampiamente manomesso da settori verosimilmente riconducibili ad associazioni di categoria e che cristallizza (tanto per dirne una) il concetto di animale d’affezione, ai soli cani e gatti. Il tutto, se non contrasta con la liberalizzazione della attività economiche e gli obblighi per le imprese.
Lo stesso concetto, del resto, è stato ulteriormente confermato pochi giorni addietro dalla XIII Commissione della Camera dei Deputati, ovvero quella Agricoltura.
I guai, però, non finiscono qui. I componenti della Commissione presenti il 23 maggio scorso, con la sola astensione dell’On.le Basilio Catanoso (PdL), hanno di fatto condizionato il testo in esame al fatto che le Guardie Zoofile potranno agire in subordine ad ASL e Autorità di Pubblica Sicurezza.
Il primo campanello d’allarme era arrivato il 16 maggio scorso, quando il Presidente della Commissione, On.le Paolo Russo (PdL) ha preso atto che alcuni gruppi avevano segnalato l’opportunità di ulteriori approfondimenti al testo. In tale contesto era stata confermata l’esigenza di un parere per la cui stesura si era già dato incarico al Relatore della proposta, On.le Antonio Cuomo (PD).
Evidentemente alcuni gruppi non erano però ancora pronti ed a tal proposito l’On.le Viviana Beccalossi (PdL), oltre a dichiarare che il suo gruppo non era ancora in grado di deliberare, sottolineava come il provvedimento prevenuto alla XIII Commissione era lontano dalla realtà. Bisognava pertanto rimediare anche se l’esternazione della Beccalossi richiamava un intervento dello stesso Presidente Russo. Per quest’ultimo non occorrono valutazioni generali, ancorché non pertinenti alla limitata competenza in sede consultiva della Commissione.
Piccola polemica a parte, già il 16 marzo il parere presentava sia l’amputazione dei poteri delle Guardie Zoofile che il subordine nel quale il testo deve essere considerato rispetto alle superiori esigenze economiche. Nella successiva seduta del 23 maggio, il Relatore On.le Cuomo dichiarava avvenuti i contatti con i relativi gruppi ed in particolare di come il parere si fosse avvalso delle proposte dell’On.le Giovanna Negro (LNP) e della stessa Beccalossi la quale, tanto per completare il quadro di esternazioni forse inopportune, voleva a questo proposito sottolineare come la Commissione si occupava di animali d’affezione anche in considerazione di talune distorte visioni del mondo animalista.
Giova ricordare che la proposta di ridurre drasticamente i poteri delle Guardie era già stata avanzata in precedenti passaggi parlamentari. Quando il 23 maggio è stato votata la proposta di legge in XIII Commissione, con voto positivo condizionato però al parere di cui sopra, quest’ultimo era di fatto identico a quello del 16 maggio.
Chi vuole pertanto ridurre in un cantuccio l’attività delle Guardie Zoofile? Stante ai contributi riferiti dal Relatore, ovvero a quelli degli On.li Negro e Beccalossi, non può non rilevarsi come entrambe, veronese la prima e bresciana la seconda, fanno parte dell’Intergruppo Parlamentare Amici del Tiro, della Caccia e della Pesca. Una lobby parlamentare che già in altre occasioni ha dimostrato di sapere fare bene il suo lavoro.
Giovanni Guadagna, 30/05/2012